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Opeth - Heritage
( 22022 letture )
Prima Recensione di: Xavier Rota "X"

LA METAMORFOSI È COMPLETA!
Con Ghost Reveries e successivamente con Watershed, gli Opeth avevano abbozzato una variazione del proprio sound partendo dal death metal, arrivando oggi, ad un progressive rock anni 70 (che molto mi ricorda i King Crimson ed i Genesis). La band svedese ha sicuramente corso un "rischio" a lanciarsi in questa pericolosa svolta artistica ma, come disse Mikael Akerfeldt “è quello che gli Opeth avrebbero voluto ascoltare in quel momento”, quindi una scelta dettata dalla volontà stessa della band: come dargli torto? Alcuni pensano si debbano scrivere dei pezzi solamente pensando ai gusti dei propri fans mentre altri seguono solamente la propria ispirazione ed il proprio cuore. Con Heritage (decimo album del gruppo), gli Opeth giungono al totale compimento del loro progetto e della loro volontà espressa in questi ultimi anni (questo cambiamento totale di stile era stato abbondantemente dichiarato negli anni or sono).

L'EREDITÀ (HERITAGE)
Non ascolteremo growl e non sentiremo ritmiche di batteria serrate: in Heritage non ritroveremo molto che si avvicini ai canoni del death metal. Le atmosfere in questo album sono comunque cupe, oscure, intense e misteriose: queste emozioni, già presenti in maniera differente negli altri dischi della band, rappresentano l'eredità che Akerfeldt intende lasciare del passato degli Opeth. Miscelando sapientemente il tutto con il rock progressivo e con inserti di altri generi, tra i quali il folk ma soprattutto il jazz (ad esempio nella canzone Famine possiamo ascoltare le percussioni del grande Alex Acuna degli Wheater Report ed il flauto fusion di Björn J:son Lindh), Åkerfeldt e compagni sono riusciti nell’intento di cambiare completamente stile fino ad arrivare a questo nuovo punto di partenza (anche se, per alcuni, potrebbe essere un punto di arrivo).
Il suono della band è molto curato: mixato da Steven Wilson (Porcupine Tree) e da Mikael Åkerfeldt (che ne è anche il produttore), risulta ben miscelato, riuscendo a congegnare parti strumentali di puro prog con passaggi ostinati di chitarra classica, pezzi puramente jazz a sorreggere il particolare timbro del leader del gruppo.
Le tastiere sono state un po’ sacrificate: tappeti di vario genere (hammond, piano, ecc…) sono sempre presenti anche se, pur avendo un ruolo importante, sono ridotte ai minimi termini: la vena compositiva del tastierista Per Wiberg dev’essere andata scemando, oppure Åkerfeldt ha proprio deciso di ‘eliminare’ le parti di predominanza tastieristica (potrebbe essere questo il vero motivo che ha spinto Per ad abbandonare il gruppo? Probabilmente non lo sapremo mai…).

THE DEVIL'S ORCHARD (OVVERO IL FRUTTETO DEL DIAVOLO)
L'artwork dell'album è molto ben fatto (disegnata da Travis Smith su indicazioni dirette di Akerfeldt): in primo piano vediamo un albero dove, al posto dei frutti maturi, sono presenti le teste dei componenti del gruppo: noterete che la testa dell'ormai ex tastierista della band Per Wiberg sta cadendo a terra (Per ha lasciato gli Opeth, di comune accordo con la band, dopo aver terminato le registrazioni del disco. E' stato sostituito da Joakim Svalberg di cui possiamo assaggiare l'introduzione di pianoforte all'album, la canzone Heritage). Ai piedi dell'albero ci sono vari teschi che ci fanno pensare agli ex componenti. Sempre più in basso, nel sottosuolo, troviamo le radici dell'albero perdersi nell'inferno del proprio passato. La copertina è una buona rappresentazione del presente degli Opeth: il desiderio dei musicisti di spostarsi su un diverso genere, dal quale i fans possono trarre nuovi spunti e sonorità, pur restando aggrappati all'oscura eredità degli album precedenti.

Concludo dicendo che Heritage sarà ricordato come l'album che ha spezzato in due i fans degli Opeth, separando nettamente quelli più cari al death (e quindi al passato) e quelli più aperti al cambiamento di direzione intrapreso dalla band: ogni ascoltatore avrà il potere di decidere se questo disco sarà da osannare come una vertiginosa ascesa o sarà da gettare nel baratro, in pasto alle diaboliche radici che tenteranno di riprendersi il posto ormai perduto.

VOTO Prima Recensione: 65



Seconda Recensione di: Rami Ali "NagasH"

C’ERA UNA VOLTA IN SVEZIA…
Di chi o cosa parliamo, in questo caso, è ben chiaro. Di una band, rettifico, una one man band che ha saputo negli anni leggere e interpretare il mood musicale del proprio tempo senza necessariamente scendere a compromessi particolarmente rilevanti con la direzione dettata dal music biz. Sicuramente in fase calante negli ultimi anni, ma comunque sempre padroni della propria musica, dimora ideale divenuta sempre più accogliente ed a misura dei suoi interpreti.
Confesso, sin dal principio, di non essere mai stato un patito della band di Årkefeldt e detto senza remora, per amore della massima trasparenza, considero gli svedesi una delle band più sopravvalutate del decennio. Questo non vuole essere un mettere le mani avanti né tantomeno una giustificazione all’opinione ma va letto come un fattore, nel bene o nel male, la cui malcelata presenza risulterebbe truffaldina.

C’era una volta in Svezia, dicevamo. In realtà c’è tutt’ora in Svezia ma non si comprende bene cosa voglia fare e dove voglia andare…

IL RETAGGIO
Heritage non è il nuovo disco degli Opeth, questo dettaglio, lasciato all’aire, va subito sottolineato e necessariamente spiegato. Il disco in questione è una via di mezzo tra un tribute album ed un full lenght di “inediti” della coppia Årkefeldt-Wilson, dove per inedito s’intende specificatamente il collage più o meno raffinato/raffazzonato di arpeggi, accordi e riff.

È complicato estrapolare dal dischetto in questione una finalità artistica, un percorso prospettico e, nonostante il loro background, un filo conduttore con quanto fatto negli anni passati. Heritage non sviluppa il sound Opeth-iano, non lo rilegge in chiavi alternative (come invece accadeva in Damnation), si limita a condire con le solite abusate dissonanze, “marchio di fabbrica” imprescindibile (anche no), fraseggi e soluzioni pescate a piene mani nel simposio di suoni e melodie che sono stati gli anni ‘60 e ’70. Un continuo tributare, celebrare e fare i mestieranti con idee altrui. Idee sfruttate a volte al meglio (I Feel The Dark, Slither), più spesso senza una reale cognizione musicale (The Devil’s Orchard, Nepenthe) in alcuni conclamati casi con un pressapochismo ed una prolissità disarmante (Famine, Marrow Of The Earth).

Che gli Opeth fossero musicisti capaci e dotati di tecnica e padronanza dello strumento non è certo Heritage a darcene conferma, quello che però lascia straniti è il palesarsi di questa necessità di confrontarsi con un passato musicale, il progressive nello specifico, che per sua stessa natura non richiede tributi, che per definizione vuole slegarsi dai canoni. Ora, che il progressive sia stato deplorevolmente codificato e associato ad un uso di determinate soluzioni è un dato non accettabile ma per lo meno comprensibile, in un'ottica discografica.
Quello che non è comprensibile è come si possa tributare il movimento progressive in una maniera così anacronistica e slegata da ogni concetto filosofico e attitudinale. Non è questione d’intenti ma di concezione.
Dico questo perché, a mio modesto parere, la linea sottile tra l’autocelebrazione e la rincorsa di un trend è insita in tale ragionamento.

Heritage è noioso, saturo di forzature a tratti stucchevoli, interlocutorio nella sua efficienza - dove questa è il rapporto tra qualità esecutiva e idee proposte - e privo di personalità. Il buon Årkefeldt non convince nel ruolo canoro imposto e impostato dalle scelte musicali. Damnation, oltre a non soffrire dell’accennato citazionismo a tutti i costi, era un disco ricco di sviluppi strumentali e soprattutto arricchito da un’interpretazione genuina e mai fuori luogo di Mikael. Diciamocelo, quest’ultimo è un discreto cantore, le sue clean vocals hanno sempre goduto dell’enfasi donatagli dal contrasto con il superbo growl in suo possesso. Tolto questo, epurato il contrasto, rimane un timbro alla lunga piatto, monocorde e imballato in un turbinio di soluzioni dove si ha l’impressione di un continuo rincorrere. Non c’è interazione tra strumenti e voce, a poco servono gli interminabili minuti di minimalismo pseudo retrò.

Di brani degni di nota, imprescindibili, non ve n’è traccia fatta tiepida eccezione per la Zeppeliniana Slither, canonica ma ben concepita (o forse è solo il contesto ad innalzarla a tale) e per l’unico brano marcatamente Opeth del lotto, ovvero I Feel The Dark. Per il resto la banalità travestita da raffinatezza erge il suo sigillo, rileggendo e svilendo la memoria che tanto voleva essere celebrata. Evitiamo rimandi e influenze a quello piuttosto che quest’altro onde svilire ancor più l’ultimo parto dei nostri svedesi.

THE VALVE RUSH
La febbre del valvolare conta sempre più casi conclamati, agisce in ogni ambito, dal soul, all’r’n’b, passando per il rock fino al metal. Questa forzata riscoperta del passato, la genuina pratica che dovrebbe essere appannaggio della propria conoscenza e curiosità musicale trasformata in un mercato dai risvolti variabili e dai risultati egregi o anonimi a seconda dei casi e dei musicisti.
Essere progressive e fare progressive è una separazione che negli anni ha perso di confini visibili, l’accorpamento di quanto è attitudine musicale (il movimento progressive e successivamente il RIO si basano su questo semplice aspetto) con quanto è prodotto musicale è l’apice di quanto poco rispetto venga oggi tributato a chi ha fatto del proprio animo un organismo sonoro, relegando il senso reale dell’eredità lasciataci a mero schema ad uso e consumo.

Sarò un romantico ma dinanzi a certe prese di posizione - Heritage è una presa di posizione - scaturisce in me l’amor di cronaca, l’analisi concettuale rispetto a quella musicale.

Il progressive è un concetto, non un genere, tantomeno una moda.

“È probabile che la ripetizione, come lo sfregamento, produca calore piuttosto che un progresso.”
(G. Eliot)

