Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Phil Campbell
Old Lions Still Roar
Demo

Pinewalker
Migration
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

18/11/19
MARRAS
Where Light Comes to Die

21/11/19
SIGNUM REGIS
The Seal Of A New World

21/11/19
DUST
Breaking The Silence

22/11/19
BLOOD INCANTATION
Hidden History Of The Human Race

22/11/19
BLOOD EAGLE
To Ride In Blood & Bathe In Greed - Part III

22/11/19
AVATARIUM
The Fire I Long For

22/11/19
LORD MANTIS
Universal Death Church

22/11/19
BLOOD INCANTATION
Hidden HIstory of the Human Race

22/11/19
LINDEMANN
F & M

22/11/19
CRYSTAL VIPER
Tales of Fire and Ice

CONCERTI

18/11/19
LEPROUS + THE OCEAN + PORT NOIR
CAMPUS INDUSTRY MUSIC - PARMA

19/11/19
SACRED REICH
LEGEND CLUB - MILANO

19/11/19
GODSPEED YOU! BLACK EMPEROR + METTE RASMUSSEN
HALL - PADOVA

20/11/19
AMON AMARTH + ARCH ENEMY + HYPOCRISY
ALCATRAZ - MILANO

21/11/19
SKID ROW + HOLLOWSTAR
PHENOMENON - FONTANETO D/AGOGNA (NO)

22/11/19
EARTH + GUEST
BLOOM - MEZZAGO (MB)

22/11/19
SKID ROW + HOLLOWSTAR
CAMPUS MUSIC INDUSTRY - PARMA

22/11/19
HEIDEVOLK + GUESTS
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

22/11/19
STRANA OFFICINA + COLONNELLI
THE CAGE THEATRE - LIVORNO

22/11/19
HADDAH + GUESTS
OFFICINE SONORE - VERCELLI

Switchtense - Switchtense
( 1797 letture )
Se domandaste ad un appassionato di metal estremo quali siano le sue band preferite dell’ultima decade, vi sarebbe un’altissima possibilità di trovare fra di esse i DevilDriver ed i Lamb of God: è innegabile infatti che la band di Dez Fafara e quella di Randy Blythe, con il loro potente misto di hardcore, death metal e groove di panteriana memoria, siano attualmente fra le più quotate in ambito estremo e, come tale, è altrettanto normale che la loro influenza sia molto profonda sui gruppi sviluppatisi successivamente; gli Switchtense rientrano senza ombra di dubbio in questo filone: questi cinque pazzi provengono dal Portogallo, finora più noto per gruppi doom (come Moonspell ed Ava Inferi, con cui condividono il produttore), e si sono costruiti una solida reputazione in patria con il loro primo lavoro, Confrontation of Souls.

