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Skin Diary - Skin Diary
( 1866 letture )
Gli Skin Diary sono una band tedesca formatasi a Berlino nel 2004 davvero particolare ed interessante. Il loro omonimo album d’esordio è stato pubblicato quest’anno per l’etichetta Ariston Station con la produzione curata da Markus Reuter (il chitarrista dei Tuner, che può vantarsi di aver collaborato con Maynard James Keenan dei Tool). La line up è a dir poco eterogenea perché, oltre ai teutonici Jessica Jekyll -voce- e René Flachsenhaar -basso-, figurano l’iraniano Puya Shoary -batteria- (il quale assomiglia in modo impressionante a Frank Zappa!) ed il siciliano Pierpaolo De Luca -chitarra-. Una formazione multietnica, dunque, fatto che si riverbera chiaramente nella loro proposta musicale, definita World Rock, piuttosto varia ed originale; il sound è il risultato di una sapiente fusione di rock, industrial, dance, reggae, ritmi orientali ed altro ancora, senza mai scadere nella banalità. Il tutto ruota attorno all’avvenente bionda Jessica Jekyll, vera mattatrice dotata di una voce versatile ed accattivante che rammenta colleghe di tutto livello quali Debbie Harry, Kate Bush e Bjork. La simpatica Jessica, che si esibisce dal vivo a piedi nudi, con calze a rete e divisa da domatrice, sa essere dolce, ma anche aggressiva con pari intensità ed efficacia. Alcune sue linee vocali, oltre ad essere indubbiamente affascinanti, sono complesse ed articolate a conferma del talento di questa cantante della quale credo proprio sentiremo parlare ancora in futuro. Il lavoro alla chitarra di pregevole fattura del nostro De Luca e l’ottimo apporto della sezione ritmica fanno da corollario alle acrobazie vocali di Jessica, con un risultato complessivo decisamente intrigante.

Le composizioni del full lenght in esame non presentano cali di tensione ed evidenziano ampi margini di miglioramento che fanno ben sperare per il prosieguo della carriera di questo combo. La prima impressione che ho provato nell’analizzare Skin Diary è quella di trovarmi di fronte ad un piacevole miscuglio di suoni con influenze di gruppi anche distanti tra loro come filosofia musicale quali Guano Apes, Abba, Blondie e System Of A Dawn. Tra i brani che prediligo cito l’open track Too Late, a metà strada tra la dance e l’industrial, Right Elbow, dai contorni preminentemente nu metal, American Caste, dove la bravura della singer è pienamente apprezzabile, la più disincantata One of a Kind dotata di un bel refrain, l’arabeggiante Brother In My Belly, Poppy Seed Cake con sugli scudi il lavoro al basso di René Flachsenhaar e la conclusiva Cocoonin, un pezzo rarefatto e suadente sorretto da un ritmo sudamericano di cha cha cha. Di tutto rispetto anche l’arcinota cover dei Blondie Heart Of Glass, tratta da Parallel Lines del 1978, qui riproposta in modo energico grazie al graffiante riffing di chitarra proposto dal catanese De Luca.

Prodotto particolare destinato ad utenti dalla mente aperta che amano sperimentare qualcosa di nuovo nell’ascoltare la musica; se bramate unicamente alle classiche schitarrate metal allora state lontano dai Skin Diary perché non fanno proprio per voi.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
35.59 su 22 voti [ VOTA]
Ale78
Sabato 8 Ottobre 2011, 9.03.47
8
Uno degli album più interessanti degli ultimi tempi. Ottima rece!
hm is the law
Venerdì 9 Settembre 2011, 10.07.35
7
@ Bone Pumpkin:
Bone Pumpkin
Venerdì 9 Settembre 2011, 9.41.24
6
@Fabio: grazie per il caloroso ben tornato!!! ahahahahahahaha .... è sempre un piacere risentirti!!! ahahahaha
hm is the law
Giovedì 8 Settembre 2011, 22.36.38
5
@ Bone Pumpkin: nun ciai mai capito gnente de musica nè de donne!
Bone Pumpkin
Giovedì 8 Settembre 2011, 22.09.30
4
Chi non MORE si rivede .... ))))))) ...... non l'ho ascoltato per molte vole come il buon barriccato Raven, ma devo dire che di fondo la ricerca del particolare è molto evidente!!! Al contrario di voi penso che la voce femminile non sia così "affascinate", anzi, per il mio orecchio è quasi fastidiosa!!! Mi ricorano i Mouse of Mars o gli Stereolab!!! Sentendo la ricerca stilistica della dorsale musicale, la voce mi sembra già troppo sentita nel tempo!!! Ma ovviamente è solo una mia pallida opinione!!! ))))) A PRESTO RAGAZZZZZZUOLI
Raven
Giovedì 8 Settembre 2011, 11.05.16
3
L'ho ascoltato lungamente. Veramente buono.
MeLoMitru
Giovedì 8 Settembre 2011, 11.01.10
2
... e grande recensione. Grande Fabio.
Mitra65
Giovedì 8 Settembre 2011, 10.41.36
1
Grande disco e grande cantante
INFORMAZIONI
2011
Ariston Station
Alternative Rock
Tracklist
1. Too Late
2. Right Elbow
3. American Caste
4. One of a Kind
5. Coup de Grace
6. Brother in my Belly
7. Busy Body
8. Hearth of Glass (cover Blondie)
9. Poppy Seed Cake
10. Shameless Mrs. Amos
11. Cocoonin
Line Up
Jessica Jekill (Voce)
Pierpaolo De Luca (Chitarra)
René Flachsenhaar (Basso)
Puya Shoary (Batteria)
 
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