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Devin Townsend Project - Ghost
( 6405 letture )
Sarebbe poco utile e ridondante ricordare a voi lettori l’abnorme quantità di collaborazioni, progetti e produzioni, tutti di successo, di cui è costellata la carriera di Devin Townsend. Artista incredibilmente prolifico ed eclettico, il canadese annunciò due anni fa l’intenzione di lavorare su una serie di quattro album sotto il nome di Devin Townsend Project; in ciascuno di questi album Hevy Devy avrebbe mostrato un aspetto diverso della sua (schizofrenica) personalità musicale, una sfida imponente lanciata dopo aver chiuso con alcol e droga (disintossicazione che ne avrebbe momentaneamente interrotto l’ispirazione).

Uscito in concomitanza con Deconstruction, è questo Ghost a chiudere la tetralogia e sarà forse l’episodio più discusso tra i fan. La formazione, ovviamente, cambia una volta: degni di segnalazione sono senz’altro Dave Youg, polistrumentista canadese qui alle prese con tastiere e mandolino e avente alle spalle già diverse collaborazioni con l’ex cantante di Steve Vai (tra cui Alien degli Strapping Young Lad e lo stesso Ki, primo capitolo della quadrilogia) e Kat Epple, tra le mani flauto, EWI (uno strumento elettronico a fiato dall’incredibile flessibilità) e bawu (una sorta di clarinetto di origine cinese) appartenente al noto duo Emerald Web, autore di musica elettronica, le cui influenze risulteranno senz’altro gradite in quest’album.

Un’opera che dividerà, dicevamo. Inevitabile, vista anche l’uscita contemporanea a Deconstruction a cui il cd è legato anche in modo ideale: un album nero e uno bianco, uno oscuro e uno luminoso, e chi più ne ha più ne metta. Dimenticatevi gli Strapping Young Lad, Ghost è un esperimento che gli amanti del metal frenetico e roboante faticheranno a capire. È, come annunciato, un disco ambient, non orfano, comunque, di richiami new wave e citazioni pink floydiane oltre a qualche accenno ai precedenti lavori solisti Terria e Devlab; il risultato, tuttavia, è migliore e più maturo, probabilmente più emozionale. Devin riesce a far chiudere gli occhi e a trasportarci in una dimensione alternativa o, se preferite, in un sogno. Ci riesce grazie ad una base sonora avvolgente, quasi mistica, ed a inserti strumentali suadenti (grande merito va alla passione che sprigionano i flauti di Kat Epple, percepibili soprattutto in Monsoon). Come non parlare poi delle abilità vocali fuori dal comune di Hevy Devy, costantemente accompagnato in quest’opera dalla talentuosa Katrina Natale, in grado di aggiungere morbidezza e dolcezza alle tracce. La ricerca della pace dei sensi non impedisce a Devin di imbracciare il suo primo strumento, il banjo, e a deliziarci in una movimentata ballata dal sapore folk come Blackberry. Un disco che rimane etereo ed impalpabile quanto un fantasma e che non conosce cali qualitativi grazie ad intrecci strumentali e a passaggi funambolici per quanto quasi inavvertibili; fondamentali in tal senso sono senz’altro le tastiere di Dave Youg, coprotagoniste dell’album. A dispetto della lunghezza mastodontica dell’album (oltre 72 minuti!) la musica scorre veloce mentre il canadese ci accompagna in questo viaggio metafisico. I brani si succedono l’un l’altro con fluidità: l’album ha infatti senza dubbio svariati livelli di lettura ma risulterà senz’altro godibile a chiunque anche al primo ascolto. Se vorrete, dunque, potrete vivere un sogno lucido, che più viene ascoltato, più appaga e svela nuovi dettagli. Hevy Devy è riuscito, maledizione a lui, a confermarsi come uno tra i musicisti più eclettici e ispirati degli ultimi tempi, capace di sfoggiare anche delle interpretazioni dei brani da oscar. Una degna conclusione per un sentiero lungo quattro album. Ma il vulcanico Devin ha già annunciato di essere al lavoro su un nuovo album. D’altronde ci ha abituato così…



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
72.09 su 52 voti [ VOTA]
Jeroel
Domenica 8 Febbraio 2015, 22.43.16
12
Sono 4 ore che lo lascio suonare in sottofondo... genera un'atmosfera unica, si va dalla ambient al soft rock, passando per sonorità alla Ulver... una specie di Terria in versione più eterea... da ascoltare.
suocera
Mercoledì 16 Ottobre 2013, 20.53.24
11
non e' un album, ma u esperienza uditiva. mi mette i brividi. grazie matto
daniele
Lunedì 29 Aprile 2013, 19.50.19
10
Album, per il suo genere, da 90!! Molto difficile da descrivere.. Solo le sue note potranno farlo!
Spirit
Giovedì 18 Aprile 2013, 20.41.17
9
ma quanto è bello sto album??
M0RPHE01978
Domenica 8 Luglio 2012, 16.47.52
8
57 la media voto degli utenti??? o_0
StreetsOfGold
Giovedì 8 Dicembre 2011, 19.47.07
7
La perfezione fatta album. 99 senza neanche pensarci un secondo. (Vorrei mettere 100, ma non si può)
M0RPHE01978
Sabato 19 Novembre 2011, 17.08.20
6
Comprato oggi dopo averlo ascoltato svariate volte sul tubo. Bellissimo voto 90.
Detrox
Venerdì 1 Luglio 2011, 16.57.07
5
Davvero un disco d'atmosfera...e bravo Devin!
Renaz
Giovedì 30 Giugno 2011, 20.33.50
4
...mi correggo, è bellissimo.
Renaz
Martedì 28 Giugno 2011, 18.47.44
3
ad un primo ascolto sembra molto buono...
NoRemorse
Martedì 28 Giugno 2011, 3.18.06
2
Io ci metterò una vita a giudicarli entrambi...per adesso mi sembra migliore questo...anche se sono entrambi due lavori notevoli...
tribal axis
Martedì 28 Giugno 2011, 0.51.36
1
a differenza di deconstruction questo devo ancora ascoltarlo ben bene. giudizio rimandato.
INFORMAZIONI
2011
InsideOut Music
Inclassificabile
Tracklist
1. Fly
2. Heart Baby
3. Feather
4. Kawaii
5. Ghost
6. Blackberry
7. Monsoon
8. Dark Matters
9. Texada
10. Seams
11. Infinite Ocean
12. As You Were
Line Up
Devin Townsend– Guitars/Bass/Vocals/Banjo/Ambience
Dave Young – Keyboards/Mandolin
Mike St-Jean – Drums
Kat Epple – Flute/Ewi/Bawu
Katrina Natale – Female Vocals
 
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