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Emperor - Anthems To The Welkin At Dusk
( 6940 letture )
Theourgía «significa etimologicamente e di fatto la costrizione degli dèi, cioè un procedimento o un metodo che, praticato dagli uomini, agisce in modo vincolante sugli dèi o - in senso più generale - su tutte le classi di esseri sovrumani superiori e così stabilisce un collegamento diretto fra questi ultimi e gli uomini in vista del raggiungimento di scopi precisi».*
Teurgìa e dunque la zona più interna e segreta della magia, la zona forse più alta; perfino S. Agostino, riconoscendo le sue radici più remote presso i caldei, gli egizi e gli iraniani disse Magia ossia goëtia, secondo il nome più detestabile; ovvero teurgia, secondo il nome più onorevole».**


Se nel blackmetal dei primi anni '90 la Norvegia poteva vantarsi di possedere diversi mágoi, capaci di creare notevoli atti di misticismo, poteva vantarsi ulteriormente di aver dato vita a quella che forse si può reputare l'unica incarnazione della teurgìa, ovvero gli Emperor.
Già le arti magiche dell' Imperatore si erano rivelate potenti ed eccentriche benché la Sua giovane età: i percorsi dei demo Emperor e Wrath of the Tyrant avevano marcatamente segnato l'oltrepassaggio dall'epoca del death metal all'oscuro mondo del blackmetal; un mondo del tutto personale ed enigmatico, fondato - soprattutto - sulle mefistofeliche tastiere di Ihsahn, ma anche sulla capacità di scomodare le figure più altisonanti del mondo "nascosto" - angeli, maghi, Satana stesso - per muoverli a piacimento all'interno della proprio ossimoro di pantomimica musicale chiamato In the Nightside Eclipse. È praticamente impossibile immergersi in quell'album e scindere se stessi dall'oscurità che esso crea; tutto il mondo dell'invisibile è stato chiamato in causa per officiare alla causa: dalle stregonerìe più occulte ai paesaggi più disparati e mozzafiato della Norvegia.
Eppure su questo mondo di magi che è il blackmetal, mondo che - tanto l'uno, quanto l'altro - si fonda su talismani, gesti liturgici, offerte, formule, i teurgici Emperor riescono a distaccarsi da tutti perchè incarnano la gnôsis, la conoscenza della vera essenza degli dèi; solo essi riescono a comunicare con il divino e con il grado supremo dell'invisibile.
Anthems to the Welkin at Dusk riesce a creare non tanto una ben precisa teofanìa o epifanìa, ma una vera e propria cosmogonìa. Le differenze col precedente capolavoro sono palpabili fin dai primi secondi dell'album.
Alsvartr - the Oath è un insieme di elaborate sinfonie partorite dal factotum Ihsahn; il luogo è una zona immaginaria al di la di ogni nazione; il tempo è un incrocio di diacronìe che vanno dalle atmosfere e dalle architetture tipicamente medievali ad una colonna sonora feudale che si applica bene alle orchestrazioni più complesse e intricate del periodo romantico. Questo inno all' Imperatore si svolge in una "zona x" atemporale che intende fare un revival neo-gotico con gli strumenti che meglio sanno abbracciare quei giovani ragazzi che non possono più scaricare - per problemi anagrafici e forse anche geografici- nel mondo punk/hardcore le loro rabbie e oppressioni.
Alsvartr - the Oath è l'opus luciferino per eccellenza. Con la caduta a picco dal Paradiso, Lucifero si porta con se quelle schiere angeliche che poi saranno bandite e ripudiate dalle altre schiere celesti. La mutazione degli Emperor si sente in questi primi secondi: le chitarre di Samoth cominciano a tessere le prime sinfonie finchè scoppia il rullo di trombe e tamburi per l' Imperatore.

O'Nightspirit!, I am at one with thee. I am the eternal power. I am the Emperor.
Winds and storms, embrace us now. Lay waste the light of day. Open gates to darker lands. We spread our wings and fly away.


