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Anvil - Juggernaut of Justice
( 3921 letture )
L’avventura degli Anvil, granitico quartetto canadese, inizia a Toronto, nel 1977, quando il chitarrista Steve ‘Lips’ Kudlow forma, insieme al violento ma preciso drummer Robb Reiner, una band omonima, i Lips. Il gruppo pubblica il primo album nel 1981, ma per un problema di omonimia con i Lipps Inc. assume il nome di Anvil e firma un contratto con la Attica, etichetta canadese. Con questa esce, ristampato, il loro primo disco, Hard ‘n’ Heavy. Da allora sono passati – giorno più, giorno meno – trent’anni. Se per il die-hard fan l’Incudine ha continuato a produrre, con continuità, buoni, sufficienti e mediocri lavori, per il mercato discografico e per il pubblico metal più “generalista”, gli Anvil sono risorti dalle tenebre (come power-trio) dopo la pubblicazione del documentario Anvil! The story of Anvil, nel 2008, che li ha portato ad un rilancio nelle scene, con concerti come spalla a Saxon e AC/DC.

In questo periodo di rinascita, che coincide con gli ultimi tre anni, si colloca l’ultima fatica, Juggernauts of Justice. La domanda sorge spontanea: cosa abbiamo in tavola? Serve chiederlo? Non siamo di fronte ad una cenetta intima nel ristorantino con vista mare, né di fronte a un pranzo natalizio: ci troviamo di fronte ad una sagra di borgata, di piacevole ristoro in compagnia, con degli immancabili stuzzicadenti finali come cornice. Andando oltre a metafore e iperboli, imbandite in tavola sono le solite pietanze di casa Anvil: drumming feroce di un inossidabile Reiner, rifferama da badilata sui denti, nella migliore tradizione degli eighties, voce sguaiata di Lips. Se cercate l’innovazione, state alla larga da questo disco: il massimo che potete trovare è il fantomatico metal-jazz che Reiner, in una intervista, spacciava di aver inventato, di cui parleremo in seguito. Tornando all’ambiente culinario, possiamo affermare che, mantenendo il parallelismo, Juggernaut of Justice…porta subito in tavola polenta e costicine, cosicché, fino alla penultima canzone, l’ascoltatore-buongustaio si gode il rockeggiante spettacolo di mangiare la costa (qualcuno osa negare che cucinare/mangiare la costa non sia rock?), sorseggiando vino rosso in bicchieri di plastica (non siamo nel ristorantino fronte mare!), accompagnato da fragorose risate con gli amici. Se riuscite ad immaginare una sagra come l’ascolto di un disco degli Anvil, non serve che spenda ulteriori parole per descrivere le prime piacevolissime dieci canzoni di Juggernaut of Justice. Si parlava prima degli stuzzicadenti che arricchiscono la cornice bucolica della serata: fanno giusto il caso di Paranormal, penultimo pezzo del platter, lowtempo isolato, commistione tra Cooper e Iommi (vedasi Time is Mine dall’album Iommi), che consente al nostro ascoltatore-buongustaio di fare un bilancio dell’abbuffata, di godersi il momentaneo abbiocco, di…usare gli stuzzicadenti. Fatti i conti e passato l’abbiocco, l’ultima cosa con cui fare i conti dopo una sagra (specie se siete nell’area enogastronomica del Nord Est!) è l’alcool. Il vino rosso – bevuto in bicchieri di plastica – porta alla sperimentazione accennata qualche riga sopra, ovvero quella del metal jazz. Il delirio artistico di un brillo (in questo caso il nostro Robb) ha infatti portato a Swing Thing, conclusione decisamente stravagante per un disco tutto d’un fiato come questo. Il clamoroso metal-jazz propinatoci dal nostro buon Robb Reiner non è altro che una distorsione/metallizazione di quanto gruppi prog rock hanno fatto per anni (e anche i Black Sabbath con Breakout, provare per credere): nessuna rivoluzione musicale. Ma, come dicevamo, è l’ultima fase della sagra: quella della sbronza. Perdonati.

