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Russell Allen - Atomic Soul
( 2468 letture )
“It was my idea to write a pure rock album, with songs I haven’t heard for a long time and which show where my roots are”
Detto fatto. Certo che però si fa quasi fatica a capire che quella è la voce del frontman dei Symphnoy X: lasciati per la maggior parte del tempo a casa gli acuti più tipicamente riconducibili al suo trascorso nella band originaria del New Jersey, e tirata fuori dal cassetto invece una simpatica raucedine, ne risulta un qualcosa che da Russell Allen ad esser sinceri non ci si aspettava. Le radici di cui parla sono evidenti, affondate saldamente nel rock settantiano: Rainbow, Dio, Led Zeppelin, Black Sabbath, e successivamente Alice in Chains, Soundgarden, Badlands. Quindi, in definitiva, la lingua che questo lavoro parla è hard rock di stampo classico, pucciato nel blues come i biscotti nel latte.
Un Russell Allen fortemente coinvolto in questo album, tanto da produrlo, e suonarci parecchie parti di chitarra e basso, nonché un assolo di tastiere (…) in “Voodoo hand”. La batteria è stata diretta da Robert Nelson; inoltre s’è affidato alla collaborazione dei suoi colleghi Pinella e Romeo (rispettivamente tastierista e chitarrista nei Symphony X), e a Brendan Anthony per alcuni arrangiamenti di chitarra.
L’album parte carico, anche se non incisivo come altri del genere. Le prime tracce sono botte dirette, che mettono subito in chiaro lo spirito perseguito da Allen (“Unjustified” e la già citata “Voodoo hand” tra le migliori). Viene concessa una pausa con la sentimentale “The distance”, per poi balzare con una “Seasons of insanity”, dove ritorna a riconoscersi chiaramente la sua voce, confusa tra qualche riff alla Iron Maiden e qualche giretto ripreso dal background blues. La successiva “Gaia” è una delle più pesanti e massicce dell’album, e assieme alla rock’n’blues “Saucey jack” e alla title track finale “Atomic soul” rappresentano forse la parte più pregiata e originale di questi 50 minuti, non privi comunque di tracce sottotono (come la scontata e anonima “We will fly”). Piccola precisazione per l’appena citata “Atomic soul”, energetica e generosa, che vede la partecipazione di Jens Johansson (tastierista degli Stratovarius) per un assolo nel finale.
In definitiva, un buon album, ma niente di più. Non insidia di certo il trono dei grandi dell’hard rock (mi vengono in mente, ad esempio, Glenn Hughes e Joe Lynn Turner tra tutti), e – anche a voler restare sul sound più moderno – fatica a trovare riff abbastanza convincenti per imporsi sulla concorrenza.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
22.58 su 34 voti [ VOTA]
Thomas
Domenica 20 Novembre 2005, 12.39.07
1
ehm ..come può un incompetente che si aspettava da sir russell allen un album dei symphony x essere affidata la recension d un album d cotanto splendore??? ...mi ha scandalizzato la critica negativa d we will fly ...è un sintomo del fatto che nn qst gran recensore nn approfondisce l'ascolto delle tracce ...nn recepisci l'atmosfera prog rock degli anni 70? ...un intracciarsi d rush e genesis ..."anonima"!?! ...avresti fatto meglio tu a rimanere nell'anonimato bel recensore dalle poche doti e capacità critiche!
INFORMAZIONI
2005
Inside Out
Hard Rock
Tracklist
1. Blackout
2. Unjustified
3. Voodoo Hand
4. Angel
5. The Distance
6. Seasons of Insanity
7. Gaia
8. Losin' You
9. Saucey Jack
10. We Will Fly
11. Atomic Soul
Line Up
Russell Allen (vocals)
Brendan Anthony (Guitar)
Robert Nelson (Drums)
Michael Romeo (Guitar)
Michael Pinnella (Keyboards)
 
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