VOTO Seconda Recensione: 55




VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
71.14 su 264 voti [ VOTA]
Paolo
Domenica 10 Marzo 2019, 21.25.09
212
Mah...se il progressive è un concetto il suo senso sta nella parola che è tutto meno che stasi. Certo non è possibile obbligarsi a farsi piacere un prodotto artistico, ma questa è il "logico" proseguimento di un percorso iniziato con Morningrise dopo tutti questi anni. Stare a cercare gli "scimmiottamenti" dei grandi gruppi del passato secondo me è assolutamente inutile; per quale motivo non ci dovrebbero essere? Questo e soprattutto Pale Communion sono dei grandi lavori
Aceshigh
Lunedì 5 Febbraio 2018, 19.42.03
211
Oggi come qualche anno fa l'impressione è sempre la stessa. Un album a mio avviso tutt'altro che banale, suonato da musicisti eccezionali (alcuni frangenti strumentali sono straordinari), ma che - a parte 2/3 episodi - non decolla mai, annoiando pesantemente. Alla fine della fiera risulta il peggior album degli Opeth fino al 2011. Non più di 70
roviston
Mercoledì 22 Novembre 2017, 19.08.21
210
Capisco che ad un ascoltatore di metal questo disco appaia di un pò insulso e confuso.Seguendo da sempre anche il prog credo di poter dire che si tratta di un album più che buono.Conosco piuttosto bene anche i primi Opeth,quelli che cantavano col growl per intenderci,nella loro musica c'è sempre stata una forte componente progressiva .Voto 80.
Paolo
Venerdì 21 Luglio 2017, 0.56.58
209
Ma stiamo scherzando! Qualcuno li aiuti a ritrovare la bussola.
hrodger
Sabato 1 Luglio 2017, 0.46.46
208
Grazie al cielo non la penso come i fondamentalisti che affollano anche qui le caselle. Album eccezionale. Commenti come "il batterista qui non ha il tocco" rafforzano la mia ricezione.
Johnny Cash
Lunedì 22 Maggio 2017, 13.31.39
207
Sono i Mikael Åkerfeldt's Opeth...ormai va di moda far così no?
galilee
Lunedì 22 Maggio 2017, 13.24.22
206
Più che altro da questo album in poi non sono piu gli Opeth. Quindi a prescindere dalla qualità, se voglio ascoltare il sound creato dagli Opeth ascolto ascolto tutto da Orchid a Watershed. Insomma gli Opeth sono morti, al massimo questi sono gli Opeth AD.
Johnny Cash
Lunedì 22 Maggio 2017, 13.20.03
205
Fino a Watershed venerazione assoluta, poi hanno buttato nel cesso l'originalità che per me era l'accoppiata voce death, voce pulita nonché la pesantezza del suono a favore di una pallida imitazione del progressive. Inoltre non sopporto i suoni finto vintage che veramente mi danno i nervi...mi spiace che Akerfeldt non si renda conto di quanto ha perso a livello creativo, e si lo so son affari suoi può suonare quel che vuole ecc ecc ma resta il fatto che stento a credere che sia lo stesso gruppo che ha registrato Blackwater Park.
TheSkullBeneathTheSkin
Lunedì 22 Maggio 2017, 12.25.17
204
Perfettamente in linea con Johnny Cash... oddio, non che gli Opeth non siano in grado di fare un grande pezzo ancora oggi (Era?) ma è innegabile che da quest'album in avanti non siano più sembrati in grado di fare un grande album... perfavore smentitemi con un discone e non fate più cover che non siete capaci (Would?)
Johnny Cash
Lunedì 22 Maggio 2017, 11.27.42
203
Da qui in avanti spiace dirlo ma han perso la tramontana...
gianmetal
Lunedì 22 Maggio 2017, 10.20.10
202
Sono una delle mie band preferite ma questo disco ha toppato ala grande.
DeathGigas
Mercoledì 12 Ottobre 2016, 21.45.47
201
Non sono per niente d'accordo con il voto della recensione troppo basso. è un ottimo album e infatti amo alla follia tutte le canzoni anche quelle bonus per me è un capolavoro assieme a Pale Communion
Jay
Martedì 4 Ottobre 2016, 22.50.09
200
Che album di merda
andrea
Martedì 6 Settembre 2016, 13.17.49
199
noioso era e noioso rimane
Undertow
Venerdì 12 Febbraio 2016, 19.51.17
198
Sottoscrivo il commento di BlackSoul (n.195). Ho avuto la stessa impressione: un buon album che tuttavia non regge il lungo periodo, a parte Folklore e Slither. Almeno sul 65 però si mantiene dai, se non altro per la tecnica. Del resto secondo me è l'ultimo album ascoltabile della band... per me Pale Communion è semi-inascoltabile.
Rob Fleming
Lunedì 1 Febbraio 2016, 17.16.04
197
Un buon album, ma a mio avviso nettamente inferiore al capolavoro Damnation. Belle Slither (evvai coi Rainbow!), Heritage e Marrow of the Earth. Altrettanto buone la darkeggiante I feel dark, Neperthe, in cui il jazz rock convive con Canterbury e i King Crimson, e Famine, in cui invece possiamo ascoltare echi di Jethro Tull, Black Sabbath e King Crimson periodo John Wetton. The devil's orchad, dal canto suo, ricorda i Van der Graaf Generator mentre Haxprocess ci offre un bellissimo assolto di sapore pinkfloydiano. Però, alla fine, si ha come l'impressione che l'insieme non valga i singoli episodi. E' difficile da spiegare, ma le canzoni prese in sé sono obiettivamente splendide, ma nel complesso l'amalgama non fa il botto. Insomma, una squadra di fuoriclasse in cui manca un pò di coesione (o coerenza?). 70
max80
Mercoledì 1 Aprile 2015, 16.51.30
196
Capolavoro Prog Rock! 93/100
BlackSoul
Sabato 3 Gennaio 2015, 1.26.54
195
L'ho riascoltato in questi giorni, è calato molto, se prima mi sembrava un album valido (da 70 pieno insomma) ora non posso che concordare con il voto espresso da NagasH (anche se non sono d'accordo sui concetti). Mi dispiace dirlo, adoro questa band, ma le sole Slither e Folklore non salvano il piattume che hanno intorno.
Mellotronick
Martedì 25 Novembre 2014, 0.18.06
194
Un disco con tante piccole idee mal sviluppate o non sviluppate proprio. Alla lunga risulta noioso, eccetto Folklore che invece è bellissima, ben strutturata e coinvolgente. Voto 70 solo per la presenza di quest'ultima.
Steelminded
Domenica 16 Novembre 2014, 17.32.02
193
Devo dire che, dopo il primo ascolto, l'ho rivalutato (in negativo) e non posso non essere d'accordo con la recensione di Nagash. Inizialmente avevo apprezzato la svolta prog, la vicinanza a certe sonorità settantiane, la delicatezza della proposta, etc. Ora, alla prova dell'ascolto attento, rimane ben poca carne al fuoco. Gli Opeth devono la loro fortuna ad una formula relativamente innovativa e marcatamente originale per l'epoca, che si basava su un mix di alternanze di sonorità death/doom e serie di stacchi di arpeggiato acustico. Venendo meno in questo episodio completamente la prima componente, che ne decretava il contrasto vincente, viene meno tutta l'impalcatura ed emergono i limiti del progetto. Purtroppo, Akerfeldt non è un buon cantante - come dice Nagash - ed aveva nell'alternanza growl pulito il suo punto di maggior forza, gli opeth tutti non sono dei virtuosi dello strumento (come da regola nel prog con poche eccezioni), le partiture di questo Heritage non hanno nulla di veramente originale e coinvolgente. Voto: 55.
dario
Mercoledì 6 Agosto 2014, 21.29.22
192
Che belle queste sonorità "cupe, oscure, intense e misteriose" come dice il recensore Xavier Rota "X". Ascoltato in cuffia, nella penombra , lontano da tutto è veramente rilassante. Grande tecnica. In alcuni momenti è un pò noioso, ma il mio voto rimane più che discreto: 78
Pricchio
Venerdì 1 Agosto 2014, 21.00.01
191
Grandissimo album io gli darei un bell'80 - 50 voti perchè non son più gli opeth di una volta uahahah...scherzo scherzo, per fortuna non son fissato solo con metal e growl...80 se lo merita, grande album
matteo38
Martedì 8 Aprile 2014, 14.21.47
190
fermo restando che ciò che è prog non lo stabilisce certo il secondo recensore , ma il sacrosanto diritto che ognuno di noi ha di dire e fare quello che je pare, direi che il 60 è dato proprio per "dispetto" perché la band non fa più Death. per me che odio la voce growl di akerfeld è un bel disco prog-psichedelico in cui un gruppo come i blue Oyster cult ha giocato un bel ruolo . un bell'80 ci sta.
Nightfall's Dream
Lunedì 17 Marzo 2014, 17.13.22
189
Sicuramente non il capolavoro degli Opeth ma un album che si difende bene, bocciarlo a prescindere perché non è metal è a mio avviso un inutile pregiudizio, 70 senza infamia e senza gloria, ma tanto coraggio
Pietro
Martedì 7 Gennaio 2014, 11.50.22
188
Il problema di sto disco secondo me è il batterista che non ha il tocco. Un batterista più "completo" avrebbe prodotto un'impressione magari diversa.
dave Rulez
Lunedì 25 Novembre 2013, 20.58.38
187
ammetto che il primo ascolto non è stato facile! pensavo: ma che diavolo hanno combinato gli opeth? poi dopo qualche ascolto in più mi sono reso conto che questo cd è un capolavoro!!
opeth72
Martedì 7 Maggio 2013, 16.27.35
186
mi trovo in sintonia con il pensiero di ARRRAYA... tutto molto personale, le critiche sicuramente aiutano a crescere... anche se stiamo parlando degli OPETH... ma musicalmente l'album anche se diverso dai precedenti lavori . non serve growl e chitarre tirate per creare" musica come si deve".....
Arrraya
Venerdì 3 Maggio 2013, 20.58.41
185
Assolutamente in disaccordo con i recensori, soprattutto con le motivazioni del buon NagasH. Io trovo questo disco splendido. Mi rendo conto che recensire album del genere è difficile perchè bisogna trascrivere i propri pensieri in maniera condizionata a qualsivoglia giudizio, ma quest' album è ottimo per il piacere di ascoltare musica come si deve.
Steelminded
Martedì 26 Marzo 2013, 22.25.06
184
Beh insomma, per chi ama il prog questo è un signor disco. Molto delicato, con suoni leggeri e avvolgenti. Numero di gran classe per gli Opeth, che si aggiunge ai fantastici lavori precedenti!
Alex
Venerdì 15 Marzo 2013, 16.05.57
183
oh a me sto disco piace da matti, nn riesco a levarlo dal lettore!! sec me o si ama o si odia
Alex
Venerdì 15 Marzo 2013, 16.05.57
182
oh a me sto disco piace da matti, nn riesco a levarlo dal lettore!! sec me o si ama o si odia
Nick
Sabato 16 Febbraio 2013, 9.58.51
181
Premetto un paio di cose: inanzitutto sono un grandissimo fan degli Opeth. Credo che solo pochissimi gruppi siano riusciti a fare il vero progressive metal, e loro sono tra questi. Altra premessa è che preferisco il cantato pulito al growl. I loro album li ho adorati quasi tutti (detesto damnation per lo stesso motivo per cui detesto heritage, e non mi piace deliverance perchè è troppo caotico). Veniamo a Heritage. Moltissimi fan hanno criticato, come in damnation, la scelta di non usare i growl. Trovo questa critica molto stupida e sintomatica di profonda ignoranza: i cambi di sound sono sempre positivi, visto che è importante sapersi reinventare costantemente. Il vero motivo per cui quest album va criticato, secondo me, è il fatto che sia di una noia mortale. Il sound è spesso estremamente "farlocco", come da canzonetta di serie B, problema ben presente anche in damnation (di cui si salva solo la bellissima "weakness"). Ci sono poche chitarre distorte, va bene anche questo, la chitarra è uno strumento molto versatile e si possono fare moltissime cose anche senza effetti. Come in damnation la band fallisce nel cambio di stile, quindi il mio consiglio è di tornare a fare progressive death metal, perchè è ciò che sanno fare meglio. Questo ovviamente non significa abbandonare lo spirito innovativo. Scusate se il mio commento è un po' sconnesso.
Raven
Venerdì 15 Febbraio 2013, 19.15.45
180
Limitatevi ai commenti musicali e non personali. Qui si discute di musica e basta, non di altro, grazie.
Joe
Venerdì 15 Febbraio 2013, 19.08.03
179
Undercover è il classico parassita fannullone che invece di lavorare perde il tempo su internet. E magari si fa mantenere dalla mamma a più di 30 anni. E si permette di spalare merda sugli Opeth!
Alex666
Venerdì 15 Febbraio 2013, 18.08.37
178
Questo disco è ovviamente oggetto di discordia, ma ciò nn toglie nulla alla qualità della musica in esso contenunta, e i gusti sono gusti e nn si discutono(blablabla) sn d'accordo, ma una cosa è imprescindibile: questa è un opera d'arte rivista in chiave metal, nonchè un atto che reputo coraggioso da parte di un ottimo artista contemporaneo, che aveva raggiunto il successo con uno stile che si discostava di parecchio..certi prodotti, è ovvio, si amano o si odiano. Personalmente..lo amo, è stato il miglior disco dell'anno, per me.
Bubba
Sabato 22 Dicembre 2012, 9.28.52
177
ammazza che putiferio....! ah se la gente imparasse a rispettare le opinioni altrui... ma i fan sono per definizione di partito preso (o perlomeno, la maggior parte) e devono difendere a tutti costi i loro beniamini! per quanto mi riguarda sono daccordo col recensore nagash e trovo quest album noioso e piatto! le clean vocals di michael brillavano soprattutto del confronto/scontro col il growl; tolta la voce cattiva non rimane che una voce bella, di sicuro, ma non da ascrivere agli annali! per essere un eroe c'è bisogno di un cattivo; tolto il cattivo l'eroe rimane una persona comune....
pj
Lunedì 3 Settembre 2012, 0.38.44
176
questo album è pazzesco: gli opeth escono dal metal e vanno a prendere a calci tutti quelli che credevano di fare artrock, tutti i presunti geni, tutti i presunti 70ini. Suoni perfetti, ritmiche stupende e finalmente un gran Basso che fa tremare le casse. ah dimenticavo la voce: perfetta. Finalmente gli opeth hanno la formazione giusta per essere la band che mike voleva: zero distrazioni e lasciarsi scivolare di dosso il vecchio. Non di dovrebbe recensire questo album in Zine metal. non è metal. non è death metal. quindi dare una sufficienza a questo album è riduttivo. questo è puro progressive anni 70, tanto caro ai fan del balletto di bronzo a al mitico Banco. Fanculo ai tool...questi spazzano via tutta la discografia dei quartetto californiano con un album. e per non parlare di quello che danno gli opeth live....ciao!!!!!!! siamo al gruppo definitivo..e tanto per cambiare viene dal metal.
