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Toxic Trace - Torment
( 2111 letture )
Avete presente i Kreator di Endless Pain e Pleasure to Kill? Ecco, ascoltare i Toxic Trace sarà come rispolverare quei due dischi seminali e leggendari, e il rischio di far confusione è elevato, visto gli spiccatissimi riferimenti alla storica corazzata teutonica, palesi già nel moniker (Toxic Trace è infatti una canzone di Terrible Certainty) di queste giovani leve: una reincarnazione talmente efficace da far impressione, nella ritmica, nella foga sguaiata, nelle linee vocali rozze e strozzate, nelle accelerazioni letali, nella brutalità devastante. Attivi dal 2007 e formatisi nella cittadina di Bogojevo, hanno all'attivo soltanto un demo ed uno split album prima di questo debut con i contro-attributi, altrettanto eloquente nel titolo, Torment, e capace di condensare tutti i parametri basilari del thrash metal estremo. E pensare che sono solo in tre: anche troppi, vista la potenza e l'ira sprigionata con dinamitarda energia. Il futuro è dalla loro parte: il tempo ci dirà se la Endless Brutality of Men ci ha visto giusto o se questi ragazzi sono solo un'ennesima fotocopia (per quanto ben riuscita), ma noi propendiamo nettamente per la prima di queste due ipotesi, visto lo sorprendente impatto frontale avvenuto con questo disco.

Sferrando attacchi assassini attraverso affilati assoli brevi -fulminei e lancinanti- e riff tronchi immorbati da atmosfere nevrotiche e mefistofeliche, i thrashers balcanici corrono a velocità allucinanti, martellando l'ascoltatore con una violentissima sezione ritmica, una mitragliata di schegge arroventate 'a rincorsa' e il vocalism brutale di Dushman, cantante e unico chitarrista, del tutto simile a quello di Mille Petrozza. La sassaiola farneticante è un inferno sonoro a velocità esagerate, dall'inizio alla fine dell'album, con zero secondi di pausa e ancor meno inflessioni melodiche, attraverso ambientazioni pesanti, claustrofobiche, infernali. Non c'è differenza stilistica o qualitativa tra i vari brani della tracklist: sono tutte possenti mazzate sulla nuca, feroci, devastanti, perpetuate attraverso stop'n'go brucianti e repentini cambi di tempo che scateneranno il delirio e il moshpit dei thrashers estremi. I Nostri non curano strutture evolute e sviluppate, anzi, si muovono attraverso killer songs brevi e fomentate d'odio, lasciando che il platter scorra con godimento senza mai annoiare, trascinato a forza di implacabili headbanging a rotta di collo. Capiterà spesso, durante l'approccio con Torment, di ripensare quale canzone dei Kreator ricordi questo o quel pezzo, sostenuto da ritmiche implacabili e feroci, e alla fine il frullato di piastrine non potrà che far impazzire chi ama la band di Essen. La corsa a mille all'ora, mai cessata nei trentacinque minuti scarsi di durata, l'accorpamento di differenti riff folli, marci ed efficaci nel corso dei singoli pezzi, gli abrasili guitar solos, convulsivi e dissonanti, febbrilmente imbizzarriti, porteranno più e più volte Torment a girare nei vostri stereo, lasciando che rabbia e furia estrema trapassino attraverso le casse, per rigurgitare gli anni Ottanta nella vostra stanza, con impossibile brutalità. La prima delle nove cartucce mitragliate, Haunted, porta subito la mente ai citati Kreator, con un martellamento incessante e depravato, e anche vocalmente le similitudini con i titani di Essen si sprecano: sarà una gradita costante per tutta la durata dell'album.

Il tupa tupa ritmico di pezzi come Witch From Hell, esaltantissimo, genera godimento implacabile: sugli scudi, le implacabili sfuriate sonore sferrate da tracce letali quali Religion Is Slavery, Tormentor o The Antichrist -l'originalità non è certo una dote di questi simpatici headbangers- micce che lasciano alla rabbia e alla furia vocale il compito di impossessarsi dei nostri corpi e farli pogare contro il muro, in assenza di altri metallers negli imminenti paraggi. Proprio la titletrack è quella più prossima ad una cover, viste le influenze esibite senza velo di pudore e il titolo abusatissimo. Il massacro prosegue attraverso una serie cospicua di mazzate zeppe di riff taglienti e parti cucite ad hoc con effetti lancinanti; la cover di Flag Of Hate, tratta proprio dal debut della band di Mille Petrozza, resa impeccabilmente, è soltanto il crisma ufficiale che sancisce un paragone evidente e lapalissiano già soltanto dal moniker e dai primi trenta secondi di ascolto. Si potrebbe trovare qualche appunto da muovere alla band balcanica, se proprio lo si volesse, sottolineando la poca varietà dei pezzi proposti, ma questa sarà forse una virtù per gli incalliti seguaci di sonorità estreme, completamente prive di melodia e orpelli tecnici particolari. Qui si parla di thrash brutale, ignorante e assassino e i Toxic Trace, poche chiacchiere, lo sanno fare con gli attributi, spargendo tanto sangue quanto basta negli apparati uditivi degli headbangers più squilibrati.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
20 su 18 voti [ VOTA]
S.V.
Mercoledì 29 Giugno 2011, 10.09.14
1
Cazzo questa mi era sfuggita! Dal sound descritto potrebbero fare proprio per me. Vedrò di ascoltare qualcosa e poi posterò un commento
INFORMAZIONI
2011
EBM Records
Thrash
Tracklist
1. Haunted
2. Witch From Hell
3. Slaughter
4. Religion Is Slavery
5. Tormentor
6. Butchered
7. Against The Cross
8. The Antichrist
9. Flag Of Hate (Kreator Cover)
Line Up
Djubre (Batteria)
Dushman (voce, Chitarra)
Max (Basso)
 
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