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Aerial Ruin - Valleys of the Earth
( 1281 letture )
Qualche volta c'Ŕ, palpabile e concreto, il bisogno di un ritorno ad una dimensione assolutamente terrena e umana della musica, lontana dalla potenza delle distorsioni e dei patterns in doppia cassa; se questo significa allontanarsi dalle proprie usanze per scoprire quelle che sono le radici primordiali del suono, ben venga un'operazione di ricerca spirituale ancor prima che sonora. Questo ha fatto Erik Moggdridge, leader dei particolarissimi Old Grandad e giÓ ascia dei death/thrashers californiani Endemic, imbracciando una chitarra acustica, spruzzando il sound di qualche sample elettronico qua e lÓ e lasciando per il resto che ad emergere sia un'idea di musica estremamente "minimal". Il progetto si chiama Aerial Ruin, il disco Valleys of the Earth: vediamo di analizzarne le coordinate di navigazione.

L'atmosfera sonora Ŕ calda e afosa ma tendenzialmente cupa e malinconica, con il vocione di Moggdridge a dettare un tempo particolarmente compassato alle composizioni, che puntano tutto sul fattore ambientale rinunciando in partenza a ritmi o melodie particolarmente ariosi. Quello che si perde in coinvolgimento immediato si guadagna (pi¨ o meno) alla distanza, con un disco che crea gli effetti desiderati. Impossibile un ascolto distratto, a meno di non voler bollare Valleys of the Earth come un disco noioso e ripetitivo: questa Ŕ l'impressione che arriva di sfuggita all'orecchio e, se c'Ŕ un fondo di veritÓ, Ŕ comunque un giudizio totalmente ingeneroso rispetto al buon lavoro di songwriting effettuato da Moggdridge. L'approccio consigliato Ŕ quello di immersione totale: sono canzoni da camino per molti aspetti, a cui Ŕ facile abbandonarsi in un contesto di relax. Il problema Ŕ un altro, e risale proprio ad una scelta di fondo: Valleys of the Earth Ŕ volontariamente, ma disperatamente, fuori tempo, fuori contesto, fuori epoca. Qual Ŕ il difetto di un disco del 2011 fatto per suonare come un disco dei tardi Sessanta? Che, a parte due spruzzate electro-ambient in sottofondo alle gemelle Sacraments e Stnemarcas, Ŕ giÓ stato inciso e suonato un buon migliaio di volte senza che il mondo cambiasse. Non c'Ŕ qui un'operazione tesa a rinovellare uno stile, che viene invece presentato in una forma standard e involuta, giÓ sentita. Ma proprio l'atemporalitÓ dell'idea-Aerial Ruin gioca a favore di Valleys of the Earth, che pu˛ apparire anche come il frutto di un'epoca dimenticata, lontana dagli strumenti elettrici e dalla musica di fine Novecento-inizio anni Zero. Solo che l'operazione riesce fino ad un certo punto, visto che da una parte Moggdridge non ha la versatilitÓ vocale necessaria per convincere in ogni passaggio, e dall'altra non ha la varietÓ nella plettrata che aggiungerebbe dinamismo ai pezzi.

La prima metÓ del disco Ŕ sicuramente pi¨ solida, con Genesis a risaltare per particolari scelte di sound (con la chitarra resa quasi articiale), ma Valleys of the Earth vive di un'altra contraddizione ancora: se da un lato Ŕ pensato e progettato per un ascolto stream/fluxus, continuo e ininterrotto, dall'altra diventa particolarmente arduo portare a termine un ascolto intero del disco senza desiderare ardentemente un cambio o dinamico o di atmosfere. Insomma, il vero grande problema Ŕ che non saprei chi indicare come buyer principale del progetto, dato che gli amanti delle sonoritÓ acustiche e intimistiche hanno a disposizione un ampio ventaglio di autori e dischi di tutt'altro spessore, mentre un metallaro in libera uscita (come poi Ŕ lo stesso Moggdridge) entrerÓ nel mood con difficoltÓ e senza apprezzabili risultati. Valleys of the Earth termina in se stesso, come momento creativo dell'autore, quasi senza il bisogno di fruizione esterna; anzi, l'ascoltatore terzo difficilmente entrerÓ nell'idea artistica, semplice e forse semplicistica, alla base di Aerial Ruin.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
19.41 su 17 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2011
Vendlus Records
Folk
Tracklist
1. Amends
2. Genesis
3. Earthen
4. Lonely of Need
5. The Twist in the Chain
6. Sacraments
7. Hammer
8. Saint Yesterday
9. Psalm
10. Stnemarcas
11. This Place
Line Up
Erik Moggdridge (Voce, Chitarra acustica, Samples)
 
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