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Faith No More - Angel Dust
( 10144 letture )
Il grande successo e la definitiva consacrazione raggiunta con l’uscita del loro terzo album, The Real Thing del 1989, portò i Faith No More ad un livello di fama molto elevato, rendendo merito all’originalità della loro proposta, come anche al ragguardevole livello tecnico di cui il gruppo ha sempre fatto un uso finalizzato alla riuscita dei brani. Assieme a Red Hot Chili Peppers, Primus e Jane’s Addiction, il gruppo di San Francisco è stato senza dubbio la punta di diamante del nascente movimento crossover, che ha allargato enormemente lo spettro degli ascolti del popolo metal, mettendolo di fronte ad un mondo nuovo e decisamente innovativo. Il successore di quell’album ormai entrato nella Storia, si fece attendere ben tre anni: lunghi tour occuparono i Faith No More, mentre i dissidi interni diventavano sempre più forti. Che il gruppo avesse sempre avuto grossi problemi nella gestione di un chitarrista “di peso” nella propria formazione, non è un mistero. Come non è un mistero che Jim Martin, con la sua ortodossia da puro rocker ed un carattere sicuramente non proprio votato al compromesso, stesse diventando un “caso” all’interno della formazione. L’attesa fu intervallata dalla pubblicazione del buon Live at the Brixton Academy, antipasto sostanzioso ma incapace di placare la fame che il gruppo aveva sollevato. I Faith No More avevano però un progetto altamente ambizioso, che richiese un dispendio di energie creative enorme e mise a dura prova gli equilibri interni alla band, già difficili. Gould, Bottum e Bordin, coadiuvati dalle infinite possibilità loro aperte dell’eclettismo di Patton, decisero di portare la musica della band alle proprie estreme conseguenze, oltre i propri limiti, nella ricerca di un capolavoro senza tempo che fosse superiore al nome stesso della band.

L’immagine che la copertina di Angel Dust offre è di equilibrio, ordine, splendore. Un movimento elegante ed irrefrenabile, catturato in un istante eterno, senza tempo. E’ evidente il simbolismo che si vuole richiamare. Angel Dust è da molti considerato il capolavoro della band, il suo punto massimo, un diamante puro che segue il gioiello grezzo che fu The Real Thing. L’ambizione della band conobbe quindi il giusto riconoscimento? In realtà no. Non fu così, non del tutto almeno. L’album fu accolto con ammirazione ma senza amore: fu un vero e proprio shock ascoltare questo disco e rendersi conto di quanto i Faith No More fossero andati avanti rispetto al loro passato. L’ardito connubio tra funk e metal che aveva caratterizzato i primi tre album era ora annegato in una moltitudine di influenze ed ispirazioni che si succedevano l’una all’altra all’interno di ciascuna canzone disorientando completamente l’ascoltatore e donando una sensazione inebriante ma difficoltosa, che solo numerosi ascolti riescono a rendere scorrevole e piacevole. Ogni canzone, ogni singolo movimento va così a riempire un tassello di un mosaico complesso e variegato, enorme per ispirazione e coraggio compositivo, lanciato su una tela mai così complessa ed inestricabilmente intersecata. Land of Sunshine è già parte di questo disegno complesso ed affascinante, anche se il cantato di Patton ed il basso di Billy Gould rimandano a The Real Thing ed il riff iniziale sembra ricordare quello dell’altra opener From Out of Nowhere; in breve, però, l’atmosfera onirica, quasi malvagia e paranoide che attraversa tutto Angel Dust, diventa preminente fino al break di Martin, a cui seguono una sezione quasi operistica e la chiusura. Stordente ed inebriante, come il riff martellante di Caffeine, sul quale Bordin e Gould tessono una tela ritmica ostile e di altissimo livello tecnico. Bottum è il vero centro espressivo del brano, come di gran parte del disco, riempiendo ogni interstizio con i suoi tappeti, dettando atmosfere e cambi dinamici, a cui il resto del gruppo offre una base robusta e dinamica, tra le migliori mai ascoltate in ambito alternative. In questo continuo gioco di specchi, Martin riesce quasi sempre a trovare il bandolo della matassa, unendo ed amalgamando fin dove possibile, fornendo decine di riff memorabili a canzoni che vorrebbero in tutti i modi fare a meno di lui e che pure si rivelano davvero complete solo col suo contributo. Il suo ruolo è quello dell’equilibratore, del tessitore sotterraneo, finché la sua emersione diventa prepotente ed inarrestabile come in Everything’s Ruined, Smaller And Smaller e Malpractice vero e proprio macigno devastante e seminale per tutto il movimento nu metal che sarebbe nato da lì a poco. RV spezza per un attimo questo pazzesco caleidoscopio e, con la sua totale estraneità, finisce per essere il pezzo più “canonico” e razionale ascoltato finora, se queste parole hanno un senso rapportate ai Faith No More. La seconda parte del disco va ancora oltre e se Kindergarten, Be Aggressive (canzone tutta dedicata ad una… Ehm… Fellatio) e A Small Victory riescono in qualche modo a rimettere l’ascoltatore sui folli binari fin qui seguiti, Crack Hitler e la lunghissima ed ossessiva follia di Jizzlober destabilizzano totalmente ed irrimediabilmente l’ascoltatore. Arriva così, quasi inaspettata eppure necessaria, la catarsi positiva di Midnight Cowboy, splendida e romantica rilettura del tema portante del film omonimo: un oceano di malinconica pace al termine di una vera e propria tempesta di suoni, colori ed emozioni. Un maelstrom pericoloso ed affascinante che lascia spiazzati e storditi, eppure stupefatti ed ammaliati da tanta ricchezza.

