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Judas Priest - Unleashed In The East
( 5427 letture )
Primo album live dei Judas Priest, pubblicato a coronamento di un arco temporale (1977-1979) che Wikipedia definisce senza ambiguità "il successo", Unleashed In The East rappresenta uno dei più importanti album metal di sempre, il classico disco giusto al momento giusto, chiacchierato il giusto, ritoccato il giusto ed altrettanto giustamente consegnato alla storia del genere musicale a noi caro. Il disco, dicevamo, suggella un successo, fotografa una crescita verticale, cementa consenso e legittima commercialmente un nuovo modo di fare musica, e vendere immagine: la band di Birmingham confeziona un mix inedito di abbigliamento in pelle e tempi veloci, schitarrate furiose e moto cromate, definendo l'iconografia di copertina e vincendo la scommessa sulla fortunata direzione che questo metal avrebbe intrapreso.
L'album, registrato originariamente a Tokyo, ha costituito per adepti vecchi e nuovi il rito di iniziazione, la porta di passaggio, il varco verso il mondo non solo dei Judas Priest, ma di un heavy-metal meno accomodante che solo Motorhead ed AC/DC sapevano padroneggiare con tali velocità esecutiva e potenza: canzoni come Hell Bent For Leather, Tyrant, Exciter, Ripper, Victim of Changes e Green Manalishi (qust'ultima cover dei Fleetwood Mac) sono testimonianze immortali della forza e dell'energia sprigionata dal quintetto in sede live, nemmeno lontane parenti delle versioni precedentemente registrate in studio per i singoli album di provenienza. La voce di Halford e le chitarre di Downing e Tipton si presentano in primo, primissimo piano, e dettano ritmica, creano suggestione teatrale e disegnano un'immagine sonora straordinariamente compatta, seppur a discapito della profondità: basso e batteria risultano comprimari di lusso, ed è forse nella sola Diamonds And Rust, forte di un'intro che ricorda per un attimo Kill The King dei Megadeth, che il basso di Ian Hill riesce a ritagliarsi un ruolo portante e definito. Il metal dei Judas Priest, che ascoltiamo nella ristampa The Remasters del 2001, è incalzante e tagliente, punteggiato ed imprevedibile nelle sfumature con le quali Halford ricama il suo cantato: la straordinaria estensione vocale diventa unico elemento dinamico di un quadro altrimenti costante, mai noioso ma travolto da una velocità alla quale soccombe il gusto per la cesellatura più ricercata, ed è un peccato che il drumming di Les Binks (tra i pionieri nell'utilizzo della doppia cassa) risulti tanto penalizzato dalle scelte operate in fase di produzione. La musica degli inglesi afferma se stessa ed il proprio concetto di metal attraverso ripetizione tamburellante, infaticabile costanza, aggressione preordinata e matematica: il Nuovo che ne scaturisce è allo stesso tempo figlio fratello e genitore di Rolling Stones, Hawkwind e Steppenwolf, Black Sabbath, Deep Purple e Led Zeppelin, ponendosi in un'ideale linea temporale che origina da Chuck Berry e la sua Johnny Be Goode (che gli stessi Judas Priest riproporrannno nello sfortunato e glaciale Ram It Down).

L'esperienza live di Unleashed In The East è dunque frontale e diretta, focalizzata e concentrata, piuttosto che un prodotto musicale da cogliere ed apprezzare nella pur rotonda complessità che affiora nei mid-tempo: solo in questi casi (The Sinner, Green Manalishi, Victim Of Changes) le strutture godono di una struttura a maglie più larghe, tra le quali trovano modesto riparo un crescendo, una strofa descrittiva, intriganti interventi di chitarra che suggeriscono e talvolta annoiano, proponendosi in assolo prima ancora che la canzone abbia raggiunto il suo chorus. E' in queste occasioni che la corsa della band sembra rallentare per fare spazio ad uno sviluppo dilatato e grammaticale, fatto di pause e stacchi, di una voce che trova ad ogni curva soluzioni nuove, di un drumming che riesce a suonare finalmente prezioso, di soluzioni ritmiche che prima spiazzano e poi esaltano il pubblico giapponese in visibilio... e soprattutto di Tempo, che ai Judas Priest sembra sempre ed inesorabilmente mancare. Queste atmosfere sanno essere notturne e misteriose, umide e fumose, di un pallore freddo e disinteressato, e l'operazione ha successo perchè la musica mantiene comunque un suo peso, una sua personalità metallica e superiore, una sua discendenza nobile che la pone vicina all'ascoltatore, ed allo stesso tempo a lui irrangiungibile: non a caso il disco manca completamente di improvvisazione, intesa come dialogo, espressione musicale prodotta dall'interazione tra il musicista e l'ambiente che lo circonda. E' per questo che, anche nelle parti più riflessive, il gruppo suona distaccato: i suoni risultano chiaramente effettati e le ovazioni del pubblico si ripetono in un loop che contribuisce ad un'immagine stilisticamente perfetta ma assai poco genuina, attenta alla forma ed orientata ad un pericoloso autocompiacmento che esclude me, il pubblico, dal processo.

