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Decapitated - Carnival Is Forever
( 7484 letture )
Sono tornati ed hanno rifilato un sonoro ceffone al destino recente. D’ora in poi attendiamo il colpo del KO.

Oggi tocca recensire il ritorno di una delle band più sfortunate degli ultimi anni, se non la più scalognata in assoluto tra quelle emergenti. Correva il 2001 ed il death metal cominciava a far sentire i segni dell’usura. Sonorità e riff tendevano al puzzo da riciclo, nuove proposte degne di menzione scarseggiavano e parallelamente l’interesse degli ascoltatori si spostava verso generi nascenti. Pochi gruppi cominciavano a contribuire ad una rinascita. Tra quelli, in sordina e da un angolo dell’Europa orgoglioso ma di certo storicamente non fortunato, proveniva la proposta di una giovanissima band, i Decapitated. Tale ensemble, forte di una tradizione ferrea e qualitativamente eccelsa nel death metal (Vader, Behemoth, per citarne alcuni nomi) provava a proseguire il discorso iniziato anni orsono, aggiungendo nuova linfa a sonorità che di questo necessitavano. Cinque ragazzi, poco più che adolescenti, riuscivano a trasporre in note un concetto di estremo, rimodernandolo. Ecco che arrivarono nell’ordine, Winds Of Creation, Nihility e The Negation. Poco più che ventenni, i Decapitated erano già in cima agli indici di gradimento degli ascoltatori, i quali ne fiutavano sempre più le doti superiori alla media, tanto in studio quanto dal vivo. Nel 2005 il primo scossone: Sauron, il cantante originario, lasciava la band per far posto al nuovo singer, Covan.
Niente di drammatico, la band continuò il proprio percorso evolutivo e l’anno successivo fu la volta di una nuova perla, Horganic Hallucinosis. Nulla sembrava arrestare quei quattro giovani ragazzi, eppure quando tutto splendeva, ecco l’inatteso, la variabile imprevista che è parte della vita, e della morte.
Gomel, Bielorussia, 29 Ottobre 2007: la band è in tour con i Crionics, il bus ha un incidente, Covan è in coma, Vitek, fratello del chitarrista Vogg, muore.
Sarà anche vero che non bisogna mai arrendersi, ma di fronte a simili eventi lo scioglimento non poteva che essere giustificato. Così fu. A quasi quattro anni di distanza, però, i Decapitated tornano con una nuova formazione che ruota attorno ad un perno solido, l’unico membro originario ancora presente, nonché storico fondatore del gruppo, Waclaw "Vogg" Kieltyka.

Dopo un cappello introduttivo più che mai doveroso, eccoci arrivare a Carnival Is Forever.
Il nuovo album prosegue il percorso ideale che ha accompagnato ogni disco dei Decapitated, per propria tradizione proiettati in avanti, mai fermi su se stessi e alla continua ricerca del nuovo. Anche ora, quindi, si assiste ad un continuum sonoro che poggia le basi sul proprio precedente diretto, Organic Hallucinosis.
Si inizia col botto, e a partire da Knife c’è spazio per riflessioni particolari e nuove: tutto tira, corre, strappa. Colpi raggelanti provengono dalle casse, sincopazioni e tempi dispari regnano, si alternano. Su tutto si solleva la voce di Rafal Pitrowski ruvida e pregna di rivalsa, e nessuno ha il tempo di fermarsi. United rinnova la corsa, prosegue a rotta di collo in quella claustrofobia sonora fatta di convulsioni, di schizofrenia compositiva e spasmi che guidano le linee di chitarra. Il climax a volte percorre territori cari ai modernisti, in altri casi si sfrutta il passato recente, intriso di death metal. Carnival Is Forever, da cui il titolo al disco, è la traccia più lunga: ben otto minuti e mezzo. Una lunghezza probabilmente, eccessiva, magari mitigata dall’arpeggio a metà corsa, ma forse troppo incline all’uso di mid tempos. Homo Sun riprende il taglio iniziale, pagando un po’ troppo al sound dei Meshuggah. Ci pensa 404, con le sue linee impazzite a riportare tutto su livelli più personali. A View From A Hole parte in crescendo, forte delle ritmiche prima sussurrate e poi -via via- più arcigne e scabre che la accompagnano alla conclusione. Non c’è tempo per rifiatare e Pest riprende a picchiare come e più di prima, con le chitarre che ormai sono sempre più genesi dell’incubo che percuote l’animo, costantemente. Con Silence arriva finalmente la quiete e lo spazio acustico dilatato dai quattro minuti della durata porta al termine del disco rinnegando l’impatto anarchico che lo ha mosso.