Un disco che ha venduto tre milioni di copie non può obbiettivamente definirsi un insuccesso. Ciò non toglie che l’accoglienza fu piuttosto tiepida, anche se da subito ci fu chi gridò al capolavoro: Angel Dust è un disco compatto e mutevole, nel quale brilla per assenza ciò che aveva fatto la fortuna del suo predecessore, ovverosia, uno o più singoli di impatto. Midlife Crisis raggiunse alte posizioni nelle charts, molto meno ottennero A Small Victory ed Everything’s Ruined, mentre le vendite del disco stazionavano. Per questo la casa discografica impose al gruppo di trovare una soluzione: nacque così la rilettura del classico dei Commodores, Easy, che sfondò finalmente le classifiche e fu inserita in una seconda, velocissima ristampa dell’album. Angel Dust è un disco complesso ed ostico, spiazzante e stordente, di difficile interpretazione, nel quale la band mise alla prova se stessa ed i propri fans. Un approccio che va esattamente nella direzione opposta a quella che è una elementare logica di mercato: trovata la tua nicchia, occupala. I Faith No More scelsero invece la propria strada, complicando invece di smussare, arricchendo invece di tranquillizzare ed abbandonando, così, una posizione comoda per orizzonti ignoti ed incerti. Angel Dust, in questo senso, può davvero essere considerato il loro capolavoro, il punto di massima espressione artistica della band. D’altro canto, ci sarà chi preferisce l’approccio più diretto, scanzonato e groovy di The Real Thing, piuttosto che la varietà “controllata e razionale” di King For a Day, il loro disco più equilibrato. Il fascino di Angel Dust resta quindi isolato e splendente anche rispetto agli altri album della formazione statunitense, un destino che accompagna spesso i lavori di maggior sperimentazione. Eppure restare indifferenti di fronte a tanto talento è impossibile: ascoltato oggi, Angel Dust non ha perso niente del proprio valore e della propria intraprendenza, vincendo grandemente l’usura del tempo e degli ascolti, risultando ancora fresco ed ispirato a distanza di quasi vent’anni. Uno status che solo i capolavori possono vantare.



VOTO RECENSORE
92
VOTO LETTORI
79.83 su 85 voti [ VOTA]
Sagatragavashen
Sabato 13 Luglio 2019, 0.32.13
37
Preferisco nettamente il suo predecessore. Voto 70
Maurilio
Sabato 6 Luglio 2019, 23.23.09
36
Capolavoro assoluto. Inutile spendere troppe parole, disco da avere e basta. Voto 100
Patton76
Martedì 8 Gennaio 2019, 21.46.30
35
Anche se gli preferisco king for a day rimane un capolavoro che ha aperto le porte a quello che sarebbe diventato il new metal.....caffeine che pezzo clamoroso è? Quando è uscito nel 92 ricordò più di una recensione sbalordita per uno nuovo sound mai sentito. Per importanza storico album da 100
Francis
Lunedì 27 Novembre 2017, 10.54.58
34
Difficile da classificare in un genere specifico, ma per me, amante del progressive, è un album straordinario, uno degli apici degli anni '90. Un mix di fantasia, potenza, tecnica e follia. Le tastiere imponenti, il basso preponderante e l'immensa voce di Patton veri punti di forza. 95/100
Shadowplay72
Domenica 5 Novembre 2017, 12.21.43
33
Dopo the real thing per me viene angel dust.un gradino inferiore,ma sempre capolavoro.come tutti gli altri album dei faith no more.l'unico che un po' e' stato una mezza delusione,secondo il mio punto di vista,e' Sol invictus.!