freedom
Sabato 18 Agosto 2012, 12.36.10
175
Nell'ultimo commento avevo scritto che forse si tratta di un disco che cresce col tempo...beh, confermo. Lo ascolto spesso con molto piacere. Gran bel disco. Voto 79.
Minkio@hypnotheticall
Martedì 10 Luglio 2012, 15.37.43
174
Avere il coraggio (e il potere) di fare la musica che si vuole in barba agli schemi ha dimostrato che gli Opeth non sono il gruppo 'ignorante' dei primi dischi ma si sono evoluti, a mio parere, in maniera straordinaria. Recensioni che non rispecchiano in manienra obiettiva il poternziale del disco. Degli Opeth mi piace tutto, pure la sterzata anni 70, arrangiamenti e melodie bellissimi. Piuttosto di aver ascoltato l'ennesimo Watershed (secondo me sopravvalutato) senza infamia e senza lode molto meglio HERITAGE: un segnale di MATURITA'. Comunque sempre grandi!! -Voto 85-
Arrraya
Sabato 14 Aprile 2012, 21.41.49
173
Nagash@ io rispetto i gusti degli altri , ma la recensione è veramente ridicola
Arrraya
Sabato 14 Aprile 2012, 21.39.04
172
Ma come fate a dare un voto cosi basso?il conservatorismo nel metal ècomico
NagasH
Lunedì 12 Marzo 2012, 16.06.19
171
@pinkfloyd88: "Rami Ali "NagasH" devi essere il classico pseudo mettalarino che se gli manca il suo caro amato growl non sa più che pesci pigliare... ma come si fa a stroncare un album cosi? Solo perchè hanno "osato" cambiare qualcosa. Sei il classico deathmetallaro deluso perchè gli hanno rovinato il giochino,e non riesci a capire che invece questa è una vera e propria evoluzione artistica." Certo che tu hai proprio capito tutto eh.Volpone che non sei altro. Peccato che io abbia detto che Heritage è, per me, insufficiente non tanto come disco degli Opeth, ma come disco prog-rock.
Undercover
Lunedì 13 Febbraio 2012, 16.50.33
170
@Fabio II ahaha è vero ho letto stronzate colossali in giro... va beh fuori dall'Italia è anche peggio. @il vichingo c'è chi lo fa, ricordati che c'è chi vota 0 sotto ogni recensione, i coglioni al mondo non mancano e di solito sono quelli che quando commentano al posto di dire la propria portando fatti e quindi un'analisi personale del disco anche contestabile fanno cose tipo: a) se la prendono col recensore di turno senza spiegare il perché, b) usano sproloqui e turpiloqui nei confronti di chi è contrario alla propria idea, c)inseriscono un commento simile a che bello, mi piace, grande album... da evitare come la peste sta gente.
il vichingo
Lunedì 13 Febbraio 2012, 16.45.52
169
Mah a volte penso, anche leggendo recensioni in certi siti Metal haesteri, che ci siano dei pregiudizi nei confronti di quest'album e che lo si bocci per partito preso. Una precisazione: non mi sto riferendo a Fabio 2 e Undercover, ma ad altri commenti qui sotto.
fabio II
Lunedì 13 Febbraio 2012, 16.44.00
168
Giusto Undercover, ma a scanso di equivoci è meglio essere precisi, visto che ho letto recensioni su magazines da far accapponere la pelle; anzi c'erano oche con la pelle umana, dal freddo
Undercover
Lunedì 13 Febbraio 2012, 16.36.27
167
Va beh ma parlare di album prog-rock riuscito e nominare "Heritage" e come l'italiano che dichiara a parole sue che il signor Monti la porterà in salvo, bestemmie.
fabio II
Lunedì 13 Febbraio 2012, 16.24.29
166
Personalmente non mi interessa che non ci sia più traccia di growl o metal estremo; il punto è che interfacciandosi con il prog d'impostazione '70, non posseggono un songwriting così ricco e profondo da poter rivaleggiare. Rimane un prodotto professionale, ma come tanti altri, dal mio punto di vista. I Naked Sun del debutto erano ben altra cosa, solo per citare un nome oggi dimenticato, ma che ci può stare come termine di paragone
il vichingo
Lunedì 13 Febbraio 2012, 16.12.14
165
Quest'album è sempre piaciuto molto anche a me! Certo non siamo ai livelli di Orchid ma merita moltissimo, un Prog rock davvero accattivante. Voto 75
pinkfloyd88
Lunedì 13 Febbraio 2012, 16.08.39
164
Rami Ali "NagasH" devi essere il classico pseudo mettalarino che se gli manca il suo caro amato growl non sa più che pesci pigliare... ma come si fa a stroncare un album cosi? Solo perchè hanno "osato" cambiare qualcosa. Sei il classico deathmetallaro deluso perchè gli hanno rovinato il giochino,e non riesci a capire che invece questa è una vera e propria evoluzione artistica.
markko
Martedì 7 Febbraio 2012, 14.23.40
163
Avendo avuto la fortuna di vederli dal vivo, ed essendo un loro accanito estimatore, mi propongo sempre curioso, eccitato ed orgolgioso all'alcoltare loro lavori...ma purtroppo quest'ultimo mi ha fatto battere una "bella musata".... Non sono un deather, quindi non voglio solo e solamente un tipo di sound e ritmiche devastanti, ma non per questo non voglio nemmeno ritrovarmi a sbadigliare fino allo slogamento mandibolare! L'ho riascoltato.....ma haimè mi sono convinto acor più della mia sensazione. E' solo il mio parere, ma a me non piace affatto. Mi dispiace più per me che per loro, dato che dovrò aspettare un altro po' prima di poter sentire qualche "buona" nuova. Voto bassissimo proprio perchè dal primo della classe non me lo aspettavo!!!!
Vesper-Jana
Sabato 28 Gennaio 2012, 16.30.19
162
Ho guardato questo Cd con diffidenza per parecchio tempo, senza ascoltarlo.. Poi ha cominciato a girare nel lettore.. e devo dire che gli Opeth non hanno perso la capacità di farmi sognare..
Ascarioth
Venerdì 16 Dicembre 2011, 18.59.23
161
Senza timore di sembrare esagerato, lo dico: Quest'album, anche alla luce di come sono state rese le canzoni il 24 all'Alcatraz (C'ero), mi piace sempre di più. Sapevo che sarebbe aumentato col tempo, e così è stato. Gli Opeth non mi deludono mai :°D
Schaff
Giovedì 8 Dicembre 2011, 19.33.46
160
Dopo un po' di tempo dall'uscita del disco, posso dire sinteticamente che l'album è notevole. Ero partito abbastanza prevenuto nei confronti di questo lavoro, per quanto non possa certo definirmi un fan degli Opeth degli album precedenti (apprezzo Blackwater per la grande cura, le dinamiche di batteria ragionate, ecc), ma ascolto dopo ascolto mi son dovuto ricredere: album davvero meritevole. Sopratutto cresce con gli ascolti. Certo, a me aiuta molto il fatto di essere un completo ignorante in campo prog rock, quindi il fattore di demerito "già sentito" (meglio detto reminiscenza) su di me non fa presa, semplicemente perché non ho un metro di paragone. In ogni caso, album che in fondo mi piace davvero (e con una longevità pazzesca per mio conto, ha preso residenza nello stereo e non ne esce).
Edoardo ( EdgarAllanCrow )
Martedì 6 Dicembre 2011, 18.57.21
159
Ho acquistato questo ultimo Heritage già da qualche tempo, partecipato al recente tour di promozione e avuto l'opportunità di saggiarne le potenzialità in sede studio e live. Apprezzo il prodotto in quanto tale, la volontà di proporre in maniera compiuta delle soluzioni acustiche/clean che nel sound Opeth sono sempre state presenti, nella parte seppur minima concessa loro dalle scelte del gruppo di album in album, salvo operarle in modo compiuto e coeso nella piccola perla che fu Damnation. Ciò che davvero manca a questa produzione, seppur godibile, ben arrangiata, ben prodotta, e dal sapore vintage ( scelta stilistica che sicuramente ha contribuito a far sì che questi Opeth non possano certo definirsi gli stessi ai quali potrebbero attribuirsi i precedenti lavori, tanto i primi e seminali ' Orchid ' e ' Morningrise ' quanto il feeling ben diverso che si respirava in Still Life, Blackwater Park ed il sublime Ghost Reveries ) è un'anima ben definita. Penso che questo Heritage un'anima ce l'abbia, e che anche questa si sia mostrata, ma che non sia la più consona a ciò che gli Opeth possono ed hanno voluto trasmettere nel corso degli anni. A questo proposito, trovo molta saggezza nelle parole di Undercover : penso che l'apporto di un batterista solido come Lopez e la vena creativa di un Lindgren siano ciò di cui si sente oggettivamente più la mancanza, che sia per dare all'insieme un mood malinconico, nostalgico, eppure innegabilmente maligno che nell'essenza del songwriting. Piuttosto penso che il signor Mikael Akerfeldt non sia un genio, semplicemente una persona che, come tante per le quali questa forma d'arte è parte integrante di una vita, nel suo contributo musicale ha saputo veicolare le proprie emozioni, mi auguro il più possibile genuine e derivate dal frutto incontaminato di un'esperienza che egli stesso abbia potuto maturare nel corso della sua avventura. Ed in questa, come nella vita di ognuno, sono comprese opere massime quanto cadute che sembrano insormontabili tuttavia non inficiano ciò che di importante è già stato creato. Nagash, voglio fare i miei complimenti ad entrambi voi recensori per la passione che distillate in ciò che fate, al di là di ogni voto numerico, cercando di coltivare sempre al meglio il giusto e l'oggettività. Mi spiace solo che questi " tifosi " del quale si avvale il nostro popolo siano solo persone irrispettose del vostro lavoro, e del tempo che preferite dedicare a vostre spese a tutto ciò. Questo non è amore per la musica, ma davvero solo e soltanto un mero esercizio stilistico di superiorità che della musica non vuole a che saperne ma che preclude la musica stessa per estendersi a condizione generale, piuttosto, di far valere sempre e comunque un'opinione con inciviltà e con voglia di calpestare i diritti altrui, tra i quali il diritto di libera espressione che ognuno, tanto il recensore quanto chi legge, è tenuto a rispettare.
waste of air
Martedì 6 Dicembre 2011, 14.39.18
158
Cosa c'è poi di male a dire che questo disco è brutto? È la realtà! Voto fin troppo generoso! Se poi sono capolavori i copia-incolla di riff, allora sono arretrato io che preferisco le canzoni.
Io
Martedì 6 Dicembre 2011, 13.44.25
157
Ecco qua un altro geniaccio, hellfish: d' altronde se fumi non devi avere tutto 'sto gran quoziente intellettivo. A quelli ho detto di tornare ad ascoltare i muse, a te dico di tornare al TRUE NORWEGIAN BLACK METAL!! Già l' etichetta è tutto un programma, bimbominkia style. Buon divertimento.
hellfish
Sabato 3 Dicembre 2011, 18.01.06
156
Noioso come la coda in tangenziale senza sigarette e con la radio rotta. Quoto nagash alla grande, fin troppo buono...
Io
Domenica 27 Novembre 2011, 21.21.04
155
Rami Ali "NagasH", sei veramente un minchione. E anche Axel Neumann non scherza: "anni 70, il periodo tecnicamente peggiore della musica dal 1400 in poi", ma fammi il piacere... Tornate ad ascoltarvi i Muse, va'.
NYARLATHOTEP
Sabato 26 Novembre 2011, 23.21.54
154
Album godibile sebbene a mio parere la ricercatezza compositiva rischi questa volta di stravolgere l'album. La buona esecuzione e qualche passaggio di opethiana memoria non bastano a sistemare alcune canzoni che perdono il filo, rendendole disarticolate. Boh... Vuol dire che tornerò presto ad ascoltare un album qualsiasi della loro discografia, magari quel Capolavoro del live concert at the royal Albert hall.
AXEL NEUMANN
Martedì 22 Novembre 2011, 23.10.25
153
quando le idee finiscono o sono molto confuse, quando si vuole una casa più grande e più soldi in banca si cerca di fare qualcosa anni 70, il periodo tecnicamente peggiore della musica dal 1400 in poi, caratterizzato dalla mediocrità della strumentazione e della tecnologia, dalla mediocrità dei personaggi e dei loro comportamenti artistici etc.etc.
leon213
Sabato 12 Novembre 2011, 15.13.22
152
m dispiace..saro grezzo e antico ma a me piacciono gli opeth di orchid,morningrise...ho apprezzato gli altri album e anke questo ma quei 2 album mi danno brividi..cmq sempre grandi dal vivo..spero tornino al growl..
LazzaLazza
Domenica 23 Ottobre 2011, 14.41.06
151
Ero molto curioso di ascoltare questa nuova svolta artistica del gruppo. Purtroppo ne sono rimasto deluso
sundin
Giovedì 13 Ottobre 2011, 21.49.34
150
A me l'album è piaciuto davvero molto, per la ricercatezza della proposta e per la classe che anche in questa "versione" degli Opeth rimane altissima. L'ho ascoltato tanttissime volte ed ad ogni ascolto noto ed apprezzo passaggi e soluzioni davvero notevoli, pur non essendo un fan esagerato del genere in questione. Mi sorge però un dubbio: "Heritage" è una parentesi, una dimostrazione di classe oppure rappresentaa una svolta nel sound ed in ciò che la band farà in futuro? Perche' questo album può anche essere un'evoluzione, ma io non volgio dimenticare da dove gli Opeth sono partiti e dove, negli ultimi anni,sono arrivati.Da grandissimo fan spero che nel prossimioalbum ci sia un ritorno a ciò che gli Opeth sono stati, coniugando passato (Orchid, Morningrise), passato recente (Still Life, Blakwater Park) e Watershed, che , forse, era già il giusto connubbio di tutto ciò...
Uitko
Giovedì 13 Ottobre 2011, 9.26.47
149
Per me disco dell'anno, ho apprezzato l'evoluzione degli Opeth (per alcuni involuzione) ed ora me ne godo i frutti. CD consumato...
piggod
Venerdì 7 Ottobre 2011, 10.05.14
