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Nightlord - Cult of the Moon (Reissue)
( 666 letture )
Seconda riedizione targata Copro Records per gli inglesi Nightlord, che dopo il debut album Approaching Thunder vedono ripubblicato anche il successivo EP Cult of the Moon, originariamente stampato nel 1993. Quello che è stato, di fatto, l'ultimo atto di una thrash band dalla vita molto breve, gode di una produzione decisamente migliore e arrangiamenti più maturi rispetto al suo predecessore, come avvertibile sin dalle prime note del disco; il suono della band britannica sprigiona una potenza più marcata, abbinata sapientemente al riffato ancora al vetriolo e alle linee vocali meglio curate di Jamie Thorne, che guadagnano in aggressività ed incisività, risultando sicuramente soddisfacenti. Il frontman -che impugna anche il basso- canta con una timbrica molto ruvida e raschiata, contribuendo alla creazione di un'atmosfera più autoritaria e capace di incutere il giusto rispetto.

Il combo di Hanworth ha imparato a tenere alta la tensione, districandosi tra suoni nervosi e la consueta abitudine a cimentarsi anche in brani ultra slowly, pesanti come macigni (Twisted Out of Mind): a tener legato il tutto ci pensano i due chitarristi, James McKenzie e Ferenc Collins, attraverso un riffery curato, melodie fulgide e strutture di base di accresciuto valore, che sfociano anche in passaggi intricati come What Have I Done?, che prevede l'incastro di differenti sezioni, riff abrasivi, galoppate melodiche, assoli validi e accelerazioni serrate. Un certo flavour sinistro aleggia tra i solchi del breve dischetto, rivestendo un ruolo chiave per comprendere meglio la maturazione dei Nostri: peccato che a questo prodotto non sia seguito un sequel, perché la carriera dei quattro inglesi avrebbe potuto lievitare di lì a poco. Le belle combinazioni di riff denotano una più spigliata padronanza tecnica e la voce grezza, pur non essendo trascinante in maniera particolare, calza a pennello nel collaudato impianto sonoro; perciò alla fine l'EP scivola via con qualche pezzo degno di menzione, come l'introduttiva Dark Night Dance, basata su un set di riff corposi e taglienti, un refrain canticchiabile e l'adrenalina costantemente alta, o come la granitica titletrack, che spazia da brevi accelerazioni a inquietanti melodie strascicate, sempre sotto il segno del buon riff. Practice Makes Perfect è invece un bell'esempio di speed thrash, anche se innervato da alcuni elementi di forte matrice NWOBHM.

L'EP in questione è arricchito -per così dire- da sei rifacimenti live di brani assortiti, estratti in parte dallo stesso Cult of the Moon ed in parte da Approaching Thunder: va detto però che la qualità non è certo eccelsa, anzi, possiamo tranquillamente dire che è decisamente scadente; nonostante questa pesante zavorra, va appuntato come i brani del debut siano qui proposti in maniera migliore, permeati di toni più ruvidi, del sostegno del pubblico e di un martellante sottofondo ritmico. I suoni appiattiti ed impastati registrati on the road, però, abbassano non di poco il valore di una release che gode di soli cinque pezzi inediti e sei performances live travolgenti, ma dalla resa sonora non elevata: un po’ poco, dunque, per indurre all'acquisto. Di per sé il disco si meriterebbe un bel 70, forse anche qualcosina in più, ma nel momento di consigliare o meno l'acquisto non si può evitare di rimarcare le carenze che appiattiscono ed impastano i suoni dei sei pezzi dal vivo.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
18.57 su 21 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2011
Copro Records
Thrash
Tracklist
1. Dark Night Dance
2. Twisted Out of Mind
3. What Have I Done?
4. Cult of the Moon
5. Practice Makes Perfect
6. Reign (Live)
7. The Final Book (Live)
8. Twisted Out of Mind (Live)
9. What Have I Done (Live)
10. Practice Makes Perfect (Live)
11. Holy Inquisition (Live)
Line Up
Jamie Thorne (Voce, basso)
James McKenzie (Chitarra)
Ferenc Collins (Chitarra)
Neil Wiseman (Batteria)
 
RECENSIONI
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