Undertow
Venerdì 29 Settembre 2017, 17.52.40
32
Sottoscrivo commento qui sotto. Il loro masterpiece, praticamente un BestOf. 99 senza se e senza ma.
Progroby73
Venerdì 19 Maggio 2017, 1.49.29
31
Tra i primi 10 album della storia del rock . 100
Feffa la cagna
Domenica 5 Giugno 2016, 3.32.16
30
Ma solo io noto in questo album un cambiamento nella voce di Patton tale da farmelo sembrare un altro cantante rispetto a The real thing?
Philosopher3185
Giovedì 17 Marzo 2016, 19.59.38
29
Ennessimo capolavoro.Un album avanti,fresco,suonato da dei signori musicisti,composizioni di grandissimo livello e un sound personale ma anche variegato.Ad averne di band cosi oggi giorno
Rob Fleming
Sabato 23 Gennaio 2016, 18.14.28
28
Non ho mai capito il perché di tanta venerazione per questo cd. Bello nei suoi brani più celebri (Midlife crisis, Land of sunshine, Everything's ruined, Small Victory, Smaller and smaller e RV), ma onestamente il resto suona troppo caotico e slegato. Ma si rifaranno... 78
Marco 75
Sabato 30 Agosto 2014, 11.20.50
27
Questo disco lasciò di stucco tutti quanti, tanto era avanti rispetto all'epoca in cui uscì. Non mi ero ancora stancato di The Real Thing e ci misi un bel pò per digerire Angel Dust, ma una volta entrato nel suo nucleo profondo ne rimasi imprigionato. Insomma l'abbiamo già detto tutti, un vero capolavoro, un disco che ancora oggi suona incredibilmente moderno.
Andrew Lloyd
Sabato 31 Maggio 2014, 21.24.12
26
Capolavoro assoluto. Uno degli album più attesi dei primi anni Novanta...
deedeesonic
Lunedì 3 Marzo 2014, 19.00.06
25
Confesso che Patton mi è sempre stato sulle balle come persona, ma i dischi dei Faith li adoro!
patrik
Lunedì 3 Marzo 2014, 12.28.58
24
l'ago della bilancia dei faith no more è senza dubbio il tastierista Roddy Bottum è uno di pochi tasieristi che riesce ad adagiare sulla struttura sincopata e ritmata ( funk e tempi dispari ) motivi e contrappunti sinfonici!!!!! du mondi apparentemente lontani si coniugano con semplicità ed effetti spiazzanti , incrdibili non credo che altri gruppi ci siano mai riusciti a crare una miscela tale. grandi faith no more .
Alessandro Bevivino
Lunedì 25 Febbraio 2013, 18.31.27
23
110 con lode.
SNEITNAM
Domenica 3 Febbraio 2013, 15.00.22
22
Fantastico come il precedente. Spiace solo che Jim Martin dopo questo grande album sia andato via ma quando i tempi arrivano ad essere maturi per determinate scelte c'è poco da fare. Comunque sia non appena potrò farò miei anche i successivi. Intanto a questo e a The Real Thing tutto il rispetto possibile perchè meritano veramente un casino per me
Kuma
Venerdì 29 Giugno 2012, 23.27.35
21
Probabilmente uno dei migliori album degli anni 90, insieme a ''Disco Volante'' dei Mr Bungle e ''Sailing the Seas of Cheese'' dei mitici Primus (parlo di album crossover ovviamente). Angel Dust è eccezionale, quasi ogni canzone è stupenda, personalmente adoro jizzlobber, la 1° volta che l'ho ascoltata mi ha fatto venire la pelle d'oca. Stupendi giri di basso, che percorrono tutto l'album, è un peccato che Billy Gould non lo conosce nessuno, secondo me merita molto di più. Bella recensione comunque, complimenti.
