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HammerFall - Infected
( 9130 letture )
Evoluzione: Lenta, graduale trasformazione (Dizionario Zanichelli).

L’evoluzione è ciò che da millenni porta avanti lo sviluppo di ogni specie sul nostro pianeta: non si parla solo di evoluzione fisica o cerebrale, ma, nel caso degli esseri umani, anche di capacità, di conoscenze, di cultura e tecnologia. Da sempre, al di là di alcune eccezioni, chi non è in grado di adeguarsi a determinati cambiamenti e chi non dimostra flessibilità e capacità di adattamento finisce per estinguersi o finire relegato ad un livello più basso della scala evolutiva. In musica accade la stessa cosa: vi sono pochi gruppi che mantengono per tutta la durata della loro carriera un medesimo indirizzo stilistico o, almeno, ve ne sono pochi che lo fanno continuando a risultare interessanti e non privi di fantasia ed idee. Tutte le band, nella propria carriera, sperimentano almeno per una volta sonorità che si allontanano anche solo di poco dalle consuete coordinate musicali, risultando coraggiosi, sconsiderati, commerciali, geniali, venduti, ecc.

Questa premessa darwiniana serve a mettere in chiaro l’aspetto forse più macroscopico dell’ultima fatica degli HammerFall, Infected: quest’album, infatti, farà sicuramente discutere. Chi ha amato gli HammerFall di Glory To The Brave si sentirà probabilmente almeno spiazzato da alcune soluzioni musicali offerte in questo lavoro, mentre chi non ha mai sopportato Joacim Cans e soci potrebbe trovare interessanti alcuni spunti dell’album. Si era parlato già con No Sacrifice, No Victory di un lieve cambiamento nella struttura delle canzoni del gruppo svedese, dal momento che le influenze heavy avevano ormai quasi preso il sopravvento su quelle power, costringendo anche il cantante ad una prestazione più energica e meno improntata sugli stilemi classici del metal più melodico; Infected, però, dividerà i fan come mai prima d’ora e, come accennato in premessa, ci sarà chi li riterrà coraggiosi per la scelta di variare ulteriormente il loro sound, chi li disprezzerà per questo stesso motivo, chi continuerà ad amarli e chi a detestarli. La prima cosa di questo lavoro che salta all’occhio è la copertina, dove notiamo la presenza di un logo sanguinolento e di una mano in pieno stile film di Romero; sono dunque spariti i vividi colori cui ci avevano abituato i cinque svedesi, così come è sparita la loro “mascotte”: il cavaliere in armatura Hector (a meno che non sia improvvisamente defunto e di conseguenza la mano sia la sua, ovviamente). Solo per dovere di cronaca bisogna dire che inizialmente gli HammerFall avevano optato per mettere in primo piano il simbolo dell’infezione biologica, rimuovendolo successivamente per timore di possibili cause legali da parte dei Biohazard. Venendo finalmente alla musica, si può dire che il primo brano del lavoro metta già gli ascoltatori di fronte al dilemma “Prendere o lasciare”; sì, perché Patient Zero è il manifesto delle nuove intenzioni del gruppo e sembra scritto da un’altra band rispetto a quella che ha inciso Hearts On Fire, solo per citarne una. Si tratta infatti di un mid tempo di granitico heavy metal che potrebbe uscire dal Black Album, e che solo ad un certo punto vira inaspettatamente verso lidi più power (ma non troppo). Peraltro, il brano dà il meglio di sé proprio nella sua prima metà più atipica, anche se l’assolo finale della canzone, contenuto nella parte più classica, è memorabile. B.Y.H., acronimo per Bang Your Head, è un brano più power, ma mantiene la sua atipicità a causa di un riffing di maggior spessore rispetto ai canoni cui ci hanno abituato gli HammerFall e ad alcuni stacchi, non tutti riusciti, in cui Joacim Cans da però il meglio di sé. One More Time, singolo dell’album, inizia, al pari di Patient Zero, con un ritmo cadenzato accompagnato da una batteria che sembra far da sottofondo ad una marcia militare; la strofa è puro heavy metal al 100%, mentre il ritornello riporta il ritmo su quello dell’introduzione, risultando peraltro non troppo convincente, anche se di sicura presa dal vivo. Gli HammerFall scelgono poi di sorprenderci di nuovo inserendo alla fine della canzone, prima dell’ennesimo scialbo ritornello, un break solista di Joacim Cans, accompagnato solo da un lugubre pianoforte. Si tratta insomma di un brano che mescola un po’ tutti i nuovi aspetti del nuovo corso intrapreso dai cinque svedesi e, al di là di ciò che si possa pensare su di esso, è sicuramente spiazzante ed innovativo.
