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Mortualia - Mortualia (re-released)
( 1470 letture )
Incomprensibile lo sgraziato scream del master mind Shatraug, musicista dietro alle composizioni dei finlandesi Horna e di innumerevoli altri progetti paralleli in cui mette in pratica la sua notevole versatilità. Nei Mortualia purtroppo l’ispirazione s’è arenata già dalla prima traccia: riffing ripetitivo anche per i non proprio dinamici canoni depressive, smorto, lento, mai capace di trascinare l’ascoltatore nella dimensione dell’introspezione. Seppur la sei corde, quando non è impegnata a tartassare la pazienza insistendo sugli stessi tre accordi suonati in low-tempo, rifletta le doti di un artista principe della scena black, il sentimento, fin dai primissimi minuti, è di irrimediabile sconcerto: già assaltare il forte del gradimento presentando un platter che sfora i settantanove minuti non è assolutamente consigliabile, ma porre nel ruolo di opener un macigno d’un quarto d’ora (The Blue Silence), intervallato da urla sbilenche, di cui è dubbio il collegamento con la parte del cervello destinata al linguaggio, equivale a suicidarsi.

Senso di depressione quindi, ma non di certo dettato dalle tematiche di questo debut del 2007, ripubblicato dall’intelligente Moribund Records che, aggiungendo un’evitabile bonus-track ad un nome piuttosto altisonante, si garantisce un discreto numero di tagliandi venduti. Ribadisco, è un disco dedicato ai soli appassionati del genere, ossia quel tipo di metallari letteralmente e visceralmente dipendenti che ingurgitano ogni uscita depressive avendo sviluppato il talento di estrarre negatività da qualsivoglia plot, ma che non dovrebbe figurare nella collezioni dei capisaldi del genere. Produzione penalizzante, la mancata pubblicazione dei testi (solo di recente implementati su Metal-Archives), che si può giustificare allorché il singer si esprima tramite gorgheggi intellegibili e non quando, come detto poc’anzi, la voce sembra quella di un maiale sgozzato al mattatoio.
Nient’altro da aggiungere, tranne che Mortualia provoca una certa delusione. Notate il modo in cui Shatraug presenta la sua concezione di depressive: pare quasi che abbia acriticamente aderito agli stilemi che pretende riff ripetuti, batteria inesistente (che sia vera o drum machine davvero non importa), fruscii continui (devono “fare” sofferenza), dilatazione parossistica dei tempi (alzare i bpm a volte è consigliabile). C’è qualcosa, ad essere completamente sincero, che sfugge alla critica: l’artwork. Non originalissimo, ma curato, usando un carattere fuori dalle righe di gran parte degli ensemble della corrente (avete in mente quella selva inesplicabile di croci rivoltate, lettere alla rinfusa, ghirigori gotici?). È stata poi scelta una foto stupenda, in cui la luce si espande sottolineando una caratteristica principale del depressive, ossia la conoscenza della posizione esatta della “liberazione spirituale” - tanto anelata dal musicista - che però sfugge continuamente imprigionando l’anima in una segreta oscura e decadente.
In ciò Shatraug almeno consolida la sua fama di artista intelligente, avendo, compreso il significato teorico di un genere che solitamente viene indagato bloccandosi al significante, cioè all’iconografia tipica composta da amenità come impiccati, foreste innevate, nebbia perenne. Indagini che arrecano funesta fama al depressive.

Rispediti al mittente. Con lo spirito in lutto e tendente all’ipotermia emozionale.



VOTO RECENSORE
48
VOTO LETTORI
28.83 su 18 voti [ VOTA]
Ahti
Sabato 17 Settembre 2011, 20.26.38
1
Mi scuso. C'è un errore: Aderire agli stilemi che pretendono (nella rece è al singolare), pardon!!
INFORMAZIONI
2011
Moribund Records
Black
Tracklist
1. The Blue Silence
2. In Bleak Loneliness
3. Cold And Grey
4. Forgotten Soul
5. Death Serenity (Bonus Track 2011)
Line Up
Shatraug - All instruments and vocals
 
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