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Stream Of Passion - Darker Days
( 3866 letture )
Emigrare... un pensiero che ultimamente ronza spesso nelle menti dei giovani; viviamo in una società che spesso non offre sbocchi e che in taluni casi ci obbliga senza troppi complimenti a fare le valigie, salutare il buon espresso, le belle cose del nostro stivale e a cercare fortuna all'estero.
Da secoli va così (e non solo qui da noi): una crisi, una carestia, una guerra o semplicemente l'opportunità insperata di una vita migliore, ed eccoci catapultati all'altro capo del globo con in tasca solo le nostre capacità.
Ma dato che stiamo parlando di musica: quanti emigranti erano anche musicisti? E quanti musicisti di oggi vorrebbero ancora rivolgere la loro prua verso lidi più accoglienti per poter fare della loro passione un lavoro?
Domande retoriche...

Verso la fine del 2003 una giovane cantante ha impacchettato le sue cose (tra cui il suo violino) e dal Messico è volata in Olanda (un curioso ritorno dal “nuovo mondo” al “vecchio continente”) per rispondere alla chiamata di un Arjen Lucassen alla ricerca di nuovi – e sconosciuti - talenti per l'ennesimo capitolo del suo progetto Ayreon, intitolato questa volta The Human Equation. A Marcela Bovio (l'emigrante in questione) è andata bene: dopo che la sua stupenda voce gli è valsa il ruolo della moglie del protagonista nel disco (accanto a mostri sacri del calibro di James La Brie, Mikael Akerfeld o Devin Townsend) è stata coinvolta negli Stream of Passion, una nuova band di Arjen della quale è diventata poi leader dopo l'abbandono dello stesso Lucassen, poco dopo l'uscita del primo disco Embrace the Storm.

Darker Days è il terzo album degli Stream of Passion, oltre che il secondo dell'era post Lucassen (il primo era stato The Flame Within nel 2009) e rientra appieno in quel filone di symphonic female fronted metal oggi catalogato come gothic, per quanto siano presenti delle peculiarità stilistiche in grado di farlo emergere dal grandissimo volume di uscite di questo genere.
Il sound è infatti un ibrido tra il symphonic goth di scuola olandese e le malinconiche melodie latine sprigionate dal violino di Marcela, accostamento certamente curioso ma ben riuscito come vedremo.
Ma come sempre, lasciamo perdere definizioni impersonali ed accademiche per addentrarci nel profondo di Darker Days.
Le due asce partoriscono riff di matrice heavy pesantemente distorti, variati da un uso ponderato degli stoppati e della tremolo bar; certo il livello tecnico qui sfoggiato da Schultz e Hazebroek non è stratosferico (il massimo lo si sente durante gli sporadici assoli colorati dal wah-wah) ma il risultato è comunque di indubbia efficacia, anche in virtù di un sapiente lavoro di arrangiamento alla base: le due chitarre infatti suonano spesso le stesse cose ma su accordature diverse, in modo da riempire una gamma di frequenze molto più ampia (e si possono permettere di farlo anche grazie ad un bassista capace che non rischia di sparire dietro alla chitarra più “bassa”).
Il lavoro alle tastiere di Jeffrey Revet è (tutto considerato) buono - seppur abbastanza allineato al livello standard per queste uscite - niente passaggi da urlo ma un buon lavoro con string ensemble, choirs (a riempire con gli accordi principali) e pianoforte (usato molto nei sottofondi e nelle ballad).
Nonostante la già discreta presenza di archi sintetizzati non si possono ignorare le parti del violino di Marcela Bovio: i suoi passaggi spesso legati al cantato ci portano soavemente nella sua terra d'origine, struggenti, malinconici come solo questo strumento può renderli.
Il comparto ritmico è davvero di livello, questo grazie alle grandi capacità del giovane Johan van Stratum, bassista virtuoso che riesce a ritagliarsi i suoi spazi con personali progressioni slegate dalle chitarre, impreziosite da un un suono molto definito e vellutato (per giunta non particolarmente medioso).
Dietro le pelli Martijn Peters se non viene “limitato” dalle ballad si rivela parecchio deciso e “pestone”, lo potrete udire molto chiaramente nella maggior parte dei mid-tempo che affollano questo platter, ottime le sue variazioni di tempo con accelerazioni (spesso in doppia cassa) fuse a meraviglia con stacchi molto vari.
E ultima – ma non certo per importanza - la voce di Marcela: timbricamente adattissima al genere risulta quasi sempre emozionante, calda e sognante; il suo range non è particolarmente esteso (pochissime sono le escursioni verso note molto alte), ma all'interno di questo è una cantante di tutto rispetto, con un discreto controllo dei vibrati e una gran tenuta; è inoltre egualmente efficace sia in lingua d'Albione che in spagnolo.