148
@Awake: metti caso che se ascoltiamo di fila In the court of the Crimson King dei Crimson King, Foxtrot dei Genesis, Godbluff dei Van der Graaf Generator, Hemispheres dei Rush, In a glass house dei gentle giant, mekanik destruktiw kommandoh dei Magma, Close to the edge degli Yes e Heritage degli Opeth, Heritage riesce ad avere comunque una sua personalità distinta (per feeling mi sembra un incrocio fra Aqualung dei Jethro Tulle e qualcosa di apocalyptic folk), pur presentando delle influenze più che evidenti.
Awake
Venerdì 7 Ottobre 2011, 0.55.46
147
Piggod scrive >>> Ho visto parecchia gente che si è espressa, dicendo che, se valutato in termiini di prog rock, l'album non reggeva il confronto. A mio avviso, non solo l'album regge il confronto, ma dispone di una originalità talmente forte che, se andassimo ad ascoltare svariati album prog tutti in un fiato, riconosceremmo senza difficoltà alcuna Akerfeldt e soci. Applausi. Tipo? A quali album ti stai riferendo?
enry
Mercoledì 5 Ottobre 2011, 14.29.18
146
Non mi piace quasi niente di prog metal e non sono neanche lontanamente un esperto di prog rock. Fatta questa doverosa premessa e aggiungendo che sono ai primi ascolti posso dire che è sicuramente il disco degli Opeth che mi piace di meno. Nonostante ciò, qualche pezzo gradevole sono riuscito a trovarlo, su tutti Slither, Famine, Folklore e The devil's Orchard. Altri brani invece mi hanno annoiato non poco. Ci torno sopra dopo averlo ascoltato meglio, anche se spero che dal prossimo disco gli Opeth ritornino a fare gli Opeth, anche perchè questo è un genere che non mi ha mai entusiasmato.
Alessandro
Mercoledì 5 Ottobre 2011, 14.03.21
145
A me il disco è piaciuto, non è il loro miglior album, ma è valido. Voto 70/100
piggod
Mercoledì 5 Ottobre 2011, 12.51.59
144
Per carità, Akerfeldt ha il diritto di fare quello che gli pare, penso che nessuno voglia precludergli alcunché. Il mio era solo un suggerimento (che, tra l'altro, non verrà mai preso in considerazione, anche perché non verrà mai letto dal diretto interessato) che permetterebe al musicista svedese di evitare scomodi paragoni col passato.
everon
Martedì 4 Ottobre 2011, 16.00.19
143
Mi voglio soffermare sul commento di Piggod che,pur essendo assolutamente equilibrato,rappresenta un modo di rapportarsi alle band molto presente nei commenti che leggo su questo sito e che proprio non condivido. Un musicista non è di proprietà dei suoi fan!Come noi abbiamo il diritto di criticare il suo lavoro,Akerfeldt ha il diritto di fare ciò che vuole della sua musica. Perchè dovrebbe cambiare monicker? Gli Opeth sono frutto del suo talento,non dei nostri ascolti! Trovo difficile pensare che egli possa essere così interessato al lato economico a meno che mi si voglia convincere della commercialità della musica da lui proposta.....ma dopo avere sentito qualcuno dire che i pain of salvation si sono commercializzati(Scarsick infatti passa per radio che è un piacere!!!)tutto è possibile..... Io apprezzo o non apprezzo un musicista non un genere musicale che di per sè è soltanto un modo per catalogare cose spesso totalmente diverse...
piggod
Martedì 4 Ottobre 2011, 12.33.27
142
Ad ogni modo, se questa è la direzione futura della band, consiglierei ad Akerfeldt di cambiare monicker onde evitare paragoni col passato che non farebbero altro che nuocergli (sia perché molti dei fan che acquisirà con questa uscita non appprezzeranno i lavori passati, sia perché molti dei fan dei precedenti lavori non apprezzeranno la svolta - a mio modesto avviso, un taglio è necessario, tuttavia, mi rendo anche perfettamente conto che il nome "Opeth" è una fonte certa di guadagno, dunque, molto probabilmente, il cambio da me auspicato non averrà mai).
freedom
Domenica 2 Ottobre 2011, 15.52.47
141
Mah...ho cercato con tutta la buona volontà di qst mondo di farmi piacere sto disco, di apprezzarne anche le più impercettibili sfumature, di non giudicarlo in base al drastico cambiamento di sound rispetto al precedente (che mi era parecchio piaciuto)...che dire, penso sia un bell'album, molto "maturo", ben suonato, ma a conti fatti leggermente freddino...forse ci troviamo per le mani uno di quei lavori che crescono col tempo, ascolto dopo ascolto. Chi vivrà vedrà.
piggod
Domenica 2 Ottobre 2011, 15.37.11
140
Dopo moooooolti ascolti, mi sento in grado di esprimere un giudizio: è un grandissimo album, fra i migliori lavori di quest'anno. Ho visto parecchia gente che si è espressa, dicendo che, se valutato in termiini di prog rock, l'album non reggeva il confronto. A mio avviso, non solo l'album regge il confronto, ma dispone di una originalità talmente forte che, se andassimo ad ascoltare svariati album prog tutti in un fiato, riconosceremmo senza difficoltà alcuna Akerfeldt e soci. Applausi.
Sbiriguda
Mercoledì 28 Settembre 2011, 10.51.55
139
Anche a me questo 'Heritage' è piaciuto ben poco e devo ammettere che ho fatto una fatica abnorme a non comprare il lussuosissimo digipack quando me lo sono ritrovato tra le mani. Volevo solo ribadire, come ho fatto in diversi post tra le news, il mio personale convincimento che questa involuzione degli Opeth in senso retrospettivo e nostalgico non vada necessariamente imputata all'influenza di Steven Wilson, che in definitiva si è occupato solo del missaggio. Chiunque sia capace di trovare una canzone (nemmeno un disco intero, un solo brano!) di Porcupine Tree, Blackfield, No-Man o Wilson solista anche lontanamente simile a quelle di 'Heritage', si senta libero di smentirmi.
Remedy
Martedì 27 Settembre 2011, 23.03.51
138
l'album non mi fa impazzire ma folklore è bellissima
Ares
Martedì 27 Settembre 2011, 16.27.20
137
@Undercover: ecco su questo non discuto, lungi da me il ritenere Akerfeldt un genio! Magari sono riuscito ad apprezzare il disco in quanto guardato con un'ottica diversa e non aspettandomi comunque un capolavoro (nonostante i miei scritti qui presenti non posso assolutamente definirmi come il "fan provetto" degli Opeth, che apprezzo ma in misura decisamente ordinaria). O forse è proprio una semplicissima questione di gusti.. in fondo il mondo è bello perchè vario
iommi83
Martedì 27 Settembre 2011, 14.40.24
136
Wilson ha accoppato gli Opeth, questo è un dato di fatto sembra di sentire i Porcupine Tree, solo con molta più classe. In ogni album si sono fatte sempre più strada le sue idee a discapito di quelle del gruppo. Sull album c'è poco da dire, un disco ripetitivo fino all'inverosimile che ho faticato a finire a causa della monotonia. E non è per aver abbandonato il metal che stronco il disco, io ho amato profondamente Damnation che era un disco assolutamente non metal ma che era puro Opeth style.
Undercover
Martedì 27 Settembre 2011, 14.30.18
135
@Ares perdonami il mio post poteva anche essere urticante ma ne ho fin sopra i maroni di sentire gente che esalta Akerfeldt come fosse un genio intoccabile, questo disco è la dimostrazione è la conferma di quanto la vena compositiva e soprattutto espositiva degli Opeth sia fallace in assenza di altri elementi di livello superiore che la supportino e a ripetere i nomi neanche perdo tempo. E' la conferma di quanto chi non è un maestro e tenti di farlo cada nell'errore di portare avanti progetti e pensieri di cui non è capace e proprietario, questo è "Heritage" un disco di cui Akerfeldt è tutto tranne che padrone.
Absynthe6886
Martedì 27 Settembre 2011, 12.47.31
134
@NagasH: dici che ci scappa una bella recensione?
NagasH
Martedì 27 Settembre 2011, 10.47.41
133
@Absynthe6886: che grandissima band i bokor!
Enrico
Martedì 27 Settembre 2011, 7.55.40
132
Mah... a me è piaciuto.
Ares
Martedì 27 Settembre 2011, 1.16.00
131
@Awake: mi sono spiegato male... o forse non hai seguito il mio discorso dall'inizio. A mio avviso gli Opeth hanno sempre avuto una componente "progressive" e a questo giro hanno costruito un disco attorno ad essa (così com'era successo per la loro componente acustica in "Damnation")., tuttavia a mio avviso questo NON E' un disco progressive, neppure nelle intenzioni! E' appunto un porre la lente d'ingrandimento su sfaccettature che ci sono sempre più o meno state. Quando dico di non sentirci nulla di Genesis e Yes mi riferisco a questo, ALL'ESSENZA: atmosfera, ambienza, stilema compositivo. Io qui continuo a sentirci moltissimo gli Opeth, nonostante i suoni e le soluzioni differenti adottate. E ripeto, l'unico "prog-monster" che mi sento di avvicinare ad "Heritage" di tanto in tanto è il Re Cremisi...ma sempre ad un livello di sensazione. Se poi dovessi comparare i singoli riff/arpeggi con quanto già esplorato dalla tradizione settantiana allora di sicuro qualche accenno ai grandi ci sarebbe, ma come è inevitabile che ormai ci sia in qualunque disco. Ripeto, sarò una mosca bianca ma a me piace...e credò che assumerà una luce particolare anche in relazione a quelle che saranno le loro future mosse discografiche..
Broken Dream
Martedì 27 Settembre 2011, 0.08.27
130
Non riesco davvero a trovare un aspetto positivo in questo disco. Davvero un lavoro non all'altezza della fama che gli Opeth sono riusciti a costruirsi nel corso degli anni.
Broken Dream
Martedì 27 Settembre 2011, 0.08.23
129
Non riesco davvero a trovare un aspetto positivo in questo disco. Davvero un lavoro non all'altezza della fama che gli Opeth sono riusciti a costruirsi nel corso degli anni.
Awake
Lunedì 26 Settembre 2011, 23.53.17
128
Ares dici che non trovi traccia di prog? Ascolta l'inizio di "The Devil's Orchard" poi vai a prenderti "A Trick of the Tail" dei Genesis e ascolta l'intro del brano "Dance on a Volcano" e dimmi se non senti una certa somiglianza. Giusto per citarne uno fra i tanti, ecco...
Absynthe6886
Lunedì 26 Settembre 2011, 23.49.07
127
Deluso. Mortificato. Un coacervo di prestiti musicali attinti a 30/40 anni or sono non mi fanno esultare per le presunte essenze vintage; piuttosto mi portano ad convincermi che quest'album puzza di vecchio. Resto basìto da tale tentativo che, nelle intenzioni e negli esiti, assomiglia più ad un prurito adolescenziale votato all'emularzione dei propri idoli anziché, come era lecito attendersi, ad una maturata consapevolezza delle proprie influenze da parte di un personaggio ormai navigato del music biz. Un album sornione, sfacciatamente anacronistico, insopportabilmente pedante, ridicolmente pedissequo di quanto prodotto dai numi tutelari del "proprietario" della band. In una parola: kitsch! Tutto si risolve nel (banalmente) detto. E tutto potevo attendermi dagli Opeth, tranne che si producessero in un così basso esercizio di stile (nonostante ve ne siano, e di ben evidenti, disseminati in gran parte della loro discografia). Mai stati dei geni, mai fatto miracoli in musica, ma certamente vi era genuinità nell'alternare, senza suonare ossimorici, le due anime che componeva il loro sound. Ciò che mi lascia ancor più con l'amaro in bocca è il fatto che sono impossibilitato a stroncare pesantemente un disco del genere; poiché l'unica qualità che gli riconosco è la forma, perfetta sotto ogni aspetto: dalla produzione all'esecuzione all'arrangiamento. Davvero nulla da eccepire. Se non che il tutto suona come una presa per il culo... formale. Una presa per il culo che si lascia anche ascoltare per come è ben congeniata, ma che alla fine dei conti non posso che considerare per quello che è: uno scherzo! Per me: 50/100. P.S.: sul discorso di cosa sia o meno il progressive, sottoscrivo ogni grafema di Nagash. P.P.S.: spiace essere consapevoli di quanto venderà quest'album ed ancor di più supporre che di una band come i Bokor, e del loro secondo ottimo disco Vermin Soul, se ne sappia poco o nulla in giro. C'est la vie...
Ares
Lunedì 26 Settembre 2011, 23.33.33
126
@Undercover: a mio parere dire che se qualcuno non sente in questo disco del prog rock "è un problema grosso" è decisamente evitabile... anche perchè non esiste etichetta più evanescente (evidente già nella matrice semantica della parola stessa) di quella di "progressive". Tu potrai vederci sfumature di un certo tipo, io di un altro, senza per questo essere "maggiore conoscitore" (dal tuo verbo "sconoscere") di un ambito musicale talmente ampio e sfaccettato. RIpeto, io fin da prima che uscisse l'album sento parlare di forti influenze alla Yes, Genesis, Gentle Giant, VDGG... delle quali io non trovo traccia. Ma non è un problema, magari chi porta questi paragoni vede nelle suddette entità (e nel presente disco degli Opeth) affinità che a me non paiono presenti. Non sono più stupidi, nè conoscono la musica meglio/peggio di me. Colgono in maniera differente, punto. Non vedo il costante motivo di criticare (spesso con arroganza) il pensiero e il sentire altrui. Detto questo, sono convinto che l'album piacerà a chi troverà in esso qualcosa di bello, non a chi è "musicalmente ignorante" o ammaliato dal moniker Opeth, per rispondere ad alcune delle rigide caratteristiche che hai listato tu.
J.C.
Lunedì 26 Settembre 2011, 22.05.02
125
D'accordo con Undercover. Ogni singola parola. Da fan degli Opeth dispiace tanto, sopratutto perchè ho la sensazione non che qualcosa sia cambiato, piuttosto che probabilmente non tornerà più come prima. Ovvio che non mi aspettavo il capolavoro, ci può stare, ma a preoccuparmi è il fatto che sembra sconclusionato in ogni suo aspetto, riff accatastati lì senza criterio con il solo scopo di "imitare" un sound progressive.
