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The Jeff Beck Group - Truth
( 4665 letture )
Chitarrista di indiscutibile valore, il londinese Jeff Beck è tra gli artisti che potremmo definire senza tema di smentita “pionieri della musica dura”. Anche dalle sue intuizioni e dalle sue composizioni si è generato quel contributo sonoro dal quale si amplierà l'intero background hard'n'heavy, un brodo primordiale che caratterizza tutto quello che ancora oggi ascoltiamo, a interi decenni di distanza dalla pubblicazione di Truth, primo disco della band omonima (The Jeff Beck Group), diretta discendente degli Yardbirds, con i quali Beck aveva rilasciato tre album tra 1965 e 1966. Truth, il disco che ci apprestiamo ad esaminare, risale al 1968, è stampato dalla Epic Records e prevede un lotto iniziale di dieci canzoni, per una durata totale di quaranta minuti di musica. L'album profuma d'un rock antico, musicalmente molto valido, in cui a spiccare sono naturalmente le eccellenti e calorose sezioni soliste tracciate sulla sei corde del frontman.

La melodia liquida della sua chitarra rende decisamente squisita l'opera nella sua interezza, anche se ovviamente tutto possiamo attenderci fuorché la velocità e la “metallicità” a cui le nostre orecchie sono abituate: quasi sommesso e sfumato nel blues, l'hard rock dell'ensemble britannico si rivela vocalmente rilassato e dalla formula semplice ed orecchiabile, idealmente localizzabile in un gremito piano-bar di fine anni sessanta; il tocco di classe fornito dal chitarrista accarezza sapientemente atmosfere a tratti oniriche, tra le quali fa capolino qualche bel refrain vocale (Let Me Love You, Morning Dew). Il sound base del quartetto si muove su ritmiche lente e grevi, accompagnate ora da tastiere ed ora dal piano (è il caso di You Shook Me, in cui John Paul Jones dei Led Zeppelin si cimenta con un organo Hammond), rivelandosi non facilmente accessibile ai fruitori contemporanei. Attraverso eleganti stilettate, sintomo di classe e raffinatezza, la chitarra di Beck detta le linee guida battendo territori suadenti e mai rozzi o veloci, molto distanti dal rock stradaiolo ed energico che si diffonderà largamente negli imminenti anni settanta, lasciando relegate a sprazzi ridotti le sonorità più dure e rocciose che potevano far presagire l'indurimento venturo della scena musicale. L'album è aperto da Shapes of Things, pezzo che come tutte le tracce presenti in scaletta si assesta su velocità molto contenute: contorni piacevoli e rilassanti dal flavour quasi malinconico arricchiscono questo celeberrimo brano degli Yardbirds, band nella quale, come predetto, aveva militato lo stesso Jeff Beck, che viene opportunamente riadattato per l'occasione. La canzone cresce con gli ascolti e si fa coinvolgente in corrispondenza del vertiginoso assolo di chitarra, esattamente come la successiva Let Me Love You, molto gradevole anche dal punto di vista vocale. Chitarre e ritornelli incedono con grande signorilità e pulizia in Morning Dew, terzo della serie, che definisce in maniera chiara e conclamata la direzione stilistica dell'opera; non mancano, comunque, alcune parentesi leggermente differenti, come l'evocativa Ol' Man River, che vede impegnato alla batteria Keith Moon degli Who: nella canzone, la musica dettata dall'organo di John Paul Jones diventa un sottofondo quasi impercettibile alla voce modulata di Rod Stewart. Nel platter sono presenti due cover di un grande bluesman come Willie Dixon: la prima è You Shook Me, non a caso coverizzata anche nel debut-album degli stessi Led Zeppelin, mentre la seconda, I Ain't Superstitious, che incede di soppiatto, claudicante ma altamente godibile, risale al 1961 e sarà rieditata, svariati lustri dopo, addirittura dai Megadeth di Dave Mustaine. La breve ballata Greensleeves, pezzo interamente strumentale suonato da chitarra acustica, altro non è che il rifacimento di un brano popolare folk inglese, dal fascino misterioso e dal mood molto tranquillo; essa precede la melodia tenue di Rock My Plimsoul, pista distinta sulla quale la voce del singer danza con altrettanta finezza, duettando con i brevi riff chitarristici: un'anticipazione di questo episodio la si era già avuta attraverso un precedente 45 giri, in versione leggermente differente.

