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Katatonia - Tonight’s Decision
( 5772 letture )
I Katatonia, gli scoraggiati per eccellenza del metal mondiale, non hanno mai prodotto un disco mediocre (e tantomeno sotto la mediocrità) attestandosi fin dagli esordi su livelli qualitativi quando non debordanti quantomeno depositari di un trademark che da sempre li ha resi riconoscibili nel vasto e burrascoso mare gothic di fine anni '90 in poi. Detto ciò, considero la loro, come a me piace definirla, “fase di mezzo” (ossia quella che va da Discouraged Ones fino a Last Fair Deal Gone Down) come la più debole della loro produzione. Messe da parte le atmosfere plumbee e claustrofobiche (sigh!) del masterpiece Brave Murder Day, complice forse l'impossibilità da parte di Renkse di seguitare col cantato growl (e d'altronde Akerfeldt aveva pur sempre anche un suo gruppo da portare avanti), gli svedesi hanno optato per una pesante sfoltita delle parti più violente ed estreme del proprio sound alleggerendone di pari passo il carico emotivo. Così, come vengono abbandonate in parte le strutture basate sull'iper-stratificazione delle chitarre si avverte il passaggio dalla spirale esiziale ad una più accessibile carica di malinconia dal tipico flavour pessimista e decadente. E, banalmente, molto più commerciale.
Ora, non starò a recitare la parte di colui che critica le scelte di chicchessia in nome di chissà quale onestà intellettuale (con che diritto potrei permettermi? Proprio io poi...?), conscio della facilità con cui potrei ricadere nella condizione di colui che pur avendo bene in mente il sistema cui agogna la distruzione ignora sistematicamente quale sistema accettabile potrà poi prenderne il posto.

Tonight's Decision va a collocarsi esattamente nel mezzo di questa fase e ne presenta tutti i pregi e difetti del caso. Laddove Discouraged Ones gettava un ponte ideale tra i lavori fino a Brave Murder Day e le sonorità più prettamente gothic future, Tonight's Decision è il disco in cui le velleità dark e gli echi new wave prendono del tutto il sopravvento, di pari passo con immediatezza e fruibilità.
E' il disco in cui la vena melodica degli svedesi, i cui germi - mi preme ricordare - erano già sotto gli occhi di tutti fin da Dance of December Souls, viene lasciata completamente sfogare: le canzoni, dal minutaggio contenuto, sono un susseguirsi di ritornelli catchy e immediati. Di contro le strutture armoniche dei pezzi risultano notevolmente semplificate ed a tal proposito Tonight's Decision è probabilmente l'episodio più convenzionale e prevedibile della loro discografia: Blakkheim si limita a disegnare il tema portante di ogni pezzo mediante un ripetitivo lead guitarism (seppur in diversi episodi molto ispirato, per la verità) sull'onesto impianto ritmico del fidato Norrman. L'espediente è perfetto per creare, come si diceva, pezzi di facile presa senza troppi voli pindarici strumentali (il basso segue un po' troppo pedissequamente le linee di chitarra mentre vi è un unico assolo nel disco, contenuto in Strained) a scapito però di varietà e spessore compositivo.
La voce di Renkse è portentosa, più di metà dell'anima dei Katatonia è a parere di chi scrive incarnata nelle corde vocali del ragazzone svedese: difficilmente un altro cantante avrebbe consentito alla formazione di Stoccolma di raggiungere tali vette di coinvolgimento pur in una struttura, come si faceva riferimento poc'anzi, volutamente semplice. Il suo pulito è quanto di più si avvicini alla definizione di voce intima e sofferta si sia mai sentito in ambito gothic metal, il tutto senza mai scadere nel lamentoso o peggio ancora nello svenevole.
La tracklist è piuttosto omogenea, gli episodi che si discostano dal depressive rock cui è improntato l'intero disco sono esigui: Had to (Leave) recupera – con le dovute proporzioni - la vena doom degli esordi mentre This Punishment e A Darkness Coming si avvalgono di atmosfere acustiche e synth.
Un grosso problema di questo disco (cosa che ho sempre riscontrato nei Katatonia, con alcune eccezioni, almeno fino a Viva Emptiness) è la poca cura riposta nei testi: sembra che Jonas fatichi parecchio nel mettere insieme delle semplici rime, il cui senso ne risulta spesso troppo forzato e banale, come pure è forzatissima la costante ricerca di autocommiserazione e pessimismo. Non che sia sbagliato il messaggio, intendiamoci, quanto piuttosto il come questo mesaggio venga veicolato. Ma sotto questo aspetto si rifaranno più avanti...
Ad ogni modo la vera forza di quest'album risiede nell'attitudine: il modo in cui gli svedesi riescono a conciliare un mood crepuscolare ed intimista con un wall of sound imponente (di quelli che vi faranno rilasciare dopamina copiosamente) è la migliore eredità di Tonight's Decision. Può un disco avere pathos pur non avendo picchi, raggiungere un climax dalla pendenza risibile e continuare a salire e scendere da esso in punta di piedi? Chi lo sa, certo è che i Katatonia con Tonight's Decision ci vanno vicini.