Unleashed In The East propone dunque un heavy-metal astratto ed impenetrabile, coinvolgente a tratti, capace di atmosfera e melodia e, con la stessa crudele e preponderante naturalezza, di una ritmica martellante che fagocita e rincorre. Specchio di un'epoca, il disco è la vinilica fotografia del nuovo, espressione di un neonato metal-universale bisognoso di adorazione, di fuochi d'artificio e moto cromate dalle quali, è cronaca recente, Rob Halford continua a cadere con l'incuranza e la goffaggine di sempre. Queste tredici tracce vogliono attenzione, perchè la stratificazione di estro effetti e parti più autentiche distolgono l'attenzione dalle strutture, creando un continuo dinamico che trova nel sudore del live il suo contesto ideale. Ogni brano è tante canzoni in una, successione di momenti nei quali è a volte la bravura del singolo a gongolare sotto i riflettori, altre l'atmosfera trascendente ricreata dal sovrapporsi artificioso dei suoni. E' un ascolto difficile e di fede, testimonianza e pietra miliare, che richiede trasporto ad un ascoltatore a volte in altre faccende affacendato e che difficilmente può fare a meno dell'entusiasmo del fan per apprezzarlo, allo stesso tempo, nella sua valenza storica ed artistica. Hell Bent For Leather, curiosamente esclusa dall'edizione originale del disco, è la combinazione perfetta degli ingredienti della casa: incalzante, ficcante, tecnica nell'assolo e veloce come da tradizione, in meno di tre minuti celebra una sintesi di anime, esalta l'efficacia del lavoro di quadra, distilla immediatezza e comprensibilità in pieno e democratico spirito heavy-metal. Successioni di riff, stacchi al termine della strofa, acuti imprevedibili disseminati ovunque sono i principali elementi di questa punteggiatura, della quale i Judas Priest costituiscono il dizionario: Unleashed In The East è il libro delle regole, il manuale di istruzioni a colori, la Lonely Planet di quello che questo metal poteva proporre più di trenta anni fa tra equilibri precari, pesanti sbilanciamenti, e ritocchi di chirurgia musicale talmente pesanti da mettere in dubbio la stessa natua live del disco.



VOTO RECENSORE
87
VOTO LETTORI
77.27 su 114 voti [ VOTA]
Area
Venerdì 8 Giugno 2018, 10.07.00
71
Tralasciando la diatriba inerente a questo disco... guardando la copertina del disco capisci che sei davanti a qualcosa di Heavy Metal. Tutto é iconico in quello scatto, il loro look, i loro strumenti, il logo già collaudato a partire da Stained Class.... tutto! Miglior pezzo di tutto l'album é Victim of Changes, qui finalmente resa in maniera perfetta.
Roadie
Giovedì 11 Gennaio 2018, 22.24.02
70
@Mulo Concordo al 100%, questo è IL live. Hi metalhead!
Mulo
Mercoledì 10 Gennaio 2018, 20.23.49
69
Il “live” più bello pubblicato da una band metal x ciò che mi riguarda. Le versioni di tutti questi capolavori sono migliori rispetto a quelle contenute nei dischi di provenienza. Tyrant è forse quella che ne trae più beneficio.Epocale!!!
