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Sabaton - World War Live: Battle of the Baltic Sea
( 3308 letture )
Tempo di consacrazione live per i warmaster Sabaton, dalla Svezia con furore! Il World War Tour, che nel 2010 ha portato la band in tutto il mondo con oltre cento date, ha costituito senza dubbio uno dei momenti più importanti di una carriera in costante ascesa, che sta regalando grandi soddisfazioni alla band, come ai fans del power metal. In effetti, per adesso, il gruppo di Falun non ha sbagliato un solo colpo, con album possenti che, se non fanno gridare al miracolo, si rivelano comunque solidi e decisamente centrati. Un trademark ben sviluppato dai Sabaton, i quali hanno basato tutta la propria produzione sulle atmosfere legate alla guerra, vista sia in chiave storica, con numerosi episodi reali di battaglie presi in esame, piuttosto che in prospettiva filosofica, come nel caso di The Art of War, album del 2008 basato sul famosissimo testo L’Arte della Guerra, opera di Sun Tzu, generale, filosofo e stratega cinese vissuto nel 500 A. C. L’attenzione che la band pone su questo argomento trova buon corrispettivo in una musica non particolarmente votata allo sfoggio tecnico, quanto piuttosto all’impatto di riff cadenzati e ritmiche galoppanti, con tastiere ricche di traboccante enfasi e cori ruvidi e potenti, anch’essi particolarmente enfatici ed onnipresenti. Un coacervo musicale che non regala il brivido dell’inaspettato, ma difficilmente delude, grazie alla capacità messa finora in mostra di variegare la proposta musicale quel tanto che basta a non sfidare troppo la memoria dell’ascoltatore. D’altra parte, la scarsa presenza di cori stucchevoli o parti melodiche particolarmente ampollose e manieristiche giovano non poco ad evitare pericolosi momenti di stanca. I Sabaton preferiscono calare simili momenti in contesti più ampi, diluendone l’effetto su strutture medie piuttosto lunghe e sostenute. Una scelta che consente appunto di diversificare i vari brani, senza cedere alla tentazione di “ammorbidire” troppo l’assalto onnipresente che si sussegue nelle loro canzoni.

Il 2 Dicembre del 2010 venne organizzato un evento speciale, il Sabaton Cruise, che portò millesettecento fans ed altre sei bands su una nave di proprietà del gruppo in viaggio attraverso le acque del Mar Baltico, dando così vita ad un concerto unico. Il primo CD del live in questione è la fedele trasposizione di quella serata indimenticabile, così come è stata vissuta dai fortunati presenti. Inevitabile respirare un’aria ormai dimenticata, propria di alcuni storici live dei Seventies: l’atmosfera è unitaria e possiede un’aura propria che normalmente con brani estratti da concerti diversi non si manifesta. La band è compatta, precisa e l’impatto è decisamente notevole, anche se, com’è giusto ed inevitabile si notano sbavature tecniche ed i suoni tendono a non essere perfetti nelle prime canzoni per poi migliorare nel corso dell’ascolto. Grande merito quindi alla decisione di non ritoccare eccessivamente l’esibizione, lasciando che sia l’emozione a farla da padrone, senza suoni perfetti e freddi. Com’è ovvio, l’amalgama della band fa la differenza in questo tipo di operazione e va reso merito ai Sabaton per l’ottimo affiatamento raggiunto, come anche per la grande capacità di coinvolgere il pubblico. Encomiabile da questo punto di vista il singer Joakim Brodén, il quale lungo tutto il set intrattiene un fittissimo scambio di battute con i presenti: certo, il gruppo gioca in casa in questo senso, ma l’entusiasmo è percepibile e testimonia quanto il gruppo svedese abbia scalato le preferenze dei metalheads in questi anni, senza strafare, ma con una sicurezza nei propri mezzi invidiabile. L’esibizione è carica e potente come da tradizione ed il susseguirsi dei brani si fa sempre più convincente man mano che il gruppo ed il pubblico si scaldano, tanto che in più di un’occasione da Swedish Pagans in poi il singer si permette di fare un sondaggio al pubblico chiedendo, per acclamazione, quale brano preferisca ascoltare tra quelli proposti. Vere ovazioni raccolgono, ad esempio, 40:1 ed Attero Dominatus. Poste così in sequenza, le canzoni mostrano in maniera chiara i punti forti come quelli deboli della proposta dei Sabaton: se da un lato sono indubbie la potenza, il buon riffing, i cori anthemici e travolgenti che spingono le canzoni elevando le urla della platea, come la buonissima tenuta della voce di Brodén, dall’altro lato resta inevitabile la sensazione che manchi ancora qualcosa alla proposta della band per portarla su livelli dove solo pochi osano. Le canzoni tendono a riproporre quasi sempre gli stessi schemi, ponendo costantemente i cori come inevitabile sbocco melodico; le tastiere onnipresenti rivestono quasi sempre un ruolo enfatico ed esaltante e quasi mai diventano una soluzione melodica su cui sviluppare il tema portante, con la parziale eccezione di The Cliffs of Gallipoli; più in generale, mancano soluzioni di livello superiore a composizioni tutte improntate su un dinamismo potente e secco, volutamente battagliero e grezzo. Questo è il limite implicito che da sempre viene loro imputato e che fa la differenza rispetto a band divenute “classiche” nel tempo. In questo senso, il nome Therion rimbalza in testa più volte, durante l’ascolto. Un limite che comunque fino ad adesso non ha fermato la loro scalata e che è ben conosciuto anche dei loro fan più accaniti. Parziale eccezione a quanto detto, è costituita dalla tripletta The Art of War, Attero Dominatus e Price of a Mile, vero apice dell’esibizione dopo l'apoteosi di 40:1.

