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Queen - Jazz
( 7599 letture )
Settimo album della rock-band britannica, pubblicato per la prima volta in LP nel 1978, Jazz è divertente ed elegante nella sua incontenibile eccentricità, che coerentemente non prevede alcun brano jazz in scaletta: gioviale ed ipnotico, complesso eppur stracolmo di immagini strappate alla quotidianità, il disco è allo stesso tempo banale e profondissimo, ballabile e complesso, funky e barocco, plasmando un caos maestoso e pensante che le chitarre di Brian May amalgamano con sapienza, evitando il senso di disordine. Quella del 1978 è un'idea di contaminazione verace e sfacciata, apparentemente incurante della critica o dei dati di vendita: è un accostamento di ruvidi generi popolari, di rivendicazioni sociali, di tradizioni ed origini che quando avvicinate generano spinte maleducate, senza che si ricerchino particolari artifici per favorirne la coesistenza ed aumentarne la digeribilità. Quella dei Queen è l'estetica della contrapposizione, la rinuncia all'utilizzo di sintetizzatori, la sperimentazione coraggiosa resa possibile dalla consapevolezza di avere in mano le redini del gioco, l'attenzione dell'ascoltatore e l'ammirazione cieca ed affascinata del fan.

L'inno arabeggiante dell'opener Mustapha, quasi un omaggio alle origini esotiche di Freddie Mercury (all'anagrafe Farrokh Bulsara), è un teatrino di pianoforte, stacchi di batteria e voci, un'overture spiazzante e crescente che passa con naturalezza dalla spontaneità dell'etnico alla grammatica del rock, prima ancora che il termine melting-pot diventasse di attualità prima, ed allarmante attualità poi: quasi blasfema nella ripetizione metrica dei nomi, compreso quello di Allah, nel corpo -che immaginiamo consunto e fragile- del protagonista c'è un misto di tensione e preghiera, invocazione e sfogo liberatorio in parole urlate in arabico/persiano/inglese ed altre lingue ancora, c'è la disperazione per un Dio distratto ed incapace di risollevare dalle miserie, e dall'umana distrazione stessa. Dalla magrezza di Mustapha alle rotondità di Fat Bottomed Girls il passo è drammaticamente breve: la canzone, rassicurante come le forme giunoniche che celebra, vede Brian May alla voce (nel solo ritornello) ed unisce la malinconia del coro gospel a sabbiose atmosfere country: "Fat Bottomed Girls you make the rocking world go round" è una dichiarazione d'amore spassionata e sincera, calda ed epidermica, disincantata ed ingenua nell'arco di pochi attimi, con tutta la canzone a confermare l'amore progressivo dei Queen per il glam ed i brani strutturati, crescenti, punteggiati da pause, suoni diversi innestati e continuamente disinnestati, alla ricerca di una ridicolaggine maestosa che in Jazz appare compiuta e straripante, come le terga di talune. Per ritrovare la forma, niente di meglio di una sana corsa in bicicletta: l'inizio di Bicycle Race è da storia del rock, espressione adatta per quelle canzoni che tutti abbiamo sentito almeno una volta nella vita, senza poter dire di conoscerle davvero: apparentemente semplice nel testo e complessa nella costruzione teatrale, che comprende un cambio di tempo e ricorda le atmosfere corali di Cats e Rocky Horror Picture Show, Bicycle Race è un'opera in miniatura che vede voce e cori ad incalzare, spezzare e ricomporre una filastrocca nella quale persino lo scampanellare finale diventa musica, funzionale alla parte rivelatrice finale. Da Gesù Cristo al Vietnam, da Superman a John Wayne, Mercury individua nella quotidianità semplice della pedalata, nel gesto e nella spinta che lo realizza, lo spunto più improbabile di ribellione, il disinteresse soave per tasse e politica, lusso ostentato e miti americani, avvolgendo di una leggerezza soffocante domande e vuoti che sappiamo presenti. Lo dimostrano i fantasmi personali che riaffiorano in Jealousy, cullati da pianoforte e chitarra classica nel preludio: dolce ed appassionata nell'interpretazione, la canzone vive di un testo luminoso ed efficace nella descrizione del sentimento ("How Was I To Know I Was Far Too Much In Love To See? / I Wasn't Man Enough To Let You Hurt My Pride") e non abbisogna di altro, se non di tre delicati minuti, per farsi ricordare.
