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Virgin Steele - The House Of Atreus Act I
( 5589 letture )
Nel 458 a.C. l’immenso tragediografo greco Eschilo regalò al mondo uno dei più grandi capolavori letterari che la storia ricordi: l’Orestea, trilogia incentrata sulle gesta di Oreste, figlio di Agamennone, e sul giudizio divino a cui fu sottoposto in seguito all’uccisione della madre Clitemnestra, assassina, a sua volta, del marito. L’Orestea riveste un ruolo importantissimo per lo studio dei grecisti essendo essa l’unica trilogia del mondo greco classico giunta interamente ai giorni nostri. Ma tutto questo, per quanto interessante, cosa ha a che fare con la recensione? Semplice, The House Of Atreus Act I è ispirato proprio alla tragedia di cui vi ho parlato, da cui trae, in maniera abbastanza fedele, la storia.

I Virgin Steele qui virano ancora di più verso la metal-opera -di cui i Savatage sono stati senza alcun dubbio i migliori interepreti- “pompando” le parti liriche e orchestrali come mai prima d’ora, anche se qualche indizio in tal senso era già giunto dai due atti di The Marriage Of Heaven And Hell. Un concept ispirato alla poesia deve essere poesia a sua volta. E così è: i testi, le melodie e il phatos che percorre l’intero disco sono poesia pura. L’ascolto isola dal tempo, calando in una realtà eterea e mitologica da cui non si vorrebbe più uscire; Oreste sembra essere qui affianco a noi, l’odore acre del sangue di Agamennone e della fedifraga Clitemnestra penetra nelle narici e sembra non voler più andar via e tutti attendiamo con trepidazione il giusto responso delle Eumenidi, in una delle scene più alte della tradizione greca, vale a dire il processo finale in cui l’eroe viene assolto grazie al voto di Atena, insensibile alle accuse di matricidio perché priva di madre (era figlia solo di Zeus).
In queste ben ventidue tracce i Virgin Steele spaziano dall’ AOR a all’epic/power senza mai un momento di calo ma solo con picchi di qualità eccezionale che verranno ora citati – una recensione track by track sarebbe eccessivamente lunga e pedante.
In questa specie di “best of” dell’album, compare innazitutto l’opener Kingdom Of The Fearless, potentissima e rabbiosa, molto vicina alle sonorità (spesso criticate perchè troppo sporche ed aggressive) del precedente Invictus. Ecco poi, ispirata alle profezie di Cassandra, la più intima e sacrale A Song Of Prophecy, in cui De Feis dimostra tutta la sua abilità anche alla tastiera; pure la successiva Child Of Desolation merita di essere ricordata, specie per il suo irresistibile coro centrale di stampo hard rock. Eccezionali, infine, Gate Of Kings e la chiusa strumentale Via Sacra: il pathos e l’epos toccano il loro apice, la voce dell’aedo De Feis è sublime e drammatica e le parti strumentali sfiorano la pura poesia musicale.

In conclusione, The House Of Atreus Act I è un signor disco, con un songwriting di rara fattura; nonostante la lunghezza, non stanca, ma coinvolge ed appassiona, anche per il filo logico che lega i pezzi. Un omaggio molto difficile e importante ma sicuramente riuscito: il buon Eschilo non si sarà rivoltato nella tomba.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
72.63 su 61 voti [ VOTA]
Mic
Lunedì 16 Novembre 2020, 21.09.05
24
Preso da poco nell'edizione insieme al secondo. Onore al merito per il lavoro che c'è dietro, ma un bel polpettone da digerire
Christian Death Rivinusa
Lunedì 11 Settembre 2017, 1.43.23
23
Band stratosferica e forse sottovalutata, visto il suo immenso valore.. Io li ho conosciuti con questo disco per poi approfondirli bene in seguito con i precedenti e i successivi valorosi lavori fatti dalla band. Questo disco lo sto commentando adesso e con molto piacere perché erano anni che non lo ascoltavo. Recensione ottima, per una band originale nel suo stile
Rob Fleming
Domenica 21 Febbraio 2016, 16.34.46
22
De Feis abbandona Blake e si getta nei miti greci. Il risultato è di poco inferiore (ma di là si parla di capolavori immensi). A scegliere i Virgin Steele raramente si sbaglia(va)
sadwings
Domenica 15 Febbraio 2015, 14.25.21
21
So bene che nel suo complesso non è perfetto poichè in alcune parti può risultare prolisso, eppure non posso che dire che questo è uno dei miei album preferiti nell'ambito metal e dei virgin steele in generale. Ha tutti gli elementi di una opera greca in chiave metal, solenne, eroica e la tragedia. per me un 100
Invictusteele
Lunedì 27 Gennaio 2014, 15.20.45
20
Il disco epic più bello di tutti i tempi. Punto.