In conclusione, World War Live: Battle of the Baltic Sea è un acquisto consigliato per tutti i fan dei Sabaton, che vi ritroveranno la band al proprio meglio. Il potenziale del gruppo si esprime prepotentemente tra questi solchi risultando sovente entusiasmante e confermando che dal vivo i Nostri sono una vera macchina d’assalto. Consigliato anche a chi voglia farsi un’idea della proposta della band e non abbia la pazienza di ripercorrerne le gesta in studio. Da segnalare la versione alternativa, che comprende un secondo CD, incentrato su una scaletta completamente diversa, con brani estratti ciascuno da una serata differente del tour ed anche un DVD relativo all'esibizione al Rockstad di Falun nel 2008, a cui vengono uniti i tre video professionali fin qui realizzati. Un’operazione quindi che nel complesso si rivela molto appagante ed evidenzia, oltre alle capacità della band, anche una certa maestria nel gestire la propria avanzata. Degno suggello ad una prima parte di carriera decisamente felice, in attesa del definitivo salto di qualità che sembra ora necessario per bussare alle porte del Paradiso.



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
37.58 su 24 voti [ VOTA]
Maurilio
Martedì 27 Settembre 2011, 20.21.49
4
Verissimo che in Italia sono poco considerati mentre in Europa dell´est e del nord sono molto famosi. Basta vedere le poche letture alle recensioni qui proposte e i pochi voti, mentre se vedete i video su youtube vedete che hanno milioni di contatti( Primo Vittoria ha piú di 4 milioni). Grande gruppo con una proposta musicale che é pura energia.
wonderghio
Domenica 18 Settembre 2011, 19.12.29
3
quorth-on come non quotarti,li seguo da anni,non sono una band tecnica ma che fa provare emozioni e oltretutto hanno lo spirito che dovrebbero avere tutte le band. E come dici te coat of arms li ha consacrati come una delle band power metal migliori in circolazione, ottenendo ottimi dati di vendita e pareri molto positivi dalla critica. Band che almeno in italia è troppo sottovalutata,mentre nei paesi dell'est europa e anche in europa centrale è osannata come poche.
Quorth_on
Domenica 18 Settembre 2011, 17.34.02
2
I Sabaton si sono consacrati con Coat of Arms. Una delle migliori band in circolazione. Il live lo conferma.
Exar Kun
Sabato 17 Settembre 2011, 1.05.34
1
Sostanzialmente d'accordo. Consiglio la versione alternativa comunque, dato che a me personalmente la scaletta della Sabaton Cruise non fa impazzire, c'è qualche pezzo meno esplosivo che la penalizza.
INFORMAZIONI
2011
Nuclear Blast
Heavy/Power
Tracklist
1. The March to War (Intro)
2. Ghost Division
3. Uprising
4. Aces in Exile
5. Cliffs of Gallipoli
6. White Death
7. Swedish Pagans
8. Wolfpack
9. 40:1
10. The Art of War
11. Attero Dominatus
12. The Price of a Mile
13. Primo Victoria
14. Metal Medley
15. Dead Soldier's Waltz (Outro)
Line Up
Joakim Brodén (Voce, tastiera)
Rikard Sundén (Chitarra, cori)
Oskar Montelius (Chitarra, cori)
Daniel Mÿhr (Tastiera, cori)
Pär Sundström (Basso)
Daniel Mullback (Batteria, percussioni, cori)
 
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