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Magellan - Symphony For A Misanthrope
( 4736 letture )
Dopo il buono (anche se francamente non molto esaltante) primo album con la InsideOut (“Impossible figures” del 2003), Trent Gardner e i suoi Magellan tornano sulla scena. Lo stile è sempre quello: prog melodico, che si discosta di poco (se non di niente) dal prog melodico dei precedenti lavori. E forse il limite della band è proprio questo: tecnicamente valida, ma ultimamente incapace di sfornare album dotati di una adeguata dose di fantasia.
Dopo una intro orchestrale, iniziano 8 robusti minuti di “Why water weeds”, sostenuti e interpretati con maestria: convince un po’ tutto, compresi i 2-3 cambi di ritmo (alcuni dei quali dal sapore quasi dance). La successiva canzone, “Wisdom”, è invece acustica, e la voce viene accompagnata da una tastiera dal timbro liturgico e dalla chitarra del fratello Wayne. Si arriva quindi alla metà dell’album, con i 18 minuti di “Cranium reef suite”, la composizione più lunga. E’ proprio questa che riporta a galla i dubbi prima esposti riguardanti la band: c’è “varietà”, sì, ma non c’è appunto fantasia. Gli accordi si susseguono, i cambi di ritmo pure, ma la sensazione generale è di piatto: sarà la batteria innocua di Joe Franco (che sembra ancorata a dover seguire il resto della melodia), saranno le tastiere (spesso dal suono fastidioso e ripetitivo), saranno alcune parti della canzone effettivamente ripetute. Sta di fatto che la composizione non sembra aver niente da dire, già prima della metà. A parte poi l’accademica “Pianissimo intermission”, si giunge ad un ottantiana “Doctor concoctor”, in cui retrò, elettronica, effetti e metal si fondono assieme, facendo naturalmente perdere identità ai singoli componenti. Si conclude infine con “Every bullet needs blood”, titolo curioso per una canzone in fin dei conti piacevole e abbastanza dinamica, cantata a tratti alla hard rock, cadenzata stavolta con una monotonia un po’ meno accentuata, e suonata verso la fine addirittura con entusiasmo.
E’ un album insomma che incarna perfettamente i limiti fisici del cd. Una volta premuto il pulsante play, rimane nella stanza, e non fa invece quello che ogni album dovrebbe fare, specie se si tratta di prog: sfondare le pareti (con viva gioia di muratori ed arredatori). Lo si ascolta, e rimane una colonna sonora costante senza mai proporsi per qualcosa di più particolare: a volte qualche soluzione colpisce e ti fa rizzare le orecchie, ma per la maggior parte del tempo (poco, tra l’altro, solo 46 minuti) continui a leggere se stai leggendo, continui a spolverare se stai spolverando, continui insomma a fare quello che stai facendo.
Consigliato, a mio avviso, soprattutto ai fan della band. Per gli altri (ma anche per loro, in fondo) consiglio invece Neal Morse. One.



VOTO RECENSORE
50
VOTO LETTORI
21.61 su 31 voti [ VOTA]
roviston
Giovedì 30 Novembre 2017, 17.13.36
3
Questo album è piuttosto fiacco,la mancanza di idee è evidente.In ogni caso i Magellan sono stati un buon gruppo.I primi lavori "Hour of restoration","Impending ascention" e "Test of wills" non saranno capolavori ma mi sono piaciuti.Purtroppo al momento di spiccare il volo si sono persi.Una volta all' l'Inside out,sempre molto attenta a prog e progmetal,hanno deluso con album ben al di sotto delle attese.Peccato,avevano i mezzi per fare di più.Sapevo della scomparsa di Trent Gardner non mi risultava anche quella del fratello Wayne,epilogo molto triste per una band sfortunatissima.
OSVALDO
Venerdì 7 Luglio 2017, 9.20.11
2
I primi due album sono fantastici non riesco a smettere di ascoltarli. gli album successivi non ho ancora avuto modo di ascoltarli. E' stata una band sicuramente con molti limiti e mai baciata dal vero successo. A testimonianza di ciò la morte dei due fratelli Gardner a distanza di poco tempo, passata del tutto inosservata. Wayne morto sucida nel febbraio del 2014 e Trent venuto a mancare a giugno 2016, in circostanze sconosciute...
Voivod
Martedì 21 Giugno 2016, 10.45.04
1
L'11 giugno ci ha lasciati Trent Gardner, tastierista, cantante e leader dei Magellan...grande musicista. R.I.P.
INFORMAZIONI
2005
Inside Out
Prog Rock
Tracklist
1. Symphonette
2. Why Water Weeds?
3. Wisdom
4. Cranium Reef Suite
5. Pianissimo Intermission
6. Doctor Concoctor
7. Every Bullet Needs Blood
Line Up
Trent Gardner (Vocals / Keyboards)
Wayne Gardner (Guitar)
Hal Stringfellow Imbrie (Bass)
 
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