Faith No More
Martedì 26 Giugno 2012, 19.34.02
20
Basta guardare il mio nickname(avrei potuto scegliere quasiasi cosa.....ma ho scelto loro)
freedom
Giovedì 29 Dicembre 2011, 11.47.42
19
Manca la rece di Album of the year, un grandissimo disco.
merode
Lunedì 24 Ottobre 2011, 16.53.49
18
Seguo il genio di Michele Pattone da vent'anni. Angel Dust è il primo album dei FNM, dopo il debutto con The Real Thing, in cui Patton inizia pesantemente a metterci del suo influenzando in maniera decisiva il corso dei FnM e incidendo profondamente nel loro stile che diventa sempre più "suo" tant'è che Martin, di idee più consevatrici, alla fine verrà espulso dal corpo della band come un calcolo fastidioso. Jizzlobber, posta alla fine dell'album, racchiude già tutte le tematiche Pattoniane già sperimentate all'epoca con i Mr Bungle e che porterà avanti sia con i FnM che con diversi suoi progetti. Il lavoro di Patton è comunque supportato in maniera gigantesca dal trio restante: Bottum alle tastiere (mai più così incisive e fantastiche) più Bordin+Gould a formare un martello come sezione ritmica. E' vero, è assolutamente vero, che Angel Dust assume la sua reale funzione, il suo valoro, solo riascoltandolo oggi con vent'anni di evoluzione rock sulle spalle. E' un album modernissimo che il pubblico metal dell'epoca non comprese, è il Kid A dei Faith no More.
Er Trucido
Martedì 11 Ottobre 2011, 0.23.25
17
L'ho proprio riascoltato oggi al lavoro... fantastico, le atmosfere malsane e schizzoidi della tastiera ti entrano piano piano in testa, dopo alcuni ascolti non puoi che amare questo disco. Condivido in toto i pensieri espressi riguardanti i Living Colour.
Lizard
Martedì 11 Ottobre 2011, 0.10.16
16
Grazie Maiden! Questo e' un disco a cui sono affezionatissimo e che riesce ancora a stupirmi. Senza dubbio un album da avere!
Maiden1976
Lunedì 10 Ottobre 2011, 16.32.29
15
Bellissima recensione Lizard, mi ci sono immedesimato all'ennesima potenza. Un disco che ha fatto la storia della nostra musica preferita ed anche la storia della mia vita. Mi è stato regalato in vinile per il mio compleanno l'anno della sua uscita e da quel giorno nulla è stato più come prima..... "Sense of security Holding blunt instrument Midlife Crisis I'm a perfectionist And perfect is a skinned knee"
Lizard
Lunedì 12 Settembre 2011, 20.35.43
14
Fabio II: ho fatto il primo
Anthony
Lunedì 12 Settembre 2011, 15.55.40
13
Boh, io non ho ricordi molti positivi di questo disco, quando lo ascoltai per la prima volta rimasi alquanto deluso al punto da voler vendere il CD. Dei Faith No More quello che preferisco è King for a Day, Fool for a Lifetime.
Argo
Lunedì 12 Settembre 2011, 12.12.35
12
Ricordo ancora quando uscì... non è proprio il mio genere, però questo cd mi è sempre piaciuto, e un paio di volte all'anno lo ascolto più che volentieri. Voto 90
fabio II
Lunedì 12 Settembre 2011, 12.00.07
11
Grazie a te Lizard, siete voi che mi allietate le giornate; eppoi preservate alcuni miei ricordi che altrimenti andrebbero persi. Ciao Re Lucertola ! (...pensavo che i Doors fossero tuoi eheheh )
Lizard
Lunedì 12 Settembre 2011, 11.25.44
10
Fabio II... Anche solo perché hai nominato i Warrior Soul avrai la mia stima eterna!!!
fabio II
Lunedì 12 Settembre 2011, 11.23.54
9
Grandissimo lavoro, forse il migliore dei Faith; sicuramente uno dei prodotti cardine del '92 a cui affianco i Warrior Soul di 'Salutation from the ghetto nation'.
P2K!
Domenica 11 Settembre 2011, 14.10.32
8
LODI, LODI, LODI!!! Disco MAESTOSO e EPOCALE!!! Impiegai mesi di ascoltio continui per riuscire ad afferrare tutto il suo significato. IMMENSO!!! Il loro MUST!!!