La chicca assoluta del full length è, forse, Beck's Bolero, una strumentale che si apre malinconica e molto dolce, scorre sognante e quasi spensierata prima di aprirsi in un crescendo arioso: dopo un minuto e mezzo sferra i colpi più tosti del disco, mentre l'assolo incalzante piazzato in coda la vivacizza non poco. Ad arricchire il tutto ci sta il fatto che è stata composta da Beck assieme al chitarrista degli Zeppelin, quel Jimmy Page che aveva a sua volta militato negli Yardbirds, e venne suonata con l'apporto dello stesso Keith Moon al drumkit e di John Paul Jones al basso. L'ascolto è piacevole, ma il tempo non gli rende giustizia: chi lo ascolta, oggi, senza conoscenze pregresse e il giusto rispetto della Storia, lo potrebbe trovare troppo datato e disteso, troppo lontano dagli standard musicali rock e metal più comuni, e pertanto non riuscire ad apprezzarlo adeguatamente. Chiudendo gli occhi e riconoscendo il merito ad un chitarrista che ha posto le basi fondamentali, però, potremmo riuscire a immaginarci in qualche locale dalle luci soffuse e dall'atmosfera sessantiana, per toccare con mano le radici di ciò che siamo.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
50.55 su 29 voti [ VOTA]
Galilee
Venerdì 23 Agosto 2019, 20.20.20
13
Boia deh.. liquidare così Jeff Beck come chitarrista ci va del coraggio. In 30 anni di concerti rimane il miglior chitarrista rock che abbia mai visto dal vivo. E si questo è un disco decisamente hard rock per tempi.
Philosopher3185
Venerdì 23 Agosto 2019, 19.58.27
12
@JimmyPage;dunque per te questo album non è hard rock?considera l'anno in cui è uscito! ascoltalo ad alto volume e vedrai...per l'epoca era una bomba
JimmyPage
Mercoledì 7 Marzo 2018, 10.25.22
11
Ascoltato per la prima volta oggi... quindi questa è una mia opinione più di impulso... Dicono che questo disco avrebbe influenzato addirittura Jimmy Page nel primo Zeppelin? Ma dove? Qui non c'è niente di hard.... C'è il blues si... Ma niente di eccezzionale... Sembra più il Rod Stewart Group altro che il Jeff Beck Group... Il primo Zeppelin è una bomba.... Batteria e chitarra devastante, voce animalesca e mai sentira prima... Questo disco sinceramente sembra un disco dei FREE... Alcune cover come il primo brano degli yardbirds è peguo dell'originale (che è anche bello). Adesso capisco perchè Jimmy Page è il numero uno e preferiwco gli Yardbirds con Page che con Beck...
charlie
Sabato 27 Febbraio 2016, 22.21.03
10
Ho il disco originale da tanti anni....come ha scritto qualcuno....questo gruppo era pazzesco.....chissà cosa avrebbero fatto se fossero rimasti insieme per qualche album...hanno influenzato persino i Led Zeppelin.....Jimmy Page cercava un cantante proprio come Rod Stewart....poi per fortuna ha scelto Robert Plant.....il più grande....ma Rod Stewart almeno fino agli inizi degli anni 90 è stato un grandissimo vocalist....
Rob Fleming
Sabato 13 Febbraio 2016, 16.36.57
9
Questo album ha pari importanza del debutto degli Zeppelin. La formazione è spettacolare; le canzoni sono perfette. Eppure qualcosa di diverso ci sarà stato perché questi han durato lo spazio di due dischi, gli Zeppelin hanno dominato per un decennio. 90
ElPibeDeOro
Giovedì 3 Settembre 2015, 18.26.50
8
Sia nella recensione che nei commenti è stato giustamente evidenziato il valore storico di quest'opera... Poi guardo il numero dei commenti (appena 7) e mi viene da pensare..... Ma questi rocker e questi metallari odierni la conoscono la storia di quello che ascoltano? Sanno chi è la gente che suona in questo disco? Ho paura di conoscere la risposta.....
Philosopher3185
Martedì 3 Febbraio 2015, 15.00.37
7
Insieme al primo dei Led Zeppelin,e in Rock dei deep Purple,qui' ci sono i semi del futuro Hard Rock e anche heavy metal..una miscela di Rock Blues a 2000 watt.
toni
Mercoledì 5 Ottobre 2011, 17.13.35
6
album spartiacque, dall'importanza storica inesauribile, contiene i primi bagliori dell'heavvy metal. 80 non gli rende giustizia
the Thrasher
Martedì 4 Ottobre 2011, 21.25.35
5
grazie x i complimenti e le interessanti precisazioni, Jimi The Ghost!
Jimi The Ghost
Martedì 4 Ottobre 2011, 20.09.17
4
In questo disco del '68 i musicisti sono monumentali. Tutto in quel periodo ruotava al genio indiscusso di Jeff Beck. Molti di questi artisti elencati nel disco erano in quel periodo dei "sessionman". Esempio In quel periodo Jimmy Page era un famoso turnista per Columbia Graphophone e poi per la Decca, poi divenne il turnista preferito di Shel Talmy, infatti troverete Page anche sul primo disco dei Kinks e sul brano degli Who "I can't Explain"...poi arrivato in scandinavia diede inizio alla storia nei Led Zeppelin. Bella rece. Una fetta di storia indiscutibile raccontata oggi. Jimi TG
Subhuman
Martedì 4 Ottobre 2011, 19.51.32
3
Leggere la formazione di questo album fa venire i brividi! Sembra fantascienza... potenzialmente avevano tutte le carte in regola per fronteggiare gli Zeppelin!
BLS Furlan Chapter
Martedì 4 Ottobre 2011, 10.36.27
2
Album favoloso, forse il mio preferito del periodo più "rock" di Jeff Beck! Voto 90, assolutamente di parte.
hm is the law
Martedì 4 Ottobre 2011, 8.46.39
1
Album storico sebbene gli abbia sempre preferito il successivo Beck Ola.
INFORMAZIONI
1968
Epic Records
Hard Rock
Tracklist
1. Shapes of Things
2. Let Me Love You
3. Morning Dew
4. You Shook Me
5. Ol' Man River
6. Greensleeves
7. Rock My Plimsoul
8. Beck's Bolero
9. Blues De Luxe
10. I Ain't Superstitious
Line Up
Rod Stewart (Voce, tranne in "Greensleeves" e "Beck's Bolero")
Jeff Beck (Chitarra, voce, arrangiamenti, basso in "Ol' Man River")
Jimmy Page (Chitarra acustica 12 corde in "Beck's Bolero")
Nicky Hopkins (Piano in "Morning Dew", "You Shook Me", "Beck's Bolero" e "Blues Deluxe")
John Paul Jones (Basso in "Beck's Bolero" e organo Hammond in "Ol' Man River" e "You Shook Me")
Ron Wood (Basso, tranne in "Ol' Man River", "Greensleeves" e "Beck's Bolero")
Micky Waller (Batteria, tranne in "Greensleeves" e "Beck's Bolero")
Keith Moon (Batteria in "Beck's Bolero", timpani in "Ol' Man River")
 
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