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Scorpions - Animal Magnetism
( 5180 letture )
Non sono molti i gruppi, nella storia del rock e della musica in generale, ad aver attraversato interi decenni rimanendo saldamente al top, o comunque compiendo pochi passi falsi nell’ambito di una carriera assolutamente straordinaria. In ambito hard rock, in particolare, pochi possono dire di essere stati più grandi degli Scorpions, il leggendario quintetto di Hannover che, nonostante frequenti cambi di line-up ed alcuni momenti meno brillanti, è rimasto sulla cresta dell’onda per 40 anni sfornando autentici capolavori come Love At First Sting, Virgin Killer, Blackout e Lovedrive.

Proprio Lovedrive, ancor più del precedente Virgin Killer, celebre quasi più per la controversa (ed oggettivamente fastidiosa) copertina che per la sua musica, aveva fatto guadagnare al gruppo l’unanime plauso della critica e dei fan grazie alla sua sapiente miscela di hard rock e momenti più lenti. Successivamente, pertanto, il gruppo tedesco era atteso al varco per vedere se avrebbe saputo ripetersi e dunque confermarsi, o magari se avrebbe un attimo tirato il fiato. Ecco dunque che, solo un anno dopo Lovedrive, nel 1980, Klaus Meine e soci danno alle stampe Animal Magnetism, che innanzitutto si fa notare per la sua copertina quantomeno maliziosa: troviamo infatti un uomo, o meglio il suo fondoschiena, sottoposto allo sguardo intrigante di un’altrettanto intrigante bionda…e di un cane. Voi direte cosa c’entra il cane? C’entra assai, dato che, al contrario di quanto si possa ragionevolmente pensare, sul retrocopertina sembra che sia proprio il quadrupede ad avere maggiori attenzioni per l’uomo. Non a caso il disco è intitolato Animal Magnetism, vi pare? Risolto lo scabroso mistero della copertina, passiamo ora ad analizzare la musica del disco.

Make It Real è un istantaneo classico del gruppo: si apre con un riff contagioso che poi si evolve in una partitura di chitarra ritmica vagamente simile a quella che quattro anni dopo renderà immortale Rock You Like A Hurricane e si caratterizza altresì per un ritmo coinvolgente ed un cantato pressoché perfetto. Da segnalare poi, oltre al già citato lavoro ritmico di Rudolf Schenker, il fulminante assolo di Matthias Jabs, che fa capire a tutti quanto sia ingiusto non ritenerlo all’altezza del suo pur illustre predecessore, Ulrich Roth. Don’t Make No Promises (Your Body Can’t Keep) è un tipico inno sessuale alla Scorpions, dove Klaus Meine ci guida attraverso un brano di veloce hard rock raccontandoci la storia di una femme fatale e del suo incontro con il sorpreso ma ammaliato protagonista. Il ritornello, per quanto non particolarmente originale, rimane maledettamente in testa, così come il successivo assolo di chitarra, nuovamente di livello superiore. Hold Me Tight è invece meno veloce ed è scandita da riff granitici e da un eccellente lavoro al basso da parte di Francis Buchholz; tuttavia, forse perché le due canzoni precedenti sono delle perle, risulta un po’ monotona e meno memorabile, a dispetto di una prestazione canora fantastica del singer; lo stesso si può dire di Twentieth Century Man, piacevole come quasi tutte le canzoni del gruppo (personalmente non sono mai riuscito a trovare una canzone davvero brutta degli Scorpions) ed altrettanto ben suonata, ma nel complesso meno ispirata, anche se l’assolo di Matthias Jabs la eleva nuovamente di qualità. Lady Starlight riporta prepotentemente il gruppo su lidi altissimi e lo fa col genere di canzone per cui il gruppo, ancor più che per i suoi inni rock, diverrà celebre in tutto il mondo: si tratta infatti di una ballad, caratterizzata dalla voce incredibilmente dolce di Klaus Meine e dalla chitarra acustica di Rudolf Schenker. Anche il più duro e puro dei metallari non può non commuoversi di fronte alla melodia di questo squisito brano. Ma, per ricordarci di che pasta