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Falconer - Armod
( 6981 letture )
Vedo un luogo dove crescono prati ameni e verdeggianti, ornati di fiori ed erbe profumate, mentre intorno aleggia ovunque un odore soave, e aspirandolo non sento più alcun desiderio di cibo o di bevande.
(Baudolino, Umberto Eco)


Le parole dello scrittore alessandrino delineano alla perfezione le sensazioni che Armod, settimo disco dei Falconer, è in grado di scaturire. A differenza degli album più marcatamente folk, dove la natura si può toccare con mano, oppure degli album viking, grazie ai quali possiamo vedere con i nostri occhi orde di guerrieri avanzare nella neve vergine, Armod, allo stesso modo del “miele verde” di Baudolino, è in grado di far apparire lande immacolate, suscitando emozioni dal più profondo del cuore: la voglia di respirare aria pura nella più completa libertà della natura incontaminata torna a farsi sentire, anche in quelle persone le quali pensieri simili non ne hanno mai avuti.
Si parla, d’altronde, di musicisti esperti e preparati: nella formazione troviamo Stefan Weinerhall e Karsten Larsson, ex membri dei seminali Mithotyn, strumentisti che, proprio dopo lo scioglimento della band, hanno dato vita nel 1999, insieme al cantante Mathias Blad, al progetto Falconer.

Il nuovo lavoro del combo svedese è, a detta degli stessi membri, un tributo alle sonorità folk, sound al quale sono particolarmente affezionati: difatti Armod è l’album più ricco di influenze popolari dell’intera discografia del quintetto di Mjölby. Per l’occasione sono state messe da parte (quasi completamente) le tastiere, per fare spazio ad autentici flauti e violini, scelta che si rivela azzeccata in quanto gli undici brani presenti suonano spontanei e naturali. Infine, la decisione di cantare esclusivamente in svedese rende il tutto “magico”, al punto che è facile, una volta chiusi gli occhi, vedersi catapultati in tempi lontani, dove colori e odori erano puri e ben diversi rispetto quelli ai quali siamo ormai abituati. Si potrebbe azzardare che i Falconer del 2011 rappresentano nella scena metal quello che sono stati i Blind Guardian negli anni ’90: dei bardi, racconta storie. Amabili artisti della narrazione.

Quello che colpisce fin dal primo ascolto, oltre l’ottima qualità audio e di produzione (opera di Andy LaRoque), è il songwriting: prendere generi diversi tra loro come heavy, power e folk e mescolarli in maniera (quasi) perfetta, creando undici composizioni piuttosto varie, riuscendo nell’impresa di non suonare mai banali o ripetitivi, è cosa non per tutti. Troviamo nel disco rasoiate del miglior power metal seguite da brevi composizioni tipicamente folk, per poi tornare all’heavy metal roccioso scandito da mid-tempo e granitici riff delle sei corde.