Undercover
Lunedì 26 Settembre 2011, 21.17.02
124
Ovvio non si pretende un discorso del "capolavoro conclamato" ad ogni uscita, peccato che qui non ci siano gli Opeth, è un disco che prentende di suonare prog senza saperlo fare, è un'opera manieristica pseudo-finto-acculturata musicalmente che manca della base, non c'è l'anima di chi l'ha composto e ripeto che il problema più grosso sta a monte, questo disco non è di Akerfeldt ma una pregevole sessione musicale orchestrata da Steven Wilson dove Mikael si diverte a suonare e canta benino senza portare a casa un risultato che si possa definire decente. Purtroppo in questo caso siamo fuori dall'ambito heavy metal e sono d'accordo con te sul discorso fatto in linea di massima, ho iniziato con purtroppo perché questo album pretende di suonare con una visione rock di cui a quanto pare il signor Akerfeldt non ha proprio idea come si possa costruire, è la conferma che il suo operato sin quando è guidato sotto canoni già impostati da altri maestri rende anche perché era supportato da due geni che ho già citato Lopez e Lindgren adesso assenti e che nell'operato delle vere "opere" Opeth hanno fatto sentire tutto il loro peso artistico, da solo Mikael è poca cosa, i suoi mentori Danny Swano e lo stesso Wilson sono di ben altra pasta e a casa mia sono i maccheroni che metti in pancia che contano, non l'aria fritta, "Heritage" è aria fritta che piacerà a chi il progressive rock lo sconosce del tutto o a chi se lo farà calare per il monicker Opeth, i restanti se leggi i commenti anche di fan ben più accaniti di me, hanno portato a galla solo una delusione inaspettata e francamente insperata anche se le anticipazioni potevano farla prevedere.
Gary Holt
Lunedì 26 Settembre 2011, 20.46.43
123
@Undercover: Guarda, io ho 38 anni, ascolto heavy rock da quando ne ho 11... posso dire di aver vissuto, album dopo album, le carriere di tantissimi mostri sacri del nostro genere. Posso anche affermare con certezza che le stesse monstre-band hanno raggiunto più o meno tutte il top della carriera artistica al terzo/quarto album... poi quasi tutte hanno finito per produrre ottima musica, godibilissima, professionalmente arrangiata e prodotta, ma aimè, senza più raggiungere i vertici dei primi lavori. Se penso a Blackwater park, ad images and words, a master of puppets, a the number of the beast, a operation mindcrime....... ....per citarne alcuni.... caposaldi e ispiratori di molte delle etichette create nel nostro genere. E' chiaro che se dovessi dare un voto a ciascuno degli album di cui sopra probabilmente non basterebbe il 100... ma è anche vero che dagli opeth o dai dream theater non possiamo aspettarci ad ogni uscita un blackwater park o un images and words... impossibile. Non ritengo però corretto parametrare gli album successivi a quei capolavori, perchè qualunque lavoro ne esce ingiustamente penalizzato e svilito. Così come non trovo corretto dopo tanti anni di musica etichettare le band...ad ognuno di noi un album deve poter esprimere le sensazioni soggettive unicamente derivanti dall'ascolto.. non da un etichetta.
Undercover
Lunedì 26 Settembre 2011, 19.22.34
122
@Gary Holt "sto prog che palle" se non ce lo senti c'è un problema di fondo e grosso... si può dire quello che si vuole ma i riferimenti ci sono tutti, poco incisivi, decisamente banali, se poi ogni stronzata che esce sotto certi monicker diventa incontestabile hanno ragione quando dicono che certi metallari sono ottusi come le capre (riferimento generalizzato).
Gary Holt
Lunedì 26 Settembre 2011, 18.41.23
121
@Ares: d'accordissimo, ecco qualcosa dei king krimson esce di tanto in tanto, come nello stacco acustico di ghost of perdition.... li si che c'erano richiami alla corte del re... ...poi con sto prog che palle... Opeth fanno ottima MUSICA. PUNTO
Ares
Lunedì 26 Settembre 2011, 14.31.48
120
Io invece trovo questo lavoro (a differenza di quel che dice la recensione) come una vera e propria rilettura dell'Opeth sound (esattamente come lo era stata "Damnation") attraverso una lente differente. Non capisco chi cita i vari Yes, Genesis... di cui non c'è traccia. Al massimo ogni tanto emerge qualcosa di King Crimsoniano, ma si tratta cmq di un tipo di sfumatura che in modo trasversale contraddistingue i nostri sin da "Still Life". Andrò controcorrente, ma a me questo "Heritage" (oltre a piacere davvero molto) sembra proprio una versione elettrificata (in modo leggero) di quello che era stato "Damnation". Si è dato risalto ad un aspetto musicale piuttosto che ad un altro ma i riff, le atmosfere, le melodie alla Opeth sono sempre lì. Altro che tributare e riciclare da altri. Per me un disco godibilissimo!
NagasH
Lunedì 26 Settembre 2011, 12.47.35
119
Meno intesito suvvia Ho cercato di essere il più supponente possibile! Si scherza, adieu anche a te
JD's
Lunedì 26 Settembre 2011, 12.44.21
118
*citato, visto che si parla di grammatica...
JD's
Lunedì 26 Settembre 2011, 12.43.34
117
peccato che omettendo il "viene" prima di "trasformata" la frase non abbia senso, ma pazienza...comunque basta grammatica e logica, anche perchè se interviene l'esimio prof Billorock io non ce la posso fare. sul disco ho detto ciò che ne penso: delusione. ciò non toglie il fatto che le due recensioni non mi siano piaciute per niente per i motivi che ho citto prima...adieu
NagasH
Lunedì 26 Settembre 2011, 12.38.12
116
L'appunto finale, che accolgo con umiltà, non è di analisi logica ma di semplice grammatica. Il soggetto del secondo periodo infatti è la definizione di "QUESTA (la febbre del valvolare) forzata riscoperta del passato" la quale viene "trasformata in...", oppure hai bisogno del tema elementare senza gli omissis discorsivi per poter capire il senso di una frase? A diatriba finita sei ancora ad attaccarti al senso grammaticale, per altro discutibile quanto ci pare, e del disco non hai detto nulla. Hai sbagliato sito
BILLOROCK fci
Lunedì 26 Settembre 2011, 12.37.45
115
JD's : ma di jack daniels, te ne scoli parecchio al mattino vedo ?!! Se t innervosisce così tanto, l italiano "correggiuto", iscriviti all Accademia della Crusca, no ??!!
JD's
Lunedì 26 Settembre 2011, 12.26.01
114
"appunto di analisi logica privo di fondamento" perfetto: non mi metterò a discutere con chi non sa che il participio passato ("trasformata" dal verbo trasformare) non regge una frase principale, ma al massimo una frase subordiata. quindi passo e chiudo... anzi, no rompo ancora le palle: se vuoi un "appunto di analisi logica" CON fondamento, allora sappi che SOTTINTESO non si scrive con l'apostrofo
NagasH
Lunedì 26 Settembre 2011, 11.50.39
113
@JD's: Non essendo andato a capo dopo il punto, il periodo ha come soggetto sott'intenso "The Valve Rush", la febbre delle valvole. La frase non è altro che una personale definizione del concetto. Il predicato, carissimo, è dato dal verbo transitivo "trasformare". Sbrogliata la seconda parte della tua, concedimelo, ignara domanda passo alla prima parte d'essa. La prima recensione riassumendo i fatti pone una chiave di lettura "evolutiva" del disco, cercando in tal modo di evidenziare lo strappo netto ed in controtendenza rispetto ad una generale gradualità avutasi nel passato. Per quanto riguarda il sottoscritto invece, vista la mia naturale supponenza e pretenziosità, non mi devo assolutamente giustificare con nessuno. Ognuno ha le sue esperienze d'ascolto, il proprio bagaglio musicale e la sua personale formazione culturale che divergono, si spera, dal "carbon copy system" e che portano a disamine più o meno convenute. Ricapitolando, critica fallace alla prima recensione, critica sterile alla seconda recensione, appunto di analisi logica privo di fondamento. C'è altro?
JD's
Lunedì 26 Settembre 2011, 10.41.28
112
delusione... inoltre, la prima non è una recensione, ma un riassunto di fatti ed avvenimenti in cui si parla molto poco del disco; la seconda è una critica sin troppo pretenziosa e supponente, a partire dal definire gli Opeth "band più sopravvalutata del decennio" (BOOM!!!). Ah, poi se il recensiore mi spiegasse cosa voleva dire nella seconda frase del capitolo intitolato "THE VALVE RUSH" (da "Questa forzata riscoperta" a "dei casi e dei musicisti") dato che mancano un soggetto ed un verbo...
Rashomon
Domenica 25 Settembre 2011, 23.48.19
111
Una noia tremenda. Non si arriva alla fine, due palle così.
Awake
Domenica 25 Settembre 2011, 17.47.18
110
Quoto Nagash e Undercover: Heritage è fuffa che si vuol far passare per prog. Ma mi sa che qui dentro gente che ha ascoltato il prog anni 70 ce ne' veramente poca. Consiglierei un bel ripasso a questo punto.
non mi piace...
Domenica 25 Settembre 2011, 14.26.09
109
50
Jimi The Ghost
Domenica 25 Settembre 2011, 13.14.27
108
@NagasH: assolutamente e completamente d'accordo con te e sulla tua linea logica. Senza ombra di nessun dubbio.
NagasH
Domenica 25 Settembre 2011, 13.07.46
107
Io premio moltissimo la qualità degli arrangiamenti, ho spesso dato voti bassi a dischi con molto potenziale che peccavano negli arrangiamenti. Detto questo Heritage ridonda in produzione e arrangiamenti salvo essere un disco banalotto, di quella che chiamo raffinatezza per i poveri (d'orecchi). Poi se vogliamo possiamo parlare di definizione (molto blandamente e pur consci della contraddizione in termini) di progressive e ci rendiamo conto da noi che questo disco progressive non è.
Jimi The Ghost
Domenica 25 Settembre 2011, 13.06.41
106
@Undercover: Si, si, per il resto sono d'accordo con te e con le recensioni...ci troviamo sullo stesso piano senza saperlo! insomma era solo per dirti e rimarcare nei commenti che il mixing ed il recording sono elementi importanti e significativi...e vanno considerati poiché fatto da persone che ci mettono l'anima. Jimi TG
freedom
Domenica 25 Settembre 2011, 13.05.51
105
@ Undercover : grazie del consiglio!
Undercover
Domenica 25 Settembre 2011, 12.58.12
104
@Jimi The Ghost grazie per la spiegazione, forse mi sono anche espresso male, quello che intendevo dire è che oggi più di ieri è sin troppo facile far suonare un qualsiasi disco perfetto o dargli una produzione che garantisca una buona resa sonora, non ci vogliono miracoli solo i mezzi e onestamente agli Opeth non mancano. Poi non ho detto che il disco fa schifo ma che è vuoto, cosa ben diversa, è come sentire una compilation di altri musicisti trovatisi lì per caso e per quanto mi riguarda la recensione di Nagash ha centrato molti dei punti carenti di quest'album se non tutti. @Freedom prova "Orchid", "Still Life" (che rimane il mio preferito) e "Damnation" personalmente sono quelli che ascolto di più.
freedom
Domenica 25 Settembre 2011, 12.51.59
103
Boh...a me non sembra che faccia schifo. Devo ammettere però di non essere un grande fan di questa band, quindi qualcuno può dirmi quali sono i veri capolavori degli Opeth? Così vado ad ascoltarli...grazie.
Jimi The Ghost
Domenica 25 Settembre 2011, 12.46.53
102
@Undercover non credo che sia esattamente così...l'anima di una canzone viene fuori solo e proprio con l'arrangiamento. Quando tu hai intenzioni di registrare un pezzo che hai scritto solo con uno strumento...lo porti, di solito, ad un arrangiatore che lo fa di mestiere, e ti costruisce l'intero brano polistrumentale. Prova ad andare nelle sale di registrazione del mondo con solo con un foglio di carta con scritto la sezione lirica...il resto lo fanno tutto loro! Quindi ottimo arrangiamento=ottima canzone=vendite. Molti musicisti di altissimo livello ed alla frutta, ma con alle spalle studi di composizione e arrangiamento, si pagano l'affitto e le bollette in questa maniera...(L'ho fatto di mestiere un paio di anni sulle sezioni ritmiche in recording...). Era solo per essere chiari su un argomento che ci tengo particolarmente...poi se questo cd è vuoto, fa schifo....insomma il resto non mi interessa...! Ciao! jimi TG
Undercover
Domenica 25 Settembre 2011, 11.38.17
101
Se la musica fosse fatta solo di arrangiamenti ed esecuzioni perfette i 90 fioccherebbero bastarebbe far suonare la gente solo in studio. Il problema di fondo è che 'sto disco non ha anima, è vuoto nonché fasullo come una moneta da tre euro. Il disco può anche salire con gli ascolti ovvio, se uno non conosce una sega di prog se lo fa pure calare dicendo che sia veramente immenso, che il voto dei lettori aumenti non ci farei troppo caso, come c'è chi vota 0 per astio come una band ci sono anche capre che votano 99 per dischi che valgono molto meno. Io continuo a essere deluso e lo dico da fan, li seguo praticamente da sempre e per me sia il tanto osannato "Watershed" ma soprattutto questo sono due "scivoloni" non da poco, si risolleveranno? O meglio si risolleverà? gli Opeth non esistono ormai dai tempi di "Ghost Reveries", Akerfeldt è quello che tira la carretta e forse ha troppe manie di protagonismo senza possedere ahimé la componente caratteriale (in ambito musicale ovviamente) per poter portare avanti progetti ambiziosi. Ricordo che i veri "capolavori" di questa band si nutrivano non solo di Mikael ma anche di geni come Martin Lopez decisamente superiore ad Axenrot dietro le pelli e Peter Lindgren, poi se voi mi dite che senza questi elementi gli Opeth hanno fatto anche meglio, l'unica cosa che posso asserire con tutta tranquillita è: NON DICIAMO CAZZATE.