sono fatti, i cinque di Hannover tornano alla carica con un pezzo saturo di puro rock, vale a dire Falling In Love, dotata, oltre che dei consueti riff splendidi, di un ritornello fatto apposta per essere cantato dal pubblico durante i live. Only A Man inizia in modo sorprendente: troviamo infatti Klaus Meine a cantare un breve monologo dal ritmo contagioso, per poi essere da lui accompagnati in un altro tipico brano hard rock, scandito nuovamente dai virtuosismi di Matthias Jabs. Non è il miglior brano del disco, ma non c’è che dire, gli Scorpions quando vogliono (e lo vogliono spesso) sanno essere davvero magnetici. Veniamo infine ad un altro dei classici immortali del gruppo: la penultima traccia è infatti The Zoo, il cui riff iniziale è scolpito nelle menti di qualunque appassionato di rock, così come d’altra parte l’intero brano, caratterizzato dalla voce quasi sussurrata del cantante nella strofa e dai suoi acuti lancinanti nel ritornello. Animal Magnetism, title-track dell’album, si apre con un riff assolutamente atipico per gli Scorpions: è infatti lento e pesante, più confacente ad un gruppo doom che al melodico quintetto di Hannover. Anche il cantato di Klaus Meine conferma questa impressione, attestandosi su un registro vagamente lamentoso e sfuggente che in alcuni punti va in dissolvenza. L’esperimento è senza dubbio interessante, ma mi sento di dire che non sia certamente riuscito appieno, qualificando anzi la canzone come una delle meno attraenti dell’album.

Questo, tuttavia, non inficia certamente le impressioni positive offertici da Animal Magnetism: è vero, alcune canzoni sono un po’ sottotono e ripetitive, il che certamente non è un difetto da poco, considerando che la funzione primaria di qualunque gruppo musicale, dal rock alla dance, è quello di regalare sensazioni piacevoli all’udito delle persone. Forse i nostri amici tedeschi, dopo il grande successo dei precedenti lavori, avevano deciso di rilassarsi un pochino. Ciò non toglie, tuttavia, che alcune delle canzoni siano dei veri e propri capolavori e che, in generale, l’album sia al contrario estremamente coinvolgente e divertente, senza evidenziare (perché è palese) la superba prestazione collettiva del gruppo. Animal Magnetism, insomma, non sarà certamente il miglior lavoro degli Scorpions, ma è un album piacevole che si lascia ascoltare benissimo a distanza di 30 anni, nonostante qualche passaggio a vuoto. E, per dirla tutta, se questo album non è una gemma è solo perché, sia prima che, soprattutto, dopo di esso, gli Scorpions ci hanno regalato una serie di capolavori imprescindibili che molti gruppi, ancora oggi, possono soltanto sognare.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
64.97 su 36 voti [ VOTA]
tartu71
Mercoledì 4 Luglio 2018, 10.55.06
18
questo disco era davvero bello
maegna
Giovedì 14 Giugno 2018, 23.46.48
17
Lady Starlight, oh mamma che flash! Scorpions = Rocce.
Gennaro
Domenica 21 Maggio 2017, 23.18.39
16
Ottima recensione. L'assolo di Twentieth Century Man però non è di Mathias, bensì di Rudolf. Pur non essendo specificato nei credits, e non avendo mai visto un filmato dal vivo di questo brano, si riconosce bene il suo stile e il suo sound (Rudolf, pur essendo prevalentemente un chitarrista ritmico, da Lovedrive in avanti ha sempre suonato 2-3 assoli in ogni album)
Rob Fleming
Lunedì 8 Febbraio 2016, 10.55.43
15
Dopo tanta eccellenza un fisiologico passo indietro. The Zoo, la title track (molto imparentata con certe soluzioni dei coevi Black Sabbath) e Hey You sono comunque brani imperdibili. Interessanti Don't make no promises e 20th century man con cui i tedeschi sfidano a duello Maiden e Priest. 73
Mulo
Domenica 4 Gennaio 2015, 11.49.14
14
Gran disco anche se meno bello del predecessore...Alterna pezzi fantastici ad altri decisamente sottotono.Dimenticavo la voce,Klaus è un fuoriclasse!!Prestazione pazzesca anche qui.Buy or die!