L’opener Svarta Änkan è l’esempio di come ritmi power e possenti schitarrate da headbanging possano ancora andare d’accordo. Il brano è arricchito nella parte centrale da uno stacco acustico con tanto di assolo melodico, prima che i tempi tornino a farsi forsennati. Molto bella anche la successiva Dimmornas Drottning, una sorta di filastrocca romantica in chiave metallica. Particolarmente aggressivo è l’inizio di Griftefrid dove, forse memori delle cavalcate viking dei vecchi tempi, i Falconer si mostrano maggiormente bellicosi rispetto il loro standard: esperimento riuscitissimo! Completamente diversa suona O, Tysta Ensamhet, dolce e soave composizione quasi completamente acustica, fino a quando l’ispiratissima coppia d’asce Weinerhall/Hedlund non fa una breve ma incisiva comparsa. Si torna a sonorità heavy/power con Vid Rosornas Grav, anche lei arricchita da arie folkeggianti, riff semplici ed efficaci. La breve Grimborg risulta essere il brano meno interessante di Armod: si nota unicamente per l’assolo tipicamente heavy metal di Weinerhall. Di tutt’altra pasta la lunga (oltre sette minuti) Herr Peder Och Hans Syster, summa completa delle capacità in fase di scrittura dei Falconer: le chitarre variano da riff cupi a stop’n’go in palm muting per poi aprirsi in accorsi ariosi e infine deliziarci con giri maggiormente movimentati, mentre il cantato di Mathias Blad si fa ora preoccupato, ora maggiormente sicuro. Il suo timbro – non particolarmente tecnico, ma davvero caldo e avvolgente - e le linee vocali, ormai vero e proprio marchio di fabbrica della band svedese, sono, come sempre di elevata qualità. Segue Eklundapolskan, strumentale di ottima fattura che vede nel violino l’attore principale: bella sia la melodia di base che il lavoro compiuto gli altri strumenti a supporto del romantico strumento a corde. Voce e chitarra sono invece gli unici ingredienti di Grimasch Om Morgonen, canzone che precede l’ultima traccia metallica del disco. Fru Silfver è un classico brano dei Falconer, quindi spazio a doppia cassa (Karsten Larsson, da sempre motore della band, anche qui fornisce un’ottima prestazione, tra velocità sostenute e cambi repentini), riff azzeccati, tempi spezzati e inserti folk a cura di flauto e violino. Chiude il disco Gammal Fäbodpsalm, outro strumentale con organo e chitarre heavy a sancire in maniera malinconica la fine di Armod.

Migliorando ulteriormente gli aspetti positivi del precedente Among Beggars And Thieves, album che già presentava delle importanti reminiscenze folk, i Falconer, a dieci anni dal debutto nella scena con l’omonimo disco, sono probabilmente arrivati alla piena maturazione.

Baudolino, oltre ad essere un gran bugiardo era anche un ottimo poeta: per fortuna i bardi di Mjölby hanno “solamente” la seconda qualità.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
82.22 su 100 voti [ VOTA]
Metal Shock
Mercoledì 19 Ottobre 2016, 9.59.13
23
Conoscevo i Falconer per i due primi stupendi album, ora li riascolto n questo interessante lavoro. Lo stile e` sempre quello, molto riconoscibile, e sopratutto c`e` sempre la magnifica voce di Blad, stupenda, calda, avvolgente, un vero bardo dei giorni nostri. L`uso dello svedese amplifica poi il lavoro svolto in questo disco, da una parte piu` folk degli altri lavori.C`e` da dire che il gruppo a volte ci va veramente pesante, con sfuriate da gruppo viking, ma nel contesto funzionano. Per me i primi due, il secondo in particolare, dischi rimangono superiori, ma un 80 se lo merita. Un peccato che non siano cosi` conosciuti!
VALERIO
Venerdì 8 Luglio 2016, 17.55.37
22
Ho letto alcuni commenti in cui si critica l’utilizzo della lingua svedese in questo album. Mi permetto di precisare che il Metal ha le proprie radici non in volgari Stati come Gran Bretagna o USA, ma nelle nobili terre della Scandinavia. Pertanto trovo eccellente la decisione dei Falconer di cantare nella loro nobile lingua e di non utilizzare quell’ignobile e primitivo linguaggio tanto in voga in questo merdoso periodo storico. Quanto alla non comprensione dei testi, ciò non va inteso come difetto bensì come pregio, poiché, in tal modo,nell’ascoltatore non interviene il raziocinio con le sue pusillanimi traduzioni automatiche, ma si verifica un totale abbandono in cui suoni e parole si propagano con la stessa valenza, andando a comunicare direttamente con il paleoencafalo.
Master
Venerdì 25 Settembre 2015, 10.10.47
21
Questo probabilmente è secondo me finora il loro picco creativo assieme ad "Among beggar and thieves". Rendere le atmosfere folk con questa classe è una qualità più unica che rara; poi il timbro di Blad è così caldo e accogliente, che consiglierei il gruppo anche ad un neofita del metal.