The Outlaw, invece, è un brano pienamente riconducibile allo stile classico del gruppo, con un tipico ritornello corale power (estremamente piacevole peraltro) ed un’ottima prova congiunta di chitarristi e cantante. Send Me A Sign, nonostante sia una cover in inglese di Hol Van A Szo, degli ungheresi Pokolgép, è il brano perfetto per gli HammerFall: si tratta infatti di una classica ballad dove Joacim Cans può sfoderare tutte le sue qualità, accompagnato da un delicato arpeggio di chitarra. Dia De Los Muertos, a dispetto di un’introduzione che fa presagire un’altra Patient Zero, è forse il brano più power dell’intero album e farà felici i fan di vecchia data. i Refuse ci riporta su lidi più heavy, con l’ormai consueta batteria cadenzata e marciante ed il riffing in evidenza, anche se la formula non funziona bene come in altri brani che abbiamo già analizzato. 666 – The Enemy Within (ah, se ci fosse ancora il PMRC) è un ibrido fra sonorità heavy e power, con un uso delle tastiere particolare e l’ennesimo inaspettato cambio di tempo a metà canzone; tenendo fede alla sua caratteristica di ibrido, risulta ostico ad un primo ascolto e dà l’idea che la seconda metà sia riuscita meglio della prima. Nel complesso, difatti, i brani ibridi di questo album danno a volte l’impressione di un collage troppo forzato fra le varie parti, anche se, quando queste sono in equilibrio fra loro, gli stessi brani risultano azzeccatissimi. Immortalized mantiene le chitarre in primissimo piano, offrendoci un altro mid tempo heavy con stacchi corali che poi sfocia in un classico pezzo power; da segnalare un eccellente assolo ed un’eccellente interpretazione di Joacim Cans. Let’s Get It On inizia con una finta parte live per poi sfociare in un riff al confine fra thrash e power, prima che il cantata riporti tutto il brano in ambito power; troviamo anche qui alcuni stacchi corali non sempre brillanti, ma nel complesso il brano è decisamente coinvolgente e piacevole. Redemption, traccia finale dell’album, è anche la più lunga dell’intero platter: al pari di altre tracce, qui gli HammerFall si dilettano a variare molto la mistura, alternando momenti power ad altri heavy, inserendo anche breaks lenti e tastiere epiche; la formula, tuttavia, come già abbiamo evidenziato a proposito di 666 – The Enemy Within e di altri brani, riesce fino ad un certo punto. Le singole parti di Redemption, prese da sole, sono assolutamente brillanti, ma l’amalgama risulta spesso difficoltoso in vari punti della canzone.

Dare un giudizio finale su questo album, come avrete intuito, risulta decisamente complicato, a prescindere dal fatto che Infected dividerà radicalmente i fan e gli appassionati del metal in generale come pochi lavori: la sensazione generale che si avverte all’ascolto è che gli HammerFall, per evitare di sfornare un altro lavoro per cui sentirsi dare dei poco originali, abbiano però in alcuni tratti esagerato. Abbiamo evidenziato difatti come molte canzoni presentino un ibrido fra diversi generi, alternando momenti power ad altri puramente heavy, inserendo qui e là stacchi corali e parti più lente che non sempre centrano il bersaglio. In compenso, però, quando la miscela funziona il brano risulta fresco come poche altre canzoni degli HammerFall. Al tempo stesso, i brani più atipici del disco risultano sicuramente fra i migliori, a conti fatti. Parlando dei singoli musicisti, Joacim Cans sfodera una prestazione di assoluto livello ed i due chitarristi esplorano con successo vari stili, risultando difficilmente banali a prescindere dai brani nella loro interezza. Anders Johansson, poi, è il più poliedrico dell’intero gruppo, dal momento che alterna tipiche cavalcate con la doppia cassa a momenti in cui, come già detto, sembra che stia scandendo il passaggio di un’autocolonna. Infected, insomma, è un lavoro sicuramente da ascoltare: non si attesta sempre su buoni livelli, anzi, ma certamente non è un tradimento o uno schifo come molti avevano proclamato ancor prima di ascoltarlo; si può pertanto dire che sia un lavoro di transizione e, fermo restando che gli HammerFall meritano comunque rispetto per aver scelto di intraprendere questa strada, la cosa migliore per farsi un’opinione di questo album è liberarsi da preconcetti ed opinioni altrui, prendere le cuffie e spingere su PLAY. Buon ascolto!