Gary Holt
Domenica 25 Settembre 2011, 11.11.38
100
ennesimi voti assurdi, dopo dream theater... quello che manca a questo sito è la capacità di scindere la MUSICA vera dallo strimpellare.... non posso leggere 50 ad un lavoro del genere e poi 90 a qualche album di death metal composto e registrato in una settimana... (e a me il death PIACE beninteso!!) Heritage solo per gli arrangiamenti, la ricercatezza dei suoni e le atmosfere vale un 80... se rapportato ai dischetti di cui sopra... ....manca questo metro di giudizio.... peccato
freedom
Domenica 25 Settembre 2011, 4.30.37
99
Questo disco ha solo bisogno di tempo...è un ottimo album. Voti troppo bassi.
Cosmo
Domenica 25 Settembre 2011, 1.43.59
98
@Aelfwine: mi trovi perfettamente d accordo.
Aelfwine
Domenica 25 Settembre 2011, 1.31.57
97
Non sono stato entusiasmato da questo lavoro degli Opeth, eppure rifletto anch'io sul fatto che il voto dei lettori cresce giorno dopo giorno. Pur essendo d'accordo coi giudizi di queste due recensioni, suggerirei a volta, se posso permettermi, una maggiore attesa tra l'uscita dell'album e la sua recensione. Sapete molto bene di quanto l'assimilazione di un album cresca col passare dei mesi di ascolto. In tributo ad una grande band quali sono (stati?) gli Opeth, avrei aspettato almeno un mese prima di recensire questo album.
Ascarioth
Domenica 25 Settembre 2011, 0.35.41
96
Il voto dei lettori cresce col tempo... magari anche l'album cresce col tempo, per ora non ho ancora trovato quel qualcosa che mi manca per chiamarlo "OTTIMO ALBUM".
Awake
Domenica 25 Settembre 2011, 0.10.09
95
A chi afferma che pochi hanno capito davvero questo album rispondo che in questo album non c'è proprio nulla da capire: Heritage rappresenta la mediocrità compositiva e la scarsa ispirazione di Akerfeldt allo stato dell'arte. Non nascondiamoci dietro a un dito dicendo che noi non capiamo. Sono nato a pane e progressive e ti garantisco che il prog targato Opeth è banalotto, immediato, commerciale e assolutamente derivativo nel senso più spregiativo del termine (un copia-incolla). Tutta roba strasentita in sostanza. Avevo confidato ,olto in questo album perchè "Ghost Reveries" e "Watershed" stavano prendendo una gran bella piega in quanto miscelavanoo il prog d'antan col death metal senza rinnegare il sound opethiano (Hessian Peel ad es. questo sì un capolavoro). Qui manca l'ispirazione e un filo logico ad amalgamare il tutto. A parte alcune parti carine è un album senza senso che trascina l'ascoltatore all'interno di una noia mortale e irreversibile.
Morningrise
Sabato 24 Settembre 2011, 11.10.16
94
60 è già troppo, per un album del genere io avrei dato 40
tribal axis
Venerdì 23 Settembre 2011, 23.56.57
93
mi astengo dal giudizio, devo vedere se cresce o meno con il tempo.
ROSSMETAL65
Venerdì 23 Settembre 2011, 22.48.11
92
Certo,se volevano muovere le acque,con questo lavoro hanno prodotto uno tsunami!Non posso dire che e' un bel lavoro solo perche' e' degli Opeth....anzi,il cambiamento è troppo forte e perentorio,anche se prima o POI era inevitabile,ma...preferivo POI!E' un disco che non mi convince e,forse,non convince neanche loro,ma il gusto di specchiarsi allo specchio e dire "Quanto siamo belli e bravi" deve averli portati un po' troppo fuori strada.Bene,faccio finta che e' solo un piccolo incidente di percorso,ma se seguiteranno su questo andazzo????
Moro
Venerdì 23 Settembre 2011, 22.38.17
91
@Paul_the_boss: le intenzioni di Akerfeldt si vedono benissimo visto che ormai della formazione originale c'è rimasto solo lui.. ultimamente le vene compositive di Peter erano andate scemando sempre di più e Mikael ha impostato maggiormente le sue influenze.. non dico che sono brutte.. sono semplicemente circostanziali. Non ci sono più ne' bei riff ne' belle parti vocali.
Ascarioth
Venerdì 23 Settembre 2011, 21.07.22
90
@Paul the boss: forse hai ragione, ma nulla può togliermi dall'animo la sensazione che manchi qualcosa. Sottolineo "che manchi qualcosa", non "fa schifo".
Paul the boss
Venerdì 23 Settembre 2011, 19.13.05
89
Leggendo i commenti (e anche la recensione) qualcosa mi dice che pochi hanno capito davvero questo album e le intenzioni di Akerfeldt nel concepirlo.. non è per niente vero che gli opeth sono a corto d'idee e di certo NON è un'operazione commerciale(anzi)! gli opeth hanno voluto discostarsi dal death metal per creare un disco prog, che oltretutto è mixato da dio e non ha nulla a che invidiare al passato.. E' l'ennesimo capolavoro, ma forse a molta gente piace scuotere solo la testa..
Flv
Venerdì 23 Settembre 2011, 16.41.46
88
dategli il tempo di crescere , non e' per niente immediato o di semplice assimilazione
btbam
Venerdì 23 Settembre 2011, 15.05.46
87
un bel disco, niente da dire...ma io ascoltavo progressive death metal...secondo me, non sono più gli opeth...
Moro
Venerdì 23 Settembre 2011, 12.55.41
86
Il disco, sulla carte, è potenzialmente uno degli album migliori dell'anno (e degli Opeth): chitarre morbidissime, produzione levigata e soffice, registrazione vintage e un approccio al prog anni '70 totale. Peccato che non ci siano riff memorabili, le linee vocali di Akerfeldt sono veramente di serie-b e qualsiasi trademark "Opeth" è scomparso. Confermo il voto.
Mr.Darcy85
Giovedì 22 Settembre 2011, 19.00.27
85
ascoltato piu volte quando era in ascolto gratuito...non un'album da opeth ma davvero splendido e convincente. dimentichiamo i tempi di blackwater park con malinconia ma apprezziamo questo sound VOTO 80
Thomas
Giovedì 22 Settembre 2011, 15.50.24
84
Insomma...
Radamanthis
Giovedì 22 Settembre 2011, 14.36.59
83
Premettendo che non è che conosco gli Opeth in maniera così approfondita tale da poter esser rimasto male da un'evoluzione o meno del loro suono ho ascoltato questo disco e sinceramente lo trovo suonato benissimo, arrangiato spettacolarmente, prodotto divinamente e cantato egregiamente (molto meglio così che tutto growl per il sottoscritto anche se qua e là poteva inserire qualcosa in growl) ma...un pò noioso. La classe di questa band è immensa e gli arrangiamenti sono da brividi ma sinceramente le canzoni non tendono a decollare, mi aspettavo imrovvise accellerazioni o momenti avvincenti ma ciò che rimane è la noia. Non credo che vada oltre il 60 di Metallized per me. Certo è di difficile assimilazione e forse di ascolto in ascolto il voto salirà ma sinceramente non so se ci sarà tutta questa volontà di ripetuti ascolti...
fdrulovic
Giovedì 22 Settembre 2011, 11.31.44
82
Ok.D'accordo non è un disco "Opeth Style". E' un disco progressive. Bene, lo sentio lo ascolto e lo riascolto e mi rendo conto che suoni e composizioni cosi' le sento da 30 anni ed esistono da quasi 50. Passi. Il blues esiste da ancora prima. Dovrebbe trasmettermi qualcosa, dovrei apprezzare i passaggi, i cambi stilistici. Nulla. Tutto già sentito e metabolizzato. Vabbè mi dico anche l'interpretazione ha importanza nella trasmissione di emozioni. Nulla. Se voglio ascoltare Opeth mi sento Orchid. Se voglio ascoltare prog, senza scomodare nomi eccellenti posso pure ascoltare gli IQ, i Pendragon gli Archive e mi annoio di meno. Una delusione. Mi tocca pure dare ragione ad Undercover () sul fatto che Akerfeldt è stato divorato dal morbo di Wilson, che ha come effetto quello di banalizzare qualsiasi cosail malato tocchi. Soporifero ed inutile. Mio voto 45.
Croptic
Mercoledì 21 Settembre 2011, 23.38.09
81
D'accordo con la seconda recensione, in particolare con l'ultima parte. Quest'album potevano tranquillamente farlo uscire a nome di Akerfeldt. Invece nella recensione di Rota non capisco come si possa parlare di jazz, di Genesis e di King Crimson. Mai sentito niente del genere negli Opeth. Semmai si dovesse citare un gruppo progressive credo che questi siano i Camel, riconoscibili nelle parti acustiche e soprattutto solistiche (clean) di Akerfeldt
A Kind Of A Kind Of A Kind Of A Kind Of A Kind Of
Mercoledì 21 Settembre 2011, 22.27.19
80
buuuu vogliamo il vero det metal buuu abbasso il prooggressivo!
ixo
Mercoledì 21 Settembre 2011, 22.20.58
79
concordo con chi ha detto che 'sto cd è una gran rottura di coglioni... zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz
Arvssynd
Mercoledì 21 Settembre 2011, 22.12.19
78
D'accordissimo con Nagash, forse è stato anche troppo generoso... Opeth risvegliatevi.
Witchcraft
Mercoledì 21 Settembre 2011, 20.41.11
77
anche a me piace..famine e folklore sono bellissime, anche se alla fine nell'insieme mi sarei aspettato molto di +..
Radamanthis
Mercoledì 21 Settembre 2011, 20.15.21
76
Belle le recensioni, complimenti a entrambi! Domani darò il mio commento al disco, me lo daranno stasera! Sono curioso piu' che altro.
Davide
Mercoledì 21 Settembre 2011, 19.56.58
75
fra meno di un anno tutti cambieranno idea e quest'album sarà ritenuto all'altezza. a me è piaciuto
Ascarioth
Mercoledì 21 Settembre 2011, 18.41.23
74
Diamine... più LO ascolto, più LI rivoglio... i vecchi Opeth che urlavano come delle bestie e dopo un attimo ti cullavano... e si, mi riferisco anche agli Opeth degli ultimi anni. Non ritengo Heritage brutto, anzi... suonato ottimamente, mixato altrettanto, con delle belle canzoni (Per me Slither, I feel the Dark, Famine), ma... ma... mancano gli Opeth. Non ho rimpianti a dire che questo è il primo album degli Opeth che trovo inferiore agli altri, e non ho tuttavia neanche rimpianti a dire mi piace abbastanza, ma sono convinto che un vero fan, uno che sostiene i gruppi che ama alla follia (come ho sempre fatto io per gli Opeth), deve saperne riconoscere anche i cali. Però questo piccolo calo non cancellerà in me tutto ciò che hanno fatto fino ad ora, continuerò a sostenerli, il 24 Novembre all'Alcatraz di Milano sarò ancora in prima fila. Mi hanno dato troppo per abbandonarli al primo passo azzardato.
Andrea
Mercoledì 21 Settembre 2011, 18.15.34
73
Verissimo. Ma tu hai parlato di grandezza oggettiva (hanno influito sullo sviluppo della musica moderna), non dicendo "mi piacciono di più". Gli Amon Dull che citi non li conosco, ma ho appena visto che anche Piero Scaruffi (sul suo sito) piazza voti alti. Proverò a sentire qualcosa.
Kryptos
Mercoledì 21 Settembre 2011, 18.12.33
72
Boh, scusate se dico una minkiata bella e buona ma secondo me quest'album è la cosa migliore fatta da Akerfeldt (perchè diciamocelo, ormai si tratta solo di lui) negli ultimi dieci anni; quindi dopo "Blackwater Park". Meglio soprattutto di "Watershit", che negli ultimi tempi mi è calato tantissimo. Poi vabbè, non è "Orchid" e non è nemmeno "Still Life", e sinceramente a me sta bene così... Voto 80.
Awake
Mercoledì 21 Settembre 2011, 18.06.44
71
Il progressive è un arrangiamento... Cmq concordo con il recensore... mi riferisco a Nagash ovviamente...
NagasH
Mercoledì 21 Settembre 2011, 17.42.14
70
Duul*
NagasH
Mercoledì 21 Settembre 2011, 17.41.40
69
Hai parlato di un gruppo, non di un disco...concetti ben diversi e da vedersi con un ottica del tutto differente. Sfido, in un censimento, a trovare lo stesso numero di estimatori dei Magma o degli Amon Dull rispetto a quelli dei vari King Crimson o Pink Floyd. Eppure nonostante le due band, ognuna nel suo ambito, abbiano pubblicato anche qualche disco discutibile, possono vantare quasi la medesima importanza in quel che è stato lo sviluppo della musica contemporanea.
Andrea
Mercoledì 21 Settembre 2011, 17.24.54
68
@Doom (ma anche in generale): sì, ma un discorso oggettivo c'è sempre nella musica intesa come forma d'Arte. Tu puoi dimostrare perché una band è superiore a un'altra (oggettivamente). Faccio un paragone estremo: I Velvet Underground e i Finley. Ok, mettiamo che io (non è così) ami i Finley. Sono carini, ben vestiti, bravi ragazzi, hanno un sound fresco e le canzoni mi piacciono. I V.U. erano un branco di fattoni, incapaci di suonare e il loro sound è vecchio, non mi piacciono i loro brani. Questo è un giudizio soggettivo (mi piace, non mi piace). Ma se guardo in maniera oggettiva, direi: I Finley sono una band commerciale e patinata, lanciata da un produttore seguendo il sound che vende al momento (Green Day) e mirata a colpire le ragazzine. Il loro lascito alla musica è nullo. I V.U sono (forse) il più grande gruppo rock di sempre, negli anni '60 hanno creato un genere rock psichedelico e rumorista (malato di blues), e hanno influito su larga parte della storia del rock, tanto da gettare le basi per quello che verrà dopo (punk, noise, indie, post rock, shoegaze, ecc.) e migliaia di band si ispireranno anche a loro. Questo è un discorso oggettivo: sono più grandi per dei motivi oggettivi, non soggettivi. Spero sia chiaro l'esempio.
Undercover
Mercoledì 21 Settembre 2011, 17.13.02
67
@Nagash peccato però che per arrivare a comprendere tale concetto almeno un paio di quegli album si debbano conoscere e bene... è quello che manca a tanti che si approcciano a questo disco inneggiando al capolavoro o a un lavoro di svolta, ma quale svolta???
NagasH
Mercoledì 21 Settembre 2011, 17.04.32
66