I Queen sanno essere descrittivi eppure emozionanti, discreti nel raccontare di vita ed intimi nella condivisione attenta dell'esperienza, suggerendo immagini vicinissime alla quotidianità ed illuminandole -come direttori della fotografia- di luci diverse, naturali o artificiali a seconda dell'effetto desiderato. Nel corso dell'ascolto sembra di scoprirla piano piano questa capacità di partire da un episodio, da un oggetto, da un sentimento minimo, da un gesto meccanico, per poi comporre e stratificare un'immagine col gioco degli accordi, della ritmica, delle pause: una sorta di zoom all'indietro, quindi, che dal particolare si allarga sempre più, perdendo forse in definizione ma abbracciando uno spettro più ampio e complesso di situazioni e stati d'animo. In Only Seven Days, Leaving Home Ain't Easy e Dreamer's Ball (quest'ultima composta in onore di Elvis Presley, scomparso appena un anno prima) sono brani di maggiore naturalità, nella quale c'è piena corrispondenza tra forma e contenuto: si tratta di episodi gospel da pubblicità natalizia, più immediati e trasparenti, senza allusioni, che confermano di quali infinite sfumature siano capaci i Queen, di quale incontenibile verve creativa debbano sopportare il peso, cercando di convogliare ogni spunto in un episodio compiuto. In questa parte dell'album si tratteggiano intermezzi da cartolina, dolci schermaglie ed amori bittersweet, struggimenti superabili e drammi da teenager con fare più ortodosso, pur senza rinunciare al coinvolgimento. Nelle voci effettate si raggiunge una dimensione onirica, di una cecità blueseggiante: mi vengono in mente i Blind Boys of Alabama nella loro struggente interpretazione di I Shall Not Walk Alone (cercate la versione cruda, senza Ben Harper), tanta è l'ingenuità con la quale la composizione dell'immagine è affidata alle parole, ai cori sussurrati, ad un ricamo di chitarra che sembra continuamente nascondersi, timido.

Procedendo con l'ascolto, non mancano naturalmente le canzoni più rock: If You Can't Beat Them è rolleggiante nel senso più tradizionale del termine, come potrebberlo essere altre canzoni di altre band; scorrevole e priva di sussulti, è il temino ben svolto da sufficienza piena, nel quale le costruzioni vocali si fanno più semplici, per non dire assenti. E' una bella canzone normale, come una castana con gli occhi marroni, se solo si esclude il crescendo chitarristico finale, che quasi stupisce per la mancanza della tridimensionalità alla quale i Queen ci hanno abituato. Nel chorus di Let Me Entertain You si respirano invece America e sperimentazione, Led Zeppelin e Deep Purple: su enormi distese da ricoprire di note, temperature torride arroventano una canzone/manifesto ("We'll give you crazy performances") mai uguale a se stessa, nervosa ed interessante nella sua personalità ritmica, nevrotica, che sembra trovare un suo punto fermo, e base di continua ripartenza, nel solo ritornello scandito. A composizione di un'ideale trittico musicale, la velocità con la quale si susseguono parole e note in Dead On Time, mai suonata dal vivo, ben rende l'idea di una lotta contro il tempo, di un disagio cronologico ("Fool Always Jumping Never Happy Where You Land"), di una problematica collocazione ai margini: continuamente incalzante nelle note di basso di John Deacon, tormentata e ficcante come la punta di un trapano, la canzone ti entra in testa, rimbalza, comprime i volumi ed occupa gli spazi senza riguardi, con un ritmica chitarristica quasi metal. Il disco-funky di Fun It, a base di batteria elettronica, voci e fischietti che insieme sembrano contenere una Another One Bites The Dust in forma embrionale, prelude ad una delle canzoni più conosciute del quartetto inglese: Don't Stop Me Now è puro succo concentrato, con un incredibile Mercury alla voce ed una canzone che si pone quale espressione artistica di tutta la band. Ideale seguito di We Are The Champions, Don't Stop Me Now è una canzone capace da sola di accomiatare e tirare conclusioni, riassumere percorsi ed esperienze, in un crescendo misurato ed ondoso, nel piano honky-tonky, nelle montagne russe di basso, nel bel coro di sole voci e batteria e nell'assolo di Brian May: il brano è una successione implacabile di immagini dinamiche, da Lady Godiva alle stelle cadenti, da tigri sospese nel vuoto a navicelle spaziali, ed ogni pretesto è buono per dare forma ad una tensione continua e logorante, raccontata con un sorriso dipinto in volto, come quello di Heath Ledger nei panni del Joker, sotto al quale sembra di immaginare un'espressione triste e disperata, una sofferenza che chiede al movimento continuo l'impossibilità di fermarsi, per un secondo, a pensare. More Of That Jazz è una splendida chiusura elettrica, inaspettatamente oscura e cavernosa, carnale e sussurrata con voluttà, perfetta nel suo scorrere a trentatre giri: ipnotica, circolare, vorticosa, rarefatta come nebbie padane e sceneggiati in bianco e nero con gente nascosta dall'impermeabile, la canzone contiene spezzoni tratti dai brani precedenti e ti lascia quell'amaro in bocca finale ("Only Football Gives Us Thrills, Rock 'N Roll Just Pays The Bills") che soddisfa la nostra parte romantica e masochistica, compiaciuta nella sofferenza, nell'abbandono, e nel silenzio che segue a questi quarantacinque minuti di autentico Jazz.