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
56.18 su 87 voti [ VOTA]
Silvia
Giovedì 7 Marzo 2019, 12.37.59
33
Non e' fra i miei preferiti del gruppo ma a mio parere questo album ha fatto storcere il naso principalmente x una questione di immagine, mancava Hector e c'erano gli zombie in quel video che non sembra neppure diretto da Ullaeus tant'e' comico (x me). Joacim sempre grande, se vi piace la sua voce consiglio i suoi album solisti (dove utilizza la timbrica in modo diverso) e le reinterpretazioni di brani tradizionali che si trovano sul web. Con gli HammerFall e' al servizio del gruppo e sfodera una minima parte di cio' che sa fare
Andrea
Lunedì 24 Ottobre 2016, 14.35.01
32
A me questo album rimanda molto agli ultimi Saxon.
nicola
Domenica 21 Settembre 2014, 0.39.16
31
grande disco lo quasi macinato a forza di ascoltarlo
Luke25
Sabato 19 Luglio 2014, 12.15.18
30
Questo per me è il peggiore album degli Hammerfall... Li preferivo ripetitivi ma almeno l'epicità non mancava mai. La voce di Cans non si discute comunque, sempre uno dei migliori! \m/ Spero che l'album in uscita si riavvicini al vecchio stile.
Gamma
Giovedì 16 Gennaio 2014, 18.44.31
29
non me ne voglia nessuno ma Radamanthis ha assolutamente ragione.
dario
Martedì 25 Giugno 2013, 17.43.09
28
Mi piace questo lp degli hammerfall; soprattutto del punto di vista ritmico è ben fatto e il cantante Joacim Cans, ha proprio una bella voce. Qua e là si sente un pò di power ( in certi passaggi mi ricordano gli hellowenn ) ma anch'io, sostanzialmente e a mio modesto parere, lo ritengo un album heavy.
enzo
Giovedì 25 Aprile 2013, 19.26.46
27
gli hammerfall non fanno power metal senno in alcuni pezzi si rifanno molto di piu ad un heavy classico derivativo degli anni 80 e questo non e un disco di merda e un po diverso ma e metal classico il power non c entra una sega
Davide
Martedì 13 Dicembre 2011, 23.21.52
26
Ho dimenticato di dire un'altra cosa: con l'uscita di quest'album posso semplicemente dirlo, il power metal è definitivamente morto. E spero che non rinasca mai più!
roberto
Mercoledì 9 Novembre 2011, 19.45.29
25
quoto Alessandro: anche a me sembra un bel disco!! Non capisco come si possa definirlo così male come hanno fatto in tanti!!
Davide
Lunedì 17 Ottobre 2011, 16.16.04
24
Che album di merda..... 0
Alex Metalheart
Lunedì 26 Settembre 2011, 1.18.00
23
Basandomi sugli ascolti miei passati, di musica di decenni precedenti; sulla mia precedente e forte passione per il power metal, sulla mia conoscenza della carriera degli Hammerfall, di cui mi son perso un paio di capitoli, sfortunatamente, mi sento in dovere di dire che No Sacrifice No Victory era una volta e mezzo questo mezzo inciampo. Sono usciti dai propri schemi soliti e tentano di cambiare minestra, ma si cambia minestra anche cambiando line-up a volte, e ciò salta all'occhio specialmente con Patient Zero, in cui Joacim non c'azzecca per nulla. Insomma, spero che sia solo un attimo di dubbio della band e che il prossimo album sia meglio di questo quasi scivolone. VOTO: 6.5
Alessandro
Mercoledì 10 Agosto 2011, 10.36.46
22
Gli hammerfall sono fantastici e questo disco è uno dei migliori che hanno fatto nn capisco come si possano criticare.
Davide
Martedì 9 Agosto 2011, 23.03.48
21
A me a fatto cagare, banalissimo, e con questo non ascolterò più il medallo del potere.....
Salvo
Sabato 4 Giugno 2011, 17.13.43
20
concordo in pieno, infatti non capisco chi lo critica, la sua prestazione in questo disco è Maiuscola !!