Tirando, adesso, le somme – magari con uno stuzzicadenti in bocca – una promozione piena è il minimo che si può dare ad un prodotto come questo: appagante, divertente, ben suonato e composto, metallico e, soprattutto (qui la storia e la perseveranza degli Anvil ne sono la prova palese) sincero. Se non bastasse, per questo ultimo aspetto, qualche punto “bonus” mi sento in dovere di darlo per il rispetto che nutro verso l’Incudine canadese.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
55.42 su 35 voti [ VOTA]
Sorath
Domenica 6 Luglio 2014, 11.43.11
18
Mamma mia che botta di disco...
forbiddenevil
Domenica 25 Marzo 2012, 13.10.18
17
@Edo: gli ANVIL non sono Thrash !!! Bel disco, piacevole e ben suonato.....ANVIL, ANVIL,ANVIL......cristo,sono 30 anni che li ascolto !!!
The Nightcomer
Mercoledì 1 Febbraio 2012, 18.21.31
16
Solo una piccola precisazione sulla casa discografica degli esordi: il suo nome era Attic, senza la "a" finale. Ok, chiusa la parentesi pedante! Per il resto bravo Alberto! Bella recensione, mi sono divertito leggendola. Però ora inizio ad avvertire un certo languorino...
Subhuman
Mercoledì 1 Febbraio 2012, 18.05.17
15
Ahahaha, mitico Arne! Mi associo alla lode alla poenta e coste... nella variante padovana "poenta e ossetti"
arne_saknussemm
Mercoledì 1 Febbraio 2012, 17.39.01
14
Azz... gli Anvil! Avrò consumato stipendi in puntine dello stereo all'epoca ad ascoltare quei quattro maledetti metallari. Reiner era un pazzo scatenato dietro le pelli... avranno avuto le loro rogne (oh, sono umani anche loro!) ma caspita se sono rimasti tali e quali, ruvidi come de veri hardrocker sanno essere. Motomount, Mothra, Heat sink, The march of the crabs hanno segnato anni incredibili. E adesso sono ancora qua a martellare sull'incudine... Viva la "poenta e coste" e viva el raboso!!! Rock on!!!!
The sinner
Martedì 8 Novembre 2011, 18.13.37
13
Onore agli Anvil...!!! Non saranno la miglior band del mondo ma in quanto a caparbietà ed orgoglio non sono secondi a nessuno. Basti guardare "The story of Anvil" quel bellissimo film-documentario sulla vita di questa band tanto sfortunata quanto tenace...Long live Anvil....!!!
Celtic Warrrior
Mercoledì 21 Settembre 2011, 10.02.51
12
Grandi ANVIL voto 88 , questo è metallo classico di qualità , non vedo l ora di vedervi insieme ai grandissimi SAXON .
MAIDEN
Martedì 16 Agosto 2011, 18.25.53
11
Concordo con Jek.
jek
Sabato 30 Luglio 2011, 16.07.34
10
Più lo ascolto e più lo amo e penso che si, è il loro migliore album. Questo è il metal che amo.
Broken Spirit
Lunedì 25 Luglio 2011, 21.18.47
9
Bè a me questo album è piaciuto un sacco... L'ascolto a volte mi gasa così tanto che mi viene quasi da pensare che sia il loro miglior album... 90!
jek
Venerdì 17 Giugno 2011, 20.47.39
8
Il metallo col tempo può arruginire ma una carteggiata e ritorna splendente. I vecchi Anvil picchiano ancora e risplendono più di prima. @ enry: Metal on Metal mi ronza ancora nelle orecchie dopo 30 anni. Complimenti a "subhuman" per l'informale recensione.
Edo
Giovedì 16 Giugno 2011, 16.55.28
7
Non ho letto ancora nulla, nemmeno li ho sentiti ma mi sto accingendo a farmi una cultura sul gruppo thrash (a detta di molti) più sottovalutato di sempre....poi vi dirò. Nel frattempo posso dire che sono veramente bruttissimi, il ricciolo poi sembra un orco...denti gialli inclusi
Alessio
Giovedì 16 Giugno 2011, 10.37.24
6
E bravo Alberto! Ormai è diventato un piacere leggere le tue recensioni, che hanno il pregio di incuriosire e invogliano ad un ascolto immediato, dopo il quale ognuno potrà dire la propria. Resta il fatto che è davvero ben scritta e argomentata! Continua così! \m/
enry
Mercoledì 15 Giugno 2011, 11.07.35
5
Mi son sempre chiesto, quali (e quanti) sarebbero i dischi belli degli Anvil? Io me li sono sempre scordati dopo un paio di settimane i loro dischi...Magari è un mio problema. Magari.
MAIDEN 65
Lunedì 13 Giugno 2011, 20.19.51
4
Metal on Metal
golden boy
Lunedì 13 Giugno 2011, 19.11.14
3
e solo ora ho visto la foto..ma che elementi loschi sono diventati???
golden boy
Lunedì 13 Giugno 2011, 19.10.18
2
ammetto che questa recensione avrei voluto farla io..mi attirava un sacco il ritorno degli anvil e sono contento che non abbiano deluso..ora lo ascolterò anche io ma mi fido del tuo giudizio...
Flag Of Hate
Lunedì 13 Giugno 2011, 19.09.26
1
W i VECCHIETTI !!
INFORMAZIONI
2011
The End Records
Heavy
Tracklist
1. Juggernaut of Justice
2. When Hell Breaks Loose
3. New Orleans Voodoo
4. On Fire
5. FuckenEh!
6. Turn It Up
7. This Ride
8. Not Afraid
9. Conspiracy
10. "Running
11. Paranormal
12. Swing Thing
Line Up
Lips - Vocals & Guitar
Robb Reiner - Drums
Glenn Five - Bass
 
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