Carnival Is Forever è un album che deve essere considerato per ciò che è: il ritorno alla luce di una realtà che ha rischiato di scomparire per sempre. Forte di una produzione esemplare e di musicisti tecnicamente super preparati (magari ce ne fossero tanti come loro), questo disco forse paga il prezzo della mancanza di rodaggio come band. Non bisogna mai dimenticare che rispetto alla formazione originaria è rimasto il solo, ottimo, Vogg, e che gli altri tre componenti, seppur bravi, hanno ancora un deficit di esperienza da colmare. Le premesse però sono assolutamente positive, ed un po’ alla volta anche i nuovi Decapitated riusciranno a raggiungere ambiti più personali, a definire meglio il presente staccandosi dalle influenze di casa Meshuggah. D’ora in poi tutto può migliorare, la volontà c’è in abbondanza e io sono certo che questi ragazzi riusciranno a dare il colpo definitivo a quel destino tragico che li ha segnati. Per ora un sonoro ceffone gli è stato assestato, e va bene così.
In futuro ci aspettiamo il KO.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
61.65 su 38 voti [ VOTA]
Macca
Lunedì 10 Marzo 2014, 17.53.00
17
Mi è capitato per caso tra le mani "The Negation", il terzo della loro discografia: quello si che è bellissimo, quantomeno a me è piaciuto veramente tanto. Potente, tecnico, veloce, vario (a parte le linee vocali ma parliamo pur sempre di death metal). Qui siamo a livelli molto inferiori, in ogni caso cercherò di ascoltarli tutti perchè come band meritano tanto.
SNEITNAM
Sabato 25 Gennaio 2014, 20.29.10
16
Ascoltati e riascoltati un casino, dal primo all'ultimo. A parer mio seguono una evoluzione stilistica, cosa fondamentale secondo me per trovare nuove strade. Dopo ogni band è libera di fare ciò che vuole. Quest'album è, a parer mio, estremamente valido. Ho sentito di persone che si lamenmtavano perchè erano passati dal Death di Winds of Creation a scopiazzare bands quali In Flames e Meshuggah. Aldilà che le influenze per qualsiasi band siano fondamentali per poter creare una propria espressione musicale io non mi sento assolutamente di dire che i Decapitated scopiazzino queste bands nonostante degli In Flames abbia ascoltato solo The Jester Race e dei Meshuggah Destroy Erase Improve. Se vogliamo dirla tutta allora nei primi tre scopiazzavano per caso i Suffocation e i Morbid Angel? Accuse stupide mosse solo dalla frustrazione che una band si evolve e che non segua alla lettera il percorso voluto da determinati fans. Questo lavoro è veramente molto valido. Magari per capirlo ci si arriva con un pò più di tempo e avendo anche i miei stessi punti di vista oltre che di accumulare i giusti ascolti che bisogna riservargli. Ma non è assolutamente un'accozzaglia di riff buttati là anche perchè sennò i signori non sarebbero di certo al posto che occupano
Cerio
Lunedì 6 Gennaio 2014, 20.15.28
15
Io lo trovo molto bello
Macca
Lunedì 6 Gennaio 2014, 14.44.07
14
Onesto e nulla più, dopo il debut (inarrivabile) non li ho più considerati.
darrel98
Domenica 30 Giugno 2013, 15.35.04
13
sinceramente.. saranno il mio gruppo preferito, e si può pensare che li appoggi.. ma sarò onesto, quest'album mi ha colpito particolarmente, forse saranno le ritmiche veloci, la potenza del suono, ma in tal caso "carnival is forever" ha fatto notare agli ascoltatori la loro immensa bravura. l'unica pecca è riguardo alla monotonia del ritmo, seppur in piccola parte.