Ye Entranceperium parla di tempi remoti ma ancora limpidi nella mente del referente; la capacità mesmerizzante degli Emperor tributa le odi a Euronymous grazie al riff di apertura (riff scritto appunto da Årseth e udibile in qualche bootleg dei Mayhem) ma riesce ad abbandonare totalmente quel mondo così facilmente riconducibile ai classici stilemi del primigeno black/death. La direzione si sposta in tutt'altra zona; un'area dove le chitarre sono in perenne vibrazione, le maestose sinfonie imperiali emergono dal resto della strumentazione mentre la terribile doppia cassa di Trym Torson (reclutato dai cugini Enslaved a seguito dell'incarcerazione di Bård "Faust") conferisce all'opera quel senso di solennità e di intoccabile magnificenza che si può solo ammirare e non si deve pretendere di capire. I riff scivolano omogenei e organici finchè al coro "Emperium" (al minuto 2:55) parte quel fraseggio che da più di dieci anni mi mette puntualmente la pelle d'oca. E il tripudio panico di strumentazione si concretizza alla fine, sotto il blast-beat bellico di Trym e anche sotto a vaghissimi accenni insistenti di synth "elettronici" che distorcono le prospettive dell'ascoltatore buttandolo nel vortice cosmico di quel battito d'ali demonianche che cadrà sulla bocca dell'imbuto infernale.
La magnifica mistura di metal estremo e musica classica sinfonica permea, ovviamente, lungo tutto il corso dell'album distinguendosi per qualità da tutto il resto di blackmetal sinfonico che si respirava all'epoca in Europa. Thus Spake the Nightspirit è un violenta carica sonora che si trasformerà in uno degli inni "emperoriani" per eccellenza; all'intonazione di "Nightspirit, spirit, spirit, embrace my Soul" le acque si placano giusto per un volo verso l'alto, scrutando il panorama dell'impero che si costruendo; un impero costruito sotto quel paradigma del tutto emperoriano che verrà per sempre ricordato come caos controllato.
Dalle squillanti trombe che accompagnano Ensorcelled by Khaos alle furiose strutture di The Loss and Curse of Reverence il mondo di questo famigerato quartetto è incasellato nei minimi particolari sfidando perfino le possibilità tecniche/meccaniche delle registrazioni e delle produzioni dell'epoca. Dove il prodotto potrebbe anche peccare - giusto per cercare il pelo nell'uovo - di equalizzazioni o di bilanciamenti sonori, entra in scena la qualità delle composizioni a riportare il fattore estetico su livelli vertiginosi.
Le sinfonie di The Loss and Curse of Reverence si altalenano, nel corpo del brano, fra i rimandi a In the Nightside Eclipse e fra momenti più "progressive"; i riff di apertura di The Acclamation of the Bonds ricreano quell'epica solennità che si era intrapresa qualche brano prima, cedendo lo scettro del creatore-protagonista ai sintetizzatori che continuano a citare esempi di Wagner e Grieg rapiti però dal loro mondo post-romantico per farli approdare in una nuova sede fatta di sublime, terrore e tempesta.
Con With Strenght I Burn si toccano i massimi vertici dell'album e delle composizioni in generale degli Emperor. La voce vincolo/messianica di Ihsahn approfondisce quegli accenni sperimentali che si erano sentiti durante il corso dell'album: il cantato in pulito. Più che un cantato melodico e trasportante è l'inno di disperazione e di conclamazione di chi è il solo in grado di riferire la parola inconoscibile del divino (e dell'invisibile) all'umano (visibile e corruttibile):
For once I wish to see the entity behind the voice. The face of this seduction, the beauty of my pain.
Le incredibili odi di Ihsahn cambiano registro dall'urlato, al cantato, al parlato e di nuovo all'urlato mentre le orchestrazioni trionfano alle sue spalle, e finchè in chiusurà partirà un assolo mozzafiato (anche questo, perenne causa di brividi) che culminerà con la tragedia emperoriana del protagonista di questa epopea faustiana. Dopo aver avuto accesso alla "vista" e alla conoscenza endodivina, non resta altro che morire arso vivo:
Grant me sight so I can see that which lies ahead of me. Cursed be my mortal eyes for dying in the realm of Death [...] Even though, I nothing learned. With strength I burn...
Perchè, come la visione di Zeus da parte di Semele, non porta all'apprendimento ma alla palese dimostrazione che non si può tramandare la gnôsis; si può solo morire con essa, ma trasformarsi all'interno di essa.
La malinconica presa di coscienza ha la sua colonna sonora nella struggente e solenne The Wanderer: la chitarra solista compie dei soliloqui in mezzo alle colonne di batteria e accentuata da coronamenti di archi.

