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Loudness - Shadows Of War
( 2911 letture )
Il processo di americanizzazione del Loudness giunge a compimento con l’album Thunder In The East, pubblicato nel 1985, che rappresenta unitamente al precedente Disillusion l’apice creativo della formazione nipponica. Da questo momento in poi il gruppo sfornerà una serie di album che, seppure di pregevole fattura compositiva, non riusciranno a replicare il successo di quei lavori e deluderanno in specie i fans giapponesi; il motivo risiede nel fatto che il sound dei Loudness tenderà ad attestarsi sempre di più su linee easy listening indubbiamente adatte al mercato a stelle a strisce, ma indigeste a tutti coloro che li avevano apprezzati in principal modo perché rappresentavano un’assoluta novità (erano stati in fondo la prima band del Sol Levante a proporre ad un certo livello ottima musica heavy metal). Il processo di tale cambiamento si concretizzerà definitivamente nel 1989 con il licenziamento dello storico singer Niihara in favore dell’americano Mike Vescera.

Tale premessa era doverosa per introdurre adeguatamente il discorso su Shadows Of War (1986) chiamato, peraltro, a raccogliere la difficile eredità lasciata dal menzionato Thunder In The East. L’album, che uscì anche in edizione americana con il titolo Lightning Strikes (diversa la cover, la disposizione dei pezzi, mentre il titolo della canzone Shadows Of War è stato modificato in Ashes In The Sky), incarna perfettamente le due anime del gruppo: da un lato gronda di sano ed arcigno heavy metal ben strutturato su riff taglienti e ritmica potente, dall'altro si evidenzia la tendenza a certe sonorità inclini al glam ed all’hair metal che finiscono per rendere il platter eccessivamente orecchiabile. La produzione è ottima e sono anche apprezzabili i miglioramenti del vocalism di Niihara, tuttavia il cambio di direzione, nonostante stiamo comunque parlando sempre di un livello del songwriting ancora elevato, finisce per non convincermi del tutto.

