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Amorphis - The Beginning Of Times
( 6404 letture )
Capitolo decimo.
Dove si dà seguito all'epica saga del Kalevala insieme alle avventure del fantastico eroe Väinämöinen e ad altri avvenimenti degni di essere conosciuti e raccontati.


Väinämöinen, l'eterno cantore delle terre di Kalevala, è una figura complessa e potente della mitologia nordica: nato già vecchio (dopo aver passato 700 anni nel ventre della madre Ilmatar) all'inizio del mondo, Väinämöinen è il depositario della scienza primordiale, in quanto conoscitore del nome e dell'origine di tutte le cose. Tramite il suo canto è in grado di esercitare il proprio potere su ogni cosa del mondo ed è il nucleo intorno al quale ruota tutto il poema. Non per niente il Kalevala si apre con la sua nascita e si chiude con la sua partenza, allorchè viene generato un nuovo essere destinato ad inaugurare una nuova età del mondo.
Questa, in sintesi, la figura su cui è incentrato il concept che ruota attorno a The Beginning of Times, decimo studio album degli Amorphis (se si esclude la riproposizione di vecchi pezzi Magic & Mayhem).
The Beginning of Times ad un primo approccio si presenta, a livello di soluzioni stilistiche, come un buon compendio delle ultime due uscite dei finlandesi: è difatti evidente il richiamo alle atmosfere di Silent Waters così come quello all'incredibile appeal melodico di Skyforger. Detta così sembrerebbe il disco della quadratura del cerchio della gestione Joutsen: atmosfere dark ma comunque vive ed intense, infiammate da aperture melodiche irresistibili e da quel tocco folk sempre presente e mai ingombrante. Se a ciò aggiungiamo lo straordinario lirismo dei finnici (l'unico vero filo conduttore di tutta la loro importante discografia) nel trasmettere in parole e musica tutto lo splendore dell'epos nordico ecco che questa decima release avrebbe tutte le carte in regola per candidarsi come loro migliore uscita da anni a questa parte.
Purtroppo non è esattamente così e proprio quei primi ascolti che mi fecero storcere leggermente il naso su (in parte) Silent Waters e soprattutto su Skyforger salvo poi scoprire dischi che nonostante quell'approccio così spudoratamente catchy si sarebbero rivelati molto più profondi, complessi e paradossalmente difficoltosi da assimilare nella loro pienezza, dicevo, proprio quei primi ascolti di The Beginning of Times mi lasciarono fin da subito sentimenti più che positivi per poi abbandonarmi in un limbo di incertezze e perplessità dal quale ancora non riesco a trovare uscita. Voglio dire, stiamo comunque parlando degli Amorphis e quindi di classe, stile, eleganza ed invidiabile perizia tecnica; stiamo parlando della disarmante capacità di armonizzare l'irruenza della sei corde con la raffinatezza degli arrangiamenti tastieristici; stiamo parlando di abilità nel miscelare - e non banalmente giustapporre - il prog con il melodic death e con il gothic; della straordinaria voce di Joutsen e delle sue al pari straordinarie doti interpretative (quel calore nel pulito, quel growl così profondo e pieno… la scena europea in toto conta ben pochi rivali). Codesti elementi sono marchiati a fuoco anche in quest'ultima release (e tanto basta, a prescindere, a porli le solite due/tre spanne sopra la sufficienza e la mediocrità dilagante) ma The Beginning of Times non riesce, nonostante i ripetuti passaggi, a colpire veramente nel segno come i predecessori: manca, ad esempio, la magica atmosfera chiaroscurale di Silent Waters come pure il livello mediamente molto alto delle composizioni di Skyforger; diverse tracce, difatti, sembrano scivolare via in maniera un po' troppo insignificante, prive di quello spunto accattivante e adrenalinico che teneva incollati fino alla fine del disco begging for more; e così come diversi filler (specie verso il finale) minano la riuscita complessiva di una tracklist finanche troppo lunga, lo stesso risultato è purtroppo perpetrato anche dalla mancanza di una, chessò, Majestic Beast oppure una Perkele, ossia della canzone definitiva che da sola glorifica e giustifica l'esistenza dell'album stesso.
In definitiva il songwriting è molto più diretto, meno profondo ed articolato, e ciò alla lunga stanca l'ascoltatore alla ricerca di sempre nuovi aspetti e peculiarità. Mi è per giunta capitata la stessa sensazione che provo all'ascolto di certi dischi power: accattivanti e di facile presa ma di spessore sottile, tale che dopo poco, pochissimo tempo tutto ciò che avevano da dire si fosse già esaurito. Non è necessariamente un male, ma non è certo la tipologia di disco che mi aspetto dagli Amorphis.

