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Buckethead & Viggo - Pandemoniumfromamerica
( 4033 letture )
Un disco per certi versi folle, sperimentale e difficile da digerire, che unisce le forti personalità artistiche dell'attore e cantante Viggo Mortensen e del chitarrista Buckethead, qui alla loro quarta collaborazione -ma i precedenti tre dischi sono esauriti da tempo e con ogni probabilità non verranno ristampati. Pandemoniumfromamerica è per certi versi figlio dell'esperienza di Mortensen nel Signore degli Anelli di Peter Jackson, se non nell'influenza che il personaggio Aragorn ha avuto sull'attore, perlomeno nel "cast" che collabora a questa perfomance in studio. Compaiono infatti i tre "hobbit" Elijah Wood, Dominic Monaghan e Billy Boyd (rispettivamente Frodo, Merry e Pipino nel kolossal fantasy), i primi due autori di eccellenti prove vocali e il terzo solido ritmico, affianco al figlio di Viggo, Henry, al produttore Travis Dickerson e a una registrazione del filosofo americano Noam Chomsky, a cui l'intero disco è dedicato.

Ma come suona il progetto Buckethead & Viggo? Difficile da dire. L'idea di fondo è quella di un'installazione sonora che mescoli parti cantate, frammenti recitati e un lavoro strumentale vicino all'ambient ma che sconfina volentieri nel jazz, nel folk e nella musica etnica, con qualche punta di industrial giusto per gradire. Certo, l'esperienza sonora non è delle più lineari e gradevoli, soprattutto nella parte finale del platter, ma l'idea di diversità rispetto a quello che normalmente è il nostro rapporto con l'oggetto-musica (compro il disco, apro il disco, sento il disco, capisco il disco) si esplica in un modo diverso di vivere l'opera. Difficile semplicemente ascoltare un lavoro come Pandemoniumfromamerica: la fruizione ideale è in performance, dal vivo, in modo da poter essere pienamente partecipi dei messaggi criptici dispensati dalla voce morbida del mainman, che utilizza, oltre a testi scritti di suo pugno, stralci da William Blake, Jonathan Swift e Rumi (mistico indiano del tredicesimo secolo dopo Cristo), in una ricerca di musicalità antimelodica che raramente manca il bersaglio. Il lavoro di Buckethead è essenziale ma/e raffinatissimo, forte di un songwriting avanguardistico e di toni in generale improntati sul post-rock più atmosferico e diluito, mentre i singoli contributi strumentali prendono il giusto spazio -da segnalare soprattutto il basso slappato di Billy Boyd in Maybe, senza ovviamente ignorare il buon lavoro di coesione e tessitura operato da Henry Mortensen, che all'epoca delle registrazioni aveva appena quindici anni.

Inutile oltre che sbagliatissimo segnalare tracce in particolare (anche se è doveroso indicare che i fraseggi in Half Fling potrebbero risultare indigesti ai più): Pandemoniuminamerica va ascoltato di filato, nella sua artisticissima imperfezione, senza rendere omaggio agli artisti ma cercando di capire cosa vogliano dire con sperimentalismi che mai sono fini a se stessi. Un album strumentalmente solido, vocalmente interessante ma inevitabilmente ostico e poco malleabile, che va giudicato con criteri completamente diversi da quelli che useremmo per la musica popolare - sia essa pop, rock o metal. Va oltretutto studiato a fondo, perché la filosofia proposta è particolarmente complessa e ben si abbina a quanto arriva alle orecchie, arricchendo come è giusto che sia un'esperienza in ogni caso particolare ed intrigante.



