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Mechanical Poet - Woodland Prattlers
( 4242 letture )
Si è fatto un gran parlare di questi russi, sia per le aspettative riposte in loro, sia che la Russia non è paese da annoverare tra i paesi più fecondi in campo metal. Perché allora tutto questo polverone? Basta dare un’occhiata alla copertina del disco in questione: non è certo l’immagine che ci si aspetta comprando un album di musica cosiddetta estrema. Ancora prima di ascoltare una sola nota, la quarta di copertina ci informa che il prodotto in nostro possesso non è altro che l’”Original comic book score”, cioè la colonna sonora di un fumetto, che si tratta del libretto del cd. La sola opera grafica meriterebbe il massimo dei voti, perché sembra che tutto sia stato pensato per offrire una splendida confezione alla musica: al posto dei canonici testi e qualche foto del gruppo, la formula usata è quella del fumetto, con i testi delle canzoni come battute dei personaggi. Tutto è stato curato nei minimi particolari, tutto è originale…finora. Non ho ancora inserito il disco nel lettore, ma sono già conquistato…ma cosa aspettarmi? Si parte della prima traccia, l’intro, che nulla toglie e nulla aggiunge al mondo della musica: un intro, e la mia curiosità aumenta. E alla fine l’outro, o “end credits”, come ogni colonna sonora che si rispetti. Il mio viaggio nel loro mondo fatto di arpie, piccoli zombi, anni morenti e troll è finito. Cosa ho trovato? Mi preme precisare che per i Mechanical Poet non riesco a usare il termine prog, ma semmai le loro canzoni vivono di un approccio operistico, dove il cantante si immedesima nei vari personaggi, senza però mai risultare ridicolo, ma dimostrando di essere molto versatile, avendo l’arduo compito di essere interprete dei vari personaggi che compongono l’opera. L’impressione maggiore che mi rimane è che questo disco manchi di solismi, come ad esempio un assolo, ma ciò non è certo un difetto, perché comunque sequenze esclusivamente strumentali non mancano: l’effetto prodotto è una maggiore compattezza e l’ampio respiro che guida l’ispirazione dei Mechanical Poet ne trae giovamento, donando alle loro canzoni una coesione che era facile mancare, data la grande varietà e quantità di idee che si scoprono ascoltandoli. Il risultato è un disco splendido, che porta una ventata di originalità e freschezza. Speriamo non sia un fuoco di paglia.


VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
33.4 su 35 voti [ VOTA]
Ponji
Venerdì 30 Agosto 2019, 12.27.36
6
Condivido il voto (ci starebbe anche un 90) ma con la recensione non ci siamo proprio! Molto superficiale e con varie castronerie. Assenza di assoli?? Ma che disco avete ascoltato? Gli assoli ci sono eccome e sono pure ottimi. Questa recensione è un disastro e andrebbe rifatta da capo (magari da Vicarious). Voto lettori 33??? Non so se ridere o mettermi a piangere. Esordio grandioso di un gruppo che purtroppo si è perso subito per strada ed è stato dimenticato in fretta.
Piappa
Domenica 24 Febbraio 2013, 16.50.15
5
Gran bell'album! Voto 85
Gabriele
Domenica 18 Aprile 2010, 22.39.59
4
capolavoro mostruoso
Rob
Mercoledì 15 Aprile 2009, 16.36.08
3
Disco davvero bello...
NoRemorse
Venerdì 10 Aprile 2009, 15.40.54
2
Mitico questo disco lo ascoltavo un sacco quando era uscito! Adesso è tanto che non lo sento mi avete fatto tornare la voglia! Bellissimo album dalle atmosfere magiche!
Satanasso i vallo lù
Mercoledì 29 Giugno 2005, 18.06.00
1
Genere: Inclassificabile he he he infatti sono davvero pazzi questi russi...grande musica...per tutti coloro che vogliono ascoltare qualcosa di DAVVERO DIVERSO....
INFORMAZIONI
2004
Aural Music
Inclassificabile
Tracklist
1. Stormchild
2. Bogie In The Coal-Hole
3. Echoes Of Earthfolk
4. Strayed Moppet
5. Waving Crowns
6. Mossy Pathways
7. Wild Lilly Lake
8. Liquid Stones
9. Old Year's Merry Funeral
10. Moon Juice
11. Shades On A Casement
12. Swamp-Stamp-Polka
Line Up
Max Samosvat: Voce
Lex Plotnikoff: Riffs
Tom Tokmakoff: Rhytms
 
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