"Il Jazz è un genere musicale di origine statunitense nato nei primi anni del XX secolo nelle comunità di schiavi africani che lavoravano nelle piantagioni del sud. Caratteristiche peculiari del genere sono l'uso intenso di improvvisazione, il ritmo swing spesso sincopato, la poliritmia e il tono malinconico dato dall'uso delle blue note. In tempi più recenti il jazz si è mescolato con tutti i generi musicali moderni anche non statunitensi, come il samba, la musica caraibica e come il rock". (fonte: it.wikipedia.org)



VOTO RECENSORE
84
VOTO LETTORI
74.42 su 76 voti [ VOTA]
Antonio
Sabato 10 Giugno 2017, 21.14.43
45
84 a questo disco ? Secondo me questo e News of the world sono inascoltabili.
DANILO
Venerdì 21 Aprile 2017, 22.58.08
44
Tutti i dischi dei Queen sono meravigliosi, fantastici e spettacolari, da Queen a Made In Heaven!!!!!
DANILO
Venerdì 21 Aprile 2017, 22.57.01
43
Chi diamine è che ha detto che i Queen hanno avuto culo!!!!! I Queen sono meglio dei musicisti punk, anzi, i Queen hanno fatto album con canzoni di tutti i generi, dal progressive all'hard rock, dalla disco al funk!!! Hanno fatto anche punk, come nella canzone Sheer Heart Attack di News Of The World!!!!!!
Rob Fleming
Sabato 6 Febbraio 2016, 15.42.59
42
Non chiedetemi il perché, ma dopo A night e pari merito con Sheer heart attack, per me questo è il miglior disco dei Queen. E' un susseguirsi continuo di emozioni. Don't stop me now è da infarto, Fat bottomed girls e Bycicle race da urlo. More of that jazz con Taylor protagonista da copertina. Ed il resto non ha cedimenti. Gli anni '70 terminano al meglio. 90
peppe
Venerdì 15 Maggio 2015, 14.41.31
41
alla domanda cos è l heavy metal/hard rock, l unica risposta che mi viene in mente è: ASCOLTA DEAD ON TIME!!
Philosopher3185
Venerdì 20 Febbraio 2015, 17.28.56
40
Fino a questo album,mi pare di capire che questa band non abbia sbagliato un colpo.Questo è un altro ottimo disco,come il precedente..sebbene io ritenga queen II,a Night Of The Opera e A Day In The Race,i capolavori...
sadwings
Lunedì 23 Giugno 2014, 15.47.22
39
Secondo me l'inizio della prima fase calante, ci sono ottime canzoni come don t stop me now, ma brani che non sopporto come jealousy, in only seven days . 75
sadwings
Lunedì 23 Giugno 2014, 15.47.16
38
Secondo me l'inizio della prima fase calante, ci sono ottime canzoni come don t stop me now, ma brani che non sopporto come jealousy, in only seven days . 75
Maurizio
Sabato 27 Aprile 2013, 12.32.20
37
I Queen hanno prodotto tanti album da buoni ad ottimi, con qualche scivolone tipo Hot Space. Ma questo è uno di quelli dove tutti hanno fatto tutto quello che volevano, ed è riuscito decisamente bene.
