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Foreigner - Acoustique
( 2599 letture )
Non sono i primi, i Foreigner, a cercare di rivitalizzare un catalogo nella sua fase discendente con un disco acustico; e non saranno neanche gli ultimi. Cos'altro potrebbe fare una band con quarantacinque anni di carriera alle spalle e un successo di pubblico enorme che - è praticamente una certezza- non tornerà? Semplice: accontentare i fedelissimi, proponendo loro "chicche" di qualità. Questo è Acoustique, in onore dei loro trentacinque anni carriera; nulla di più e nulla di meno… e nulla di cui lamentarsi.

Ai Foreigner mancano, da diversi anni ormai, i membri fondatori (ad eccezione dell'inossidabile Mick Jones): non ci sono Al Greenwood (tastiere) e Ed Gagliardi (basso), non c'è Dennis Elliott, il batterista che poi divenne noto scultore. Mancano, soprattutto, l'ex King Crimson Ian McDonald e il leggendario (anche da un punto di vista umano) Lou Gramm; ma quelli di cui parliamo sono i vecchi Foreigner, un ricordo di anni più luminosi per il music business. Oggi ci troviamo di fronte ad una band che, abbandonate velleità da top 200, ripercorre i propri passi più acclamati per andare a cercare l'essenza dei brani, mettendoli a nudo per l'ascoltatore-fan. E, sorpresa (ma mica tanto), le canzoni reggono la prova: non solo risentono poco degli anni che passano, ma l'essenza melodica è efficace come sempre. Cominciamo da quelli che sono i dettagli: due delle undici canzoni non sono brani dei Foreigner. Se la cover di That's All Right di Elvis Presley è in effetti velleitaria, la sorpresa è The Flame Still Burns, brano scritto da Mick Jones per il film Still Crazy e che costituisce una gradevolissima aggiunta alla corposa tracklist. Proprio la scelta dei pezzi è uno dei maggiori motivi di encomio: l'idea furba di inserire tutti hit singles del periodo 1976-1984 (perché manca Hot Blooded?) è l'unica opzione possibile, visto che proprio in quegli anni si sono concentrati successo e verve creativa per la band. Il rischio a cui ci si espone è quello di un confronto con il passato che potrebbe diventare impietoso (le rock band, a differenza dei vini, tendono a invecchiare male). Ma due aspetti impediscono un simile errore.
Per prima cosa va detto che, stima per Lou Gramm a parte, Kelly Hansen è un'ottima voce, forse non dotato della "presenza" necessaria per stupire ma più che convincente in interpretazioni comunque non semplici; in sintesi, un cantante AOR di livello, dotato ma privo del carisma dei grandi. Però ad avercene di vocalist così. Il secondo punto focale riguarda il rapporto tra le canzoni e il tempo che passa. Ascoltando Acoustique si ha una sensazione piacevole e familiare, molto composita, che sa sia di rock band in pensione sia di musicisti esperti (Mick Jones, non dimentichiamocelo, ha quasi settant'anni) e raffinati, che conoscono a memoria se stessi, gli strumenti e uno stile osservato forse un po' pedissequamente ma con risultati più che positivi. D'altra parte discutere un gruppo come i Foreigner, un pezzo non piccolo di storia del rock melodico, sarebbe ingeneroso e un po' folle. Resta però il fatto che a qualche brano manca un po' di brio; tuttavia, in altri casi invece la rivisitazione acustica supera addirittura l'originale come Long Long Way from Home. Una certa stanchezza si avverte nelle tre bonus tracks, e in particolare nell'inedito Save Me, canzoncina tutta di mestiere e fuori tempo massimo.

Se dunque l'idea che si trae dei Foreigner è quella di una band che si sporge ad afferrare brandelli di un passato per assaporare ancora la freschezza del rock, e che ha ben poco da dire in prospettiva; la fortuna è avere a disposizione un passato che a distanza di decenni emoziona e coinvolge in qualunque forma. Acoustique è un disco per nostalgici, ma fa il suo con classe e dignità -né più e né meno di quello che ci aspettavamo da un'uscita di questo tipo: rassicurante e piacevole, un'estetica rock che sarà fuori moda ma conserva il suo fascino.



