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Nattsmyg - Fylgja
( 4315 letture )
Dalla Svezia arrivano i Nattsmyg, gruppo al terzo full lenght nato nel 2005 come progetto solista del polistrumentista Dan Heikenberg. Dopo due autoproduzioni, il mastermind decide di arruolare musicisti e formare una vera e propria band per poter calcare le assi dei palcoscenici d’Europa. Seppur l’intenzione dei cinque musicisti è quella di suonare folk metal, in realtà i nostri propongono un polpettone mal riuscito composto, in minima parte, da black metal sinfonico e, per la maggioranza, da parti accostabili al filone gothic metal con voce femminile: a separare di netto le due anime della formazione ci pensano le voci, in quanto le canzoni più black oriented sono urlate dal leader Heikenberg con uno scream acido e per niente malvagio, mentre nelle composizioni più lente e calme, con forti venature goticheggianti (di quel genere meanstream tanto di moda in questi ultimi anni), troviamo come cantante Linn Carlshaf, singer normodotata che alla lunga risulta essere piatta e ripetitiva nelle linee vocali. Da segnalare, di tanto in tanto, anche una spruzzatina di power metal nelle ritmiche, mentre di musica folk, nelle dieci tracce facenti parte di Fylgja, neanche l’ombra, a meno che non s’intenda con la parola “folk” un arpeggio di chitarra clean in un paio di songs.

Dicevo delle diverse anime del gruppo che risultano essere sempre ben distinte e distanti: difatti i Nattsmyg non provano quasi mai a miscelare le due parti, quella maggiormente aggressiva e quella più sognante, cercando di creare un qualcosa non dico originale, ma almeno un minimo più personale: la sensazione che si ha durante l’ascolto del cd in questione è di trovarsi di fronte a due gruppi che per forza di cose suonano nella stessa stanza. L’unico tentativo lo troviamo nell’opener Älvadans, dove effettivamente il chiaro e lo scuro s’intrecciano e s’inseguono deliziando l’ascoltatore a suon di variazioni d’umore ben riuscite. Peccato sia l’unica traccia dove venga proposto questo esperimento, infatti, fin dalla successiva Skuggfolket, la band alterna canzoni prettamente gothic metal ad altre di stampo maggiormente estremo, senza più provare a fondere i diversi stili. Il brano in questione mi ha ricordato i The Gathering più sognanti, senza però eguagliare la qualità del quintetto olandese. La terza traccia in scaletta, Dance The Mountain Halls, è un motivo vicino al black metal simil Dimmu Borgir, sia per la tastiera oscura che tiranneggia nella composizione, sia per le atmosfere cupe che sa offrire, prima del freddo intervento ad opera della singer Linn Carlshaf poco dopo la metà del brano. Le chitarre acustiche di Adam Nilsson e Dan Heikenberg ci introducono Fjättrad, lirica che porta alla memoria gli Anathema più malinconici e i The Gathering versione rock. Particolarmente noiosa è la title track, “solita” canzone che alterna in maniera non efficace scream e voce femminile, parti atmosferiche e riff maggiormente heavy. Irrblossens Sken segue le coordinate del precedente pezzo, risultando ugualmente soporifero. La seguente I Skogens Hjärta ricorda, soprattutto a “causa” di batteria e tastiera, il power finlandese che tanto andava di moda un decennio fa, peccato la monotona voce della Carlshaf rovini quel poco che c’è di buono nella musica. Dopo un lungo intro tastieroso parte Death Keeps Me Near, probabilmente la composizione meglio riuscita di Fylgja: il ritmo è anche qui vicino al power metal, prima che la chitarra e la tastiera orientino la canzone verso lidi maggiormente tetri dove – finalmente – la gola di Heikenberg sembra essere a proprio agio. Detto sottovoce, Death Keeps Me Near può ricordare un pochino i Vintersorg, ma che rimanga tra noi. Chiude il terzo capitolo della discografia dei Nattsmyg un outro di tastiera dalla durata di otto interminabili minuti, del quale si fatica a capire il senso. Come bonus track troviamo Vålnaders Slagfält, ovvero la riposizione di Death Keeps Me Near cantata in svedese.

La produzione è sufficiente, anche se in fase di mixaggio si è dato molto risalto alle due voci, quella femminile in particolare: esse si rivelano, infatti, troppo alte rispetto al resto della band. C’è però da dire che, così facendo, si è creato una sorta di tappeto sonoro che poi tanto male non è. Siccome si parla di un gruppo folk (???) bisogna sottolineare come il disco sia stato registrato, mixato e masterizzato da Dan Heikenberg “da qualche parte nelle foreste”- come suggerisce la biografia -, il quale però non si è occupato della brutta copertina, opera dell’artista svedese Johan Aronson.

Probabilmente il capo padrone del gruppo ha fatto il passo più lungo della gamba, volendosi occupare della musica (si dice ispirato dalla bellezza della natura e dal folklore), dei testi (in parte in inglese e in parte in svedese), della registrazione e della produzione. Quel che preoccupa è che dove è riuscito meno è proprio nella fase compositiva, essendo stato incapace di amalgamare con efficacia gli aspetti contrastanti che caratterizzano il sound dei Nattsmyg e facendo sembrare Fylgja uno split con due gruppi diversi che suonano e uniscono le loro forze per provare a farsi conoscere dal grande pubblico. Essendo al terzo album e presentando parecchie lacune in fase di songwriting, non riesco, dunque, a immaginare un futuro roseo per i cinque musicisti di Skåne.



VOTO RECENSORE
47
VOTO LETTORI
40.06 su 31 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2011
Unexploded Records
Folk
Tracklist
1. Älvadans
2. Skuggfolket
3. Dance The Mountain Halls
4. Fjättrad
5. Fylgja
6. Irrblossens Sken
7. I Skogens Hjärta
8. Death Keeps Me Near
9. Skepnaden Vid Sjön
10. Vålnaders Slagfält (bonus track)
Line Up
Dan Heikenberg - voce, chitarra, basso, tastiera
Linn Carlshaf - voce
Adam Nilsson - chitarra
Matthias Klauser - batteria
Robin Fors - basso
 
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