Il fatto che non li ami particolarmente deve significare necessariamente che non li abbia ascoltati a fondo e che non li capisca? No perché mi pare di aver elogiato uno dei loro dischi più "forti" per il periodo in cui uscì. Giudizi negativi? Io ho estrapolato e messo il disco sul medesimo piano sul quale si sono voluti mettere gli stessi Opeth. Se poi vogliamo dire che Heritage vale un In The Court Of Crimson King ( o un Red), un Aqualung piuttosto che un Maltid (i Samla Mammas Manna, visto che ho citato il Rock In Opposition, sono un'ottimo esempio a metà anni 70 dello spirito progressive)? Con 20€ francamente oggi si possono fare investimenti, datati, di ben più elevato spessore artistico.
MegaSimo
Mercoledì 21 Settembre 2011, 16.48.58
65
@NagasH: come tu mi hai consigliato sono andato in fondo alla lettura e ho trovato esattamente quello che mi aspettavo... tanti giudizi negativi messi in fila da una persona (come tu dici all'inizio) che gli Opeth non li ha mai amati (ma amare una band non è necessario per scrivere una recensione) e soprattutto capiti, quindi continuo a non capire perchè ti sia occupato di un disco così particolare della già non facile discografia di questa band. Poi come dice giustamente Doom ognuno ha la sua opinione.
NagasH
Mercoledì 21 Settembre 2011, 16.33.21
64
@MegaSimo: La prossima volta vai in fondo alla lettura e criticami sui contenuti. Se hai bisogno di sviolinate e leccate di d'ano a tua "maestà" Årkefeldt puoi tranquillamente andarne in cerca per l'etere e gongolare dinanzi a turbinii di esaltazione condita da orgiastiche e magniloquenti enfasi sulla grandezza di tale opera. A quanto pare per recensire gli Opeth bisogna amarli o ancor meglio, non averli sentiti nominare prima?
Doom
Mercoledì 21 Settembre 2011, 16.31.45
63
pardon Beethoven..
Doom
Mercoledì 21 Settembre 2011, 16.31.03
62
opinione l'arte è sempre soggettiva e non mette d'accordo tutti solo quando si arriva al genio ci riesce la quinta di Beethiven ne è un esempio deduco che sia amata da tutta l'umanità. Molti ritengono BWP uno dei capolavori degli Opeth per me è Damnation. Ognuno la pensa come vuole le recensioni come sono state scritte giustificano il voto . Poi liberi di non accettarlo. de gustibus insomma Peace and Doom
NagasH
Mercoledì 21 Settembre 2011, 16.24.27
61
Nello stesso fatto di sapere - in quanto io so - l'oggettivo ed il soggettivo sono così uniti che non si può dire a quale dei due compete la priorità. Non vi è qui un primo e un secondo, entrambi sono contemporanei e una cosa sola. Nell'atto di volere spiegare questa identità, debbo averla già soppressa. Per poterla spiegare, poiché all'infuori di quei due fattori del sapere (come principio di spiegazione) non mi è dato altro, debbo necessariamente preporre l’uno all'altro, partire dall’uno per pervenire da esso all'altro: da quale dei due io parta, non è determinato dalla questione" (Schelling). Oggettivo è il contenuto, che mi pare ci sia, soggettiva è l'interpretazione del contenuto, anch'essa fosse il meno soggettiva possibile. Bada bene come l'oggettività di cui parli abbia relegato Kafka per decenni ai margini della letteratura Europea salvo poi rivalutarlo...ah l'oggettività imperante.
MegaSimo
Mercoledì 21 Settembre 2011, 16.19.45
60
Confesso, sin dal principio, di non essere mai stato un patito della band di Årkefeldt e detto senza remora, per amore della massima trasparenza, considero gli svedesi una delle band più sopravvalutate del decennio. ECCO DOPO AVER LETTO QUESTA INTRODUZIONE DIREI CHE LEGGERE TUTTA LA RECENSIONE DIVENTA SUPERFLUO... LA PROSSIMA VOLTA METTI UN "SENZA VOTO" OPPURE OCCUPATI DI ALTRE BAND...
yurtis
Mercoledì 21 Settembre 2011, 16.18.13
59
delusione.
Andrea
Mercoledì 21 Settembre 2011, 16.13.00
58
Un recensore che fa una critica SOGGETTIVA? Mai visto uno che fa di mestiere il critico e dà giudizi soggettivi. I giudizi da parte di un addetto ai lavori, se si parla di Arte, debbono essere OGGETTIVI. Altrimenti non è un prodotto artistico (culturale) musicale, ma solamente d'intrattenimento musciale.
Undercover
Mercoledì 21 Settembre 2011, 15.23.00
57
@Nagash consigli d'ascolto e per gli acquisti direi.
NagasH
Mercoledì 21 Settembre 2011, 15.03.04
56
Aeolia è il debut in quanto primo disco, anche se autoprodotto. Il "debut" per InsideOut è The Tall Poppy Syndrome. Come siamo finiti a parlare di questi geni inarrivabili?
xxx
Mercoledì 21 Settembre 2011, 14.59.22
55
toglietevi il prosciutto dalle orecchie, và.....
piggod
Mercoledì 21 Settembre 2011, 14.47.38
54
Boh, non posso dire chè un album brutto, tuttavia, non mi sento neanche di acclamarlo. Non lo definirei nemmeno prog rock, sebbene le influenze da questo genere musicale siano più che evidenti (sarò impazzito ma ci sento anche parecchio apocaliptic folk/neofolk). In un certo senso ne sono attratto, dall'altro lo vorrei cestinare. In due parole: sono perplesso. Concordo con Undercover sul fatto che l'influenza di Wilson sia più che presente.
D.R.I.
Mercoledì 21 Settembre 2011, 14.42.28
53
Sicuramente non è un disco 'immediato' ma mi stupisco, sebbene per fortuna i giudizi sono soggettivi,leggere che è non è un disco che rispecchia gli opeth. Mi sembra che non si possa sperimentare o cambiare stile senza ricevere critiche. Io personalmente preferisco notare qualcosa di nuovo piuttosto che un disco "cut and paste". Se poi si discute se questo cambio stilistico sia all'altezza della fama o meno questo va bene. Personalmente mi aspettavo un cd totalmente diverso essendo più propenso a ritmi serrati ma non posso dare un voto inferiore a 75 in quanto ben suonato e non mi annoia come tanti altri cd. Bye!!
fabio II
Mercoledì 21 Settembre 2011, 14.34.01
52
Grazie Undercover per la specifica, figurati 'Aeolia' non sapevo nemmeno cosa fosse, mi riferivo infatti a 'Tall p.s.' che pensavo fosse il primo.
Undercover
Mercoledì 21 Settembre 2011, 14.28.27
51
@Fabio II se non erro ne han fatti tre il primo dovrebbe essere "Aeolia" chiedo conferma a Nagash e Jimi The Ghost che sono più preparati di me sull'argomento, io mi riferivo a "Tall Poppy Syndrome" che dovrebbe essere il secondo in termini di tempo.
fabio II
Mercoledì 21 Settembre 2011, 14.24.23
50
Painkiller segui ciò che ti emoziona e fregatene dei giudizi altrui, rispettando comunque chi li esprime. Poi se vuoi un mio parere concordo con Undercover e Flag Of Hate: i Leprous hanno sfornato un cd davvero bello ( non conosco il primo; ma se tanto mi da tanto e Undercover ribadisce la bontà, sicuramente prima o poi lo recupererò- thanks!)
Electric Warrior
Mercoledì 21 Settembre 2011, 14.23.42
49
Come già dico da tempo, questo album mi incuriosisce molto, come mi incuriosiscono queste due belle e obiettive recensioni. Non sono un fan degli Opeth della prima ora, e le poche volte che li ho ascoltati non mi sono affatto piaciuti. Ho ascoltato i samples di questo Heritage. Sonorità molto seventies per nostalgici degli anni d'oro del progressive rock, ma c'è qualcosa che va e che non va. Va il fatto che gli Opeth sembrano aver mantenuto quell'annichilente atmosfera gothic, non va il fatto che non mi sembrano tanto convinti di ciò che suonano. Spero di essere smentito dall'ascolto dell'album intero.
NagasH
Mercoledì 21 Settembre 2011, 14.20.07
48
La grande dote di un recensore dovrebbe essere il porre le basi per una critica autonoma al prodotto, partendo dal presupposto che la sua è una valutazione soggettiva. Non siamo ne promoters ne tantomeno l'inquisizione. Io ho una concezione del progressive slegata dai cliché che si sono formati nel tempo per la solita corsa alla semplificazione ed alla catalogazione. Avrei fatto la medesima critica anche se il livello di songwriting fosse stato superiore.
Undercover
Mercoledì 21 Settembre 2011, 14.18.40
47
Concordo con Flag Of Hate l'ultimo ma anche il precedente dei Leprous fanno a brandelli le ultime produzioni Opeth...
pisolino
Mercoledì 21 Settembre 2011, 14.11.20
46
Leprous in salmì ummm ottima..........
Flag Of Hate
Mercoledì 21 Settembre 2011, 14.09.43
45
@Painkiller: l'ultimo dei Leprous è spettacolare.
Pùlaster
Mercoledì 21 Settembre 2011, 14.04.04
44
Disprezzate quello che non capite.. la musica è musica.. cosa c'è da giudicare?
Painkiller
Mercoledì 21 Settembre 2011, 14.01.51
43
Scusate ma, io leggo la rece dei Theater e tanti scrivono che ora i maestri sono altri, leggo questa e non è all'altezza dei "maestri". Mi spiegate chi dovremmo considerare oggi i più bravi esponenti del prog METAL (non prog rock)? La mia non è una domanda provocatoria ma proprio desiderio di conoscere band che oggi non ascolto e che suonano un gener che mi piace...
kvmetternich
Mercoledì 21 Settembre 2011, 13.46.17
42
Sei fai prog rock, ti vai a scontrare con chi prog rock lo fa da SECOLI. Non vedo perché acquistare 'sto disco quando in giro c'è l'ultimo degli Yes che lo travolge in pieno, sia qualitativamente sia a livello attitudinale. Un vero passo falso: si sono alienati parte delle vecchia base di fan death metal (quelli che gli hanno garanttio il successo) e dall'altra non riusciranno ad attrarre nuovi fan dal prog rock perchè in questo loro non sono al livello delle band ormai rodate già presenti sul mercato da molti anni. Delusione.
EdoCFH
Mercoledì 21 Settembre 2011, 13.36.37
41
la grande dote di un recensore dovrebbe essere quella di levare le aspettative dal prodotto in se,se il prodotto non rispetta le aspettative STILISTICHE del recensore non per forza deve andare a prendere un voto basso,anzi,apprezzare il cd per quello che è,un album calmo e riflessivo,introspettivo ed emotivo...
Undercover
Mercoledì 21 Settembre 2011, 13.12.27
40
L'ho riascoltato stamane per la decima volta in una settimana, ora due sono le cose o Akerfeldt è veramente uno che è privo di personalità e con un album simile in un solo colpo elimina tutto ciò che ha creato precedentemente annullando la propria componente caratteriale per creare un tributo a chiunque abbia suonato prog anni 70' o peggio ancora, sia quel senza carisma di cui ho più paura, l'uomo che si è fatto guidare anno dopo anno dalle sue figure di riferimento (Swano-Wilson) trovando solo nel campo atmosferico una sua via d'uscita che gli dava un minimo di particolarità. Ascoltando "Heritage" il dubbio rimane ed è forte, questo disco lo ripeto per l'ennesima volta è tutto tranne che farina del suo sacco... e confermo la critica di Alex Ve, dove sono le atmosfere Opeth? Almeno quelle avrebbero aiutato a renderlo lievemente meno impersonale.
Nightblast
Mercoledì 21 Settembre 2011, 12.45.35
39
Disco davvero noioso...La genialità degli Opeth sta altrove. 55.
Doom
Mercoledì 21 Settembre 2011, 12.31.29
38
secondo ascolto questa mattina, la valutazione sale leggermente. Non sono neè un appassionato e tantomeno un conoscitore del prog rock pertanto non trovo alcuna citazione però dai commenti che leggo dare per spacciati gli Opeth è un po' esagerato ed allora che dobbiamo dire dei gruppi fotocopia che per 20 anni suonano sempre la stessa roba. @Jimi The Ghost tu ne sai maximum respect! da fonico posso solo permettermi di dire che i suoni sono non ottimi di più
DIMMONIU73
Mercoledì 21 Settembre 2011, 12.30.08
37
Mah, a me è piaciuto...certo li preferisco nella loro veste più canonica, con growl e quant'altro, ma da qui a dire che Heritage sia questa gran cloaca, come leggo in molti commenti, ce ne passa!! Per me un 80 pieno e rotondo se lo stramerita!!!
Schaff
Mercoledì 21 Settembre 2011, 12.14.13
36
E' un puro esempio di calcolo costi-benefici, mettete su un piatto Black Water Park, sull'altro Heritage e vedete un po' dove vi pende (l'ago della bilancia).
Metal4ever90
Mercoledì 21 Settembre 2011, 12.12.27
35
Settantiano o no, la qualità c'è. Slither, Famine, e Folklore sono bellissime e anche il resto è poco da meno, in ogni caso li preferisco di più nella loro matrice Prog Death.
Metal3K
Mercoledì 21 Settembre 2011, 11.55.41
34
@Flag of Hate: per fortuna c'e' "The Great Mass" dei Septic Flesh (non so se sei d'accordo) Mah, il primo ascolto mi ha shockato parecchio, non mi aspettavo niente di simile da uno dei miei miti di sempre, gli Opeth appunto. E' presto per me per maturare un giudizio definitivo, ma spero che, come fecero con Damnation, almeno a breve compensino con qualcosa di simile a Deliverance. Vedremo...
Andrea
Mercoledì 21 Settembre 2011, 11.47.27
33
A me gli Opeth piacevano perchè facevano una musica unica, potenza e delicatezza insieme in un mix veramente unico. Ora non fanno più quel genere e non m'interessano più, loro fanno bene a suonare ciò che volgiono però per chi come me amava quella musica hanno chiuso definitivamente, senza rancore.
Andrea
Mercoledì 21 Settembre 2011, 11.47.27
32
A me gli Opeth piacevano perchè facevano una musica unica, potenza e delicatezza insieme in un mix veramente unico. Ora non fanno più quel genere e non m'interessano più, loro fanno bene a suonare ciò che volgiono però per chi come me amava quella musica hanno chiuso definitivamente, senza rancore.
Markus
Mercoledì 21 Settembre 2011, 11.45.52
31
secondo me è l'album di per se è ottimo,solamente non sono più gli Opeth...che hanno iniziato a disgregarsi con la partita di Lopez..man mano dall'albero sono caduti uno dietro l'altro..il tempo ha portato Akerfeldt a isolarsi in una ricerca (o in un fuga) spasmodica di un identità musicale che rifiuta il passato ma alla fine lo va a ricercare...un pò alla cieca forse. L'album mi sta emozionando e questo a me bastagni singolo pezzo mi regala emozionia Heritage,alla nota Devil's ,a nepenthe e alla stupenda Folklore: Chiudo dicendo che un pò d'amaro in bocca è comprensibile..crisi da abbandono forse?