E' probabilmente il peggior disco dell'era Joutsen – o, se preferite, il meno riuscito - e forse in questo giudizio incide molto su di me il fatto che The Beginning of Times si sforzi troppo di suonare come i precedenti album senza osare spingersi oltre e, francamente, dopo 3 album tutto sommato simili in quanto ad approccio e sonorità la formula comincia a stancare. Lo spettro della standardizzazione, in tal senso, si fa sempre più minaccioso.
A dispetto di queste critiche che comunque ricadono per la maggior parte entro la sfera del soggettivo, The Beginning of Times rimane comunque un disco più che discreto in cui metal estremo si fonde magistralmente con parti più soft ed ariose; gli arrangiamenti si sono inoltre arricchiti di soluzioni vicine al progressive rock, mentre gli inserti folk costituiscono la classica ciliegina.
Detto questo, aspettatevi la solita formale, a livello di esecuzione e produzione, eccellenza da The Beginning of Times, ma non il messia.
Dopotutto può anche andar bene così, perchè se fosse vero, e lo è, che Dio dà le ali alla formica perchè più presto muoia allora che quelle ali restino pure al loro posto e si rimanga a camminare sulla terra posandovi per bene - e con la solita distinzione, la solita signorilità e la solita integrità di band - i piedi.
Il ferro va battuto finchè è caldo, è vero, e se per voi, a differenza di come la vedo io, il ferro fosse effettivamente ancora caldo tale da meritarsi queste nuove “battute”, beh, innalzate pure il voto di una decina di punti. Perchè tali e tanti ai vostri orecchi se ne meriterà il buon The Beginning of Times.

Ricorda, caro mio Sancio, chi vale di più deve fare di più.
(Miguel de Cervantes, Don Chisciotte della Mancia)



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
66.11 su 54 voti [ VOTA]
Rob Fleming
Sabato 16 Gennaio 2016, 14.19.29
29
Per i miei gusti si eccede con il growl, mentre le parti melodiche "poppeggianti" non mi dispiacciono affatto. Anzi, Reformation è di una bellezza tale che mi emoziono ogni volta che l'ascolto. Per me uno dei loro vertici compositivi. Conferme anche Sooth sayer (belli i duetti a due voci); On a stranded shore; Battle for light e Mermeid. 78
xmetal
Martedì 8 Aprile 2014, 0.46.28
28
il meno riuscito.Non so perchè, ma nessuna delle canzoni presenti qui mi prende fino in fondo.Da 10 invece crack in a stone, l'' unica che mi ha coinvolto, una bomba come tutti i loro dischi precedenti.La mia opinione è,che mi è piaciuto più far from the sun che questo.
Macca
Mercoledì 31 Luglio 2013, 13.21.38
27
Album semplice e "leggerino", migliora nel finale dopo una prima parte che non mi ha convinto del tutto. Giusto il voto, un album godibile che però rimane inferiore al famoso "tris" (Eclipse, Skyforger e Silent Waters) e anche a Circle.
Pablo
Giovedì 7 Febbraio 2013, 13.11.23
26
A me è piaciuto , ottima recensione .
ANDREASTARK
Giovedì 24 Novembre 2011, 11.32.31
25
Amorphis....grandi, magnifici ed eterni Amorphis VOTO 80 Non è a livello della triade Eclipse,Silent waters, Skyforger ma quelli erano PURA ECCELLENZA....QUESTO è SEMPLICEMENTE UN GRANDE DISCO!!!(Scusate se è poco.....)
LazzaLazza
Domenica 16 Ottobre 2011, 22.23.46
24
A me non è piaciuto. Sono rimasto deluso dal CD
Skøgarmaidür
Lunedì 10 Ottobre 2011, 22.13.01
23
Non c'è niente da fare. Gli Amorphis non sbagliano un colpo. Adoro tutti i dischi incisi con Tomi al microfono e apprezzo le precedenti release. Trovo che quest'ultimo "The Beginning of Times" si collochi perfettamente insieme con i suoi tre precedenti, nè peggio nè meglio. I punti di forza sono sempre gli stessi, hanno trovato una grande alchimia musicale vincente! Adorazione.