Aldkiller
Sabato 4 Giugno 2011, 15.12.00
19
Daccordo con Salvo, ci sono dei brani che piacciono dopo qualke ascolto in piu, ma in generale è un album piacevole e con diversi spunti interessanti. E' un gruppo che ha raggiunto una certa maturità, non mi sarebbe piaciuto sentire un Glory to the brave part II ..... A me che canto (da piu di 15 anni) questo genere, Joachim Cans mi piace sempre piu: da No sacrifice ad oggi, ha aggiunto nel suo bagaglio piu sfumature, piu spessore, piu feeling...alla sua gamma vocale. Ed in Infected, è stata una delle prime cose che ho notato....Complimenti!
Salvo
Sabato 4 Giugno 2011, 8.27.21
18
più lo ascolto e più mi piace, l'ultima traccia poi è fantastica !!
mariamaligno
Venerdì 3 Giugno 2011, 1.52.05
17
@Maurilio: il voto del recensore è 72. I commenti finora sono 17 con questo e, a parte un paio, quasi tutti positivi..ma i voti sono 38 e la media è bassissima. Io personalmente ho dato 95 per cercare di alzarla un po anche se il mio voto onesto si attesterebbe su di un 85 come quello di Radamanthis. Ho un po "barato", ma solo per tamponare gente che alla sola vista del nome "Hammerfall" da' voti infimi senza poi degnarsi di commentare. Voglio dire, se io lo valuto 85 ci sta che qualcun'altro lo consideri da 60..ma dargli l'insufficienza significa essere in malafede..quindi mi son permesso di dargli dieci punti in piu' )
The Metal Age
Giovedì 2 Giugno 2011, 13.57.29
16
Almeno per questo disco non leggo che sono sempre uguali e si ripetono!Poi i gusti sono personali e di certo non siamo di fronte ad un capolavoro:voto 75/100
Maurilio
Giovedì 2 Giugno 2011, 10.18.35
15
io ancora non mi esprimo , ho sentito solo 2 canzoni e fra l´altro non mi sembrano eccezionali. Peró noto un netto contrasto tra i molti commenti positivi e il voto dei lettori decisamente negativo. La veritá é nel mezzo? Cioé disco sufficiente ma nulla piú?
Radamanthis
Giovedì 2 Giugno 2011, 0.39.12
14
@The metal age: il tuo "di alieni che stanno per partorire ce ne sono gia' in abbondanza..." mi fa impazzire...hai ragione...tra gente che dietro un microfono rutta, vomita, fa l'alieno che partorisce o emette sinistri suoni catacombeschi ce ne sono a bizzeffe e vengono osannati...qui c'è un tizio che finalmente CANTA!!!
mariamaligno
Giovedì 2 Giugno 2011, 0.31.15
13
Miglior album degli Hammerfall dai tempi di CT nonché miglior uscita dell'anno in ambito power almeno fino a questo momento, per me.Sempre a mio avviso top songs "Patient Zero", "Dia De Los Muertos" e l'ultima sorprendente "Redemption". La voce di Cans "inadatta al genere"?? Per quello che è il power metal degli ultimi 15 anni è al contrario la voce perfetta, ci mancherebbe che cominciasse a cantare come Hansi Kursch...
The Metal Age
Mercoledì 1 Giugno 2011, 23.43.12
12
Questo particolare power/heavy metal melodico si canta in questa maniera,di alieni che stanno per partorire ce ne sono gia' in abbondanza...
IO
Mercoledì 1 Giugno 2011, 12.57.02
11
gruppo da sempre pompato e sopravvalutato: questo disco mediocre è qui a dimostrarlo. voce esile e completamente inadatta al genere.
Salvo
Martedì 31 Maggio 2011, 21.07.27
10
è un disco piacevole, si lascia ascoltare. per me è da 75.
AldKiller
Martedì 31 Maggio 2011, 18.31.00
9
Si, magari è stata una svolta, ma solo a livello di alcune scelte...resta pur sempre un disco di sano heavy metal....ottima prova vocale di Cans...e davvero non male alcuni solos di Pontus... Azzeccata la cover dei Pokolgép. Non sono assolutamente daccordo con chi flagella sto disco (non in questa precisa sede). Non sarà un capolavoro ok, ma si lascia ascoltare con piacere. Meglio di qualunque altro melenso disco di power/pivello con 14 brani-elicottero! Rispetto!
Painkiller
Lunedì 30 Maggio 2011, 11.12.16
8
Mah, non so che dire...non l'ho ancora ascoltato e devo dire che avevo messo una bella pietra tombale su questo gruppo. Mi piace ancora tantissimo il debut, apprezzo ancora il secondo ma poi....per me hanno dato il meglio di sè sui brani power, stereotipati quanto si vuole, ma nei quali vengono un po' meno evidenziate le carenze tecniche e di songwriting. Leggo che ci sono molte "cavalcate" e mid tempo, ma così mi viene in mente la precedente fatica in studio e...brrr!!! Mi sa che aspetterò di ascoltarlo in streming o lo prenderò in nice price.....