Master
Lunedì 6 Gennaio 2014, 19.18.44
19
scoperto ora: tanto di cappello ai VS! credo mi procurerò tutta la loro discografia!
Steele
Giovedì 24 Ottobre 2013, 17.02.52
18
Poche storie, il disco epic piu bello di tutti i tempi. voto 100 per forza, come la seconda parte. Genialità pura.
Sambalzalzal
Domenica 17 Marzo 2013, 10.36.05
17
Delirious N@ No no, quello mai. C'è da dire che dipende dal fatto che si parla di concepts che lui ha voluto sviluppare e svolgere come vere opere teatrali e che quindi momenti di "tiro" non sono sempre presenti. Ma ripeto, la mia delusione è arrivata con gli albums successivi, quelli non mi hanno per nulla soddisfatto Se ne parlava anche altrove... i VS in maniera diversa sono andati incontro allo stesso destino dei Running Wild... non a livelli così catastrofici ma sicuramente qualche colpo lo hanno perso...
Delirious Nomad
Domenica 17 Marzo 2013, 10.15.26
16
A me sia questo che (forse anche di più) la parte due piacciono molto Samba. É vero, capita di saltare qualche intermezzo un po' prolisso, ma le idee e le grandi canzoni non mancano mai! @metalhammer: l'ho dovuto nascondere!
Sambalzalzal
Domenica 17 Marzo 2013, 8.39.39
15
Non siamo ai livelli dei tre albums precedenti ma questo è comunque un disco sopra la media delle uscite di quegli anni. Il movimento classic/power era esploso e bruciato ed il suo fuoco si stava affievolendo. Considero questo lavoro come appunto un canto del cigno del fermento di quegli anni. Da qui in poi per come la vedo io DeFeis non riuscirà più a gestire la situazione in maniera oculata. Considerando anche che sia questo, sia la seconda parte furono scritti in contemporanea avrebbe potuto far uscire un album solo che, allora si, sarebbe potuto essere un capolavoro. Da qui in poi dei VS inizierò ad odiare con tutto me stesso i pezzi da filling messi di continuo tra le canzoni.
Invictus
Venerdì 8 Febbraio 2013, 16.55.59
14
Voto 100. secondo me il disco più bello del mondo. genialità allo stato puro. grazie VS
metalhammer
Mercoledì 17 Ottobre 2012, 0.50.40
13
@Delirious Nomad. Ma come ce l'hai fatta a nn ascoltarlo subito? E' 1album immensamente epico, bello, sublime.
Delirious Nomad
Lunedì 27 Agosto 2012, 17.32.05
12
Ho comprato l'act II cinque mesi fa, e ho resistito per ascoltarlo insieme all'act I, che mi è arrivato oggi...spettacolari!
Platone
Venerdì 5 Agosto 2011, 15.27.26
11
ahah gara a chi filosofa di più !! Siete grandi. !
Lament
Domenica 31 Luglio 2011, 14.02.14
10
Io l'ho visto sempre come un passaggio dalla civiltà di vergogna alla civiltà di colpa...
Jimi The Ghost
Domenica 31 Luglio 2011, 13.57.20
9
@Radamantis....grazie, mille grazie...Jimi TG for Radamantis
Radamanthis
Domenica 31 Luglio 2011, 13.53.33
8
@Jimi The ghost: leggerti è sempre un piacere!
Jimi The Ghost
Domenica 31 Luglio 2011, 13.47.58
7
@Lament attuale no? Proprio così che funziona la vita...un pò come nei nostri giorni...bravo hai colto a volo Lament!
Lament
Domenica 31 Luglio 2011, 13.35.15
6
I voti sono pari, è vero, ma Oreste viene assolto grazie all'intervento di Atena, che interviene e vota a suo favore...