Enrideath
Giovedì 29 Settembre 2011, 20.23.17
22
Solo 70 ad un album degli Amorphis? Ma stiamo scherzando? D'accordo, non è al livello dei 3 precedenti, ma resta un album validissimo che ogni fan dovrebbbe ascoltare! Belle in particolare Mermaid, My Enemy, You I Need e Beginning of Time. Secondo me alla lunga può risultare troppo dispersivo, in effetti accorciando la tracklist si poteva valutare meglio
Bloody Karma
Venerdì 16 Settembre 2011, 14.58.12
21
dopo mesi di ascolto posso dire che è un disco onesto in linea con la produzione della band...qualche filler in meno avrebbe alzato il voto, che associo in pieno a quello di stefano...
Giasse
Mercoledì 3 Agosto 2011, 10.28.32
20
Stra-ascoltato e metabolizzato. Meno bello di Skyforger, meno bello di Silent Waters, meno bello di Eclipse ma pur sempre di un livello pazzesco. Degli Amorphis mi sconvolge la costanza all'interrno della tracklist: difficilissimo trovare brani totalmente da bypassare o cadute di stile clamorose. Davvero un gruppo con le contropalle!
JJ
Mercoledì 13 Luglio 2011, 18.11.03
19
Concordo appieno con la recensione: pur non essendo un brutto album gli manca quel "qualcosa" in più che ci si aspetta dagli Amorphis. Purtroppo rischia di annoiare troppo presto!!!
Bloody Karma
Sabato 2 Luglio 2011, 11.24.27
18
disco che mi ha colpito in maniera positiva, ci sento molti richiami ai vecchi lavori (qualcosa di elegy e tuonela), più le classiche strutture che hanno pfatto la fortuna degli ultimi anni...qualche filler di troppo, ma il disco mi gira molto bene...
enry
Domenica 19 Giugno 2011, 14.07.10
17
Sono d'accordo con rece e voto. Il disco meno bello (più brutto sarebbe ingeneroso) dell'era Joutsen. Tre/quattro brani belli ma troppi filler, troppa melodia e poco mordente. Però alla fine, scremando tre/quattro brani, il disco si lascia ascoltare, la classe c'è e si sente e Joutsen è autore di una prova di tutto rispetto, sia nel clean che nel growl. 70/100
EdoCFH
Mercoledì 15 Giugno 2011, 9.58.23
16
dopo 30 minuti di sbadigli ho chiuso
amorfo
Mercoledì 15 Giugno 2011, 8.47.53
15
lo sto ascoltando un po'. Che dire... a me sembra un ottimo disco, come al solito direi. Hanno trovato la formula vincente, che ripropongo in maniera convincente e mai banale. Per adesso darei un bel 80.
Franco 73
Martedì 14 Giugno 2011, 13.41.17
14
Forse Skyforger era ancora più immediato e spontaneo. Sicuramente incominciano a lavorare molto di mestiere e risentono un pochino di mancanza di ispirazione. Comunque questo è un album di ottimo metal che non può avere, a mio modesto avviso, una valutazione inferiore ad 80.
criss oliva
Lunedì 13 Giugno 2011, 21.28.18
13
sissi, anche per me disco veramente ottimo. alnche meglio di quello prima di cover. Ottima scelta cambiare il cantante.
Skøgarmaidür
Lunedì 13 Giugno 2011, 21.22.33
12
Quando ascolti gli Amorphis, riconosci sempre il loro stile... e secondo me dopo il magnifico Skyforger hanno creato un'altra perla della loro discografia: The Beginning of Times ! Favolosoooo
piggod
Lunedì 13 Giugno 2011, 15.00.32
11
Personalmente, mi è piaciuto assai e non lo trovo più debole dei precedenti, anzi... Tuttavia, devo ammettere che si sono adagiati e che ormai è il quarto disco in cui ripropongono la stessa formula 8non che mi dispiaccia).
Vittorio
Lunedì 13 Giugno 2011, 11.21.01
10
Vero, un po' autoreferenziali, sebbene dotati di una classe fuori dal comune. Da loro un disco di routine è un mezzo fiasco.