Flag Of Hate
Mercoledì 21 Settembre 2011, 11.29.16
30
Che anno schifoso questo 2011. Tante fetecchie travestite da capolavori, tante delusioni eccellenti... e ci si mettono pure glio Opeth, con un disco di maniera, ben suonato (e ci mancherebbe, non sono i primi idioti presi per strada) ma vuoto, anonimo. Come una fotocopia in bianco& nero e annebbiata di una pagina bellissima e ricca di colori. Giusto il voto e le valutazioni di NagasH al quale "rubo" la valutazione finale: 55/100 , Va bene, aggiorniamo la lista dei FAIL.....
guglio2k
Mercoledì 21 Settembre 2011, 11.23.45
29
Comunque fa davvero cagare, non sono manco riuscito a finirlo che son partiti gli Anaal Nathrakh per riportarmi nel mondo reale
NagasH
Mercoledì 21 Settembre 2011, 11.20.42
28
Non significa nulla, il fatto che qualcuno venga a criticare il lavoro di qualcuno, sia mio o di altri, senza nemmeno aver letto una riga di quanto esposto già di suo mi autorizza a prendere posizione. A valle potrai anche non essere concorde con i contenuti ma almeno avrai modo di criticarmi sui contenuti e farmi i tuoi leciti appunti. Però siccome siamo un paese di tifosi ci risentiamo per il semplice valore numerico conclusivo.
Hangar1893
Mercoledì 21 Settembre 2011, 11.14.39
27
Infatti, visto che vedo solo ora che sei uno dei recensori...
NagasH
Mercoledì 21 Settembre 2011, 11.09.03
26
Si spiegano molte cose...
Hangar1893
Mercoledì 21 Settembre 2011, 11.05.50
25
Qualcosa di diverso in confronto ai loro altri lavori.. comunque no, non le ho lette e neanche voglio leggerle, mi è bastato vedere i voti.
NagasH
Mercoledì 21 Settembre 2011, 11.03.03
24
@Hangar: Dunque, se il voto non è conforme al tuo giudizio significa che - 1 l'abbiamo ascoltato poco e male - 2 non capiamo niente di musica - 3 Siamo dei tradizionalisti che non apprezzano la novità...No dico, starai scherzando? Un disco del 2011 che si basa su citazioni degli anni 70 lo chiami "qualcosa di diverso"? Te le recensioni le hai lette? Perché il dubbio è questo.
Hangar1893
Mercoledì 21 Settembre 2011, 10.56.56
23
Non vedevate l'ora di recensirlo per dargli un voto così basso, eh? La gente appena vede qualcosa di diverso si spaventa... Non è un disco semplice.. non potete ascoltarlo 2 volte e dire fa schifo.. deve crescerti dentro! Ha atmosfere particolari e ricercate. Si sente la passione mentre lo si ascolta, si sente la voglia che avevano (soprattutto Akerfeldt) di suonare questo tipo di musica. La prossima volta ascoltate bene il disco invece di gareggiare per chi lo recensisce prima.. 80
Flv
Mercoledì 21 Settembre 2011, 10.56.56
22
un disco che inizialmente mi ha spiazzato e deluso ma che lentamente si e' riguadagnato la mia attenzione fino a farsi apprezzare quasi del tutto : complimentio per il coraggio di mettersi cosi' in discussione quando ormai il tuo stile e' talmente radicato e apprezzato che bastava veramente poco per consegnare il compitino perfetto per far felici tutti i fans( come e' stato Ghost reveries ,un buon disco di mestiere in cui hanno semplicemente e sapientemente riproposto quanto fatto sino a quel momento nella loro scintillante carriera) .Gia' con il precedente da tutti odiato Watershed (per me eccellente ) Akerfeld ha mostrato di non aver paura di andare oltre ,con questo Heritage ora si e' concesso il lusso di fare un album libero da qualsiasi vincolo creativo che non fosse la passione per la musica che ama e che ha voluto tributare nel modo piu' viscerale possibile cercando non di essere originale (missione impossibile visto che si rifa' esplicitamente al prog anni 70 da lui tanto osannato ) ma semplicemente fedele e rispettoso per una tradizione creativa infinita che persiste nella musica rock contemporanea nonostante siano passati quasi 40 anni . Rispetto per il coraggio e per l'amore vero verso la musica ,di queste caratteristiche gli Opeth ne sono sempre stati onesti rappresentanti
Jimi The Ghost
Mercoledì 21 Settembre 2011, 10.47.56
21
"Le idee ispirate dal coraggio sono come le pedine negli scacchi, possono essere mangiate ma anche dare avvio ad un gioco vincente....", può essere il drammaturgico concetto di uno dei più grandi letterati tedeschi e dell'"ultimo uomo universale a camminare sulla terra": Johann Wolfgang Von Goethe. Heritage è un lavoro che si colloca tra quei prodotti musicali degli Opeth che nettamente interrompe una sezione ritmica consolidata, producendo un lavoro forse "interessante", forse "diverso" da loro stessi e dal loro del passato, ponendo a "dura prova" certamente i loro fan. A mio modesto parere ed in maniera del tutto SOGGETTIVA, ho avuto il piacere di riapprezzare ancora una volta i suoni di un Mellotron, con vastissimo utilizzo da parte di Mikael Åkerfeldt di chitarre tutte impeccabili che spaziano degli anni 1961-1975, riesumando una brillantissima Seagull S6 CW, una Fender Stratocaster 1972, una Gibson SG Standard 1961 ecc, ecc, su amplificatori Laney e un Fender 1000 Rocpro Reissue, il tutto realizzato con un arrangiamento molto ben fatto, "da manuale". Un mixing e un recording di assoluta ottima fattura eseguito all'Abbey Road Studios con l'engineer Jens Borgen e masterizzato da Peter Mew. L'artwork disegnato ancora una volta dal famoso designer Travis Smith (lo stesso inventore grafico degli Anathema, dei DEATH ecc) eseguito sotto la supervisione e su precisa indicazione di Mikael Åkerfeldt, che si visualizza graficamente in un albero, HERITAGE, appunto sta per albero genealogico e che indica, attraverso dettami e simbolismi, le discendeze, le provenienze e i rapporti con il passato, il loro e il nostro passato musicale forse a quel genere musicale degli anni '70 (?), indicate in ordine cronologico e con i loro volti...Le radici sono profonde e misteriose e soprattutto vorticosamente solide,che si intrecciano tortuosamente nel terreno con due contrapposti inquietanti spiriti....NagasH e X, adoro le vostre recensioni interessanti, decise e nette, che mi permetteranno di ascoltare l'album con una SICURISSIMA ulteriore ottica e prospettiva. Grazie. Jimi TG
guglio2k
Mercoledì 21 Settembre 2011, 10.42.48
20
Sto disco è veramente una rottura di coglioni incredibile
fabio II
Mercoledì 21 Settembre 2011, 10.30.18
19
Ho ascoltato il cd una sola volta per intero e non è di semplice assimilazione. Così di primo acchito il climax che ne scaturisce suona come un improbabile connubio tra alcune tinte fosche dei Radiohead di 'Kid a' e 'Amnesiac' e le lisergiche/progressive divagazioni dei fenomenali Naked Sun. Si tratta comunque di musica avant-grade ed in questo, con le dovute proporzioni, potrebbe essere accostato ai Celtic Frost di 'Into The Pandemonium'; con meno metal ma con la stessa innata voglia di stupire. I puristi si stanno già leccando le ferite inferte
The Archaic Course
Mercoledì 21 Settembre 2011, 10.30.12
18
La minestra riscaldata di una band (one man) ormai allo sbando. Basterebbe prendere pochi secondi (più prettamente prog) di un brano qualsiasi, di un album qualsiasi, sino a Blackwater Park, per surclassare tutto heritage. ISPIRAZIONE? naa.....,PASSIONE? latitante, PASSATO GLORIOSO? tanto, OPERAZIONE COMMERCIALE? anche, FALLIMENTO? sicuramente. C'è un tempo per tutte le cose, e mi dispiace dirlo ma per gli Opeth è ormai tramontato.
The perfect element
Mercoledì 21 Settembre 2011, 9.32.47
17
'Heritage', patrimonio, eredità. Questo album è un omaggio alla musica preferita di Åkerfeldt, che lo ha ispirato in tutti questi anni, contribuendo a creare una delle migliori realtà artistiche contemporanee. Questa è musica fatta per se stessi e non per compiacere un'audience; niente growl, nessun riff, zero aggressività, ma smisurata classe e raffinatezza elargita a piene mani. L'arte è così, prendere o lasciare. Dare un voto ad un disco come questo e anche solo affiancarne la copertina ad altri, abbinandoci un valore numerico, è assai riduttivo. Da amante della musica di qualità, dal metal colto al jazz, dal progressive rock al blues, non posso che emozionarmi e rimanere basito di fronte a questo ennesimo lavoro che differenzia chi cerca di seguire le tendenze e le richieste del proprio pubblico e chi le 'impone'. Se amate la musica questo è il vostro nuovo disco; l'unica protagonista in Heritage è solo lei!
Bloody Karma
Mercoledì 21 Settembre 2011, 9.08.49
16
orca miseria, l'anteprima mi aveva già dato l'impressione di un disco poco riuscito, leggendo le due interessanti recensioni e i vari commenti sembrerebbe che sia così...appena posso cercherò di ascoltarlo, cmq a me watershed è piaciuto molto, forse il primo disco da Blackwater Park in poi che ho piacere ad ascoltare...
Alex Ve
Mercoledì 21 Settembre 2011, 8.04.36
15
Finalmente due recensioni coraggiose che non si fanno influenzare dal nome in questione. Gli Opeth sono in crisi d'idendità, e non si tratta della presenza della componente death metal o meno, sono proprio le idee a latitare. C'è solo molto mestiere, l'atmosfera invece latita. Rimangono dei musicisti molto dotati, ma per districarsi in un genere così complesso ci vuole profondità nella scrittura, non solo il dimenticarsi la distorsione a casa e giochicchiare agli anni '70. I Between The Buried And Me li hanno battuti per quanto attiene la componente death, i Lerpous stravincono per la componente prog. Per citare Quelo di Guzzanti "...non sappiamo quanto stiamo andando e dove stiamo facendo...". Alla frutta.
GioMasteR
Mercoledì 21 Settembre 2011, 0.11.34
14
Non posso che concordare con il giudizio di Rami,. Questa è la fine definitiva di un epoca d'oro..
Undercover
Mercoledì 21 Settembre 2011, 0.06.48
13
@Malleus per me Watershed e molto insufficiente, è il disco più scarso che hanno fatto i veri Opeth non questa specie di cover band qui... poi sono loro e non si può dire nulla che non sia supportato da un Novanta come voto ma questa è la solita storia quando si parla di certi nomi fin troppo conosciuti.
Malleus
Mercoledì 21 Settembre 2011, 0.05.24
12
e cmq secondo me se a livello ideale heritage è da 60 allora watershed è da 20 :-3 -e qui scoppiò la baraonda
Maiden1976
Mercoledì 21 Settembre 2011, 0.01.37
11
Non sono per nulla daccordo, soprattutto con la seconda recensione. Lo ascolto oramai da una decina di giorni ed è musica che cresce nel tempo. Secondo la mia modesta opinione sarà un episodio a parte della loro varia, immensa e geniale discografia. Imprescindibili x chiunque ami la Musica.
SatanArgh
Martedì 20 Settembre 2011, 23.59.20
10
si, penso che mediamente 60 sia un voto giusto per un album che PER ME (così evitiamo inutili diatribe) è suonato malino, mixato malino, è prolisso ma tuttavia offre qualche spunto interessante e qualche botta di personalità. Comunque tutto 'sto prog rock non ce lo sento.
Doom
Martedì 20 Settembre 2011, 23.51.17
9
comprato oggi ascoltato a colpo secco, no non ci siamo per consolarmi ( lo riascolterò domani) mi sparo "The conjuration by the fire" degli Orne doom\prog forse anche gli Opeth dovrebbero ascoltarlo
Feanor
Martedì 20 Settembre 2011, 23.50.32
8
Mi è piaciuto discretamente... un piacevolissimo sottofondo
Undercover
Martedì 20 Settembre 2011, 23.47.25
7
Concordo con entrambe le visioni e il sei politico è l'unico voto giusto per un album che non è né carne, né pesce, né tantomeno farina del sacco del signor Akerfeldt.
NagasH
Martedì 20 Settembre 2011, 23.46.48
6
Ognuno è rimandato alla propria coscienza ed al proprio giudizio, ci ho sentito più un tono radical chic che non raffinatezza e classe.
Malleus
Martedì 20 Settembre 2011, 23.46.03
5
al rogo quell'idiota che ha votato zero solo per divertirsi.
mariamaligno
Martedì 20 Settembre 2011, 23.45.18
4
Temevo fortemente un voto alto..per fortuna non e' cosi'...
fabriziomagno
Martedì 20 Settembre 2011, 23.43.15
3
lo trovo molto piacevole, delicato, quasi sussurrato..."famine" la mia preferita...
Er Trucido
Martedì 20 Settembre 2011, 23.41.28
2
Disco che farà discutere, l'ho ascoltato parecchio e lo risentirò, però sinceramente non lo sento mai decollare. Sinora mi ha deluso... un plauso al genio che ogni volta vota 0, ognuno si diverte con quello che può
Malleus
Martedì 20 Settembre 2011, 23.40.59
1
Mi spiace Rami sono sempre d'accordo con te ma sta volta proprio NO...
INFORMAZIONI
2011
Roadrunner Records
Prog Rock
Tracklist
1. Heritage
2. The Devil's Orchard
3. I Feel the Dark
4. Slither
5. Nepenthe
6. Häxprocess
7. Famine
8. The Lines in My Hand
9. Folklore
10. Marrow of the Earth
11. Pyre (Bonus Track)
12. Face In The Snow (Bonus Track)
Line Up
Mikael Åkerfeldt – All vocals, lead, rhythm and acoustic guitars, mellotron, grand piano
Fredrik Åkesson – Lead, rhythm guitars, acoustig guitars on ”Pyre”
Martin Mendez – Bass guitars
Martin Axenrot – Drums and percussion
Per Wiberg – Mellotron, grand & electric pianos, hammond B3
Joakim Svalberg – Grand piano on ”Heritage”
Alex Acuna – Percussion on ”Famine”
Björn J:son Lindh – Flute on ”Famine”
 
RECENSIONI
65
74
60
90
91
90
89
s.v.
95
93
92
90
85
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OPETH
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20/02/2003
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OPETH
New Age, Roncade (TV), 18/02/2003
 
 
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