Ulteriori perle che si trovano all'infuori da Anthems to the Welkin at Dusk, ma che sono situate all'interno della stessa cosmogonìa, si possono trovare nell' EP Reverence (puntualmente ristampato in coda all'album in oggetto, e quindi degno di nomina) che è costellato dal distico In Longing Spirit e Opus a Satana. Il primo inno è una sorta di voce narrante che si domanda il perchè della propria fine, diventando un naturale pendant di With Strenght I Burn.
Opus a Satana non è altro che la dimostrazione maniacale del genio di Ihsahn: la totale re-interpretazione del classico Inno a Satana tradotta appunto come opus/opera. Meravigliose sezioni d'archi tracciano le stesse partiture che tesserono le chitarre qualche anno prima; tamburi cavallereschi e trombe altisonanti scandiscono questo postludium che non è altro che l'inno di autoreferenza che gli Emperor fanno a se stessi.
In Sempiterna Gloria

The Emperor is alive.... long life to the Emperor

note:
*Theodor Hopfner - commento su Iside e Osiride di Plutarco
** Roberto Calasso - Il Rosa Tiepolo



VOTO RECENSORE
92
VOTO LETTORI
92.84 su 352 voti [ VOTA]
Galilee
Martedì 26 Settembre 2017, 21.53.44
35
Il Black è un genere che non seguo più da anni. Però il Black Norvegese continuo ad ascoltarlo costantemente. Le mie band preferite erano Gli Emperor, i Darkthrone e Burzum. Poi vabbè adoro gli Impalrd Nazarene ma non c'entrano una cippa. E comunque considero questo disco l'apice di un intero genere. Anche secondo me questo album è pura arte.
Mulo
Martedì 26 Settembre 2017, 21.45.40
34
Arte purissima,comprati tutti (e vissuti) quando sono usciti..... Molti dicono che gli anni '90 sono stati anni bui.... Io che li ho vissuti se li paragono agli ultimi 15 anni mi metto a ridere,ai tempi quando andavo a far spesa fremevo per godermi quei capolavori che uscivano.... Take me back to the 90's please!!!
lisablack
Martedì 26 Settembre 2017, 21.25.52
33
D'accordo in pieno..i primi Emperor e i primi Satyricon per me sono la vetta più alta del Black Metal..meravigliosi e magici con atmosfere irripetibili. Sono talmente innamorata di quei dischi che ogni volta ci trovo qualcosa di più bello, è un'emozione anche dopo 25 anni. Sono proprio gli album della mia vita..
Mulo
Martedì 26 Settembre 2017, 21.18.15
32
Disco allucinante di una bellezza estrema,un capolavoro dall'inizio alla fine.... Comprai già il predecessore e aspettai con ansia la sua uscita.... Ricordo quando sentii The loss... in un programma metal radiofonico che facevano dalle mie parti,rimasi letteralmente a bocca aperta!!! I 4 degli Emperor e i primi 3 dei Satyricon sono la vetta più alta di suonare in certo tipo di metal.1000/100
Fredrik
Giovedì 22 Giugno 2017, 22.10.19
31
Semplicemente il miglior disco di tutti i tempi. Non serve aggiungere altro.
EE
Mercoledì 14 Dicembre 2016, 23.38.49
30
97. La perfezione non esiste, ma qui la si sfiora (non c'è una nota fuori posto). Secondo me anche superiore a In the nightside eclipse (comunque da 95, il che la dice lunga)
Fly 74
Sabato 22 Ottobre 2016, 1.11.54
29
100. Questa è la vetta ! Da qui si può solo scendere.
terzo menati
Mercoledì 6 Aprile 2016, 18.18.32
28
Non ricordo se l'ho commentato, ma per me questo è uno dei dieci album più belli di tutti i tempi, non solo Black che per me in questo caso è riduttivo. Per me supera il bellissimo predecessore e tutti i suoi colleghi contemporanei. Il voto ovviamente è 100 e lode
Macca
Mercoledì 6 Aprile 2016, 18.06.33
27
Bellissimo album, uno dei pochi dischi black metal pre anni 2000 che riesco ad ascoltare con immenso piacere. Tuttavia non c'è solo black metal, già si intravedevano le potenzialità e le derive di Ihsahn al di fuori del confini black: "Thus Spake The Nightspirit" e "With Strength I Burn" ne sono uno splendido esempio.
space dye-vest
Martedì 9 Febbraio 2016, 10.02.50
26
MIglior album black metal di tutti i tempi.....l'angoscia sul pentagramma.... di molto superiore a in the nightside eclipse.
lisablack
Sabato 6 Giugno 2015, 19.58.05
25
Bellissimo, che band straordinaria gli Emperor! Atmosfere da brivido, emozioni a fior di pelle..di poco sotto In the Nightside Eclipse, voto 99 !!