Mulo
Domenica 4 Dicembre 2016, 12.49.32
68
Anche x me il migliore dei Priest,presenta tutti i classici della prima (e x me migliore)parte della loro carriera suonati con più potenza e cattiveria. Veramente potentissimo x il periodo.
rik bay area thrash
Domenica 4 Dicembre 2016, 12.38.54
67
Quando acquistai il vinile, già la cover si presenta molto bene, in perfetto heavy metal style (siamo nel 1979) e poi il contenuto musicale è a livelli incredibili. Mi accorsi subito che l' incisione era a livelli spettacolari per l' epoca. Solo a pensare che molti dischi di hard rock and heavy avevano delle rese sonore che erano paragonabili a quelle di un demo tape. La differenza era abissale ma il risultato (tarocco o meno) è li a testimoniare un grande live (imho). I judas priest hanno dato tantissimo alla causa dell' heavy metal e questo live (ripeto, tarocco o meno) custodisce tutto un mondo che ormai fa solo più parte dei ricordi. Però sono dei bei ricordi. (Imho).
Max
Domenica 4 Dicembre 2016, 12.11.07
66
Questa è il live Heavy Metal per eccellenza, poi per me l'apoteosi dei Judas che qui hanno chiuso il periodo a me più caro !!
dolomitikrock
Domenica 4 Dicembre 2016, 11.17.26
65
BELLISSIMO E BASTA
HERMANN 60
Sabato 4 Giugno 2016, 16.41.22
64
Un capolavoro, dalla scelta dei brani, all'incisione . Quando uscì non c'era nulla di così METAL
Rob Fleming
Sabato 30 Gennaio 2016, 12.54.33
63
Bello a prescindere dagli accorgimenti veri o presunti in studio.
venom
Mercoledì 2 Settembre 2015, 23.39.28
62
Live stupendo set list perfetta, sara anche ritoccato in studio ma il risultato e eccezionale
Lo Scrondo
Lunedì 25 Maggio 2015, 14.21.00
61
L'importanza di queste canzoni è sottolineata anche dal fatto che molte sono diventate bands
Mulo
Martedì 24 Febbraio 2015, 20.15.37
60
Capolavoro assoluto! Le migliori canzoni de Priest anni '70 risuonate al doppio della potenza e velocità!
Philosopher3815
Lunedì 28 Luglio 2014, 0.54.22
59
Grandissimo album dal vivo..peccato per il suono un po' grezzo e acido a tratti,ma la foga e la carica della band,surclassa questi difetto.L'inizio con Exciter e running wild,e' qualcosa di devastante e molti pezzi degli album precedenti,acquistano maggior potenza e cattiveria in sede live.
Steelminded
Sabato 5 Luglio 2014, 19.28.33
58
Bello, molto bello, bellissimo, lo sto ascoltando or ora in vinile per la prima volta. Grandissimi priests!
davide
Giovedì 19 Settembre 2013, 22.28.42
57
voto troppo basso questo è il secondo live album migliore di sempre il voto giusto è 98
denis
Lunedì 18 Febbraio 2013, 17.53.54
56
Fake o no Victim of Changes e Tyrant live spaccano
metalhammer
Sabato 19 Maggio 2012, 10.56.19
55
Non so voi. l'altra sera, riascoltando l'abum nel mio stereo in auto, mi sarò risentito a tutto volume "Sinner" almeno 6 volte consecutive. Il pezzo centrale della canzone, dove K. K. Downing scatena la sua ira con la chitarra (pezzo che si può ammirare nel live in Memphis del 1982), è pesantemente heavy e pesantemente psichedelico. Voi che ne pensate!!!! Ho rischiato l'arresto per schiamazzi in luogo pubblico, tanto lo stereo era sparato a manetta!!! (Skerzo! Rispetto la legge... altrimenti porteremo vanti l'idea del metallaro criminale!!!)
blackie
Lunedì 30 Gennaio 2012, 18.23.26
54
karaoke o no e un album spettacolare concordo con la recensione.un disco grandioso!
