Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Rome in Monochrome
Away from Light
Demo

Arch Echo
Arch Echo
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

23/04/18
NO FUN AT ALL
Grit

23/04/18
SHRINE OF THE SERPENT
Entropic Disillusion

26/04/18
AETRANOK
Kingdoms Of The Black Sepulcher

27/04/18
TOTALSELFHATRED
Solitude

27/04/18
SPITEFUEL
Dreamworld Collapse

27/04/18
DRAKKAR
Cold Winters Night

27/04/18
BLOOD TSUNAMI
Grave Condition

27/04/18
FACING THE ORACLE
Haunted One

27/04/18
MIDAS FALL
Evaporate

27/04/18
FOREIGNER
Foreigner With The 21st Century Symphony Orchestra & Chorus

CONCERTI

22/04/18
ROSS THE BOSS
CIRCOLO COLONY - BRESCIA

22/04/18
NE OBLIVISCARIS + ALLEGAEON + VIRVUM
DAGDA LIVE CLUB - RETORBIDO (PV)

24/04/18
ROGER WATERS
UNIPOL ARENA - BOLOGNA

24/04/18
DARK TRANQUILLITY + EQUILIBRIUM + BLACK THERAPY + MIRACLE FLAIR
LARGO VENUE - ROMA

25/04/18
DARK TRANQUILLITY + EQUILIBRIUM + BLACK THERAPY + MIRACLE FLAIR
LIVE CLUB - TREZZO SULL'ADDA (MI)

25/04/18
CRASHDIET
LEGEND CLUB - MILANO

26/04/18
DARK TRANQUILLITY + EQUILIBRIUM + BLACK THERAPY + MIRACLE FLAIR
ZONA ROVERI - BOLOGNA

26/04/18
ENSIFERUM + EX DEO
LIVE CLUB - TREZZO SULL’ADDA (MI)

26/04/18
SPOIL ENGINE + LOSTAIR
CIRCOLO SVOLTA - ROZZANO (MI)

26/04/18
DEE CALHOUN + LOUIS STRACHAN
BLUE ROSE CLUB - BRESSO (MI)

Dimmu Borgir - For All Tid
( 8465 letture )
Un castello arroccato su accumuli di marmo, basalto e arenarie, di ineffabile fattura e impossibile da raggiungere; dimenticato da secoli, fiero e splendente in mezzo ai riverberi diurni, tetro ed emaciato fra le folate notturne. Le sue stanze grandi e ormai vuote riecheggiano solo il rintocco del tempo che passa e i solchi di tutti i lustri trascorsi trasudano dal calcare delle mura esterne per rigettarsi nei riarsi cumuli di ciò che rimane di un leggendario e, ormai, abortito paesaggio scabroso. La magnificenza della malinconia; la decrepitezza atlantéa della solitudine.
Questa è la visione mi(s)tica evocata dalle sinfonie di Det Nye Riket: esse ascendono trionfali per poi tuffarsi nei contemplativi rivoli di pianoforte che accompagnano la triste nenia dedicata a Satana.

Anno 1994. L'oscura creatura Dimmu Borgir era lontana anni luce dallo status-symbol che oggi sfoggia attraverso pellicce e abiti post-atomici; il mondo del black metal stava velocemente cambiando (c'è chi dice che lo fosse ormai da più di un anno): i Cradle of Filth avevano già fatto conoscere una "nuova formula" di suonare metal estremo, le tastiere e i sintetizzatori erano diventati quel quid in più da aggiungere al resto della strumentazione. Lo avevano già fatto, più che egregiamente, gli Emperor i quali però utilizzavano (ancora) il loro lato sinfonico come semplice accompagnamento. Grazie/a causa di Cradle of Filth e Dimmu Borgir, i synth diventano uno strumento alla pari degli altri se non, in molti casi, il mezzo principale. Prima però che il black metal finisca -a livello artistico/formale- nel baratro (a causa delle effemminatezze incipriate e vestite in latex di molti act di metà anni '90), ci sarebbero voluti ancora un paio di anni, anni nei quali si poté, invece, ammirare la novità di queste nascenti variazioni sul tema. All'epoca, infatti, ben s’intrecciavano la ruvidezza di alcune fatture (al limite dell'autoproduzione) e l’uso sapiente di limpide ed efficaci sinfonie.

