Privacy Policy
 
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
I Paradise Lost in una vecchia foto
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

24/11/17
ALMANAC
Kingslayer

24/11/17
AETHERIAN
The Untamed Wilderness

24/11/17
DEEP AS OCEAN
Lost Hopes | Broken Mirrors

24/11/17
STRAY TRAIN
Blues From Hell

24/11/17
WILDNESS
Wildness

24/11/17
LOCH VOSTOK
Strife

24/11/17
TAAKE
Kong Vinter

24/11/17
HOUSTON
III

24/11/17
STARBLIND
Never Seen Again

24/11/17
SCORPIONS
Born To Touch Your Feelings

CONCERTI

23/11/17
ULVER + STIAN WESTERHUS
QUIRINETTA - ROMA

24/11/17
ULVER + STIAN WESTERHUS
ALMAGIA' TRANSMISSIONS FESTIVAL - RAVENNA

24/11/17
DESPITE EXILE
VECCHIA SCUOLA PUB - PALAZZOLO (BS)

24/11/17
BLACK STAR RIDERS ----> ANNULLATO!
CIRCOLO COLONY - BRESCIA

24/11/17
6TH COUNTED MURDER + KALIAGE
THE ONE - CASSANO D'ADDA (MI)

24/11/17
UFOMAMMUT + GUESTS
EREMO CLUB - MOLFETTA (BA)

24/11/17
INDACO + MOUNTAINS OF THE SUN
COMUNITA' GIOVANILE - BUSTO ARSIZIO (VA)

24/11/17
SHAMELESS + TUFF
DEDOLOR - ROVELLASCA (CO)

25/11/17
THE MODERN AGE SLAVERY + DESPITE EXILE + AMBER TOWN
LA TENDA - MODENA

25/11/17
COUNCIL OF RATS + NIDO DI VESPE + MALLOY
CASEIFICIO LA ROSA - POVIGLIO (RE)

Paradise Lost - Lost Paradise
( 5928 letture )
I Paradise Lost, band britannica formatasi ad Halifax nel 1988 ad opera del cantante Nick Holmes e del chitarrista Greg Mackintosh, sono uno dei gruppi della triade assieme ad Anathema e My Dying Bride, che in quegli anni portarono alla ribalta un nuovo genere, il doom/death metal.
Un genere malato, un ibrido che ammiccava tanto agli oscuri rituali del doom, quanto al nichilismo sonoro di band come Death, Obituary e Possessed.
Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti ed i Paradise Lost nel corso della loro carriera hanno evoluto il loro sound più e più volte, talvolta in modo efficace, vedi la svolta gotica intrapresa da Icon a One Second con il capolavoro Draconian Times nel mezzo a far da vessillo ai vertici della discografia della band; talvolta però i Paradise Lost hanno dovuto fare i conti con la loro voglia di sperimentare: la svolta elettronica di Host in questo senso scagliò palate di critiche fra le braccia dei nostri che decisero in un colpo solo di ripudiare le proprie radici in favore di un sound ripulito ed al passo con i tempi; un flop che servì alla band per guardarsi dentro, per capire i propri errori e risorgere pian piano dalle proprie ceneri, riuscendo a rialzare la testa con quella classe che li ha sempre contraddistinti sin dagli acerbi esordi di Lost Paradise, opera prima di importanza storica gettata alle stampe dalla Peaceville Records nel 1990.
Dal 2001 ad oggi, la band ha sfornato una serie di discreti album, abbracciando nuovamente sonorità gotiche al passo con i tempi, ma stavolta con coerenza in un contesto sapientemente bilanciato tra passato, (vedi gli ultimi due lavori) e presente (il trittico Believe in Nothing, Symbol of Life e Paradise Lost).

Ma veniamo a noi e facciamo un netto dietrofront temporale, tornando a quegli esordi che li resero degli outsider nella scena metal mondiale.
Quello che va subito messo in chiaro è che Lost Paradise è un album incapace di toccare gli stessi lidi qualitativi del successivo capolavoro Gothic, ma capace comunque di lasciare il proprio segno, fondendo, grazie ad un songwriting vincente, la morbosità del doom e la ferocia del death metal.
Dopo un’introduzione di tre minuti scarsi, ecco ormeggiare dinanzi a noi Deadly Inner Sense ed il gioco è fatto, infarcita com'è di riff ossessivi, cambi di tempo death metal oriented, una voce brutale e rallentamenti doom da capogiro.
La successiva Paradise Lost ha un andamento pachidermico, sorretta da un riff straniante e da un’atmosfera sulfurea: un pezzo magnetico, uno dei migliori dell'album a mio avviso.
Our Saviour sembra uscita dal songbook dei leggendari Obituary, dotata com’è di una carica distruttiva annichilente, ma è con la successiva Rotting Misery che i Paradise Lost sfoggiano tutta la loro bravura, catturando, in poco più di cinque minuti, la devastante bellezza delle tenebre in un'altalena di sensazioni nere ed avvolgenti; stupendo l'assolo centrale di Mackintosh, che marchia a fuoco una prova da 10 e lode.
L'ascolto dell'album prosegue con le buone Frozen Illusion e Breeding Fear, mentre la breve strumentale Lost Paradise fa da preludio all'ultimo tassello death metal dell'album: la violenta Internal Torment II accresce infatti ancor di più la componente metallica, grazie ad un assalto frontale senza vie d'uscita ed alla prova malata di Holmes alla voce.
Ancora una volta però è la chitarra di Mackintosh a farla da padrona assoluta della scena, grazie a riff marci e colmi di un groove maligno che accompagnerà le sfuriate della band sino alla fine del pezzo.

