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Van Canto - Break The Silence
( 3233 letture )
Quando un esercito si sente sicuro ormai delle proprie possibilità, afferra le sue armi e scende in battaglia, attaccando per primo. Questa colorita metafora serve a descrivere l'immediato impatto del nuovo album dei Van Canto il cui titolo, Break The Silence, incita già ad un'energica fuoriuscita. I profeti del metal a cappella tirano fuori una energia nuova e dirompente che non si riscontra tanto nella loro tecnica (che diamo per assodata dal momento che per 5 anni l'hanno mantenuta tale) quanto nel tipo di album realizzato. Lo stile delle canzoni, le linee melodiche e vocali, le cover scelte e persino la copertina, trasudano un desiderio di voler ampliare i confini della loro popolarità e di passare da noto gruppo di metal a cappella ad internazionale band heavy metal, unica nel proprio genere.
L'ingrediente fondamentale è sicuramente l'affiatamento, che non sembra per niente mancare: le due voci principali, Dennis Schunke e Inga Scharf , appaiono come i due "condottieri" ma il resto dell'esercito resta schierato e, anche stavolta, arricchito: Joakim Broden, voce dai Sabaton, e Marcus Siepen chitarra dei Blind Guardian.

Non è semplice descrivere il "plus" che si trova in questo album; si tratta di piccoli dettagli che si riscontrano traccia dopo traccia, riuscendo a percepire l'energia e l'entusiasmo che letteralmente esplode (come l'immagine del nucleo infuocato in copertina). E tutto questo mantenendo la stessa ricetta di sempre che però si rinnova per suoni e per argomenti. Riprendendo la metafora marziale If I Die in Battle rappresenta l'inizio della battaglia: le voci iniziano piano, ordinate come se fossero in linea, ma è all'urlo di Shunke che prende vita un brano molto veloce e corposo che non rallenta mai, mantenendo però una melodicità costante (miracoli delle voci di Schmidt, Thompson e Sterzinger). La metafora funziona oltremodo con il rullo di tamburi finale che abbellisce il ritornello cantato all'unisono. In The Sellers Of Souls colpisce la scala iniziale che sale fino ad incontrare il lirico intramezzo di Inga: un brano a metà tra l'aggressivo e il misterioso, che descrive un personaggio strano, erede del Master Of Puppets dei Metallica (di cui i Van Canto hanno fatto la loro cover). Black Wings of Hate conferma la purezza della voce femminile (dal vivo molto più sporca) che guida gli altri in un brano interessante ed elegante dove si fanno notare la batteria che crea degli appropriati effetti di "esplosione" con i piatti e una velocissima chitarra elettrica. La presenza dei Blind Guardian nel brano Spelled in Waters non è solo per Marcus Siepen; un pezzo lento e semi-acustico che si discosta dal loro stile ma in cui le voci principali emergono a poco a poco avvolte dalla chitarra.
Omaggio ai fedelissimi fan compaesani con Neuer Wind, cantata in tedesco ma dotata di un ritmo speciale che cattura e coinvolge, rendendola perfetta per un concerto. L'ultima delle "loro" The Higher Flight è la conclusione perfetta per gli intenti di gloria dichiarati: dotata di un ritmo veloce quasi come un motore, è un brano che cerca di raggiungere un suo culmine, previsto nel finale - in cui c'è un rallentamento e resta solo la voce di Philip Dennis seguito da Inga-. Tuttavia il vero picco della canzone è nel ritmo creato dalle vocals sottostanti: insieme creano una struttura sovrapposta davvero complicata che fa onore alla band intera, ponendo sul piedistallo gli “altri” tre.
Parlando delle cover, Bed Of Nails mantiene il fascino ammaliante di Alice Cooper (lasciando l'intro alla voce femminile) ma ovviamente con ritmi più serrati e un cantato che invece di sedurre, incita. Non saprei dire se, dal momento che il brano viveva proprio di quell'atmosfera lasciva ed oscura, questa cover ne esca un po' forzata. Sicuramente è un ibrido interessante. Al contrario, per Primo Victoria (portata sul palco dell'ultimo Wacken come anteprima dell’album) il coro sostituisce la voce cavernosa di Joakim Broden rendendola invece quasi troppo allegra; si ha la stessa sensazione persino quando lo stesso Joakim si riappropria del suo pezzo, allineandosi coi ragazzi.

L'"esercito" dei Van Canto si auto-sottopone a più sfide: creare un album nuovo e possente con le loro ben note strutture, mantenersi uniti ed originali e cercare di aprirsi ancora di più la strada nel mondo del metal internazionale. Per fare questo crea un prodotto dotato di energia heavy, sinfonia power e tocchi di symphonic. La loro ambizione non è superba e la coesione che si sente nelle loro voci rispecchia quella del gruppo stesso - e che si può riscontrare anche vedendoli in azione- creando dei giri vocali incredibili in cui ognuno si incastra in maniera quasi naturale; meritandosi sia la collaborazione con altri grandi nomi del metal, sia l'ampliamento della loro fama. Ma come in ogni "guerra" anche il più preparato esercito può avere una "Waterloo": la piattezza della traccia Dangers In My Head.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
30.73 su 26 voti [ VOTA]
Eddie!
Giovedì 22 Settembre 2011, 16.05.43
2
Grandi van canto!!!!
Exar Kun
Sabato 17 Settembre 2011, 12.57.53
1
Sulla recensione sono d'accordissimo - considero questo disco un mezzo passo falso rispetto agli ultimi due, ma non brutto, anzi, attorno al 70. Dubito invece che i Van Canto siano materiale da Low Gain, ma alla fine non è importante.
INFORMAZIONI
2011
Napalm Records
Inclassificabile
Tracklist
1: If I Die in Battle
2: The Seller Of Souls
3: Primo Victoria (feat. Joakim Broden / Sabaton / Sabaton Cover)
4: Dangers In My Head
5: Black Wings Of Hate
6: Bed Of Nails (Alice Cooper Cover)
7: Spelled In Waters (feat. Marcus Siepen / Blind Guardian)
8: Neuer Wind
9: The Higher Flight
10: Master Of The Wind (Manowar Cover)
Line Up
Philip Dennis Schunke (Sly) – lead vocals
Inga Scharf – higher lead vocals
Stefan Schmidt – lower vocals and guitar vocals
Ross Thompson – higher vocals
Ingo Sterzinger (Ike) – lowest dandan vocals
Bastian Emig – drums
 
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