Le incalzanti rozzezze delle chitarre di Silenoz e di Tjodalv (il quale, all'epoca, non si era ancora seduto dietro le pelli) incontrano sprazzi di archi e piano in Under Korpens Vinger, riallacciandosi alle tradizioni emperoriane di qualche anno prima (Night of the Graveless Souls) e creando una struggente composizione che viaggia indietro nel tempo, trascinando l'ascoltatore verso quel buio e magico medioevo fantastico.
Meravigliose sperimentazioni in voce pulita si altalenano in Over Bleknede Blander Til Dommedag, dove Aldrahn (dei vicini Dødheimsgard) declama le sue biforcute blasfemie emergendo dai bui e secchi bassifondi di quel solitario bastione. Al di là dell'atmosfera criptica, i synth di Årstad riescono a far sognare l'ascoltatore che trascende assieme ai cori per poi ricadere a capofitto sotto i blast-beat di Shagrath (al tempo il batterista della band).
Le furie di Stien sembrano seguire la brezza di un vento freddo e arido che fa suonare gli stessi flauti che qualche anno dopo rintoccheranno le cupe melodie di Antikrist (in Stormblåst); gli stessi furori diventano insistenti nell'anomala strumentale Glittertind (nella quale, per l'occasione, Shagrath e Tjodalv si scambiano di ruolo) dove semplici e lineari melodie riescono a costruire un perfetto momento di pausa all'interno dell'album.
Il "secondo tempo" di quest'opera riprende con l'omonima traccia subito dopo i rintocchi del ride: le chitarre affliggono acustici arpeggi al suono del vento, mentre le successive distorsioni prestano le melodie alle tastiere e, contemporaneamente, i colpi precisi di Tristan instaurano un ulteriore ma semi-nascosto tappeto melodico.
Hunnerkongens Sorgsvarte Ferd Over Steppene è una grezza, ma perfettamente integrata apoteosi del passato più thrash/death della band che, in questo caso, si piega a favore del mood del disco: i synth raccordano qua e là i riff mentre le chitarre acustiche saranno la vera e propria sorpresa di questo brano (che nel futuro EP Godless Savage Garden sarà prontamente riadattato al nuovo costume dei Dimmu Borgir).
Anche Raabjørn Speiler Draugheimens Skodde è un'altra traccia fortunata. Le sue melodie cosmiche verranno riprese ben altre due volte (tanto nell'EP sovracitato quanto nel celebre Enthrone Darkness Triumphant). Nella sua veste originale il brano sfoggia la grezza corposità dei riff e degli scream uniti alle inebrianti musiche degli archi e al profondo rintocco dei tamburi.
L'affliggente ed epica Den Gjemte Sannhets Hersker ha il compito di chiudere questa successione di brani: lenti e circolari movimenti di arpeggi su riff ultra-distorti lasciano spazio ad un incedere più incalzante che presto si trasformerà in quel mid-tempo che connota la maggior parte del resto dell'album. Årstad insiste sui lunghi e atonali accompagnamenti, mentre l'interludio in pianoforte fa da pendant all'opening-track, coronando l'ultima infausta sezione strumentale; la chitarra solista, invece, compie un malsano soliloquio come era successo nella precedente Det Nye Riket ricollegandosi, in qualche modo, a quelle stesse atmosfere.

Il presagio che questi "sconosciuti" Dimmu Borgir avrebbero fatto qualcosa di grosso è posizionato (ormai) lungo la coda dell'album. Con la versione ristampata del CD troviamo in finale le due stupende Inn i evighetens mørke pt I e pt II: questa doppietta costituisce il demo della band, che è stato ristampato, sempre nel 94, in una versione più o meno ufficiale sotto la Necromantic Gallery. La prima parte di questa coppia è una traccia strumentale che può riassumere perfettamente l'intero mood di For All Tid: synth e pianoforte in primo piano sotto un cielo ventoso e una struggente pressione creata dalle chitarre acustiche. Con la seconda parte i toni accelerano notevolmente presentando il lato più black metal della band.

For All Tid rappresenta una delle migliori opere prime della storia del black metal; le atmosfere lugubri e affrante descrivono un panorama medievale, satanico e pieno di pregiudizi e suggestioni. Le diversità manichée fra la crudezza del suono e la limpidezza delle tastiere non avevano raggiunto quella sorta di amalgamazione presente nel successivo Stormblåst e la capacità evocativa rimane ancora legata ad un mondo ancora ispido, tagliente e spinoso. È impossibile non rimanerne affascinati.



