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Nightlord - Approaching Thunder (Reissue)
( 623 letture )
A ventun anni dal primo concerto, gli inglesi Nightlord tornano sul mercato grazie alla Copro Records, che ristampa il debut-album Approaching Thunder, datato 1990 e contenente otto canzoni per un minutaggio globale di una quarantina di minuti. Non che si sentisse in maniera particolare l'esigenza di questa riedizione, visto che l'act di Hanworth (piccolo sobborgo di Londra) altro non è che uno dei tanti tentativi di emulare il successo del thrash americano esportandolo nelle lande di Sua maestà; un'operazione riuscita veramente a pochissimi (certo, stiamo tutti pensando agli Onslaught) e dai contorni, comunque, assai ristretti. La carriera dei Nightlord rispecchierà i toni minori rivestiti dalla scena thrash britannica: dopo l'esordio e il relativo demo, infatti, verrà rilasciato soltanto un altro record, l'EP del 1993 Cult of the Moon. La line-up si schierava con il bassista e cantante Jamie Thorne, la coppia di chitarristi Collins-McKenzie ed il drummer Neil Wiseman; il risultato, inciso in quel primo ed unico vero studio-album, era discreto ma non certo allettante, e forse la Copro, oggi, punta più sul fascino di una vecchia reliquia dimenticata piuttosto che sulla realtà effettiva del platter.

Privo di particolari sfumature stilistiche, il suono dei quattro britannici si presenta grezzo e assai ruvido, modellato da chitarre pesanti, riff brevi ripetuti con incaponimento e linee vocali raschiate ma non troppo rabbiose, elemento che le renderà, di fatto, il tallone d'Achille dell'intero platter. La velocità di base è discreta ma non propriamente bruciante, mentre la sezione solista si rivela essere di discreta fattura: pur nella loro semplicità, gli assoli di chitarra sono gradevoli, fluidi e ancora contraddistinti da sonorità rocciose. Resta forte un certo sapore di “fai da te”, un tocco di provincialismo che rende il tutto molto underground; a questo si aggiunge la marcata ed eccessiva similarità dei vari brani proposti, cosa che tende ad appesantire l'ascolto e a renderlo meno scorrevole. Non tutte le tracce sono gli up-tempos martellanti che ci si potrebbe aspettare da una sporca band inglese del Regno Unito, perché i nostri possiedono nelle proprie corde una certa attitudine pseudo-doom che li porta a generare anche canzoni molto pesanti e cadenzate (The Final Book) oppure a inserire sezioni più pachidermiche all'interno di brani tirati (Vote for Me), amalgamandole dunque alle ripartenze più nevrotiche. Di fondo, il suono resta “ignorante” e poco ortodosso, privo di spunti tecnici particolari e forse latente dal punto di vista dell'originalità: queste pecche, dovute un po’ all'età dei ragazzi all'epoca della registrazione e un po’ al periodo storico, vengono in parte sopperite con una spruzzata di riff velenosi, anche se la carica adrenalinica trasmessa non è sempre al massimo livello. A conti fatti, suonare thrash in Inghilterra si rivela impresa quasi improba: il confronto con tedeschi e americani resta spesso improponibile, e avvicinarsi ad Approaching Thunder attendendosi una serie di sfuriate velocissime iper-eccitate è quanto di più sbagliato si possa fare, se si vuole cercare di capire ed apprezzare questa band, che va presa per quello che è, senza fare troppi paragoni scomodi. Poco da aggiungere sulla reissue: prodotto non fondamentale, che viene ripubblicato senza lo straccio di un inedito o di una bonus track, foss'anche qualche esibizione live.

L'opener Reign presenta un riffato granitico ed un refrain vocale che, pur non essendo certo da delirio, si rivela uno dei più azzeccati e canticchiabili dell'opera; l'irruenta Vote for Me mostra invece, come detto, l'alternanza di un tupa-tupa arrembante e di pesanti parti strascinate, possiede un buon assolo di chitarra e velocità martellanti, ma dopo quasi sei minuti di durata tende ad essere troppo prolissa per il genere. Power of Hate ed Holy Inquisition sono le sfuriate ritmiche più violente e riuscite della tracklist: la prima si apre con un riffery dinamitardo, sorprende con una parte centrale arpeggiata del tutto inattesa e riparte con uno scatto fulmineo da capogiro; la seconda è una bordata più articolata nella struttura, assolutamente bastarda nel suo accanimento psicotico a gran velocità. Il disco è pero rallentato da certi passaggi meno gradevoli e poco incisivi (Season of Decay, For the Faithful) o da interpretazioni vocali che arrivano persino ad irritare per la loro “anti-musicalità” evidente (Feed the Path), e nel complesso resta un prodotto di medio livello, interessante per lo più alle orecchie degli appassionati del thrash inglese di fine anni ottanta, ritenuto di serie B più per la sua natura “forzata” che per altro.



VOTO RECENSORE
64
VOTO LETTORI
20 su 18 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2011
Copro Records
Thrash
Tracklist
1. Reign
2. The Final Book
3. Vote for Me
4. Season of Decay
5. Power of Hate
6. For the Faithful
7. Feed the Path
8. Holy Inquisition
Line Up
Jamie Thorne (Voce, basso)
James McKenzie (Chitarra)
Ferenc Collins (Chitarra)
Neil Wiseman (Batteria)
 
RECENSIONI
68
 
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