CauldronBorn
Giovedì 20 Novembre 2014, 16.05.55
13
Album bello tanto quanto Lovedrive, Taken by Force, e Blackout. Make it Real, The Zoo e la ballad Lady Starlight sono tra il meglio del loro repertorio. Gli Scorpions vengono sempre ricordati per le ballad e mai considerati una band metal vera e propria, ma anche qui non lesinano qualche rasoiata chitarristica inferiore a nessuno.
sadwings
Giovedì 20 Novembre 2014, 15.36.54
12
Tutti gli album degli scorpions degli anni 70/80 mi piacciono molto compreso questo che secondo me contiene anche una delle miglior ballad ladystarlight, brano delicato ma senza essere eccessivamente sdolcinato. Anche i restanti brani soprattutto the zoo li considero notevoli. 85
Maurizio
Mercoledì 21 Settembre 2011, 15.28.21
11
Interlocutorio; inferiore sia a Lovedrive che soprattutto al micidiale successivo Blackout. Anche the Zoo, pur gran pezzo, ha un minutaggio troppo alto che la rende alla fine ossessiva. lady starlight è un prototipo dei ballatoni successivi più famosi. i picchi di sicuro make it real e don't make no promises. insomma nella loro discografia c'è di meglio, ma anche di peggio.
eddie
Mercoledì 21 Settembre 2011, 15.22.57
10
The Zoo,canzone incredibile...traduzione pazzesca!!!
jek
Martedì 20 Settembre 2011, 20.52.14
9
Come preparazione ai capolavori Blackout e Love at first sting questo disco entra di prepotenza nei migliori disci hard rock anni '80 non all'altezza del seguito ma comunque bello.
fabio II
Martedì 20 Settembre 2011, 14.20.34
8
Ciao Billo felice di ritrovarti, e come dicono qui gli Scorpions 'Make it real'!
BILLOROCK fci
Martedì 20 Settembre 2011, 14.13.28
7
grande Fabio II ben ritrovato !! beh gli skorpions sono sempre stati una garanzia !! oh yeahh
fabio II
Martedì 20 Settembre 2011, 14.02.16
6
Pure blow-dog rock! scherzi a parte gli scorpions sino a 'Love at first sting' hanno prodotto una discografia quasi inappuntabile
Red Rainbow
Martedì 20 Settembre 2011, 13.31.32
5
... recensione impeccabile, quotone integrale... e non posso che concordare con Barry, il riff della title-track è stata la mia stella polare per l'approdo al doom....
Radamanthis
Martedì 20 Settembre 2011, 9.45.21
4
Scorpions, un nome una garanzia. Dopo 30 anni la loro musica è ancora attuale...il segreto del loro successo è forse questo, aver scritto canzoni e album che passano gli anni ma lasciano le stesse emozioni. AM non è certo il loro album migliore e va visto a mio avviso come un momento di relax (beh, se tutte le band si rilassassero su questi livelli....avrei finito i soldi a furia di comprare cd) dopo vari capolavori ed in attesa di nuovi album killer. Voto ok, nella discografia della band non si scende mai sotto i 75 direi!
aquila
Domenica 18 Settembre 2011, 18.11.37
3
Albumone, il primo che ho ascoltato di questa band che, forse, nella luterana perbenista Germania di allora non ha avuto il successo meritato per le sue copertine più o meno provocatorie: avete notato che l'uomo con la lattina nel retrocopertina indossa un maglione ed in copertina una camicia? Chissà perchè non è sempre vestito allo stesso modo...non credo che la copertina sia così scabrosa, forse il cane vuole bere un po' di birra (tedesco pure lui, hihihi!!!)
Maurilio
Sabato 17 Settembre 2011, 13.29.39
2
Totalmente d´accordo con la recensione: capolavori alternati a brani un pó banali e ripetitivi, il meglio verrá con i due dischi successivi. Grandissima band!
Hellion
Sabato 17 Settembre 2011, 11.12.59
1
...adoro questo disco, iniziano gli anni 80 e gli Scorpioni non faranno prigionieri!
INFORMAZIONI
1980
Harvest/EMI
Hard Rock
Tracklist
1. Make It Real
2. Don’t Make No Promises (Your Body Can’t Keep)
3. Hold Me Tight
4. Twentieth Century Man
5. Lady Starlight
6. Falling In Love
7. Only A Man
8. The Zoo
9. Animal Magnetism
Line Up
Klaus Meine (Voce)
Matthias Jabs (Chitarra solista)
Rudolf Schenker (Chitarra ritmica)
Herman Rarebell (Batteria)
Francis Buchholz (Basso)
 
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