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Meshuggah - Catch 33
( 11345 letture )
"The song is of course a smashing radio hit and should be in the top three most aired songs ever within two weeks time."

16 Maggio 2005, questa è la data di uscita ufficiale del nuovo disco dei Meshuggah in Europa. I nostri lettori e tutti gli altri appassionati hanno opinioni di ogni genere sulla band e questo disco non mancherà di rinfocolare le vecchie discussioni, poichè, come era facile immaginare, i Meshuggah non hanno certo cambiato modo di fare musica e, come succede da parecchi dischi a questa parte, l'ultimo disco dei metallers svedesi si dimostra puntualmente "il più Meshuggah" di tutti. Sempre più autoreferenziale, sempre meno paragonabile ai dischi delle altre band. Ne sentivo parlare qualche giorno fa ad un musicista, e lui si chiedeva :"Chissà la prima volta che si sono trovati in sala prove cos'hanno suonato?", beh qualunque cosa fosse era certamente diverso da quello che è possibile ascoltare in questo Catch 33. Per allontanarsi così tanto da un punto di partenza (che si chiami Anthrax, Black Sabbath, Metallica o in altri modi fa poca differenza) bisogna farne tanta di strada.
Cerco di soddisfare immediatamente la curiosità di chi ha preso parte al grande dibattito su un'affermazione di Haake in merito a questo disco :" E' musicalmente l'opposto di I". Sinceramente non saprei dire se sia o meno l'opposto di I, so che non è certamente un remake allungato dei terrificanti ventuno minuti di delirio usciti lo scorso anno; è arrangiato in maniera del tutto differente e propone sfumature quantomeno inedite per la discografia della band.
Affronto un ulteriore argomento relativo a questo disco che già da tempo sembra generare discussioni: la batteria è programmata. La cosa naturalmente non manca di scandalizzare numerosi esperti tra i critici musicali di ogni villaggio e di ogni oratorio.
Tralasciando il fatto che credo bisogni essere quantomeno neofiti di tutto ciò che abbia una vaga attinenza con il rock per non riconoscere talento di drummer a Tomas Haake, credo che sarebbe interessante approfondire la cosa e chiedersi come mai un gruppo che può vantare "tanto batterista" (ed in generale musicisti così preparati) si sia affidato alle virtù del MIDI. Ad esempio si potrebbe supporre che si sia trattato di una scelta consapevole e ponderata, cosa che non ha mancato di essere confermata dalla viva voce della band, ammesso che ce ne fosse bisogno (e le parole dei Meshuggah in merito valgono incommensurabilmente più delle mie).
Passo a questioni, credo, di maggiore rilevanza. Catch 33 è un disco attraversato da ondate di suono incandescenti, caratterizzato da una "impassibile" coerenza interna, ancora più rigorosa di quelle delle release precedenti (quando mi è stato anticipato ho fatto fatica a crederlo), pur essendo, a modo suo, certamente eterogeneo e ricco di soluzioni compositive. Ci si ritrovano naturalmente le ormai familiari note (NOTE!!) di chitarra distorta (sempre suonate da corde troppo spesse per essere vere) che oscillano intorno al basso con subarmonici ormai inconfondibili, incastonate nelle strutture ritmiche spietatamente sincopate che costituiscono un altro inimitabile "unicum" di questa band, ma allo stesso tempo ci sono soluzioni assolutamente inedite, specie nelle sezioni più rappresentative (a mio avviso Mind's Mirrors, In Death - Is Death e Sum), in cui si possono ascoltare lunghi arpeggi di chitarra pulita (l'utilizzo dell'armonia da parte dei Meshuggah rimane spesso un testo a sé), effettistica sulla voce curata in maniera magistrale, specie sui "parlati" di Haake, e parti di stampo quasi fine-settantiano (si possono avvertire nell'arpeggio di Sum e nella voce di Mind's Mirrors vaghe reminescenze dei Genesis), caratterizzate da una qualità di timbro paragonabile a quella delle vecchie registrazioni in alta fedeltà. Eppure la cosa che colpisce maggiormente rimane il fatto che stiamo parlando di una band metal nettamente avanti ad altre (e probabilmente già oltre la definizione di metal) che continua a prendere il largo ed ad aumentare il distacco dal resto del gruppo.
Arrivati a questo punto non si tratta tanto di ri-discutere il fatto che i Meshuggah piacciano o meno a qualcuno o a molte persone, ma forse ci si può limitare a constatare (o ri-constatare) che questi svedesi fanno musica in un modo in cui i gruppi "normali" proprio non potrebbero, e, cosa affatto scontata, dispongono incondizionatamente dei propri mezzi espressivi. Con quattro battute ridicolizzano tante "consuetudini" a livello stilistico quante un gruppo fa fatica a crearne in una carriera, tre su quattro di loro suonano basso e chitarra, programmano collettivamente la batteria dei pezzi, cantano i brani.