Nu Metaller
Martedì 14 Febbraio 2012, 16.55.42
12
Ritiro il mio commento, ho ascoltato tutto l' album e devo dire che non mi ha sorpreso molto, alcune volte è monotono... solo "The Knife", "United" e "404" sono da ascoltare. Si merita un 60 molto tirato!
Nu Metaller
Giovedì 1 Settembre 2011, 19.30.53
11
Questo è un bel gruppo death metal!!!
piggod
Domenica 24 Luglio 2011, 0.57.42
10
Gran bel disco, il degno successore di Organic Hallucinosis. I miei complimenti vanno a Vogg e alla sua ostinatezza nel voler proseguire il suo percorso musicale nonostante la tragedia che ha colto il gruppo e in particolar modo la sua famiglia.
Undercover
Venerdì 22 Luglio 2011, 14.35.58
9
Di una tristezza immensa, sono rimasto allibito, dopo "Organic Hallucinosis" che è l'ultimo disco dei Decapitated quest'accozzaglia di riff da parte di Vogg alcuni buoni altri molto poco riusciti e un drumming che non vale neanche un quinto di quello prodotto dal buon Vitek non è degno di avere in testa quel monicker. Voto 60.
DIMMONIU73
Venerdì 22 Luglio 2011, 12.48.04
8
Disco semplicemente grandioso...non osavo sperare di meglio, 'sti ragazzi cresceranno come band e non ce ne sarà + per nessuno!!!!
EdoCFH
Venerdì 22 Luglio 2011, 10.28.07
7
@EdgarAllanCrow add me on FB
EdgarAllanCrow
Venerdì 22 Luglio 2011, 8.21.54
6
Un album che si rivela davvero interessante...sicuramente merita di un ascolto più attento. @EdoCFH: ma possibile che mi chiamo come te e abbiamo anche quattro amici in comune sul dannato social? XD
NickyDarrell
Giovedì 21 Luglio 2011, 21.57.05
5
Edo ti ho riconosciuto dallo stile.....xp
EdoCFH
Giovedì 21 Luglio 2011, 21.55.25
4
EdoCFH = Edoardo Del Principe
Kriegsphilosophie
Giovedì 21 Luglio 2011, 21.27.57
3
Si Vitek era qualcosa di irraggiungibile, anche se Kerim è certamente bravo. Infatti a me sorprende sentire così tanto "tupa-tupa", ma in sostanza mi è piaciuto come album, bel lavoro, ma complesso.
NickyDarrell
Giovedì 21 Luglio 2011, 20.46.00
2
Edo ma sei Del Principe? Comunque tutto bene....sulla falsariga del bellissimo precedente..... Tuttavia Kerim vale nemmeno quanto l' unghia del mignolo di vitek........
EdoCFH
Giovedì 21 Luglio 2011, 20.43.12
1
metallized 1 - metalitalia 0 la loro recensione fa pena all'inverosimile,questa invece è buona anche se non ci avete speso 2 pagine di word come me! ;D http://non_pubblicherò_mai_più_link_su_metallized.it
INFORMAZIONI
2011
Nuclear Blast
Technical Death Metal
Tracklist
01. The Knife
02. United
03. Carnival Is Forever
04. Homo Sum
05. 404
06. A View From A Hole
07. Pest
08. Silence
Line Up
Rafał Piotrowski - Vocals
Waclaw "Vogg" Kieltyka - Guitars
Marcin "Martin" Rygiel - Bass
Kerim Lechner - Drums
 
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