The Hellion
Sabato 15 Ottobre 2011, 13.20.13
53
@Painkiller: di Beyond the realms of death ascolta la versione dell'Hammersmith 81 (c'è pure sul tubo). Halford dà letteralmente i numeri
Er Trucido
Mercoledì 12 Ottobre 2011, 12.57.00
52
Su Priest Live intervengo anch'io, sinceramente non mi ha mai detto niente quell'album, la versione di breaking the law mi ha fatto accapponare la pelle la prima volta che l'ho sentito
Painkiller
Mercoledì 12 Ottobre 2011, 12.52.44
51
@MAURILIO: Priest Live è comunque un pezzo di storia ma gli preferisco live vengeance '82 (probabilmente la miglior testimonianza video della grandezza dei Priest) ed il Live allegato alla 30th anniversary edition di British Steel
The Nightcomer
Mercoledì 12 Ottobre 2011, 10.02.29
50
Pur non essendo mai stato un amante dei live (e ancor meno delle raccolte), ho sempre apprezzato moltissimo questo disco, arrivando a considerarlo il migliore nel suo genere; scrivendo questo non voglio ignorare i difetti, che alcuni di voi hanno sottolineato, ma semplicemente concordare con chi afferma che tutte le versioni dei brani contenute in questo album superano nettamente quelle incluse nei dischi originali. Anche per me è sempre stato incomprensibile che le 4 bonus tracks (a cui andrebbe aggiunta Beyond the realms of death, presente in un EP dell'epoca) siano state pubblicate solo nella versione giapponese (di cui ho il vinile originale), ma se proprio devo dirla tutta, avrei voluto che questo album uscisse doppio! il mio giudizio è chiaramente di parte, sbilanciato per ragioni emotive ed affettive, che non sempre concordano con obiettività e distacco (necessarie per una corretta valutazione), ma a costo di apparire banale, non riesco a non scrivere che questo disco è storia, oltre che (imho) dannatamente heavy e bello! Ne uscissero ancora così...
Jemini
Martedì 11 Ottobre 2011, 22.22.33
49
Permettetemi di dire che di fatto di "live" questa raccolta ha poco, la metto sullo stesso piano di "ALIVE II" dei KISS. In realtà solo la base è live, questo disco è un bel karaoke, quindi 79 addirittura troppo. 65 , perchè sarà pure un karaoke , ma sono i Priest
Maurilio
Martedì 11 Ottobre 2011, 20.18.11
48
Comunque Marco permettimi di dire che hai davvero poco dei mitici JP, qui devi rimediare assolutamente. Loro sono l´ABC del metal. A proposito di live , cosa ne pensate di Priest Live del 1986? A me piace, l´ho visto e rivisto in VHS. Concordo con tutti quelli che hanno detto che questo é comunque un disco storico, ritocchi o no. Finalmente il voto dei lettori sta risalendo, anche se per giustizia dovrebbe essere intorno al 90.
Masterburner
Martedì 11 Ottobre 2011, 13.07.15
47
AKA 'Unleashed in the Studio'... comunque grandissimo album
Painkiller
Martedì 11 Ottobre 2011, 10.22.14
46
scusate i refusi...si scrive sempre di fretta...
Painkiller
Martedì 11 Ottobre 2011, 10.20.22
45
@PcKid: apprezzo molto quest'ultimo tuo post, sei riuscito a sintetizzare i concetti che stanno alla base del lavoro di un recensore e le difficoltà di commentare album di nomi storici, che indubbiamente risciano sempre di dividere i giudizi di chi legge. Una note: scrivi "nessuno di noi può dirsi sicuro di conoscere la Verità" ma come ho avuto modo di scrivere nel mio post 37 ho scritto certe cose perchè sono abbastanza documentato. Ho letto la biografia NON autorizzata, appena uscita dei priest, ma ho letto ed ascoltato interviste e videointerviste a membri delle band che cito (Judas, Iron, Kiss, Deep Purple) a conferma di quello che ho scritto. @The Hellion: ho un live del 1980, tour di supporto a British Steel, cona beyond the realms da brividi. Nessun ritocco, qualche imperfezione qua e la, ma che band ragazzi!!! Per questo comunque apprezzo molto unleashed, perchè è stato ritoccato "per cause di forza maggiore" ma è molto aderente alla realtà.
jek
Lunedì 10 Ottobre 2011, 20.57.49
44
Sarà tarocco fin che volete ma per me questo disco ha un valore storico e affettivo esagerato. Dopo made in japan dei Deep, questo e stato il secondo disco live che ho acquistato nel '79, l'ho riascoltato talmente tante volte che alcune canzoni saltavano tra cui "The Ripper" porco cane. Se provate a riportare le lancette dell'orologio ad allora e guardate o meglio ascoltate il panorama metal di quegli anni forse restutuirete il giusto valore a questo monolite dell'HEAVY METAL tarocco o no.