Come vedremo, il livello generale dei brani è molto “standardizzato” ma ve ne sono certamente alcuni che meritano qualche considerazione a parte.
Partiamo con la stupenda Reborn, dove sequenze lente e ben concepite trovano spazio in un pezzo abbastanza tirato, con strofe in crescendo che vanno a concludersi in uno dei refrain meglio riusciti (metà in spagnolo e metà in inglese).
La successiva Collide parte cattivissima con un riffing fulminante - poi più volte ripetuto nel corso della canzone - intervallato da parti molto melodiche e un paio di discreti solos.
Piccola menzione anche per la titletrack e This Moment (tra le migliori vocalmente parlando).
Tra le ballad consiglio Nadia Lo Ve, semplice ma delicatissima e con una Marcela di nuovo al massimo delle sue capacità, davvero da non perdere.
La produzione è semplicemente cristallina, ottimi i bilanciamenti, ottime le scelte di suono (molto moderne) e sopratutto ”finalmente un disco symphonic gothic con delle chitarre non troppo sacrificate in fase di mixaggio!”

Cosa dire per tirare le somme?
Darker Days ci dimostra come gli Stream of Passion stiano diventando con gli anni sempre più una garanzia, la proposta - come già detto - è indubbiamente originale e non mancherà di soddisfare gli amanti del genere, manca però qualcosa...
Manca ancora un disco con tante canzoni in grado di scolpirsi in testa, un disco che vada oltre il “buon lavoro”, un disco che ci faccia dire serenamente “ecco il loro masterpiece”.
Darker Days è validissimo - oltre che consigliato - ma manca ancora quel quid in grado di lanciare seriamente gli Stream Of Passion al di fuori dei confini olandesi. La maggior parte delle canzoni infatti – seppur con le loro peculiarità – suonano “nella media” e visto l'attuale affollamento in questo filone, un disco così non basta per sfondare.
Promossi con buoni voti e band certamente da tenere d'occhio: le capacità per fare molto meglio ci sono, non resta che impiegarle al meglio.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
43.06 su 29 voti [ VOTA]
legalizedrugsandmurder
Lunedì 24 Giugno 2019, 14.10.29
7
l'unica cosa decente è la voce, comunque anonima rispetto a anneke o tarja o floor...
Sue
Sabato 19 Aprile 2014, 23.42.10
6
Fede, e le influenze latino-americane stile tango e flamenco dove le metti?
Fede
Lunedì 5 Settembre 2011, 17.51.13
5
Francamente avevo preferito il secondo album. Questo l'ho trovato piacevole, ma senza nessuna canzone particolarmente sopra le righe. Mi sembrano un mix tra i The gathering (parte più ambient) e gli Edenbridge (parte più sinfonica). Il vero punto di forza secondo me è la voce di Marcela.
Room 101
Lunedì 18 Luglio 2011, 11.36.06
4
@INVERTEBRATE:Non capisco a cosa serva compararli, sono diversi e pure parecchio, e - di nuovo - insulti a parte, non vedo cosa possano avere a che fare dei gruppi con dei programmi tv, poi se parli di boiate come x-factor o amici, trovami una voce come Floor Jansen lì in mezzo e poi potrai compararli quanto vuoi, fino ad allora qui sotto parliamo degli Stream of Passion, se vuoi esprimere (in modo più tecnico ed argomentato magari) la tua opinione su WT e AF abbiamo svariate loro recensioni e un forum, saluti.
Room 101
Domenica 17 Luglio 2011, 13.04.22
3
@INVERTEBRATE: Tralasciando gli insulti a due ottime band.....ormai la linea di confine tra i due generi è diventata estremamente labile, volenti o nolenti, colpa delle case discografiche o meno, ufficialmente si classificano così, poi certo che sono più gothic i Paradise Lost, suggerisco di ascoltare e di mandare a stendere le classificazioni...
Daniele
Domenica 17 Luglio 2011, 1.41.14
2
Come sempre nettamente superiori a tutti quei gruppi che fanno questo genere di musica.
BILLOROCK fci.
Sabato 16 Luglio 2011, 12.57.35
1
mmmmmhhh non male la ricciola ....!!
INFORMAZIONI
2011
Napalm Records
Gothic
Tracklist
1. Lost
2. Reborn
3. Collide
4. The Scarlet Mark
5. Spark
6. Our Cause
7. Darker Days
8. Broken
9. This Moment
10. Closer
11. The Mirror
12. Nadia Lo Ve
13. The World is Ours
Line Up
Marcela Bovio – Vocals
Stephan Schultz – Guitars
Eric Hazebroek – Guitars
Johan van Stratum - Bass
Jeffrey Revet - Keyboards
Martijn Peters - Drums
 
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