VOTO RECENSORE
91
VOTO LETTORI
71.55 su 54 voti [ VOTA]
Any Velvet
Domenica 16 Aprile 2017, 22.51.53
16
Il mio rapporto con quest'album è sempre stato molto particolare..... a tratti mi sembra d'odiarlo per la sua banalità e forzatura specialmente di alcune parti e per i troppi filler!!!... e poi la voce di Silenoz mi è sempre sembrata unpo finta..... pero tutte le volte che ce l' ho sotto mano ho sempre una strana voglia d'ascoltarlo come se ci volessi scoprire sempre qualcosa di piu.... non so come spiegare... Aiuto!! scherzo è un disco comunque molto atmosferico e interessante ma manca di qualcosa secondo me.. per questo lo voto 85
Le Marquis de Fremont
Martedì 21 Febbraio 2017, 13.32.05
15
Album assolutamente da avere. Ci sono arrivato a ritroso (e non nel 1994 ma attorno al 2005...sorry) e proveniendo dal capolavoro Stormblåst. Già quindi, comunque, non sorpreso dall'originalissimo sound delle band e nonostante questo, mi ha emozionato tantissimo. Bellissime composizioni e grandi idee, poi, in seguito verranno sviluppate in maniera più professionale ma l'emozione rimane. Notevole anche la copertina (io avevo visto solo quella a colori). Au revoir.
metaller nel cuore
Martedì 16 Agosto 2016, 17.31.05
14
Fantastico! Insieme a stormblast il migliore dei dimmu. Atmosfere medievali e crudezza Black metal.
VomitSelf
Martedì 15 Dicembre 2015, 13.33.15
13
Quando i D.B. erano una grande band. L'ho consumato da ragazzo, assieme al successivo "Stormblåst". Voto 90.
Poss
Giovedì 21 Maggio 2015, 21.32.50
12
Atmosfere e suoni da pelle d'oca. Stupendo. Il primo dei 4 capolavori dei Dimmu
Thy_Majestie_99
Lunedì 23 Giugno 2014, 14.55.44
11
L'album mi piace, molto cupo e nostalgico. Peccato che dal quarto album i Dimmu Borgir abbiano iniziato a produrre ciofeche. Voto: 85
guglio2k
Lunedì 9 Gennaio 2012, 11.27.01
10
Secondo solo a Enthrone, però è davvero glaciale..
Enrideath
Giovedì 22 Dicembre 2011, 15.43.53
9
Superbo, nient'altro da aggiungere.
Painkiller
Mercoledì 31 Agosto 2011, 10.25.09
8
Mi sono avvicinato da poco al black e ai DB, dei quali ho già diversi album, ma questo non ancora. Colmerò presto la lacuna perchè sono una band strepitosa.....
andrea
Lunedì 29 Agosto 2011, 0.35.19
7
bellissimo black(-folk, oserei dire!)! vanto anche la stampa originale dell'epoca in b/n. Over bleknede blåners fjeeeeell!
MAIDEN
Domenica 28 Agosto 2011, 8.58.38
6
Disco cupo e cattivo al punto giusto.concordo con il voto del recensore .
feralia
Sabato 27 Agosto 2011, 17.40.20
5
magnifico.
enry
Sabato 27 Agosto 2011, 17.18.55
4
Sì, la versione a colori in digipack è la ristampa della Nuclear Blast del '97. Disco strepitoso, questa volta il voto ci sta tutto.
NeuRath
Sabato 27 Agosto 2011, 16.22.35
3
@Justice: Potrei sbagliarmi, ma mi pare che la versione a colori sia quella della ristampa curata dalla Nuclear Blast...
JUSTICE
Sabato 27 Agosto 2011, 16.14.42
2
Comunque bisogna ammettere che la copertina è molto bella, l'avevo vista anche a colore, spettacolare!
Undercover
Sabato 27 Agosto 2011, 14.28.43
1
Uno dei pezzi da Novanta dei Dimmu, quest'album è fantastico e le atmosfere sono ancestrali e oscure, concordo con il Moro.
INFORMAZIONI
1994
No Colours Records
Black
Tracklist
1. Det Nye Riket
2. Under Korpens Vinger
3. Over Bleknede Blåner Til Dommedag
4. Stien
5. Glittertind
6. For All Tid
7. Hunnerkongens Sorgsvarte Ferd Over Steppene
8. Raabjørn Speiler Draugheimens Skodde
9. Den Gjemte Sannhets Hersker
-bonus tracks-
10. Inn I Evighetens Mørke pt I
11. Inn I Evighetens Mørke pt II
Line Up
Silenoz (Voce, chitarre)
Stian Årstad (Sintetizzatori, tastiere)
Brynjard Tristan (Basso)
Shagrath (Batteria, seconda voce, chitarre in Glittertind)

Musicisti ospiti:
Vicotnick (Seconda voce)
Aldrahn (Voce in Over Bleknede Blåner Til Dommedag)
 
RECENSIONI
70
76
90
84
88
92
90
91
ARTICOLI
15/05/2017
Intervista
DIMMU BORGIR
Ripartire da una pagina bianca
15/06/2012
Live Report
DIMMU BORGIR
New Age-Estragon, Roncade (TV)-Bologna, 10-12/06/2012
03/10/2010
Live Report
DIMMU BORGIR + TRIPTYKON
Alcatraz, Milano, 27/09/2010
20/09/2010
Intervista
DIMMU BORGIR
Punto e a capo
29/06/2007
Intervista
DIMMU BORGIR
Parla Vortex
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]