CYNIC
Sabato 9 Agosto 2014, 9.40.07
24
P.S.: troppo poco 92 (che è un voto altissimo) questo '' È '' il black metal, punto e basta. 100/100
therox68
Venerdì 2 Agosto 2013, 21.00.04
23
Delirious Nomad: "At" significa come preposizione, anche ma non solo, "al" nel senso di "durante". Gli inni sono rivolti al cielo perché "to" indica direzione, fine o scopo. Quindi gli inni sono rivolti al cielo durante il crepuscolo.
manaroth85
Martedì 11 Dicembre 2012, 20.19.08
22
grandissimi...ottimo disco
il vichingo
Martedì 27 Novembre 2012, 14.34.41
21
Stupenda recensione Moro. Per quanto concerne la band, penso che il mio avatar sul forum parli chiaro. Amo gli Emperor, questo è stato uno dei dischi che mi hanno introdotto nel regno del Black Metal. Come hanno scritto Enry ed Undercover i lavori successivi sono apprezzabilissimi ma inferiori e, anche se per quanto mi concerne In The Nightside eclipse resta irragiungibile, Anthems è un altro album da 100/100, quando ascolto Ye Entrancemperium sento ancora i brividi nella schiena.
Delirious Nomad
Martedì 27 Novembre 2012, 14.24.21
20
Una recensione veramente di alto livello, complimenti! Il disco non lo possiedo ancora purtroppo, ma sentendolo spesso nominare mi é venuto un dubbio: il titolo significa più "Inni al cielo al crepuscolo" (il cielo é al crepuscolo) o "inni al crepuscolo al cielo" (gli inni si fanno al crepuscolo ma al cielo in generale)?
herr julius
Venerdì 3 Agosto 2012, 15.44.58
19
Un album pazzesco. Quando lo sento mi vibrano tutte le cellule, mi sento in uno stato soprannaturale. Lo considero un album divino, elitario, asociale, introverso, concepito da menti superiori per menti superiori. Ihsahn per me è artisticamente una divinità, la sua aura poi da misantropo intellettuale norvegese nel senso positivo del termine, maturato senza diventare una macchietta (come il conte), fa si che sia uno dei miei idoli moderni (nel senso anagraficamente più giovani di me). Per me questo è uno dei pochissimi album “recenti” che possono competere con i grandi classici del passato. Dico recente perché dal 2000 in avanti le ultime novità non mi hanno più detto nulla. È un disco estremo, violentissimo, cacofonico, assolutamente per pochi, ma racchiude in se tante di quelle emozioni contrastanti che ancor oggi mi meraviglio possa essere stato partorito da una band di timidi ragazzi poco più che ventenni. È come se si mettesse in un frullatore musica classica, marce miltari, gli slayer di reign in blood, il king diamond più allucinato, per poi lavorare il composto a freddo fino ad ottenere una ricetta dal gusto inequivocabile che ti fa dire: eh si sono proprio gli emperor. Il primo era favoloso ma questo è più maturo, più difficile, ti si appiccica addoso come una seconda pelle…solo dalla scandinavia più remota poteva nascere un prodotto simile. Chi ci è stato più volte e ama quei luoghi può capirlo. Una persona solare no.
sawyer
Mercoledì 30 Novembre 2011, 19.35.55
18
questo e' un capolavoro signori!alziam la media va!mio voto 99.
SNEITNAM
Martedì 24 Maggio 2011, 20.29.33
17
Per me è un 100 assoluto perchè è una pietra miliare che mi emoziona dall'inizio alla fine. Concordo in pieno con chi non lo definisce Black Metal, nonostante ciò che gli Emperor avevano scritto nel retro. Possiamo definirlo un Symphonic Extreme Emperial Metal? Capolavoro di immenso valore, monumentale!
enry
Martedì 24 Maggio 2011, 19.41.18
16
Ecco, questa volta Undercover mi ha anticipato e quindi mi limito a quotare, è proprio una questione di genere e, molto semplicemente, quel genere mi piace meno di questo.