Una fine che sa tanto di inizio per questi pionieri del doom estremo ed i successivi lavori in studio Gothic e Shades of God saranno pronti a ribadire l'importanza della band in una scena che loro stessi hanno contribuito a creare.
Vi voglio lasciare ponendovi una domanda, un quesito amletico che io per molti anni mi sono posto ed a cui ho risposto con molta fatica...
Paradise Lost, My Dying Bride o Anathema?
Io la mia scelta l'ho fatta, (che non dirò per non influenzarvi), e voi?



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
57.91 su 35 voti [ VOTA]
gianmarco
Martedì 2 Giugno 2015, 8.04.49
12
Paradise Lost .
jenaplisk
Martedì 26 Giugno 2012, 12.06.20
11
Io penso che forse gli Anathema di 'The Silent Enigma' siano irraggiungibili, ineguagliabili.
The Nightcomer
Venerdì 25 Novembre 2011, 18.16.47
10
Ho visto due volte dal vivo i Paradise Lost; la prima all'epoca di Draconian Times, poi durante il tour di One Second (l'ultimo loro album che ho acquistato). Tutta la discografia fino a quel momento mi era piaciuta, con particolare predilezione per Gothic e Draconian Times, secondo me entrambi capisaldi nei loro rispettivi sottogeneri, il cui denominatore comune sono le influenze doom. In quanto alla domanda posta a fine recensione, difficile dare una risposta, perchè Paradise Lost e My Dying Bride se la giocano praticamente alla pari, nonostante lo stile si differenzi in modo abbastanza evidente.
Malleus
Sabato 13 Agosto 2011, 0.56.44
9
puro intuito ma magari ho sbagliato
Witchcraft
Domenica 7 Agosto 2011, 2.34.29
8
@ Malleus....cosa ti fa pensare che abbia scelto gli Anathema?
Lizard
Domenica 7 Agosto 2011, 1.28.34
7
Anche io propendo per i Paradise Lost fino a Draconian Times (dopo ho smesso di ascoltarli, lo ammetto), anche se The Angel And The Dark River resta un album di un fascino unico al mondo.
luci di ferro
Sabato 6 Agosto 2011, 22.22.33
6
Secondo me Paradise Lost, My Dying Bride, Anathema, sono tre GRANDISSIME band. One Second, Draconian Times, Icon, Gothic, The Angel And The Dark River, Turn Loose The Swans, The Dreadful Hours, Songs Of Darkness Words Of Light, Like Gods Of The Sun, The Silent Enigma, Eternity, Alternative 4, Judgement, sono tutti album da avere.
Ubik
Sabato 6 Agosto 2011, 18.11.49
5
Bellissimo disco. Tra la triade preferisco i My Dying Bride per le emozioni che The Angel and the Dark River sa regalarmi ad ogni ascolto
Greatest_Tiz
Sabato 6 Agosto 2011, 17.57.55
4
ROTTING.. MI-SE-RY!!!!
enry
Sabato 6 Agosto 2011, 17.24.28
3
Scelta impossibile per me, fino al 1998 queste tre bands hanno tirato fuori solo grandi dischi (più o meno). Ottimo primo passo, anche se il meglio doveva ancora arrivare (Gothic soprattutto).
Undercover
Sabato 6 Agosto 2011, 17.03.56
2
Lost Paradise non si tocca, è assolutamente il capolavoro vadano a prendere cozze sia My Dying Bride che Anathema, in quel periodo i Paradise Lost almeno sino a "Gothic" (anche se "Icon" è il miglior album di svolta in assoluto per quanto riguarda il filone) rimangono per le altre realtà del tempo totalmente fuori portata, questo poi è un esempio di doom/death magistrale, come si fa a non dare almeno 90 a sto disco?
Malleus
Sabato 6 Agosto 2011, 16.11.43
1
secondo me hai scelto Anathema u.u comunque bella recensione e bel disco
INFORMAZIONI
1990
Peaceville Records
Death / Doom
Tracklist
1. Intro
2. Deadly Inner Sense
3. Paradise Lost
4. Our Saviour
5. Rotting Misery
6. Frozen Illusion
7. Breeding Fear
8. Lost Paradise
9. Internal Torment II
Line Up
Nick Holmes - Voce
Greg Mackintosh - Chitarra solista
Aaron Aedy - Chitarra ritmica
Steve Edmonson - Basso
Matthew Archer - Batteria
 
RECENSIONI
74
90
88
80
85
60
78
78
77
82
83
81
78
79
80
ARTICOLI
06/11/2017
Intervista
PARADISE LOST
47 anni all'anagrafe, 13 sul palco
01/11/2017
Live Report
PARADISE LOST + PALLBEARER + SINISTRO
Phenomenon, Fontaneto D'Agogna (NO), 28/10/2017
07/11/2015
Live Report
PARADISE LOST + LUCIFER
Live Club, Trezzo sull'Adda (MI), 02/11/2015
13/01/2010
Live Report
PARADISE LOST + SAMAEL
Paradisi perduti, occasioni sprecate
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]