Undercover
Domenica 11 Settembre 2011, 13.02.35
7
Disco indiscutibile, c'è da inchinarsi dinanzi a un'opera simile, è un miscellaneo di emozioni assurdo, una specie di tritacarni e personalità, Patton è un "uno nessuno centomila" più che mai in quest'album. Chi non ha mai compreso perché una frangia importante del metal amasse da matti questi ragazzi lo ascolti per bene, forse gli occhi si apriranno di botto, c'è tanta di quella "genialità e follia" in questo lavoro che certi avanguardismi esasperati se la sognano ancora. Capitolo Living Colour ho avuto il culo di vederli due volte e hanno fatto i di dietro a valanga, due prestazioni allucinanti. La mia grossa pecca e non aver recuperato ancora nulla di questa band, ahimè neanche un mutuo mi basterebbe per gli acquisti.
xutij
Sabato 10 Settembre 2011, 18.30.02
6
grazie Lizard, i living colour sono un gruppo davvero fantastico e un pò mi dispiace che siano cosi poco conosciuti, ma metallized può rimediare vero ? tornando a AD : ricordo ancora come rimasi quando il disco girò per la prima volta nel vecchio lettore scassato che saltava peggio di un grammofono che avevo in camera ( lacrima ); rimasi completamente spiazzato, questo disco distrusse tutte le mie certezze sulla musica, uno shock paragonabile al mio primo ascolto all' omonimo dei black sabbath o al primo dei korn o a rage against the machine ( che comprai in simultanea con angel dust) e a disco volante dei miei amati mr.bungle. un must che ogni amante del crossover deve avere, prima di adorare qualsiasi gruppetto pseudo crossover - nu metal - alternative - avant garde ( ora mi uccidete ma credo sinceramente che AD abbia influenzato anche quella branca del metal ), si insomma un capolavoro che mi ha segnato e continuerà a farlo per sempre. - this is madness - madness ? this is crossoveeeeeeeeer LOL
luci di ferro
Sabato 10 Settembre 2011, 15.54.45
5
L'APICE dei Faith no more, superiore anche a The real thing. 97/100!!!
JUSTICE
Sabato 10 Settembre 2011, 15.05.44
4
Verissimo, quest'album è avanti a The Real Thing, ma poi c'è chi preferisce quest'ultimo come me. Bellissima recensione Lizard, complimenti. e comunque massimo rispetto a Jim Martin! \m/
MyCoven
Sabato 10 Settembre 2011, 15.02.05
3
Recensione eccellente per un album magnifico!!!!!!!!!!!!!
Lizard
Sabato 10 Settembre 2011, 13.31.41
2
Bellissima lettura la tua xutij e grazie per aver citato i Living Colour, band assolutamente straordinaria e fondamentale che avevo ahime' tralasciato.
xutij
Sabato 10 Settembre 2011, 13.15.58
1
insieme a stan dei living colour e disco volante dei mr.bungle l'apice del crossover dei 90's. disco notturno,nichilista,pessimista e il piu "europeo" dei FNM, liricamente è una (forse) involontaria critica al genere umano cosi debole da attacersi alle futilita del denaro ( smaller and smaller, Everything’s Ruined ), bisognosa di credere cecamente a qualcosa ( land of sunshine), con perversioni sessuali ( be aggressive, malpractice,jizzlobber) e egocentrismo( a small victory, crack hitler), una socetà fredda, distaccata come le fredde luci del lampione nel booklet. in tutto questo cinismo c'è ancora la bellezza di una figura pura e intoccabbile come quella del cigno in copertina, cosi umana e fragile che per nascondersi dal dolore contemporaneo si nasconde nel suicidio( RV) o nei ricordi ( kindergarten).... tutto questo è angel dust. musicalmente l'album è una mantra in continua evoluzione dove l'unico comun denominatore sono le tastiere di Bottum e le sue orchestrazioni sintetiche che ammaliano e rapiscono l'ascoltatore in un mondo dove i renstanti componenti del gruppo stordiscono con continui e funanboli cambi di genere musicale sino a stratificarne i singoli rendendo quasi impossibile riconoscerli, un continuo cambiare che incontra il suo piu splendente apice in jizzlobber, che inizia con i suoni di una palude per finire sei minuti dopo con un assilante e mastoso organo. grazie Mike Bordin, grazie Billy Gould , grazie Roddy Bottum , grazie Jim Martin, grazie Mike Patton, grazie Faith No More VOTO : 99
INFORMAZIONI
1992
Slash Records
Crossover
Tracklist
1. Land of Sunshine
2. Caffeine
3. Midlife Crisis
4. RV
5. Smaller And Smaller
6. Everything’s Ruined
7. Malpractice
8. Kindergarten
9. Be Aggressive
10. A Small Victory
11. Crack Hitler
12. Jizzlober
13. Midnight Cowboy
14. Easy
Line Up
Mike Patton (Voce)
Jim Martin (Chitarra)
Roddy Bottum (Tastiere)
Billy Gould (Basso)
Mike Bordin (Batteria)
 
RECENSIONI
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