JokAR
Venerdì 28 Settembre 2012, 20.11.08
20
Scusate, avevo dimenticato Northwind!
JokAR
Martedì 27 Dicembre 2011, 23.53.16
19
Grande album di un grande gruppo power, scelta della lingua azzeccatissima, inferiore soltanto all'inimitabile "Falconer" ma comunque ottimo lavoro!
BILLOROCK fci.
Venerdì 22 Luglio 2011, 22.15.51
18
concordo flag !! difatti se n erano già accorti i francescani nel medioevo, tanto che alcuni libri li hanno praticamente riadattati ai loro pensieri!!cmq ce ne sarebbe da dire su quest argomento... uff uff...
Flag Of Hate
Venerdì 22 Luglio 2011, 21.57.21
17
Certe cose si possono esprimere solo nella propria lingua nativa. Criticarli perchè cantano in Svedese mi sembra un argomento piuttosto insignificante, anche perchè Internet abbonda di siti che riportano i testi e le rispettive traduzioni.
Gotic
Venerdì 22 Luglio 2011, 21.49.16
16
splendido disco, magico come sempre, forse per la lingua ancora di più
alzailcorno93
Venerdì 22 Luglio 2011, 21.01.55
15
@Master (commento 9): mi hai tolto le parole di bocca
Master
Venerdì 22 Luglio 2011, 20.55.59
14
cmq, ora che mi è arrivato il cd originale mi sono accorto che nell'edizione bonus ci sono anche 4 pezzi cantati in inglese...ma secondo me non rendono niente rispetto alle versioni "originali"!
Maurilio
Venerdì 8 Luglio 2011, 20.41.36
13
Io non lo dicevo per una questione di vendite o per la durezza della lingua, ma solo per una questione di farsi capire o non capire. Evidentemente alcuni gruppi non hanno interesse a farsi capire all´estero e questa é una loro piena libertá artistica, ci mancherebbe. Solo che alcuni, come me, restano spiazzati da testi in lingue semi sconosciute perché vorrebbero capire di cosa si parla nel testo, almeno in parte. Per citare due gruppi svedesi, a me piace capire cosa dicono gli Amon Amarth o i King of Asgaard, e sono ben contento che scrivano in inglese perché mi piacciono quei testi. O per esempio ho trovato interessanti i testi dei belgi Fireforce, cosa che non avrei potuto fare se avessero scritto in fiammingo. Solo questo, poi lo svedese suonerá pure bene ma quanti ne capiscono tre parole?
satanasso
Venerdì 8 Luglio 2011, 17.33.37
12
scusate, ma in linea teorica la musica sarebbe una forma di espressione artistica, prima ancora che un prodotto confezionato allo scopo di vendere, e quindi non dovrebbe essere pesantemente condizionata da mere logiche di marketing....se l'artista, com'è naturale, si sente più a suo agio esprimendosi nella sua lingua madre fa benissimo a procedere in questo senso.....poi i gusti sono gusti, è ovvio. Prima di bocciare a priori il cantato in svedese vi consiglio cmq di provare ad ascoltarlo; le lingue scandinave non sono così "dure" come tedesco ed olandese...
Maurilio
Venerdì 8 Luglio 2011, 16.08.26
11
Saranno anche affascinanti, ma se non si capisce neanche il titolo senza l´uso di un vocabolario, di una grammatica o di internet mi sembra che il legame musica-terra sia valido solo per chi parla quella lingua. Comunque a me piace il metal in inglese poi de gustibus.....
fabriziomagno
Giovedì 7 Luglio 2011, 22.11.28
10
in ambito folk sono per i testi in lingua, in quanto più "affascinanti" e perchè rafforzano il legame già potente musica-terra.