Tonight's Decision è in sostanza il disco più accessibile della discografia degli svedesi: una più che discreta qualità media delle canzoni, pur senza picchi veramente indimenticabili (l'unico forse, ma è soggettivo, è Right Into The Bliss), collocano il platter in quel limbo di dischi del tutto validi ma privi di quegli attributi in grado di consegnarli per sempre alla memoria collettiva.
Ma sono pronto a scommettere che decine e decine di gruppi venderebbero l'anima pur di produrre un disco degno di questo “limbo”.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
74.66 su 69 voti [ VOTA]
Undertow
Domenica 7 Febbraio 2016, 17.58.38
10
*74. Errore di digitazione
Undertow
Domenica 7 Febbraio 2016, 17.57.38
9
Concordo con InvictuSteele. Uno dei migliori, se non il migliore. Come gusto personale il mio preferito. Ma a prescindere dai gusti personali, penso che il recensore sia stato un po' troppo severo: 84 è proprio pochino..
InvictuSteele
Giovedì 29 Ottobre 2015, 15.50.40
8
Potrebbe essere il miglior album dei Katatonia. Almeno del loro secondo periodo, quello più soft
Enrideath
Mercoledì 28 Settembre 2011, 18.18.57
7
A parer mio un netto passo in avanti rispetto a Discouraged Ones, in cui le song erano sì tristi e malinconiche come loro solito, ma anche simili tra loro, con sempre lo stesso drumming. Tre tracce in particolare mi esaltano: In Death a Song, Right into the Bliss e A Darkness Coming
Dopecity
Lunedì 8 Agosto 2011, 17.42.13
6
Disco bellissimo. "in death, a song" un vero capolavoro.
lambia
Domenica 7 Agosto 2011, 9.46.03
5
secondo me invece è il più bello, o almeno quello che ascolto di più, del periodo soporifero post "brave murder day"...de gustibus!!!
Greatest_Tiz
Sabato 6 Agosto 2011, 18.00.49
4
La band mi piace tantissimo, ma questo album non è di certo il più adatto per rappresentarli.. Non un "passo falso" ma solo un album poco ispirato credo a parere mio...
enry
Sabato 6 Agosto 2011, 17.40.39
3
Anche per me i capolavori della band sono i primi due (ci metto anche i mcd del tempo), la svolta stilistica ha portato tanti dischi di discreto/buon livello e un grande lavoro (Viva Emptiness), ma l'intensità emotiva di Dance e Brave se la sognano. Voto giusto, decimale più decimale meno. Per quanto riguarda i concerti io ho sempre pensato ai Katatonia come una band da ascoltare in casa da soli, non mi pare un genere che possa avere una grande resa in sede live, soprattutto se li metti a suonare sotto al sole alle due di pomeriggio.
Undercover
Sabato 6 Agosto 2011, 17.07.08
2
Sciolti dopo "Brave Murder Day", sono un'altra band questi? XD, il loro live in Sicilia coincidette alle migliori due ore di sonno della mia vita all'interno dello stand della Elegy, bei ricordi fra amici, bruttissima esperienza per un concerto di una noia micidiale, discograficamente parlando con l'intro del commento penso d'aver chiarito la mia posizione, per me possono andare a zappare o rubare arance da tempo. @@
Undercover
Sabato 6 Agosto 2011, 17.07.08
1
Sciolti dopo "Brave Murder Day", sono un'altra band questi? XD, il loro live in Sicilia coincidette alle migliori due ore di sonno della mia vita all'interno dello stand della Elegy, bei ricordi fra amici, bruttissima esperienza per un concerto di una noia micidiale, discograficamente parlando con l'intro del commento penso d'aver chiarito la mia posizione, per me possono andare a zappare o rubare arance da tempo. @@
INFORMAZIONI
1999
Peaceville Records
Gothic
Tracklist
1. For My Demons
2. I Am Nothing
3. In Death, A Song
4. Had To (Leave)
5. This Punishment
6. Right Into The Bliss
7. No Good Can Come Of This
8. Strained
9. A Darkness Coming
10. Nightmares By The Sea
11. Black Session
Line Up
Jonas Renkse – Vocals
Anders Nyström – Guitars, Keyboards, Backing vocals
Fredrik Norrman – Guitars – Bass

Guest
Dan Swanö – Drums
 
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