VOTO RECENSORE
81
VOTO LETTORI
37.59 su 22 voti [ VOTA]
Bernab12
Sabato 14 Marzo 2015, 12.19.25
11
Ogni volta che leggo qualcosa su Buckethead esce fuori il discorso/paragone relativo a Slash e Guns. Caspita, la differenza è peculiarità della musica e paragoni tra due mondi completamente diversi, onestamente, mi sembra imbarazzante. Sono cresciuto con i Guns N Roses nelle orecchie e con i riff e gli assoli di Slash pensando fin da subito che fosse Dio, poi ovviamente la maturazione musicale (anzi, maturazione della mia "cultura musicale") mi ha fatto capire che ovviamente c'è di meglio in giro. Ma meglio cosa significa? Più tecnica? Più velocità? Amo Slash ed amo Buckethead e ritengo inopportuni ogni tipo di paragone e discorso del tipo "buckethead > slash". Il buon vecchio Slash non sarà un asso in tecnica, ok, ma alzi la mano chi non ha sbavato su TUTTI e dico TUTTI i pezzi del mitico Appetite For Destruction o Use Your Illusion I/II e tutti i lavori solisti di quest'ultimo. Piccolo sfogo, non ce la facevo più a saltare da una recensione all'altra della Testa-a-secchiello e leggere "Slash di qua, Slash di la.."
Jimi The Ghost
Domenica 24 Luglio 2011, 21.17.07
10
....dimenticavo da ascoltare di Buckethead [Experimental Rock / Underground] "Shadows Between The Sky" (2010) oppure Enter the Chicken (2008).....accostarsi a lui non è difficile...è uno che sperimenta e quindi di pessi ne fa a milioni......bisogna solo saper selezionare....selezionare... ciao..............Jimi TG
Jimi The Ghost
Domenica 24 Luglio 2011, 21.01.27
9
Ha uno stile musicale inconfondibile senza distrazioni, con un look ancora più particolare, Brian Patrick Carroll è il re indiscusso dello speed action. Molti shredder piangono solo a guardarlo...e sognano e sognano e sognano...ma chi è questa macchina? Come farà?. Dopo milioni di produzioni musicali con la gibson les paul, la ditta USA gli dedica una signature...corpo in mogano, manico in acero scuro, 24 frets senza segnatasti con una elettronica una coppia di pickup ceramici ad alto segnale di uscita, un 496R e un 500T, comandati da selettori e switch. Caratteristica è il kill-switch posto in due punti sul corpo, di colore rosso...come quelli presenti sulle sala gioco dei video game degli anni '80 che gli permettono di effettuare in maniera rapida costringendo la sua les paul a spegnersi e riaccendersi sotto la sua strabiliante velocità. Stupendo per uno shedder....Ma torniamo a questo cd. Ascoltando Pandemoniumfromamerica potrebbe sicuramente essere considerato come uno dei più eclettici, stravaganti cd che una persona possa aver mai sentito, (anche per via del "signore degli anelli") ogni canzone ha una su identità e lui ne fa di essa la propria, insieme a una miriade di strani strumentali e dei campionamenti che sono lontani dalla musica tradizionale... difficile congetture sparse qua e la, ma è un disco che rimarrà nei ricordi. I chitarristi ringraziano e invidiano...mister Buckethead. Metallized più spazio al signore della velocità...Jimi TG.
xutij
Sabato 25 Giugno 2011, 14.43.03
8
è un peccato che un genio del genere sia conosciuto solo come il sostituto di slash nei GNR, il tanto amato slash non ha un decimo della genialità di testa di secchio. questo album non lo conosco (eh mica posso stà a presso a tutta la merda che caga fuori Buckethead ) ma credo che rimedierò
tribal axis
Lunedì 20 Giugno 2011, 20.51.02
7
che fuori di testa sto disco... la voce di viggo non mi dispiace per nulla, anzi...
andrea
Lunedì 20 Giugno 2011, 18.26.02
6
santamerda, che follia è?! dopo me lo ascolto!
Gouthi
Lunedì 20 Giugno 2011, 16.25.39
5
Eccellente...
Zarathustra
Lunedì 20 Giugno 2011, 14.29.45
4
Ah, dimenticavo: fortunatamente si trova tutto su Youtube, per chi volesse ascoltarlo.
Zarathustra
Lunedì 20 Giugno 2011, 14.28.42
3
@Gouthi: assolutamente sì, io sono un grande fan di Buckethead quindi in futuro pescheremo dalla sua discografia.
Mickey
Lunedì 20 Giugno 2011, 13.50.37
2
FIgo,non sapevo che Viggo era un cantante
Gouthi
Lunedì 20 Giugno 2011, 12.55.36
1
Questo disco non l'ho mai ascoltato anzi, a dirla tutta, non ne ho mai sentito parlare, ma dopo aver letto questa recensione rimedierò sicuramente Colgo l'occasione per dire che secondo me Buckethead è uno dei più grandi geni della 6 corde attuali e non solo. Spero vengano recensite altre sue opere più in là
INFORMAZIONI
2003
TDRS Music
Inclassificabile
Tracklist
1. Den Gang Jeg Drog Afsted
2. Back to Babylon
3. Pandemoniumfromamerica
4. Gone
5. They Ate Your Family
6. I Want Mami
7. Red River Valley
8. Leave It
9. Holyhead
10. Fall of Troy
11. Shadow
12. Cuba on Paper
13. Maybe
14. Half Fling
Line Up
Viggo Mortensen (Voce, Organo, Piano, Tastiere, Percussioni, Batteria, Armonica, Effetti)
Buckethead (Chitarra)
Henry Mortensen (Basso, Piano, Voce, Tastiere, Batteria)
Travis Dickerson (Percussioni nella Traccia 1)
Elijah Wood (Voce nella Tracce 4 e 14)
Dominic Monaghan (Voce nelle Tracce 13 e 14)
Noam Chomsky (Voce nella traccia 12)
Billy Boyd (Basso nelle tracce 11 e 13, Batteria nella traccia 14)
 
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