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Stray From The Path - Rising Sun
( 2843 letture )
Ne voglio ancora!

Finalmente ho il piacere di ascoltare qualcosa che si distingue dalla massa anche tra le new entry. Divergenze che ricalcano non tanto il genere proposto o le modalità d’esecuzione, si parla pur sempre di mathcore/crossover, ma hanno a che fare con lo stile e l‘attitudine allo stesso.
Gli Stray From The Path sono una band nella quale mi sono imbattuto per caso, anche perché non avendo alle proprie spalle l’ombra salvifica di un’etichetta major sarebbe stato difficile vederli promozionati in Italia. I quattro non inventano alcunché ma spaccano di brutto, hanno un tiro pazzesco e prendono a calci il mondo con le loro sneakers munite di tacchetti al fine di aumentarne la precisione.

La band, newyorkese purosangue, è attiva dal 2001 ed in un tempo relativamente breve ha realizzato ben sei album. Grazie al cielo da qualche anno è arrivata la firma con Sumerian Records, etichetta competente nell’hardcore, anche se non dotata della stessa forza commerciale nel propagare i propri prodotti di altre realtà ben più ricche.

Si diceva che il gruppo di cui si parla non inventa niente, ma si limita a riprodurre quanto già elaborato negli anni da gruppi seminali, i Refused ad esempio. La caratteristica degli Stray From The Path è che sono incazzati come delle api a cui è stato fregato il miele. A loro non interessa una sacrosanta mazza di risultare catchy, di giocare con il trend sonoro in voga o di strizzare l’occhio alla melodia.
No, loro hanno un obiettivo primario, spaccare fondoschiena mosci coi propri scarpini chiodati, punto. Non nascondono i propri intenti e dalla prima traccia puntano alle parti basse.
Quando prodotto non è l’ennesima raccolta di saltelli crossover/core da svendere a nerdosi ragazzetti di città, ma un sound ruvido, tosto, caustico che ha nell’attitudine la propria anima e nel sound la forma.

Forti di una registrazione perfetta e di suoni tipicamente americani, gli Stray From The Path navigano a vista tra l’hardcore moderno, la schizofrenia ed il marciume che stagna alle basi di qualsiasi società. La band infatti non si occupa solo di regalare un sound pregno di hardcore, di break, ripartenze e rancore, ma tiene a sottolineare l’importanza dei testi.
Le parole, mai scontate, vengono lanciate come sassi contro le barricate fatte d’ipocrisia ed erette nei cervelli di molti. Il gruppo non tenta alcuna mediazione verbale, anzi, mostra l’impressione di vivere quel che urla nell’album. La voce, fondamentale in dischi come questo, è degna di menzione tanto per l’estensione quanto per il timbro. Drew York non si limita ad immedesimare il solito scream abusato in centinaia di dischi death/core, ma ne caratterizza l’utilizzo, facendo davvero percepire una nube grigia, densa di rancore e pronta ad esplodere pioggia radioattiva. Le linee di chitarra fanno il resto.

Sempre a cavallo tra l’indole dispotica degli Every Time I Die e la cura per la scrittura, tipica dei Burnt By The Sun, i nostri giovincelli incazzosi sparano fuori un colpo dopo l’altro. A volte l’accelerazione ha il sopravvento su tutto, in linea col climax che ciò richiama. Spesso però il ritmo si fa cadenzato, ed è in questi attimi che gli Stray From The Path danno il meglio di loro stessi. Il sound si cementifica con l’attitudine, formando tante piccole bombe a grappolo che, nel crescendo, deflagrano un po’ alla volta.

In Risign Sun non si notano particolari cali, anzi il ritmo è sempre sostenuto, sorretto non solo dalla furia che sprigiona e cattura al primo ascolto, ma dalla qualità con la quale l’insieme è assemblato.
Breaks, ripartenze, suoni spettacolari, tecnica adeguata e registrazione sopraffina.
Come definirli di preciso? Mathcore? Sludgecore? Non ne ho idea, e francamente non mi interessa. Sarà pur vero che il tutto non ha il suggello dell’originalità più ricercata, ma quando si ha a che fare con prodotti di tale qualità, il voto deve per forze essere alto. Un ottanta meritato quindi, senza però regalare niente alla band, che non chiede omaggi o complimenti gratuiti, ma semplicemente la possibilità di ritagliarsi uno spazio nello sconfinato panorama hardcore.
A mio parere, se lo meritano tutto.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
26.65 su 26 voti [ VOTA]
Jimi The Ghost
Venerdì 7 Ottobre 2011, 17.22.30
3
Ciao Alex Ve...grazie!!, sono riuscito ad ascoltarlo tutto sto cd, anche se non è propriamente il mio "genere", in certi momenti della giornata ci sta proprio bene....Senti, trova sul tubo anche gli Echoes - con l'ultimo Transitions (UK) del 2011...in certi giorni insieme ai Stray From The Path rompono nettamente gli schemi ripetitivi!
Alex Ve
Martedì 4 Ottobre 2011, 19.30.26
2
Jimi The Ghost: non so chi tu sia, ma col tuo modo di scrivere e con la tua mentalità aperta rompi molti degli schemi prefissati. Passi dal prog all'hardcore come se niente fosse. I miei complimenti, davvero
Jimi The Ghost
Lunedì 3 Ottobre 2011, 18.13.12
1
Nooo, avete recensito anche Stray From The Path.....Sabato scorso, (e non racconto altro..) nella piazza antistante all'università (facoltà discipline umanistiche e sociali) tra i brani sparati a decibel assurdi è emerso sopra ad ogni cosa "Death Beds" e dopo un minuto di raccoglimento "Prey".......provateci anche a casa vostra, magari verso le ore 00:30...e poi tornate qui e lasciate un commento...! Grande Alex Ve, veramente grande....E' una band fuori ogni regola, coraggiosa a partire dalle dinamiche e dai ritmi serrati che sanno produrre. Insomma tutto e soprattutto qui è "Math e duramente Core"! Ancora non ho ascoltato tutto il cd....però se lo meritano tutto. Concordo a pieno con te. Jimi TG
INFORMAZIONI
2011
Sumerian Records
Metal
Tracklist
1. Rising Sun
2. Death Beds (feat. Jonathan Vigil from the Ghost Inside)
3. Mad Girl
4. Bring It Back To The Streets (feat. Andrew Neufeld from Comeback kid)
5. iMember
6. Dead Rabbits
7. Prey (feat. Cory Brandan from Norma Jean)
8. Center Of Attention
9. The Laughing Man
10. The Escape Artist
11. Crashing Down
Line Up
Drew York - Vocals
Tom Williams - Guitar
Ryan Thompson - Bass
Dan Bourke - Drums
 
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