VOTO RECENSORE
71
VOTO LETTORI
19.28 su 14 voti [ VOTA]
simon 57
Sabato 2 Febbraio 2019, 10.45.03
8
a me nun me pare malaccio stò disco ....... certo il primo del 77 quando avevo venti anni era un'altra cosa ma......per me.....chi si accontenta ...........GODE
Shadowplay72
Giovedì 30 Novembre 2017, 17.22.14
7
l'aor non e' un genere che mi piace tantissimo,ma i foreigner sone un grande gruppo.stupendo l'album 4!
BJP
Martedì 2 Luglio 2013, 12.58.47
6
Cavolo, dovrei dare un ascolto a questo disco.. Comunque, vorrei sollevare una questione: recensirete in seguito gli album di Journey e Foreigner degli anni 70-80?
Exar Kun
Venerdì 23 Settembre 2011, 15.54.55
5
@fabio II: fortunatamente ha sconfitto la malattia qualche anno fa comunque, anche se ovviamente non sono cose che passano senza lasciare il segno.
fabio II
Venerdì 23 Settembre 2011, 11.07.17
4
Exar Kun che una brutta notizia, non nè ero al corrente. Paolo66: non sono qui a discutere i tuoi gusti; certo che se uno non conoscesse i Foreigner gli proporrei 'Cold as Ice', sorretta dalla voce imperiale di Lou non 'Can't Slow Down' di sicuro, formalmente buono SOLO per chi ama il genere. A me non ha convinto per niente, come anche i Giant senza Dunn Huff ( altro disco esaltato per nulla ), ma sai come si dice 'chi si accontenta gode'
Exar Kun
Giovedì 22 Settembre 2011, 18.18.31
3
@paolo66: beh, Lou Gramm non è più lo stesso per via della sua battaglia contro il cancro, non gliene farei una colpa (:
paolo66
Giovedì 22 Settembre 2011, 17.34.11
2
In questo momento Kelly Hansen e' il miglior cantante Melodic rock in circolazione,sia live che in studio,non sono d'accordo con il commento precedente Can't slow down e' uno degli album piu' belli e convincenti dei Foreigner,Il Grande Lou ha fatto la storia...ma non e' piu' lo stesso purtroppo per noi,non capisco il modo della gente di paragonare sempre il vecchio passato al nuovo...e basta!!
fabio II
Giovedì 22 Settembre 2011, 11.31.20
1
Kelly Hansen ( la sua miglior prova individuale per me è legata a 'Waiting for the sun degli Unruly Child ) è un ottimo vocalist; la formazione rimane di livello superiore, ma Lou Gramm rappresentava un trade-mark francamente irrinunciabile ( lo adoro da quando era nei Black Sheep, due ottimi lp di hard blues dati alle stampe ). Dei Foreigner, supper recensito molto bene da più parti, l'ultimo 'Can't Slow down' non mi è piaciuto. La scaletta proposta qui in versione acustica è di prim'ordine e, anche se non sono molto incline ad amare questo tipo d'operazione, un ascolto, almeno sul tubo, bisognerà concederlo
INFORMAZIONI
2011
Edel/earMUSIC
AOR
Tracklist
1. Long Long Way from Home
2. Cold as Ice
3. The Flame Still Burns (inedito acustico)
4. Double Vision
5. Fool for You Anyway
6. Say You Will
7. Starrider
8. Waiting for a Girl Like You
9. Feels Like the First Time
10. Juke Box Hero
11. That's All Right
12. Save Me (inedito elettrico) (bonus)
13. I Want to Know What Love Is (elettrica) (bonus)
14. When it Comes to Love (elettrica) (bonus)
Line Up
Kelly Hansen (Voce, Percussioni)
Mick Jones (Chitarra, Voce)
Jeff Pilson (Chitarra, Voce)
Tom Gimbel (Sax, Chitarra, Voce)
 
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