Master
Giovedì 7 Luglio 2011, 20.52.35
9
a me i testi in lingua originale piacciono sempre tanto, soprattutto se si tratta di lingue nordiche! se poi mi interessa scoprire il significato mi vado a cercare una traduzione, non lo vedo come un provincialismo ma come un modo di rendere ancora più legato al territorio un genere di musica che ha quella caratteristica proprio per sua natura...in base allo stesso ragionamento allora potremmo anche valutare "provinciale" un gruppo che usa strumenti caratteristici, non in uso da noi...non la vedo così, se il provincialismo fosse questo, allora, per quanto mi riguarda sarebbe il benvenuto! cmq capisco che chi dà molta importanza ai testi (cosa che io non faccio) si possa sentire un filo amareggiato per questa scelta...
Maurilio
Giovedì 7 Luglio 2011, 20.40.13
8
Invece ha ragione Rashomon sulla questione dei testi. Ma che senso ha scrivere canzoni in svedese se poi non le capisce nessuno? Allora o ti rivolgi al solo mercato interno o cerchi un altra lingua piú accessibile, oppure non importa nulla capire i testi? Saró troppo abituato all´inglese ma io dischi in svedese,islandese o norvegese non ne ho mai comprati. Posso capire scrivere in tedesco , francese o spagnolo, in quanto lingue parlate o studiate da milioni di persone, ma scrivere canzoni in lingue sconosciute al di fuori del proprio territorio mi sembra vero provincialismo. Se poi ci si vuole rivolgere solo alla Svezia allora é giusto cosí.
Rashomon
Mercoledì 6 Luglio 2011, 23.34.08
7
@ Tribal axis: si vede che non rileggi mai le cose che scrivi, allora.
tribal axis
Mercoledì 6 Luglio 2011, 21.02.38
6
@Rashomon: perdona la franchezza ma non ho mai letto così tante cazzate concentrate in tre righe come nel tuo commento.
satanasso
Mercoledì 6 Luglio 2011, 9.28.37
5
disco di classe, songwriting più vario dei precedenti...bravissimi!!!!
Feanor
Martedì 5 Luglio 2011, 15.31.23
4
Non l'ho ancora sentito, ma da come ne parli sembra molto interessante
Rashomon
Lunedì 4 Luglio 2011, 23.04.26
3
Con gli Orphaned Land e pochi altri compongono la schiera di quei gruppi che ancora giustificano l'esistenza del Metal nel XXI secolo. Veramente bravi, anche se i testi esclusivamente in svedese non mi sono parsi una buona mossa. Avete una dimensione europea, ragazzi, basta con questi provincialismi del cavolo!
Munte
Lunedì 4 Luglio 2011, 21.32.10
2
Gran bel disco. Ottima idea il cantato in svedese. Voto: 82
Fulvio
Lunedì 4 Luglio 2011, 20.02.57
1
Seguo i Falconer sin dagli esordi e tranne qualche passo falso mi son sempre piaciuti! Memorabile un loro concerto qua nelle mia zona, bergamo, dove forse forse a vedereli eravamo in 20 persone XD anyway sono stati comunque molto caldi e cordiali alla fine del concerto. Questo nuovo album....ha bisogno di parecchio tempo per essere assimilato! Devo ancora capirlo appieno!
INFORMAZIONI
2011
Metal Blade Records
Power
Tracklist
1. Svarta Änkan
2. Dimmornas Drottning
3. Griftefrid
4. O, Tysta Ensamhet
5. Vid Rosornas Grav
6. Grimborg
7. Herr Peder Och Hans Syster
8. Eklundapolskan
9. Grimasch Om Morgonen
10. Fru Silfver
11. Gammal Fäbodpsalm
Line Up
Mathias Blad: voce
Stefan Weinerhall: chitarra, tastiere
Jimmy Hedlund: chitarra
Magnus Linhardt: basso
Karsten Larsson: batteria
 
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