Significativo è il trittico iniziale, composto dalla title track (introdotta da un impetuoso fraseggio di chitarra, si dipana in seguito su di un accattivante mid tempo), Let It Go (munita di uno splendido tema portante, a mio avviso avrebbe degnamente ben figurato su un disco dei Van Halen ricalcandone degnamente lo stile), la spettacolare Streetlife Dreams (di gran lunga la migliore del lotto grazie ad un riffing ipnotico e rabbioso sul quale si innestano una serie di assoli mozzafiato prodotti dalla sei corde del solito monumentale Takasaki) e degna di menzione è anche la velocissima Black Star Oblivion; il full lenght, poi, perde un po' di intensità, i brani si fanno più convenzionali, meno efficaci, si lasciano ascoltare, ma senza lasciare il segno.
In definitiva Shadows Of War è un full lenght piacevole che include tuttavia i primi labili segni di un ristagno creativo che con il passare degli anni diverrà, purtroppo, endemico.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
64.30 su 36 voti [ VOTA]
Aceshigh
Domenica 22 Ottobre 2017, 18.10.03
10
Album carino, ma inferiore al precedente mitico TITE, ma non tanto per il sound decisamente più "americano", quanto per un songwriting che qui stenta a decollare, ad eccezione della raffinata title track e alla fantastica Let it go. Voto 70
embryo6
Lunedì 14 Gennaio 2013, 9.52.40
9
Per chi non ne fosse a conoscenza, negli ultimi anni (dal 2009 in poi) i Loudness hanno realizzato una serie di mini-tour intitolata "Classic Loudness Series", in cui hanno riproposto canzoni tratte esclusivamente dai loro primi album. Fino a questo momento hanno suonato i brani da The Birthday Eve fino a Shadows Of War / Lightning Strikes, mentre il mese scorso è stata la volta del "Single Collection Tour", per promuovere la nuova raccolta Single Collection, una compilation (quasi completa) di singoli e b-sides che copre tutti i periodi della loro carriera. Un modo interessante per omaggiare il loro passato proponendo anche dei pezzi che raramente o mai vengono suonati dal vivo.
hm is the law
Domenica 13 Gennaio 2013, 18.47.08
8
@ Rven: mmmhhh per me sono pari, dificile scegliere
Raven
Domenica 13 Gennaio 2013, 14.40.23
7
Sono d'accordo. In maniera completamente diversa, se vogliamo, ma Disillusion prima e Thunder dopo, rappresentano le cose migliori della loro produzione. Dopo Thunder troppa America nella loro musica, ancora tenuta dentro la loro proposta con classe fino a Thunder. Dal vivo i pezzi sono sempre migliori, se ben suonati. Da questo punto di vista i Loudness garantivano sempre.
hm is the law
Domenica 13 Gennaio 2013, 14.15.22
6
Per completezza di informazione per me Thunder è il migliore a parimerito con Disillusion
hm is the law
Sabato 12 Gennaio 2013, 14.34.09
5
@ embryo6: si conosco quel live è un bel disco. Comunque in Thunder in the East si conclama il processo di americanizzazione e per me rimane il miglior disco che hanno realizzato perché viene raggiunge un formidabile "equlibrio". Quest'album incarna si la stessa filosofia, ma gli è inferiore evidenziando secondo me i primi LABILI segni di ristagno creativo come detto nella recensione (il voto rimane altissimo però). Mi spiego meglio circa la questione della svolta americana: a lungo andare non l'ho mai digerita perché il punto di equilibrio per l'appunto raggiunto in Thunde in the East e in parte anche in Shadows Of War non verrà purtroppo più ripetuto. Grazie dell'intervenmto a presto
embryo6
Venerdì 11 Gennaio 2013, 23.12.52
4
@hm is the law: certo, alla fine è una questione di gusti. Però allora non capisco come fai a giudicare Thunder In The East il loro apice creativo - quando in realtà è stato proprio con quell'album che hanno cominciato a variare verso un sound più "americano" - e poi critichi Shadows Of War per lo stesso motivo... non è un controsenso? Alla fine questi due album non sono poi così diversi stilisticamente e come sonorità. Hai mai ascoltato 8186 Live? Forse ascoltare i brani di questo album dal vivo potrebbe farteli rivalutare un po'.
hm is the law
Venerdì 11 Gennaio 2013, 20.05.37
3
@ embryo6: il mio voto è alto e nella recensione parlo di primi labili segni di un ristagno creativo che si conclameranno in futuro. Il cambio stilistico più orientato verso il mercato americano personalmente non l'ho mai digerito. Come al solito è una questione di gusti
Ciro 77
Venerdì 11 Gennaio 2013, 13.25.45
2
Per me invece è l'inizio della crisi anche perchè in effetti le composizioni iniziano ad essere troppo orecchiabili
embryo6
Venerdì 11 Gennaio 2013, 11.52.16
1
Un'altra differenza tra Shadows Of War e Lightning Strikes (oltre a copertine, disposizione dei brani e titoli diversi) è un diverso mixaggio dei brani, in alcuni casi anche piuttosto evidente. Inoltre, in Lightning Strikes il brano “1000 Eyes” è tagliato di circa 25 secondi nella parte finale. Certo che parlare di ristagno creativo mi sembra un po' eccessivo e ingiusto... i brani hanno delle ottime e particolari linee vocali, una giusta dose di tecnicità non fine a sé stessa, e il fatto di essere orecchiabili e con sonorità non particolarmente pesanti non è necessariamente un difetto. Dalla tua recensione sembra quasi che il gruppo fosse in una fase di declino, ma in realtà non è così. Il 1986 è stato un anno di grandi soddisfazioni per i Loudness: hanno avuto infatti il piacere di fare da supporter agli AC/DC durante il loro tour in USA (insieme ai Queensryche), per un totale di 42 date. Inoltre aprirono il concerto dei Motley Crue al Madison Square Garden: furono il primo gruppo giapponese a suonare al Madison Square.
INFORMAZIONI
1986
WEA Japan
Heavy
Tracklist
1. Shadows of War
2. Let It Go
3. Streetlife Dreams
4. Black Star Oblivion
5. 1000 Eyes
6. Complication
7. Dark Desire
8. Face to Face
9. Who Knows (Time to Make a Stand)
Line Up
Minoru Niihara (Voce)
Akira Takasaki (Chitarra)
Masayoshi Yamashita (Basso)
Munetaka Higuchi (Batteria)
 
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