Undercover
Martedì 24 Maggio 2011, 16.34.39
15
@Moro, sono d'accordo con te che quei dischi potevano scriverli solo gli Emperor ma non è black, non è il black degli Emperor, è un altro genere, un'altra forma d'arte ripeto pregevole ma che comincia ad avere toni troppo cristallini e meno oscuri e la cosa per quanto gradita non mi prende come con i primi che per me rimangono ineguagliabili.
Doom
Martedì 24 Maggio 2011, 16.29.34
14
infatti il mio preferito è prometheus
Moro
Martedì 24 Maggio 2011, 11.25.37
13
@enry e Undercover: invece gli Emperor, secondo me, sono stati il pefetto esempio di come una band poteva andare avanti verso un genere consolidato; invece hanno deciso di abbandonare la strada spianata per andare su altri lidi. IX Equilibrium per quanto era considerato un disco di transizione è un interessantissimo esempio di "death-black" sinfonico: la versione brutale di Anthems che ha abbandonato le trame chitarristiche più aperte e "a ragnatela". Prometheus è semplicemente un disco che è uscito, forse, troppo presto. E' un album colto e cortese... solo l'Imperatore poteva crearlo.
Painkiller
Martedì 24 Maggio 2011, 10.26.36
12
mi sto avvicinando ora al black ed ho appena ordinato IN THE NIGHTSIDE ECLIPSE ma che questo sembra essere una perla del genere......mi sa che presto sarà mio.....
andrea
Lunedì 23 Maggio 2011, 15.53.00
11
ma che recensione fantastica è?! non mi riferisco all'apprezzamento di un album che amo, ovviamente, ma a come è scritta, e grandi citazioni! complimenti Moro! - e grandissimo disco, forse in fondo in fondo l'ho sempre preferito a in the nightside...
Bloody Karma
Lunedì 23 Maggio 2011, 10.32.13
10
sicuramente "Nightside" è superiore per ragioni storiche, ma affettivamente "Anthems" è il mio preferito in assoluto della discografia degli emperor/Ihsahn
Hel
Lunedì 23 Maggio 2011, 3.40.50
9
Per me rimarrà sempre e comunque un 100. Ogni commento è superfluo.
enry
Domenica 22 Maggio 2011, 18.44.00
8
Undercover: idem, i dischi venuti dopo sono di pregevole fattura, ma ho sempre avuto la sensazione che se sulla copertina non ci fosse stato scritto Emperor avrebbero fatto meno clamore. La parola "capolavoro" la spendo per questo e per In The Nightside Eclipse.
Undercover
Domenica 22 Maggio 2011, 17.19.46
7
E riquoto Enry... anche per me "Nightside" rimane superiore a questo, dopo onestamente per quanto siano album pregevoli non mi hanno interessato granché.
enry
Domenica 22 Maggio 2011, 8.29.00
6
Un classico del black metal tutto, anche se per me In The Nightside resta un pelo sopra...90/100
Claus
Sabato 21 Maggio 2011, 23.01.17
5
La migliore black metal band made in Norge...Immensi
dopecity
Sabato 21 Maggio 2011, 23.00.49
4
IL disco Black Metal
Nightblast
Sabato 21 Maggio 2011, 21.34.13
3
Che disco incantevole...Questo non è solo Black Metal suonato, composto ed arrangiato alla perfezione, è pura arte. Forse il migliore in assoluto degli Emperor, anche se "In the Nightside..." possiede un'aura unica ed irripetibile...
Electric Warrior
Sabato 21 Maggio 2011, 11.49.48
2
Il black non è tra i miei generi preferiti, ma gli Emperor sono gli unici, nel genere, a riuscire a trasmettermi forti emozioni. Album splendido, bella rece.
Lizard
Sabato 21 Maggio 2011, 11.00.28
1
Splendido, solenne, evocativo... Veramente magico.
INFORMAZIONI
1997
Candlelight Records
Black
Tracklist
1. Alsvartr (The Oath)
2. Ye Entrancemperium
3. Thus Spake The Nightspirit
4. Ensorcelled By Khaos
5. The Loss And Curse Of Reverence
6. The Acclamation Of Bonds
7. With Strength I Burn
8. The Wanderer
Line Up
Ihsahn - vocals, guitar, keyboards
Samoth - guitar
Trym - drums
Alver - bass
 
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