Questa loro seconda fatica, l’omonimo Switchtense, ci viene presentato come il frutto di un’intensa maturazione compositiva e stilistica della band e come un vero must-have per tutti i fan dei due colossi citati ad inizio recensione, ma anche per coloro che amano i sempiterni Slayer o le feroci ritmiche hardcore degli Hatebreed. Niente male come biglietto da visita e come ambizione, nevvero? Vediamo dunque, avidi di riff rozzi, batterie pestone e di un po’ di sano headbanging, cosa ci possono offrire Hugo, Neto, Pardal, Xines e Karia (veri nomi da guerrieri lusitani). Il disco inizia bene, con l’intro di Concrete Walls che ci offre un discreto muro di riff a velocità abbastanza bassa da far risultare il tutto sufficientemente morboso: il brano poi diventa il più classico dei mid-tempo, sostenuto sempre dalla potenza dei riff dei due chitarristi ed accompagnato dalla voce di Hugo, che ci ricorda in modo davvero incredibile quella di Dez Fafara; il tiro e la potenza ci sono e sono sicuramente apprezzabili, il brano in sé è un po’ troppo scontato ma prosegue bene. Face Off ha un sound più prettamente hardcore rispetto al suo predecessore, cosa confermata anche dallo stile vocale del singer; anche qui sono in evidenza le chitarre, particolarmente spigolose, e la doppia cassa di Xines; da questi due brani possiamo già capire che, se il gruppo è dotato di una notevolissima energia, di certo l’originalità non è fra le sue doti migliori: se si facessero ascoltare ad un appassionato medio di metal questi due brani, per poi proporgli altre due canzoni, magari proprio dei DevilDriver, credo sarebbe difficile per lui notare la differenza al primo ascolto; è vero che in ambito estremo non è sempre semplice discostarsi dal suono dei precursori, ma è altrettanto vero che non è per forza obbligatorio omaggiarli tanto da sfiorare il plagio. Le cose sembrano migliorare con il terzo brano, Living a Lie, introdotto da un brutale riff di scuola thrash che, pur non essendo nuovissimo, almeno dà un’idea di maggiore freschezza; purtroppo il resto del brano torna su un ritmo uguale a quello dei precedenti, con la batteria che risulta pressoché identica in quasi tutti i suoi passaggi. Unbreakable, a sua volta, inizia con un riff di chitarra i cui natali risiedono senza ombra di dubbio nella Bay Area di San Francisco, ma poi si riporta sul consueto ritmo di cui abbiamo già parlato poco fa, con Hugo che in alcuni passaggi giunge a ricordare il Max Cavalera più viscerale. Head of State è più lenta e Xines dimostra di saper esguire anche un altro ritmo alla batteria, ma comunque parte della strofa ricorda in modo evidente –troppo, direi– la brutale Laid to Rest di zio Randy. Peccato, perché poi il resto del brano è forse la cosa migliore finora offertaci dalla band lusitana, se non altro per i cambi di tempo che non danno l’impressione di star ascoltando un’unica gigantesca traccia. Le novità, tuttavia -se di novità si può parlare-, terminano con questo brano. Le restanti canzoni che compongono Switchtense, difatti, non sono certamente deboli se parliamo di pura potenza e ferocia esecutiva, ma non si allontanano di mezzo passo dai ritmi e dalle soluzioni già offerte nel resto del platter: all’ennesimo ritmo di batteria identico a se stesso, difatti, anche un appassionato viscerale di queste sonorità rischia di rimanere annoiato, a meno che, come già detto, non si accontenti della pura violenza offerta dai musicisti. La sola traccia a differenziarsi un pochino da questa tipologia sonora è il mid-tempo I Will Stand Stronger, dotato anche di una parte dove il growl di Hugo rimane sullo sfondo, permettendo alle capacità dei musicisti di esprimersi in tutta la loro brutalità; da segnalare, difatti, sia l’assolo di chitarra sia un notevole blast beat eseguito dal batterista.

Il giudizio finale, dunque, non è semplicissimo da dare: da un lato c’è la notevolissima carica sprigionata da questi cinque musicisti lusitani, che ci dimostrano come il fado non sia l’unica musica amata in Portogallo, tramite una prova decisamente energica ed a tratti letteralmente devastante; dall’altro non possiamo certo far loro i nostri complimenti per l’originalità della loro proposta, dal momento che per parecchi dei loro brani dovrebbero pagare parte delle royalties alle band citate ad inizio recensione e numerose altre volte durante il resto di questo scritto; inoltre, aspetto ancor più grave per una band che voglia sfondare, quel che maggiormente stupisce in negativo è la spaventosa somiglianza fra loro di molte delle tracce presenti su Switchtense, tanto che, come già detto, si ha l’impressione di ascoltare un’unica grande traccia scandita da una partitura di batteria troppo monotona. Come si suol dire, i ragazzi hanno le qualità, ma non si applicano fino in fondo. Rimandati, per questa volta.



VOTO RECENSORE
55
VOTO LETTORI
20 su 22 voti [ VOTA]
NeuRath
Sabato 23 Luglio 2011, 17.35.55
3
Non ho ascoltato una nota, ma la copertina mi piace un sacco. PS: i Moonspell io non li definirei proprio doom...
Electric Warrior
Giovedì 21 Luglio 2011, 8.53.45
2
hardcore+death metal+groove panteriano=post thrash? Bel metodo di LaGrange per creare un nuovo genere. Il genere "Merda" esiste?
Vittorio
Giovedì 21 Luglio 2011, 1.07.40
1
L'ho recensito anch'io altrove. Disco inutile.
INFORMAZIONI
2011
Rastilho Records
Post Thrash
Tracklist
1. Concrete Walls
2. Face Off
3. Living a Lie
4. In Front of Your Eyes
5. Unbreakable
6. Head of State
7. This Is Only the Beginning
8. Let Them Die Alone
9. Scars of Attitude
10. I Will Stand Stronger
11. The Legacy of Hate
12. Awaiting the Downfall
Line Up
Hugo (Voce)
Neto (Chitarra)
Pardal (Chitarra)
Xines (Batteria)
Karia (Basso)
 
RECENSIONI
55
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]