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Eric Clapton - 461 Ocean Boulevard
( 5433 letture )
461 Ocean Boulevard fu edito nel 1974 e rappresenta la seconda prova in studio di Slowhand. L'album va considerato come una prova sicuramente buona da parte del chitarrista, ma forse in parte sopravvalutata a causa degli anni travagliatissimi cui seguiva. Mi riferisco avviamente al periodo in cui Clapton, come molti della sua generazione, e come molti altri faranno per tutto il decennio degli anni 70 almeno, era caduto nel gorgo dell'eroina (e non erano mancati "giri" sentimentali molto complicati), che lo aveva quasi strappato al mondo, facendo in parte in modo che il suo ritorno con un disco come questo, non potesse essere emozionalmente disgiunto da quanto accaduto in precedenza. Noto più che altro per la cover di I Shot The Sheriff di Bob Marley (uscita l'anno precedente), 461 Ocean Boulevard deve il suo titolo all'indirizzo della villa, messagli a disposizione dal manager Robert Stigwood, in cui Clapton risiedeva durante le sessioni di registrazione che lo videro al lavoro su materiale contenuto in una demo registrata da Carl Radle (Derek and the Dominos). Come spesso accade per quelle canzoni che poi diventano un trademark di un artista e di un periodo, vede l'inclusione del brano di Marley nella tracklist quasi forzata e contro il volere dell'artista, dopo che il neo assunto chitarrista George Terry aveva suonato la musica di Burnin', inducendo gli altri ad incidere la cover in questione. Clapton si oppose fieramente all'utilizzo di quel brano sul disco, ma alla fine cedette ed il pezzo -di fatto- trainò l'album in testa alle classifiche, provocando un ritorno del chitarrista ai fasti della popolarità di massa. Da notare che la versione di Clapton non fu segnata dalle furibonde polemiche a sfondo razziale che accompagnarono invece l'orignale, forse anche per la versione molto più "amichevole" che egli ne fece; ma questa, è un'altra storia.

Il piglio di Motherless Children (arrangiamento di un motivo tradizionale), apre il vinile con una discreta energia; ottima per aprire i live e massiccio ricorso allo slide da post avventura con Duane Allman. Atmosfera capovolta col lentone Give Me Strength, un tipo di pezzo in cui "manolenta" si esaltava già. Grande atmosfera, ma anche esulando dal mondo del metal, non posso smentire me stesso e la mia ritrosia per questi brani; neanche questo mi dice nulla, al di là della sua derivazione dagli anni 50/60 e della sua conseguente validità quale esempio aggiornato di un certo modo di interpretare alcunesituazioni musicali. Spazio ad un'altra cover, quella di Willie And The Hand Jive di Johnny Otis. Suoni decisamente diversi, col rhythm and blues a farla da padrone e con Clapton bravo a confezionare un vestito nuovo su un brano vecchio, ma assolutamente americano fino al midollo e, come tale, anche questo esemplificativo di un certo approccio e di una certa sensibilità. Arriviamo poi a Get Ready, brano piuttosto ruffiano che inserisce una ritmica simil-reggae per sfruttare il momento favorevole, dato che proprio in quel tempo il genere cominciava ad imporsi seriamente al mondo. Piacevole e ben costruito, ma non esaltante. Tocca ora al brano più famoso, quella I Shot The Sheriff della quale abbiamo già accennato. La versione presente su questo album è diversa, più arrangiata, più musicalmente costruita, più professionale, sicuramente riuscita, ma mantiene la carica eversiva dell'originale? No, e non se ne cura affatto. A voi decidere che valore dare a questa riproposizione.

Il lato "B" si apre con I Can't Hold Out, blues tradizionale e proprio per questo riuscito, dato il valore aggiunto del lavoro del nostro, perfettamente a suo agio in questa dimensione. Se dobbiamo ancora parlare di ballate (e dobbiamo), allora direi che Please Be With Me è decisamente superiore alla precedente, potendo contare su una sonorità più credibilmente basica, ma soprattutto anche su una prova vocale molto malinconica ed azzeccata. Siamo forse al pezzo forte dell'album: Let It Grow. Il pezzo è effettivamente molto bello, può contare su un buon testo e non si può negare che colpisca nel segno. Tuttavia alle mie orecchie suona molto "made in Led Zeppelin" in alcuni passaggi (e non sono il solo ad averlo notato), con il richiamo palese a Stairway To Heaven; se questo è vero, meglio sempre il brano che ispira che il prodotto dell'ispirazione, pur vestito in maniera alla fine diversa. Si chiude prima con la cover blues Steady Rollin' Man (di Robert Johnson , importantissimo bluesman), e con Mainline Florida, brano fatto per mettere in evidente le qualità di Clapton come chitarrista. Di questo album esiste una versione masterizzata in doppio Cd -quindi con tracklist molto ampliata- del 2004.