Sbiriguda
Lunedì 13 Giugno 2011, 9.22.04
9
Concordo quasi in toto sulla valutazione generale (per me un 75 ci stava tutto, ma cambia poco) e sulle critiche della recensione, l'unico aspetto che forse non è stato sottolineato abbastanza è lo stacco qualitativo nettissimo tra i pezzi migliori e i filler, nel senso che i primi (Mermaid, Reformation, la title track) secondo me sono da top ten dell'era Joutsen, i secondi (Escape, Soothsayer, Crack In A Stone) tra i brani peggiori composti nello stesso periodo. Sotto il profilo della pregevolezza delle composizioni (perché per band come questa il momento cruciale è soprattutto il songwriting, prova ne sia l'abitudine a tour piuttosto brevi ed un'esposizione mediatica ridotta allo stretto necessario), a mio avviso questo disco vive di lampi abbaglianti ed amnesie inspiegabili. Probabilmente gli Amorphis pubblicheranno il loro capolavoro definitivo (ammesso che Elegy non lo sia già) quando usciranno dalla routine della serializzazione discografica e si prenderanno tutto il tempo necessario.
Witchcraft
Lunedì 13 Giugno 2011, 1.34.19
8
la penso come undercover,ottimo gruppo ma da eclipse in poi si sono un po adagiati..70 meritatissimo,ma nulla piu'..
Flag Of Hate
Domenica 12 Giugno 2011, 23.18.05
7
Eh, sarò un nostalgico, ma il loro lavoro migliore era, è e rimarrà per sempre l'epico, monumentale, clamoroso "Tales From The Thousand Lakes"
bloody karma
Domenica 12 Giugno 2011, 22.01.01
6
questo non ho ancora avuto modo di ascoltarlo, ma concordo con undercover...eclipse è stato il top, poi un lento declino culminato in un fiacco skyforger ed un inutile discodi remake
ziron
Domenica 12 Giugno 2011, 19.09.43
5
quoto tutto...aggiungerei che la bonus track "heart's song" forse è migliore delle altre 12 . comunque delusione. se, ancora una volta, si decide di puntare sulle melodie, queste devono essere vincenti (vedi Skyforger).. peccato
mariamaligno
Domenica 12 Giugno 2011, 19.06.29
4
Concordo in pieno con la recensione, il voto e con i commenti sottostanti. Sembra si siano un po adagiati sugli allori ed e' chiaro che da Eclipse in poi abbiano trovato una certa (ottima sia chiaro) formula e da li abbiano inserito il pilota automatico. Per carita' il giochetto funziona ancora ma inizia a mostrare i primi segnali di stanchezza. Per me e' l'album piu' debole degli ultimi 4. Rimangono una spanna sopra la media e la maggioranza delle band attuali, anche grossi nomi, se lo sognano un disco "debole" del genere. Dal prossimo lavoro, pero', dovranno darsi una svegliata, altrimenti si potrebbe iniziare a parlare di crsi creativa. Ad oggi, in ogni caso, nuovamente promossi.
nocturnal pulse
Domenica 12 Giugno 2011, 17.42.00
3
Anche per me è un bell'album e pure ben suonato, ma non riesco a togliermi la sensazione che sia troppo melodico, insomma ogni giro tende ad essere eccessivamente armonioso. Diciamo che per strada si sono persi quella esclusiva aura glaciale che li permeava...
Undercover
Domenica 12 Giugno 2011, 16.35.08
2
Parto dal fatto che per me "Eclipse" è l'apice che han toccato con Tomi di lì in poi hanno iniziato ad alleggerirsi, divenire particolarmente dolciastri il che non mi dispiace sia chiaro, però è evidente che abbiano cominciato anche ad autocitarsi con costanza e mi sembra che stiano facendo lo stesso giochetto degli ultimi Dark Tranquillity dopo l'uscita di "Damage Done", le idee ristagnano, la qualità c'è, album piacevoli ma nulla più.
Gouthi
Domenica 12 Giugno 2011, 16.04.11
1
Aspettavo questa recensione da quand'è uscito l'album LOL. Bhe, che dire. Di sicuro un gran bell'album ma anche secondo me non è ai livelli né di Silent Waters né di Skyforger ma superiore a Eclipse che non ho mai digerito. Per me le migliori dell'album sono Mermaid, Reformation ma soprattutto On A Stranded Shore, che è davvero una canzone fantastica. Voto 78.
INFORMAZIONI
2011
Nuclear Blast
Gothic
Tracklist
1. Battle For Light
2. Mermaid
3. My Enemy
4. You I Need
5. Song Of The Sage
6. Three Words
7. Reformation
8. Soothsayer
9. On A Stranded Shore
10. Escape
11. Crack In A Stone
12. Beginning Of Time
Line Up
Tomi Joutsen - Vocals
Esa Holopainen - Lead Guitars
Tomi Koivusaari - Rhytmin Guitars
Santeri Kallio - Keyboards
Niclas Etelavuori - Bass
Jan Rechberger - Drums
 
RECENSIONI
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