blackie
Venerdì 21 Settembre 2012, 4.17.57
36
e il disco che preferisco dei queen.e parecchio rock forse tra i loro piu pesanti!un gioiello certe volte mi soffermo a sentire l interpretazione di mercury in jelosy e dawero emozionante....
freedom
Sabato 26 Maggio 2012, 13.25.47
35
Chi ha detto che i Queen hanno avuto culo?! Mah! Cmq, grandissimo disco questo, uno dei migliori.
conte mascetti
Sabato 26 Maggio 2012, 13.21.07
34
sento delle stronzate a volte...i queen hanno avuto culo la più grande che ho sentito. insieme alla parola "redicoli" citata dallo stesso autore del commento. Almeno scrivila in italiano.
dantes
Domenica 4 Dicembre 2011, 1.00.53
33
@Matoc ... forse all'inizio il paginone incriminato fu ritirato, ma evidentemente poi "rivalutato", perchè io comprai Jazz nel 1987 (quindi il mio disco era di sicuro una ristampa) ... ma t'assicuro che la tripla pagina di LP con le donnine c'era eccome!! ... Comunque, per parlare di musica, di questo disco ricordo principalmente il sorriso beffardo dei sellini !! ... scherzo chiaramente. Per me è un disco bellissimo e che ascolto ancora molto volentieri. Dopo questa opera complessivamente iniziò un pò la fase calante, ma aldilà dei gusti personali di ognuno, secondo me solo se si guarda il discorso in chiave "rock" ... Fecero un grosso passo falso con Hot Space (riuscendo ugualmente però ad infilarci un paio di canzoni hit comunque), ma anche negli anni 80 produssero moltissime canzoni memorabili: certo a volte penalizzate da mode del momento e relative scelte di produzione discutibili ... però le idee musicali buone si sentivano eccome. Anch'io come tanti sono più legato ai primi dischi e a quelli degli anni 70 in genere, ma escluso il 1982 "qualitativamente" parlando considero l'intera discografia dei Queen 1973-1991 una garanzia.
Ale78
Domenica 30 Ottobre 2011, 9.47.30
32
Ho sempre amato questo disco, Don't Stop Me Now la adoro. Voto 95
BlackStar
Sabato 29 Ottobre 2011, 22.54.45
31
Il fatto è che negli anni 70 hanno variato con grande maestria, davvero epici. Negli anni 80 invece no, hanno avuto alti e bassi...e secondo me hanno "rovinato" parecchi album proprio per questo motivo, ad esempio: 5 capolavori e poi roba discutibile. La svolta commerciale degli 80 non è stata poi dannosa del tutto, anzi...però ripeto, preferisco gli immensi anni 70 dove i Queen hanno raggiunto l'apice che poi che ritornerà solo con Innuendo. Ps: A Day At The Races è un signor album, non regge il paragone con A Night At The Opera ma è nettamente sopra la media, ottimo.
BILLOROCK fci.
Venerdì 28 Ottobre 2011, 12.46.40
30
ps. difetto, non "livello" scusate!!
BILLOROCK fci.
Venerdì 28 Ottobre 2011, 12.45.47
29
In parte concordo con i commenti fatti qui sotto, difatti io stesso (che ho sempre adorato i queen) ammetto, che il più grande loro livello era alternare canzoni epiche , ad altre tipicamente pop, blues !! Oh magari, sono stati furbi visto che il loro Audience, spesso passa da rocker incallitti a fan dell ultimo minuto !! Cmq questo è uno dei migliori album dei Queen, altro che: A day at the race.. bahh...
BlackStar
Venerdì 28 Ottobre 2011, 12.39.46
28
Radio GaGa non è una gran canzone...e concordo con fabio. Another one bites the dust invece è quello che non è Radio GaGa, cioè una buonissima canzone come l'album. I Queen anni 70 hanno fatto solo capolavori, negli anni 80 qualche volta è vero, sono scesi nel ridicolo...ma si sono sempre salvati con pezzi da brivido. Immensa band nei 70, altalenante negli 80, e nel 91,senza considerare Made In Heaven, si sono riscattati di album non riuscitissimi al 100% con il capolavoro Innuendo.