461 Ocean Boulevard è un album che contiene tre o quattro pezzi di assoluta qualità, ma anche un paio di episodi messi lì apposta per strizzare l'occhio al pubblico ed alle vendite, ed anche un altro paio di pezzi semplicemente inutili che fanno solo da riempitivo, ma se vi interessa l'artista, può essere un buon viatico per avvicinarsi alla sua carriera solista. Per me il meglio lo diede comunque con i Cream.



VOTO RECENSORE
79
VOTO LETTORI
73.27 su 55 voti [ VOTA]
Kiodo 74
Mercoledì 8 Aprile 2020, 16.51.23
10
Per accompagnare il mio Bourbon del relax post pranzo avevo bisogno di un buon disco Blues e così ho preso questo lavoro di Mr. Manolenta e me lo sono goduto tutto d'un fiato sorseggiando la vecchia bevanda.....Messeri questo è un disco pazzesco.....va via che è una meraviglia lasciando un senso di pace e benessere.... Non vi trovo nessun brano minore o come dicono i giovani...filler.....è un Discone. Voto 92...ossequi!
Roby 53
Sabato 21 Luglio 2018, 14.48.10
9
Album molto"ruffiano"come altri di Clapton ma secondo me uno dei suoi migliori da solista(Slowhand solo x Cocaine)Concordo per miglior Clapton epoca Cream e Derek e tue Dominos(immenso DuaneAllman)Mai eccezionale come autore ma ottimo arrangiatore di brani altrui.Ciao.
Rob Fleming
Sabato 23 Gennaio 2016, 16.37.46
8
Bellissimo. Get Ready con la Elliman mette i brividi e quando suona il blues non ce n'è per nessuno 78
Philosopher3185
Martedì 3 Febbraio 2015, 14.41.36
7
Ottimo album,però condivido quello che è scritto nella recensione:ci sono indubbiamente tre o quattro pezzi di assoluta qualita',ma è anche vero che ce ne sono altri,che volontariamente o meno,strizzano l'occhio al commerciale...non è una tragedia,ma solo un appunto..comunque è un gran bell album,indispensabile per ogni chitarrista Rock Blues,visto che parliamo di Eric clapton che è un signor chitarrista.
Galilee
Sabato 21 Settembre 2013, 16.01.17
6
Della carriera di Eric Clapton solista questo è il disco che prediligo. Non sono molto d'accordo con la recensione. Penso che i brani siano tutti ottimi e non ci sia nemmeno un filler qui dentro. Voto: 85
SNEITNAM
Sabato 24 Settembre 2011, 14.36.48
5
Un grande album Blues come grandi anche "Slowhand", "There's One in Every Crowd" e "Backless". Grande artista e gran chitarrista estremamente consigliato per chi vuole trovare la pace dei sensi
BILLOROCK fci
Giovedì 22 Settembre 2011, 18.07.22
4
un artista a tutto tondo....
maiden
Giovedì 22 Settembre 2011, 15.45.26
3
emozioni a go go
Eddie!
Giovedì 22 Settembre 2011, 15.39.18
2
Concordo...
hm is the law
Giovedì 22 Settembre 2011, 15.38.49
1
Un disco adorabile! Clapton sa darti emozioni come pochi artisti riescono a fare.
INFORMAZIONI
1974
RSO
Rock
Tracklist
1. Motherless Children
2. Give Me Strength
3. Willie and the Hand Jive
4. Get Ready
5. I Shot the Sheriff
6. I Can't Hold Out
7. Please Be With Me
8. Let It Grow
9. Steady Rollin' Man
10. Mainline Florida
Line Up
Eric Clapton (Voce, Chitarra, Dobro, Arrangementi)
Yvonne Elliman (Voce)
Dick Simms (Tastiera)
George Terry (Chitarra, Voce)
Carl Radle (Basso, Arrangementi)
Jamie Oldaker (Batteria, Percussioni)
 
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