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Breathless - Thrashumancy
( 964 letture )
Di primo acchito, il piatto servito dagli spagnoli Breathless appare ricco di delizie (riff taglienti e ipnotici), cucinato con tutti i crismi e l'esperienza del caso (ritmiche scapoccianti a gran velocità): una portata succulenta che mette l'acquolina in bocca ai puristi del thrash. Purtroppo, a conti fatti, la pietanza si rivelerà 'soltanto' saporita e non eccezionale, perfetta nelle parvenze e nel rispetto degli stilemi canonici ma priva di effettiva sostanza, come se cucinata da un cuoco di provincia convinto di essere all'altezza dei grandi chef internazionali. La produzione retrò e il supporto della Xtreem Music contribuiscono alla pubblicazione di un debutto sicuramente positivo, che lascia intravvedere buone prospettive e meriterà qualche ascolto presso gli adepti più bulimici, ma che nel lungo raggio resta sulla sufficienza e poco di più. Provenienti da Palma di Maiorca e attivi fin dal 1999, gli isolani avevano rilasciato nel 2007 un demo omonimo, e giungono ora sul mercato con Thrashumancy, fiero rimando alla tradizione più classica del thrash old school, anche se poco aggiungerà ad una scena globale, quella spagnola, che se proiettata in ottica internazionale ha sempre mantenuto un profilo decisamente basso in ambito heavy metal -così come per altri paesi mediterranei come l'Italia o la Francia- finendo quasi per apparire come di categoria inferiore. Di certo in questo full length non c'è traccia di provincialismo e, anzi, la musica potrebbe benissimo lasciar pensare di aver a che fare con qualche band a stelle e strisce.

A riflettere l'aria da 'tributo' che alberga nei solchi del disco in questione -e in tante band che oggigiorno ci deliziano riscoprendo il sound affascinante e farneticante della decade d'oro- ci pensa immediatamente l'inquietante e variopinto artwork di copertina, che ha diversi retrogusti megadethiani, e non solo. Il sound compatto e quadrato del quartetto iberico presenta un elevato tasso adrenalinico, infervorato da riff brevi e tronchi mitragliati velocemente su un canovaccio trepidante. Attraverso il consueto ed efficace tupa tupa ed una ritmica 'a rincorsa' decisamente marcata, Thrashumancy riesce a trasportare l'ascoltatore nella Bay Area dei primi anni ottanta. Il coefficiente di delirio viene tenuto a livello di guardia dalla prestazione vocale di Eduardo Moreno, aggressiva per carità, ma priva sia della timbrica strozzato-graffiata tipica delle diramazioni più estreme che di quella acuto-cacofonica caratteristica degli esponenti più orgasmici del filone, che puntano parecchio sullo stridere dell'ugola prim'ancora che sulla brutalità primitiva. Per il resto, thrash d'ordinanza, con tutte le peculiarità del caso: stop'n'go, rallentamenti, profondità quanto basta per creare un disco credibile, senza naturalmente poter parlare di architetture estremamente sviluppate. Man mano che si procede con l'ascolto, la ritmica spinge tangibilmente in direzione headbanging, anche se resta solida la consapevolezza di un prodotto nella media delle releases settoriali di questo periodo storico, privo del quid che gli possa garantire l'eccellenza anche a causa dell'assenza di riff definitivi, assoli memorabili o caratteristiche generali in grado di fare la differenza nella gran massa di uscite che inflazionano il mercato discografico. Altra zavorra non da poco è quella relativa ad una sezione solista dal ruolo affatto determinante: pesa parecchio il rilievo minimale che i guitar solos, per lo più di stampo melodico, rivestono nel computo globale del platter. Va elogiato invece il lavoro del batterista, sempre sul pezzo, con un suono compatto, asciutto e infaticabile, fin troppo pulito e ordinato in certi casi. L'ultimo appunto da muovere nei confronti di questo disco riguarda la sua lunghezza: tredici tracce sono troppe, anche se coprono una durata di quarantatre minuti appena; sarebbe stato meglio assestarsi sulle dieci canzoni (anche se intro ed outro non possono considerarsi delle vere e proprie 'canzoni'), evitando di annoiare e ripetersi oltre il limite imposto dal genere in questione.

Balza all'orecchio soprattutto l'insistenza delle ritmiche, mentre il riffing si fa abrasivo solo in alcuni casi (la titletrack). Scuotere la testa sarà sicuramente spontaneo, seguendo i ritmi trascinanti di pezzi come Slavery of the Masses , energiche razioni di un thrash sano e senza pretese; molto bello l'impatto di alcune strumentali 'pericolose' come El 5º Mafioso, una corsa sfrenata eccitante, e Ramiro Has a Gun, mentre gli spunti migliori della sezione solista si colgono in Among Two Worlds of Lies e Storming for Vengeance : poco aggiungono gli altri brani, tutti dal canovaccio abbastanza similare. Le dinamiche essenziali del thrash metal ci sono quasi tutte, ampiamente, dalla velocità sparata ai riffs nervosi ribaditi fino allo sfinimento cerebrale, dalle ritmiche martellanti alle strutture di base, abbastanza semplici e lineari. Ciò che manca è appunto la scintilla attraverso la quale compiere il grande salto di qualità, perché così restando in pochi si ricorderanno di Thrashumancy nella miriade di full lenght sfornati dai revivalisti d'oltranza. Forse il giudizio può apparire troppo severo, perché il thrash di questi ragazzi iberici è ben concepito, ben suonato, affatto noioso, e l'album si fa ampiamente gradire, esaltando, addirittura, per larghi tratti. Tuttavia, dopo qualche ascolto -esaltante, non si discute- il disco tende a finire nell'anonimato: l'act proveniente dalle Baleari dovrà lavorare ancora sodo per ricercare una propria personalità e un sound più caratteristico e determinante.



VOTO RECENSORE
66
VOTO LETTORI
19.41 su 17 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2011
Xtreem Music
Thrash
Tracklist
1. Faceless Perspective
2. Nuclear Seas
3. Thrashumancy
4. Slavery Of The Masses
5. El 5° Mafioso (instrumental)
6. Among Two Worlds Of Lies
7. Anoxia
8. Pastors Of Hell
9. Penelaster
10. Arrass Attack!
11. Ramiro Has A Gun
12. Storming For Vengeance
13. Deadly Sessions
Line Up
Eduardo Moreno (Chitarra, Voce)
Oscar Maestre (Chitarra)
Javier Marti (Basso)
Joan Font (Batteria)
 
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