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Saltatio Mortis - Sturm Aufs Paradies
( 2751 letture )
Appartenere al "Medieval Rock" porta inesorabilmente ad avere a che fare con la storia; ma nessuno vieta un cambiamento d'epoca. La scelta dei Saltatio Mortis è proprio quella di lasciare parzialmente il medioevo per spostarsi su un'altra grande tradizione germanica: il Romanticismo dello Sturm und Drang. Che il nazionalismo appartenga a questi ragazzi, è cosa ormai risaputa (è stato detto che a volte tendono ad essere un po' troppo di "nicchia" come genere), ma la loro scelta si preannuncia interessante: Sturm Aufs Paradies è uno di quegli ottimi risultati che derivano dall'unione - magistrale - di bravura consolidata e voglia di apparire. Sin dalla scelta della copertina - un'interessante interpretazione de "La Libertà che Guida il Popolo” di Eugene Delacroix del 1830 - si osserva un cambiamento di stile; spade, asce e castelli sacrificati per una delle opere-simbolo del Romanticismo politico. Così di primo impatto ci si chiede come sia possibile coordinare questo con una musica nutrita di cornamuse, arpe e flauti di
legno. E l'idea che trapela immediatamente è quella di una novità.

Lo stampo viene mantenuto: l'atmosfera è fuori dal tempo, i brani hanno sempre il sapore storico-epico e la capacità dei singoli membri si fa sentire, tenendo anche conto della complessità che deriva dall'essere ben in sette. Ogni brano è come una danza - questo per il contenuto folk che non manca mai - ma la voce di Alea der Bescheidene arriva graffiante e corposa in ognuno, allineandosi con ogni tipo di ritmo e soprattutto, trovando musicalità in una lingua come il tedesco, cosa non facile.
Le danze si alternano: Habgier und Tod (l'avidità e la morte), brano di apertura, è un classico pezzo di rock medievale in cui la cornamusa galoppa veloce, mentre il resto degli strumenti e la voce cercano di rallentare. Perfetto per i concerti, pone la band sui soliti binari, rassicurando chi ascolta sulla genuinità del "prodotto". Già dalla seconda traccia Hochzeitstanz entrano in gioco suoni più oscuri che stridono con il titolo (danza di matrimonio), per poi ammorbidirsi durante il ritornello: la voce e la cornamusa diventano un tutt'uno melodioso, sostenuti da batteria e chitarra. La scelta del titolo dell'album racchiude in sè già un po' di concetti opposti: invece di "Tempesta e Cambiamento" i Saltatio Mortis creano "Tempesta e Paradisi", due concetti non opposti ma dissonanti, che esprimono la loro volontà di "rivoluzione" musicale, sempre mantenendo il loro stile e soprattutto, il legame con la tradizione antica (del resto, lo stesso nome "medieval rock" appare una contraddizione interna). Si prosegue con Ode an die Feindschaft (ode all'ostilità), ancora ringhiante e combattiva, per immergersi poi nella bellezza ben commista di flauto e batteria in Eulenspiegel, danza ariosa che trasmette un’allegria “alla Saltatio" - cioè collettiva e forte. Una testo malinconico per Nachtigall und Rose (l'usignolo e la rosa, una sorta di ballata d'amore) dove però l'intransigenza del tedesco emerge ed invece di venire "soccorsa" dalla cornamusa, si "scontra" con la durezza della batteria. Aggiunta di pianoforte per Gott Wurfelt nicht in cui il vero valore risiede, a mio parere, più che nella musica nel suo significato: un inno all'imprevedibilità del destino, dipinto come un dio-giocatore i cui fili sono costantemente labili; un riferimento anche al famoso gioco "Einstein würfelt nicht" (Einstein non gioca a dadi) che culmina con l'immancabile citazione finale "Alea Iacta Est". Orpheus è un brano in cui il fascino va a tratti, nell'ottimo intro di pianoforte e batteria o nel pezzo in cui Alea der Bescheidene si affianca ad una voce femminile sfumando il finale. Fiat Lux è un'altra ballata che riporta subito in alto lo stendardo dei Saltatio Mortis e le loro atmosfere da medioevo oscuro che esplodono nella forza dei loro strumenti, così come Der letzte Spiellman.

Gli appassionati del genere potranno riscontrare delle lievi differenze con i precedenti lavori: la delizia della tradizione ammantata di una nuova sensibilità (come gli "angoli" della band fossero resi più "morbidi") mantenendo però la carica emotiva, sonora e tematica di cui sono maestri. Insomma, come se i bardi si fossero momentaneamente trasformati in poeti romantici che uniscono forza e passione ad intenti nobili e raffinati. E questo spiega la genesi di Sturm Aufs Paradies.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
37.13 su 23 voti [ VOTA]
deedeesonic
Sabato 14 Dicembre 2013, 15.12.34
5
A me piacciono molto. Voto 85
Sambalzalzal
Sabato 14 Dicembre 2013, 14.47.58
4
Beh, band che paga un grosso tributo ai sempre tedeschi In Extremo (che personalmente preferisco) anche a livello scenico. L'album è spassoso e per nulla malvagio anche se forse effettivamente qualche angolo avrebbero fatto meglio a non smussarlo... io vado con un 70!
!!X!!
Mercoledì 5 Giugno 2013, 19.20.12
3
bello, bello, bello!!! Alla faccia di quelli che dicono che il metal di oggi non propone niente di interessante...
Theo
Lunedì 2 Gennaio 2012, 23.03.32
2
gran bell album
Fulvio
Domenica 2 Ottobre 2011, 20.52.58
1
Si lascia ascoltare con piacere!
INFORMAZIONI
2011
Napalm Records
Folk
Tracklist
1. Habgier und Tod
2. Hochzeitstanz
3. Ode an die Feindschaft
4. Eulenspiegel
5. Sundenfall
6. Nachtigall und Rose
7. Gott Wurfelt nicht
8. Nach Jahr und Tag
9. Orpheus
10. Spiel mit dem Feuer
11. Fiat Lux
13. Der letzte Spielmann
14. Wieder Unterwegs
Line Up
Alea der Bescheidene: voce, cornamusa, didgeridoo, bouzouki irlandese, shawm, chitarra, percussioni
Bruder Frank: basso, chapman stick
El Silbador: low whistle, biniou, uilleman pipes, cornamusa, shawm
Falk Irmenfried von Hasen-Mümmelstein: cornamusa, shawm, wui
Lasterbalk der Lästerliche: batteria, percussioni, davul
Samoel: harp, chitarra
Jean Méchant: batteria, percussioni
 
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