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Ancestors - Invisible White
( 2710 letture )
Dopo il successo di Of Sound Mind (2009), che era stato capace di accattivarsi i consensi di pubblico e critica, tornano sulle scene i losangelini Ancestors con un nuovo EP, Invisble White, pubblicato dalla avanguardistica Tee Pee Records. Il quintetto, capitanato dal cantante/chitarrista Justin Maranga, si è sempre distinto per la pregevole capacità di unire ambientazioni doom a digressioni psichedeliche (vedasi questo sin dal primo lavoro, Neptune With Fire, del 2008) creando un sound non solo veramente moderno (e, aggiungerei, sensualmente cinematografico) ma anche compatto.
In tutto e per tutto, un mirabile tableau vivant, capace di generare spirali di suggestioni, una concatenata all’altra, che nascono sia dai suoni scelti sia dagli arrangiamenti individuati.

Detto questo, Invisibile White si presenta tuttavia come un lavoro differente dai precedenti: abbandonata l’asse (elegante) che spingeva gli Ancestors al fianco di Pink Floyd, Porcupine Tree e, in alcuni dettagli, persino i Cream, il nuovo disco abbraccia sonorità decisamente più acustiche, frutto, molto probabilmente, di una maturata consapevolezza dei propri intenti.
La parola d’ordine, come sempre, è atmosfera; ma in ogni traccia di Invisibile White l’aura psichedelica che aveva caratterizzato Of Sound Mind cede il passo ad un approccio più diretto, rappresentato da intrecci di melodie ricercate (come la stessa title track), in cui le capacità tecniche di ciascun componente emergono sì, ma sempre al servizio di una compattezza e di un’armonia di risultato che sfugge a molte, forse fin troppe bands di quest’ultima generazione.

I ritmi cardiaci che regala il primo brano, dipinti con suoni di mellotron, sviluppati da chitarre pulite armonizzate, suadenti ma mai scontati, rivelano una vicinanza a bands come Crippled Black Phoenix, The Shine Brothers, oltre agli immancabili Black Angels.
D’altra parte è bene sottolineare come la seconda traccia, Dust, si riveli a poco a poco più contigua a sonorità settantine, con i suoi riferimenti a Iron Butterfly e ai Blue Oyster Cult, ben incastonate in una rocciosa base stoner, interpretata con feeling di gran classe.
A disorientare (o ad affascinare, dipende dal vostro ascolto) arriva a chiudere questo EP Epilogue, quattordici minuti di risucchio acido e trasognato: un trip quasi pinkfloydiano che va ascoltato in uno stadio di totale abbandono, lasciandosi guidare dallo spirito allucinato che ogni suono sembra possedere.

Gli Ancestors hanno fatto ancora centro: se le evoluzioni stilistiche sono quelle racchiuse all’interno di Invisibile White, beh, datemi un biglietto per Los Angeles. Vado a trovarli a casa.



VOTO RECENSORE
89
VOTO LETTORI
39.6 su 25 voti [ VOTA]
Rob Fleming
Sabato 30 Gennaio 2016, 16.49.29
5
Per me il loro vertice indiscusso e assoluto. 88
Undercover
Lunedì 10 Ottobre 2011, 9.22.30
4
@freedom attendo il tuo parere
freedom
Domenica 9 Ottobre 2011, 12.15.20
3
voglio fidarmi della rece e del commento di Undercover...corro ad ascoltarlo.
Sangre
Venerdì 7 Ottobre 2011, 9.25.30
2
Ciao Undercover, ti ringrazio per le belle parole. Concordo pienamente con quanto dici: gli Ancestors meritano attenzione, sono una band preziosa!
Undercover
Giovedì 6 Ottobre 2011, 20.29.00
1
Non vedere commenti sotto la recensione di una band simile è quantomeno deprimente. Bella la recensione di Lynda con cui mi son trovato spesso e volentieri in sintonia e stavolta è sicuramente una di quelle, "Invisible White" è un gran disco e l'anima più "leggera" in apparenza offerta dallo sviluppo acustico non inganni, è un album impegnativo e che va assorbito con la dovuta calma, ancora una volta grandi Ancestors.
INFORMAZIONI
2011
Tee Pee Records
Psychedelic Rock
Tracklist
1 - Invisible White
2 - Dust
3 - Epilogue
Line Up
Justin Maranga (vocals, guitar)
Nick Long (vocals, bass)
Jason Watkins (organ, piano, vocals)
Chico Foley (electronics, keyboards, vocals)
Brandon Pierce (drums, gong)
 
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