Matocc
Giovedì 27 Ottobre 2011, 19.37.47
27
@ fabio II: è chiaro che Radio Ga-Ga rispetto alle loro composizioni del periodo '70 non spicca certo per bellezza, secondo me era una di quelle song studiate soprattutto per coinvolgere il pubblico durante i concerti; inoltre è stata molto inflazionata e quindi ha un po' stufato... sinceramente in The Works ci sono pezzi migliori (TIU, ITTWWC, IAHL) ma non la definirei ridicola, anche perchè il titolo va contestualizzato con il resto delle lyrics... ma questa è la rece di Jazz! siamo un po' fuori tema...
fabio II
Giovedì 27 Ottobre 2011, 10.28.08
26
Beh chiaro Matocc che i Queen sono molto, molto, e ancora molto più bravi dei Sex Pistols, ci mancherebbe altro. Sul fatto del redicolo su alcune, per non dire molte canzoni, riconfermo. Perchè a te piace 'Radio Ga-ga'?
Matocc
Mercoledì 26 Ottobre 2011, 21.00.52
25
@ fabio II: io invece non scherzo quando dico che tutti e 4 i membri dei Queen erano dei Musicisti e compositori di una bravura fuori dal comune (i Sex Pistols -che tu hai citato scherzando- per inciso non potevano neanche accordargli gli strumenti in quanto non erano in grado di farlo, figuriamoci se sapevano suonare)... poi che a te non piacciano è un altro discorso, sono i tuoi gusti, ma che tu trovi alcune loro canzoni "ridicole" mi lascia un po' perplesso...
fabio II
Lunedì 24 Ottobre 2011, 15.58.13
24
Matocc il mio post 20 era logicamente scherzoso; quello su cui non scherzo è che davvero i Queen ( tranne qualcosa dai primi albums ) non mi piacciono; forse perchè quando ho cominciato a seguire musica erano troppo, troppo commerciali e anche di 'maniera' Canzoni come 'Radio Ga-ga' o 'Another one bits..' sono redicole, come molte altre. Poi magari ha ragione Alex e non capisco niente di musica.
Matocc
Lunedì 17 Ottobre 2011, 18.19.55
23
@ fabio II :il culo al limite l' hanno avuto i Sex Pistols, a differenza loro i Queen erano dei talentuosissimi musicisti... @ stevenwilson82 : The Game è del 1980
Alex
Lunedì 17 Ottobre 2011, 18.14.44
22
Fabio x parlare di musica bisogna anche sapere di cosa si parla...hai detto una vera bestialità, pronuncia 3 ave Maria e inchinati alla Regina!
stevenwilson82
Lunedì 10 Ottobre 2011, 9.02.37
21
Uno degli album più eccentrici e demenziali mai registrati. E se i Queen hanno superato il terremoto del punk è stato soprattutto per la loro capacità di rinnovarsi. P.s.: ritengo The Game, dell' 81, il miglior disco targato Queen degli anni '80 e uno dei più bei dischi di rock.
fabio II
Mercoledì 28 Settembre 2011, 15.09.05
20
i Queen non mi sono mai piaciuti; trovo che nel rock estetizzante e sinfonico ci sia di meglio ( anzi c'era ). Consentitemi una battuta: hanno avuto anche del culo! perchè quando la riottosa rivolta punk si è abbattuta sul Regno Unito loro sono stati risparmiati dai Sex Pistols grazie all'inno 'God Save The Queen'! Chiamare un disco 'Jazz' proprio loro che sono all'opposto della musica nera poi....ok metto l'elemetto per evitare i probabili sassi che pioveranno qui sopra
BILLOROCK fci.
Lunedì 19 Settembre 2011, 18.39.43
19
uno dei migliori in assoluto, da avere a tutti i costi !! 90
Celtic Warrior
Mercoledì 7 Settembre 2011, 20.23.53
18
Grande Matocc , ti stimo moltissimo .
Matocc
Mercoledì 7 Settembre 2011, 20.19.58
17
buonissimo album che presenta alcuni classici della discografia dei Queen. personalmente ho una vera e propria venerazione -oltre che per la famosissima DSMN- per Mustapha e If You Can't Beat Them, le reputo 2 piccole perle assai sottovalutate e mi prende un casino anche la tiratissima Dead On Time... ho la versione CD mini-vinyl replica con annesso il famoso poster -raffigurante alcune donnine nude in bicicletta- che all' epoca era incluso nelle prime copie dell' LP (e successivamente ritirato dal mercato)... geniali !