Ascoltando le ultime note della parte distorta di Sum, viene il sospetto che fosse qui che si doveva arrivare, e che questo disco dovesse incarnare la maturità di un approccio ideato e costruito con il lavoro di più di un decennio, attraversando un mare di ottima musica e passando spesso da una buona idea ad un' altra anche migliore. Questo genere di risultato testimonierebbe della genuinità dei Meshuggah come musicisti.
Terminato l'ascolto del disco, non necessariamente ci si ritrova a riflettere su analogie con dischi precedenti, o con altre band, o con altri generi; un prodotto concepito e realizzato a questo livello fa riflettere sulle potenzilità della musica stessa come linguaggio. Sarebbe bello che molte band fossero in grado di far riflettere su questo aspetto chi le ascolta.
Una valutazione mi sembra fuori luogo. Per conto mio, non ritengo più di dover mettere un voto ai Meshuggah; si tratta semplicemente di gente nata per fare quello che fa.



VOTO RECENSORE
s.v.
VOTO LETTORI
86.88 su 226 voti [ VOTA]
Korgull
Venerdì 15 Gennaio 2021, 17.58.21
20
I Messhuggah sono il classico gruppo da ascoltare decine di volte prima di decidere se ti piacciono o no. Il disco qui recensito ho fatto una faticaccia incredibile a capirlo eppure, a livello emotivo, sentivo che c'era qualcosa che mi legava a lui. Ora so che non ė un album normale: ė per quei giorni in cui non ci hai capito nulla, che sei incazzato, tendenzialmente misatropo e hai voglia di alienarti. Ed eccolo qui, pronto ad aiutarti ad entrare nel tuo inferno, liberatorio come un urlo! Capolavoro
Arkansis
Domenica 27 Ottobre 2019, 16.39.59
19
Potente, devastante, alieno, claustrofobico, geniale. Riescono a farti amare il lato più marcio e velenoso radicato in te. Mastodontici, di una forza e di una rabbia che diventa sublime e psichedelica. Ah, dimenticavo, album stupendo. Uno dei loro migliori se non il migliore. Voto 91.
deathuldiner
Venerdì 21 Dicembre 2018, 11.17.02
18
per niente male sia la recensione che l'album stesso. Forse dopo questo album sono un po' tornati sulla terra anche se sembra che il viaggio alieno abbia fatto effetto sulle pubblicazioni future. (anche se forse erano alieni già da future breed machine ma sono voluti tornare a casa per autodistruggersi e ritornare più meshuggah di prima)
Macca
Domenica 17 Dicembre 2017, 21.48.16
17
Sicuramente uno dei loro album più longevi, quantomeno uno di quelli che ascolto di più insieme a Obzen. Racchiude un po la summa del Meshuggah-pensiero, un lavoro ipnotico e ossessivo. Voto 85
gianmetal
Martedì 13 Dicembre 2016, 15.32.38
16
Che dire..... Aggressivita e cattiveria ritmicuno dei migliori di casa Meshuggah
zzz
Domenica 21 Ottobre 2012, 13.06.26
15
il migliore in assoluto senza se e senza ma
freedom
Domenica 21 Ottobre 2012, 12.53.30
14
Discone malato e rabbioso, uno dei loro lavori migliori. Voto 90.
Giuseppe
Giovedì 4 Ottobre 2012, 23.48.26
13
A chi dice che non li ha mai trovati geniali..dovresti smettere allora di ascoltare tutto quello che ascolti, perchè quello si che probabilmente non è altro che la solita musica sentita e risentita miliardi di volte che non ha nulla di nuovo e a volte risulta molto banale. Loro hanno inventato un genere, non è assolutamente vero che la chitarra fa solo 2 note e quasi sempre lo stesso ritmo, ascolta proprio Catch33 e vediamo se riuscirai a dire ancora che fanno solo 2 note, arriva almeno a tutta In Death is death e poi mi dici se fanno solo 2 note..è sconfortante che nonostante sia chiaro che non a tutti possano piacere ci sia ancora gente che obiettivamente non riesce ad ammettere la genialità di questa Band..superiori anni luce a tutti, a molti, innovatori, con un sound riconoscibilissimo fra miliardi di band, cura dei suoni maniacale. Il mio gruppo preferito in assoluto insieme a Tool, Novembre Opeth e Katatonia. P.S. già il fatto di essere stati i primi ad introdurre le 8 corde dovrebbe far pensare su quanto abbiano dato importanza alla novità, a distinguersi su tutti
The Mad Avenger
Venerdì 6 Aprile 2012, 10.58.36
12
Altro grandissimo disco dei MEshuggah, aggressivo e potente come gli altri! Voto 98
Ascarioth
Martedì 30 Agosto 2011, 10.30.51
11
Bella recensione, che condivido. Magari la musica menasse costantemente mazzate di questo calibro...
