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Steppenwolf - The Second
( 2077 letture )
Il seguito che non ti aspetti? Dopo l'esaltante Steppenwolf, contenente l'immortale Born To Be Wild, uno di quei pezzi entrati nell'immaginario collettivo di una intera generazione ed oltre, ma anche un altro pezzo storico come The Pusher (per tacere del resto), nel corso di quello stesso magico 1968, la band di John Kay diede alle stampe Steppenwolf The Second. Introdotto da una cover tanto psichedelica, quanto discutibile (non certo uno dei lavori più interessanti del periodo in oggetto), e pur contenente un'altra grande hit come Magic Carpet Ride, l'album segna una più marcata attenzione verso atmosfere e suoni tipicamente blues e, generalmente, più amichevoli. Ancora sotto la guida dell'affidabile produttore Gabriel Mekler, e pur conservando all'interno del suo impianto solide influenze esterne provenienti dalla psichedelia e dal nascente hard rock, The Second mostra con maggiore evidenza le radici blues di Kay. Se consideriamo che il precedente album era stato indirizzato verso lidi più duri proprio da Mekler, appare logico supporre che una volta raccolto un relativo successo (il disco in realtà esploderà nel '69 con l'inclusione nella colonna sonora di Easy Rider), Kay -che prima faceva parte della line up della blues band The Sparrow- si sia sentito in diritto di dire la sua in modo più evidente, portando alla registrazione di un lavoro dall'impatto meno forte rispetto al precedente, ma forse mancante di quei guizzi largamente oltre la media, fatta salva la canzone precedentemente ricordata.

Più spazio agli arrangiamenti ed agli strumenti acustici, ad una vena leggermente surreale ed istrionica decisamente più bluesy -appunto- miscelata però con altri elementi che si riveleranno importantissimi per la definizione di determinati stili che grande fortuna avranno negli anni a venire. Sì, perchè oltre alla già citata base blues, anche il southern e l'hard rock sono qui massicciamente presenti, anche se in forma talvolta embrionale e -perchè no?- anche un po' di pop. Tuttavia la presenza di questi spunti, ravvisabili con chiarezza anche all'interno della stessa Magic Carpet Ride nell'uso delle keys hard rock oriented da parte di Goldy McJohn, si dimostra fondamentale per gli sviluppi futuri, rendendo il disco in oggetto uno di quelli da considerare se si vuole tracciare una storia ragionata del rock che ha portato anche all'heavy metal. L'album, al di là dell'impatto generale meno forte, è comunque concepito in maniera più complessa rispetto all'esordio, tanto che pare inverosimile che siano passati solo sei mesi tra l'uno e l'altro. Intanto c'è un filo conduttore che lega l'intera seconda parte, fatto anche di rumori e voci che -anche qui- non erano troppo usuali all'epoca, per quanto non certo inediti; ma è soprattutto la qualità del suono ad essere superiore, ciò in virtù del passaggio ad un apparato tecnico più importante (16 piste anzichè 8) ed al lavoro al mixer di Richard Podolor, in seguito coivolto, tra gli altri, con Iron Butterfly ed Alice Cooper. Dal punto di vista dell'impanto blues, ottimi esempi sono Tighten Up Your Wig sulla facciata A, e l'omaggio a Junior Wells (noto bluesman), intitolato Disappointment Number (Unknown) sulla facciata B; mentre, se vogliamo parlare di rock-pop che strizza l'occhio all'audience, possiamo citare 28 e Faster Than the Speed of Life, con la prima che forse quel benedetto occhio lo strizza un po' troppo. Psichedelia evidente e leggera in Spiritual Fantasy. E l'hard rock? Presente: Don't Step On The Grass, Sam e None of Your Doing ne sono due chiari esempi ed in sede live devono aver fatto sfracelli, mentre nel resto della tracklist a farla da padrona è la fusione tra blues e funky, con la conclusiva Reflections che è un brevissimo outro in chiave ancora psichedelica.

The Second è un album meno diretto di quello che lo ha preceduto, forse anche privo di spunti tecnici esaltanti (ma buoni si), ma dotato di grande feeling, come solo il blues può offrire, per quanto un po' discontinuo nel suo svolgersi. Al tirar delle somme, e pur con tutti i pregi che ho elencato, rimane inferiore a Steppenwolf, ma resta un ottimo lavoro, anche dal punto di vista didattico, ed in ogni caso risulta più coivolgente del seguente At Your Birthday Party. Molti lo ricordano solo perchè conteneva Magic Carpet Ride, ma io vi invito ad ascoltarlo nella sua interezza, se non altro per rispetto nei confronti di una gruppo che -ancora una volta- ha raccolto meno di quanto ha seminato.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
36.68 su 22 voti [ VOTA]
Rob Fleming
Domenica 7 Febbraio 2016, 18.49.48
9
Il debutto è inarrivabile, ma ci siam vicini
Raven
Lunedì 29 Agosto 2011, 12.54.25
8
esatto, e mi stupisce che pochi se ne siano accorti.
fabio II
Lunedì 29 Agosto 2011, 12.35.26
7
big suprize raven! davvero poche storie; l'influenza degli Steppenwolf è stata enorme per tutte le hard rock brigades americane a venire - segnatamente questo platter e 'Shandy grove' dei Quicksilver tracciano la strada....per hell's angels ovviamente! Ps: magic carpent ride è così avanti negli arrangiamenti che sembra già di sentire Tesla o Little Caeser
hm is the law
Venerdì 26 Agosto 2011, 16.53.38
6
Scherzo naturalmente. Grande gruppo e ancora un grande album dopo l'esordio. Forse avrebbero meritato più successo di quello che hanno ottenuto.
hm is the law
Venerdì 26 Agosto 2011, 16.20.42
5
Ma chi so?
Raven
Venerdì 26 Agosto 2011, 16.10.16
4
dai ragazzi... niente interesse per questo gruppo?
BILLOROCK fci.
Lunedì 22 Agosto 2011, 9.48.45
3
d altronde è pur sempre lunedi mattina e fà un caldo porco,,,
eh, sì
Lunedì 22 Agosto 2011, 9.06.59
2
"una band fondamentale del genere rock anni 80" e infatti sono degli anni: fine 60-anni 70 quelli del successo... grazie di esistere Billorock
BILLOROCK fci.
Lunedì 22 Agosto 2011, 9.00.11
1
una band fondamentale del genere rock anni 80
INFORMAZIONI
1968
ABC Dunhill
Hard Rock
Tracklist
1. Faster Than The Speed Of Life
2. Tighten Up Your Wig
3. None Of Your Doing
4. Spiritual Fantasy
5. Don't Step On The Grass, Sam
6. 28
7. Magic Carpet Ride
8. Disappointment Number (Unknown)
9. Lost And Found By Trial And Error
10. Hodge, Podge, Strained Through A Leslie
11. Resurrection
12. Reflections
Line Up
John Kay (Voce, Chitarra, Armonica)
Michael Monarch (Chitarra)
Goldy McJohn (Organo, Piano)
Rushton Moreve (Basso)
Jerry Edmonton (Batteria, Voce)
 
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