Nightblast
Sabato 28 Maggio 2011, 10.01.11
7
Non mi aspettavo nulla da un gruppo che ho sempre ritenuto esageratamente pompato e dedito a copiare i mostri sacri degli anni 80. Però devo ammattere che questo disco ha un suo perchè. Peccato solo per la voce di Cans; renderebbe priva di potenza anche una canzone dei Morbid Angel...
Radamanthis
Venerdì 27 Maggio 2011, 20.42.52
6
Ah, colgo l'occasione x dire alla redazione di Metallized che sarebbe interessante o un articolo o qualche recensione proprio sui Pokolgép, una band ungherese che è attiva dal 1980 e che ha sfornato due album come Totális Metal nel 1986 e il successivo Pokoli színjáték nel 1987! So che è misconosciuta come band agli occhi e agli orecchi dei lettori ma nell'europa orientale dell'epoca non era certo facile imporsi e farsi conoscere con il metal e magari, grazie anche alla cover di Send me a sign anche loro potrebbero avere un pò di notorietà in piu'! Un saluto
Radamanthis
Venerdì 27 Maggio 2011, 20.27.55
5
@Barry: no, non l'ho messo nei voti, mi sono scordato! Provvederò subito. Comunque x rifarmi al post di Zarathustra vorrei consigliare anche agli "haters" di ascoltare il disco (magari saltando traccia 2 e 3...) e poi valutarlo; anche io dopo No sacrifice no victory ero ultra scettico e le premesse erano tutt'altro che buone (anzi...leggete pure i miei post sugli Hammerfall recentemente) ma mi sono dovuto assolutamente ricredere e pure alla grande!!!! Fidatevi!
Zarathustra
Venerdì 27 Maggio 2011, 20.17.04
4
Eh, caro Barry, gli Hammerfall si sono fatti un bel numero di haters evidentemente...peccato perché il disco è bello solido, da sette pieno come dici.
Barry
Venerdì 27 Maggio 2011, 20.13.40
3
@Radamanthis: ma il tuo 85 l'hai messo fra i voti? Perché qui la media è leggermente bassa XD
K____
Venerdì 27 Maggio 2011, 16.07.36
2
Appena comprato. Dovrò ascoltarlo bene, ma posso dire che è decisamente il migliore tra gli album post Crimson Thunder.
Radamanthis
Venerdì 27 Maggio 2011, 14.50.32
1
Le premesse mi avevano fatto storcere il naso: il disco predecessore che non mi aveva preso x niente, l'assenza di Hector, il cambio del logo, la copertina in stile Horror, il titolo lonatano dai canoni degli HammerFall, il video che definire penoso è poco e un singolo che fose è il brano piu' debole del lotto. Poi mi sono ascoltato l'album e dallo smile triste ecco spuntare un abbozzo di sorriso ! L'album inizia con una track killer Patient Zero con uno dei riff piu' riusciri a Oscar poi ci sono le due songs "deboli" ovevro Bang your head e il singolo One more time e poi da li solo in salita: tutti brani di lodevole fattura, su tutti Dia de los muertos (paragonabile a una Heart on fire), Send me a sign ovevro un lento strappalacrime (e la scelta di coverizzare gli ungheresi è apprezzabile già x questo) e Immortalized, davvero ben riuscita. Da sottolineare la prova di Cans...altro che anello debole della band come a volte definito...una prova MAIUSCOLA! Grandi Hammerfall, han fatto di tutto per gettare scetticismo intorno a questo album x poi tirar fuori un disco come dai tempi di Crimson Thunder non facevano! Voto 85!
INFORMAZIONI
2011
Nuclear Blast
Heavy
Tracklist
1. Patient Zero
2- B.Y.H.
3. One More Time
4. The Outlaw
5 Send Me A Sign (Pokolgép Cover)
6. Dia De Los Muertos
7. I Refuse
8. 666 – The Enemy Within
9. Immortalized
10. Let’s Get It On
11. Redemption
Line Up
Joacim Cans (Voce)
Oscar Dronjak (Chitarra)
Pontus Norgren (Chitarra)
Anders Johansson (Batteria)
Fredrik Larsson (Basso)
 
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