Khaine
Lunedì 5 Settembre 2011, 12.18.51
16
@ Trygvasson: mai detto che ci sia qualcosa di sbagliato nel dire che anche i Queen fanno dischi "da sufficienza". Ho solo detto che non è pattume, tutto lì
Jimi The Ghost
Lunedì 5 Settembre 2011, 12.10.54
15
Stone Town, 5 settembre 1946 – Londra, 24 novembre 1991. Oggi Freddie Mercury avrebbe compiuto 65 anni....Buon complenanno ! Jimi TG
Trygvasson
Domenica 4 Settembre 2011, 21.27.47
14
khaine: beh, pattume ovviamente no, mi sono espresso male...però è appena sufficiente. non vedo cosa ci sia di strano nel dirlo...Hot Space per esempio è brutto. Anche i Queen sbagliano.
Screamforme77
Domenica 4 Settembre 2011, 17.57.38
13
Album straordinario.L'ultimo grande album dei Queen poi in futuro ad eccezione di AKOM e qualche episodio isolato,sarà tutta robaccia(degustibus) finita nell immondizia del music-business.
Khaine
Domenica 4 Settembre 2011, 13.44.20
12
Pattume? De gustibus... però non ho parole
Trygvasson
Domenica 4 Settembre 2011, 13.40.04
11
84? ma se ha solo tre pezzi (incredibili, è vero, ma 3) e tutto il resto è pattume...ma ragioniamo un po' . 60 è il voto corretto.
tribal axis
Sabato 3 Settembre 2011, 21.00.52
10
disco che tutt'ora non riesco a capire se mi piaccia o meno. ha canzoni eccellenti come mustpha, fat bottomed girls e don't stop me now e ha episodi trascurabili. nel complesso gli preferisco news of the world o the game, sempre per restare nel loro periodo più hard rock (anche se the game è già l'anticamera della rivoluzione pop avvenuta con hot space negli anni ottanta)
PcKid
Sabato 3 Settembre 2011, 15.57.49
9
E' il modo piú semplice per ottenere delle soddisfazioni! Mi fa piacere che una recensione per certi versi "delicata" sia stata fino ad ora apprezzata e condivisa, attendo con curiositá ulteriori commenti.
Khaine
Sabato 3 Settembre 2011, 15.44.51
8
Marco, tu lavori troppo!
PcKid
Sabato 3 Settembre 2011, 15.38.08
7
Verissimo, ho fatto confusione, editare al piú presto!
Khaine
Sabato 3 Settembre 2011, 15.21.00
6
@ Vizioassurdo: hai ragione, non me n'ero manco accorto in fase di rilettura. Probabilmente Marco voleva dire l'esatto opposto... lascio a lui la parola però, prima di passare alla correzione. Grazie della segnalazione!
Vizioassurdo
Sabato 3 Settembre 2011, 15.16.02
5
Marco, complimenti per la bella recensione. Un solo appunto: Don't Stop me Now non può essere ideale anticipazione di We are the Champions, è posteriore.
Metal4ever90
Sabato 3 Settembre 2011, 13.30.21
4
@Sonny: News of the World non è che è scarso, e solo che è molto al di sotto dei dischi precedenti. Perciò è per quello che lo trovo deludente.
sonny73
Sabato 3 Settembre 2011, 13.25.28
3
definire News of The World deludente mi sembra un'esagerazione anzi con News... è iniziata la virata verso un sound più pop che può anche non piacere per carità, ma rimane un bell'album anche questo. degustibus.
sonny73
Sabato 3 Settembre 2011, 13.19.03
2
gran bell'album. concordo con il voto.
Metal4ever90
Sabato 3 Settembre 2011, 13.19.02
1
Disco molto originale pieno di sfaccettature e molto vario, beh un disco così ci voleva dopo il deludente News of The World. Tra l'altro contiene Bycicle Race e Don't Stop Me Now che sono tra le mie preferite dei Queen (la seconda nominata l'adoro).
INFORMAZIONI
1978
EMI
Rock
Tracklist
1. Mustapha
2. Fat Bottomed Girls
3. Jealousy
4. Bicycle Race
5. If You Can't Beat Them
6. Let Me Entertain You
7. Dead On Time
8. In Only Seven Days
9. Dreamer's Ball
10. Fun It
11. Leaving Home Ain't Easy
12. Don't Stop Me Now
13. More Of That Jazz
Line Up
Freddie Mercury (Voce)
Brian May (Chitarra)
John Deacon (Basso)
Roger Taylor (Batteria)
 
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