Jimi The Ghost
Domenica 31 Luglio 2011, 13.24.19
5
La struttura dell’Orestea visualizza l'antitesi tra due mondi: da un lato la cultura arcaica e magica espressa soprattutto dalle Erinni, ma anche (con le dovute differenze) da Cassandra e da Clitennestra (dunque da forze femminili), e totalmente basata sulla famiglia (il ghenos), organismo ferreo che annienta la responsabilità individuale; dall'altro lato la cultura moderna della democrazia e della polis, che si basa sul principio elettivo e sulla 'razionalità' maschile (Atena vota a favore di Oreste perché non è stata concepita da un ventre materno, ma è nata direttamente dalla testa di Zeus, che comunque aveva inghiottito una figura femminile, Metis). Il progetto etico e politico di Eschilo era per l'appunto la sintesi tra queste due culture, anche se il finale resta compromissorio e ricco di tensione: Oreste viene infatti assolto con voti pari. La traduzione in versi dell’Orestea di Eschilo rappresentò nel 1959 il primo approccio pubblico di Pasolini al dramma greco. 3 elementi intellettuali che entrano nel mio vissuto: la letteratura classica, la moderna, con Pasolini nel Pilade, e la musica: "The House Of Atreus Act I" è in album costruito in parti, disteso, lungo, molto lungo, con un progetto di vasta portata, iniziando proprio da "Kingdome Of The Fearless" (la distruzione di Troia), e pian piano raggiunge intensità con riff di chitarra intensi e "grezzi" miste a groove ed orchestrazioni sinfoniche eccellenti, raggiungendo livelli epici e raccontando quello che il metal non vi era mai riuscito. Saporitamente da tenere. Jimi TG--->"Rest in peace Amy".
Exar Kun
Domenica 31 Luglio 2011, 12.33.08
4
Alla fine di evitabile c'è solo The Fire God, mentre andrebbero condensate fra loro Return of the King e Flames of the Black Star, che hanno lo stesso riff. Il resto, intermezzi compresi, è perfezione. Le quattro conclusive sono pazzesche (Agony and Shame è incredibile), in generale ottime anche le canzoni non convenzionali come And Hecate Smiled. Per me è un 92, giusto per rispettare la proporzione tra i dischi.
ayreon
Sabato 30 Luglio 2011, 14.30.14
3
uno dei più bei dischi epic power melodic metal, perle di bellezza,sciabolate di potenza distruttiva, squarci melodici da pianto, l'ho consumato e lo riascolto sempre con piacere.Inutile la seconda parte,troppo dispersiva
Rashomon
Sabato 30 Luglio 2011, 12.42.41
2
Un ottimo disco da parte dei Virgin Steele. E' uno dei miei preferiti della loro intera produzione. La presenza di un numero eccessivo di pezzi che fanno da intermezzo o che sono strumentali rende un po' pesante l'ascolto. I brani veri e propri, però, non falliscono mai. Ci sono delle vette assolute come "Kingdom Of The Fearless", "Through The Ring Of Fire", "Flames Of The Black Star" e la mia preferita "Gates Of Kings". Un disco che va consigliato a tutti gli amanti del Metal epico e melodico. Cioè il vero Metal.
Radamanthis
Sabato 30 Luglio 2011, 11.01.47
1
I VS sono stati una delle band da me piu' amate e seguite di sempre, e per certi versi lo sono tutt'ora. Ricordo quando uscì questo album ne 99 (lo ebbi in regalo x Natale) che non lo accolsi con grande gioia poichè nella mia testa ronzavano ancora le songs di Marriage I & II ed Invictus, a mio parere decisamente superiori. Poi nel corso degli anni l'ho un pò rivalutato ma certamente lo reputo tutt'ora pieno zeppo di filler, tracce da 1 minuto o parlate o strumentali che a mio avviso dicono poco-niente e poche grandissime canzoni! Certo che se queste circa 8/9 songs fossero state le uniche qui saremmo sul 95 di voto ma il disco nel suo complesso (come la parte II) è un pò pesante nell'assimilazione. Poi ovviamente se è un concept l'argomento va sviscerato in questo modo ma un massimo di 14/15 songs prese dall'act. I e dall'act II sarebbe stato l'idale!
INFORMAZIONI
1999
Noise Records
Epic
Tracklist
1. Kingdom Of The Fearless (The Destruction Of Troy)
2. Blaze Of Victory (The Watchman´s Song)
3. Through The Ring Of Fire
4. Prelude In A Minor (The Voyage Home)
5. Death Darkly Closed Theie Eyes (The Messenger´s Song)
6. In Triumph Or Tragedy
7. Return Of The King
8. Flames Of The Black Star (The Arrows Of Herakles)
9. Narcissus
10. Ans Hecate Smiled
11. A Song Of Prophecy
12. Child Of Desolation
13. G Minor Invention (Descent Into Death`s Twilight Kingdom)
14. Day Of Wrath
15. Great Sword Of Flame
16. The Gift Of Tantalos
17. Iphigenia In Hades
18. The Fire God
19. Garden Of Lamentation
20. Agony And Shame
21. Gate Of Kings
22. Via Sacra
Line Up
David DeFeis (all vocals, keyboards, orchestration)
Edward Pursino (all electric guitars & bass guitars)
Frank Gilchriest (drums)
 
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