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Macbeth (Ita) - Malae Artes
( 5488 letture )
Dopo 4 anni, gli italianissimi Macbeth tornano con il terzo disco (dopo Romantic Tragedy's Crescendo del 1998, e Vanitas del 2001)...chi conosce almeno una delle due prove precedenti, li ricordera' come dediti ad un poeticissimo symphonic gothic metal che poco aveva a che spartire con il gothic metal come lo si intende oggi (vedi Lacuna Coil, che tutto sono tranne gothic, ormai), con grande enfasi per la produzione "bombastic" e per l'aspetto visivo (ogni riferimento a Lacuna Coil e Nightwish e' puramente voluto): i Macbeth invece utilizzavano i canoni tipici del gothic metal (doppia voce maschile e femminile, tastiere romantiche e struggenti) per esprimere sentimenti delicati, cupi, misteriosi, in parole povere, poetici.
Quattro anni effettivamente sono tanti, soprattutto con due cambi di formazione che hanno visto la dipartita di Alex (uno dei compositori principali) e Andrea, sostituiti rispettivamente da Max e Karl e con Fabrizio che ha cominciato a contribuire alla stesura dei brani; tutti questi elementi hanno sicuramente influito sulla trasformazione della band, che ha parzialmente rinunciato agli elementi che la contraddistinguevano, per spostarsi verso un ambiente musicale sicuramente piu' diretto (cambiamento confermato anche dalla brevità di quest'album, che dura circa 42 minuti, contro i 61 del precedente) meno ricercato, più commercialmente appetibile al grande (grande per modo di dire, considerando che sempre di symphonic gothic metal si tratta) pubblico.
Alcuni elementi classici ci sono sempre, come la doppia voce, maschile e femminile, e le tastiere, ma essi non hanno più la valenza che avevano un tempo, non vengono piu' utilizzati per esprimere quel senso di decadenza, di opera lirica e di raffinatezza che sono tra i fondamenti del vero gothic metal...le tastiere sono relegate quasi ad un ruolo secondario (e spesso sono un semplice accompagnamento, con un sound piuttosto piatto e soverchiato dalle onnipresenti chitarre), e la voce di Andreas non lascia praticamente piu' spazio al growling di un tempo (solo nella seconda parte del disco si sentono accenni di growling stile swedish death metal); la voce di Morena ha subìto una decisa trasformazione, che l'ha portata ad accostarsi sicuramente a cantanti come Tarja Turunen (Nightwish) e soprattutto Amy Lee (Evanescence), segno che l'indole quasi operistica di un tempo è svanita quasi del tutto; da segnalare positivamente inoltre alcuni brevi esperimenti (davvero ben riusciti) molto vicini ai suoni electro-industrial, come l'intero primo brano, o la parte iniziale di Miss Murderess, che sicuramente faranno inorridire i puristi, ma che, bisogna ammetterlo, danno quel tocco di originalita' che tende a latitare durante il resto del disco.
Detto ciò, voglio però chiarire che Malae Artes non è affatto un brutto disco, anzi, il talento della band c'è, e si sente chiaramente: non c'è nessun brano mediocre (leggi noioso) (rimango solo perplesso sulla cover How Can Heaven Love Me, dell'artista new age/operistica Sarah Brightman, pezzo per piano e voce femminile, che mal si amalgama con il resto dell'album), tutti i pezzi sono abbastanza coinvolgenti (anche se ormai piuttosto orecchiabili), nonostante non ci sia un vero e proprio guizzo di genio (ricordo invece la fantastica "Romanzo Nero" del precedente disco).
In definitiva, il disco è piacevole da acoltare, scorre via tranquillamente, senza intoppi, e ci si ritrova comunque coinvolti nel feeling espresso, ma a mio parere, questo balzo verso un versione piu' accessibile di gothic metal non ha affatto giovato alla band dal punto di vista artistico, che è ora sicuramente più appetibile dal punto di vista commerciale, ma di meno dal punto di vista prettamente musicale (considerando che la parola "musica" è, dopotutto, un sottoinsieme della parola "arte"); se adorate quindi band come Evanescence (più per la voce femminile che per altro, visto che gli Evanescence sono sicuramente più leggeri rispetto ai Macbeth!), Lacuna Coil e Nightwish, apprezzerete senza ombra di dubbio l'opera ultima dei Macbeth, se invece non le potete sopportare, o siete ancora indissolubilmente legati ai lavori precedenti, allora questo album non fa probabilmente per voi.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
41.55 su 58 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2005
Dragonheart
Gothic
Tracklist
1. Nuda Veritas
2. Lifelong Hope
3. My Desdemona
4. Miss Murderess
5. How Can Heaven Love Me (Sarah Brightman cover)
6. Good Mourning
7. Henceforth
8. Keep The Secret
9. Down-hearted
10. Dead And Gone
Line Up
Andreas (vocals)
Morena (vocals)
Fabrizio (drums & backing vocals)
Max (lead & rhythm guitar)
Karl (piano & keyboards)
Sem (bass & backing vocals)
Luca (rhythm guitar)
 
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