Matocc
Martedì 12 Aprile 2011, 23.01.16
10
Rabbia e devasto: Catch 33 al primo ascolto è spiazzante ma cresce col tempo e si fa apprezzare grazie alla sua struttura particolare... i Meshuggah mantengono il loro stile e ciononostante creano un album molto diverso dai precedenti. i grandi fanno di queste cose
Stefano
Venerdì 30 Luglio 2010, 0.16.23
9
Questa è l’essenza dei Meshuggah nel 2005. Questo è Catch 33. Voto 90/100
waza!!
Sabato 17 Luglio 2010, 12.14.39
8
catch33 è un disco impressionante. Adoro la sua composizione, e quelli che dicono che è una cavolata perchè ha solo 3 riffs vuol dire che non hanno capito propio niente di questo cd e di questo gruppo. A mio avviso questo disco merita un 100/100, da affiancare al vecchio Chaoshpere. Troppo avanti, peccato che obZen sia tornato sui vecchi standard. Il metal ha bisogno di innovazione. Basta con le solite copie dei vecchi pilastri del metal.
Uno qualsiasi
Domenica 21 Marzo 2010, 10.20.51
7
Non per rompere i maroni, ma non li ho mai trovati geniali. Riffs fatti con due note basse al massimo, e non capisco sinceramente quando si parla di "strutture": da ciò che sento io, si tratta dei chitarristi che tengono il tempo con i riff (che spesso non cambia), mentre il batterista sposta gli accenti come gli pare. Per quel che mi riguarda, trovo "Destroy, erase..." il migliore per la maggiore varietà dei riff mai sentita in un album dei Meshuggah, mentre "Nothing" ha alcune atmosfere inquietanti molto belle. Il resto, francamente, è una rottura. Non ammazzatemi.
scandia
Venerdì 30 Ottobre 2009, 12.41.43
6
magnifica recensione. i meshuggah non sono per tutti. sono talmente avanti da non poter essere nemmeno classificati in un genere unico. silenzio tutti quanti, sono arrivati gli alieni, mentori e prosecutori di strutture armoniche e ritmiche sconosciute ai piu', cercate di imparare qualcosa e di comprare i loro dischi. originali
P3PP0
Mercoledì 6 Dicembre 2006, 0.06.12
5
I Meshuggah sono uno di quei gruppi,tipo i Tool,che possono essere apprezzati o no.A loro modo sono arte moderna che deve piacere ,anche se credo che ascoltarlo una volta non basti per tirare le somme,io ho cominciato ad apprezzarli dopo ripetuti e ripetuti ascolti,anche perchè la loro poliritmia è molto difficile da digerire a chi non è avvezzo...
loris
Mercoledì 17 Agosto 2005, 19.08.41
4
rece molto giusta non si capisce 1 cazzo di quello che suonano.e poi tutta quella promozione che lo vendessero ai loro genitori il disco
Ivan
Lunedì 30 Maggio 2005, 10.43.08
3
Ho acquistato l'album ieri sera, al concerto a Milano e ovviamente devo ancora afrmene un giudizio. Per quanto mi riguardaa mio avviso loro sono semplicemente il massimo che la musica metal e non solo possa offrire. Hanno innovato più loro in 10 anni che il 99% dei musicisti che conosco in una intera carriera. Dopo di loro rimangono solo i grandi del jazz... However, stasera inizio ad ascoltare il disco...
calus
Giovedì 19 Maggio 2005, 15.13.20
2
OTTIMA recensione!!! Mi sembra doveroso( ma spesso non e' cosi) un giudizio di questo tipo! A me piacciono sempre nel bene o nel male..magari a piccole dosi..
Scrum82
Mercoledì 18 Maggio 2005, 13.37.42
1
Buon album.Lo preferisco al precedente.buona recensione complimenti.
INFORMAZIONI
2005
Nuclear Blast
Advanced Metal
Tracklist
1. Autonomy Lost
2. Imprint Of The Un-saved
3. Disenchantment
4. The Paradoxical Spiral
5. Re-inanimate
6. Entrapment
7. Mind's Mirrors
8. In Death - Is Life
9. In Death - Is Death
10. Shed
11. Personae Non Gratae
12. Dehuminization
13. Sum
Line Up
Jens Kidman (Voce, Chitarra, Basso, Drum Programming)
Mårten Hagström (Chitarra, Basso, Drum Programming)
Fredrik Thordendal (Chitarra, Basso, Drum Programming)
Tomas Haake (Spoken Vocals, Drum Programming)
 
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