PcKid
Lunedì 10 Ottobre 2011, 20.42.16
43
Ciao ragazzi, sono contento che Metallized mi abbia dato la possibilità di recensire un disco tanto importante quanto - scopro - controverso. L'articolo è, a mio parere, una buona prova di equilibrismo musicale, tra pulsioni contrastanti ed innegabili meriti culturali che vanno sottolineati. Personalmente non amo i live, ed i JP non mi fanno impazzire: posseggo solamente il vinile di Ram It Down e Painkiller su CD, ma è evidente che il bello di questa avventura sta nello scrivere con mente aperta e pensiero libero su tutto quanto viene assegnato, indipendentemente dal gusto musicale e dalla propria collezione. E la mia onestà musicale, lo dico con orgoglio, è fuori discussione: il disco è stato studiato, ascoltato e riascoltato (con ampli a valvola e cuffie hi-fi), e le mie sensazioni non vi sono state nascoste: espressioni quali "quadro altrimenti costante", "talvolta annoiano", "il disco manca completamente di improvvisazione", "le ovazioni del pubblico si ripetono in un loop" e "pericoloso autocompiacimento" esprimono con coraggio una personale perplessità, un'insoddisfazione al limite della noia ed un ascolto in parte deludente. Allo stesso tempo il recensore deve sforzarsi di trascendere il suo gusto (che al momento contempla dai Tora Tora ai Powerwolf, figuriamoci), rincorrendo un'obiettività necessaria che stride con la natura soggettiva delle sue valutazioni: subentrano dunque anni di ascolti, cultura personale e ricerche su Internet, per riconoscere un valore storico ed una valenza oggettiva che il mio testo ed il mio voto, al quale quello dei lettori sembra voler tendere, riconoscono senza mezze misure fin dalle primissime battute. Per quanto riguarda la questione sui ritocchi, infine, documentandomi ho ritenuto di non voler privilegiare una versione rispetto ad un'altra: nessuno di noi può dirsi sicuro di conoscere la Verità, e tutto quello che possiamo fare con onestà è commentare il risultato finale, tenendo conto di tutti gli elementi che vi hanno contribuito. Come ho cercato di fare, argomentando con serenità.
Radamanthis
Lunedì 10 Ottobre 2011, 20.09.29
42
Quoto il post di Celtico: é un live non live quindi il mio giudizio rimane lo stesso. Poi ho dei bootleg molto ma molto inferiori come qualità sonora ma LIVE in cui si sente (nel bene e nel male) quella che è la band in un determinato periodo storico e si sente l'immensa qualità del singer di turno o dei musicisti. Per me quelli sono veri live!
Celtico
Lunedì 10 Ottobre 2011, 19.55.26
41
boh.., io rimango del mio parere che sentire un live che non è live, non ha senso..(ed è per questo che ne ho pochissimi di live, sapendo di tutte le taroccate in studio che regolarmente vengono eseguite). nessuno mette in discussione la grandezza di Rob o Bruce, sappiamo benissimo di quello che erano capaci, ma io nel live voglio sentire la gente che urla, il gruppo che interagisce col pubblico, alcuni errori o modifiche di esecuzione, al limite preferisco un suono non perfetto piuttosto che reinciso...se no che live è? in Unleashed oltre ai ritocchi vari, il pubblico non esiste, nel live after death sembra campionato... non voglio far assolutamente polemica, questione di gusti, è solo un mio parere su tutti i finti live che girano..tra l'altro i Judas sono il mio gruppo preferito da 25 anni per cui...
The Hellion
Lunedì 10 Ottobre 2011, 13.41.08
40
Dunque, parlare di un album come Unleashed è impresa ardua. In effetti il risultato finale suona piuttosto tarocco, sia per la ben nota reincisione vocale sia per l'assenza totale di interazione col pubblico: basta ascoltare Memphis 82 o altri bootlegs del periodo per rendersi conto della grandezza di Halford in qualità di entertainer e la sua bravura nell'introdurre i pezzi, caratteristiche che non è possibile apprezzare pienamente nel live in questione. La prestazione vocale è palesemente contraffatta, ma più nei dettagli che nella sostanza: certi acuti suonano davvero "finti" e il cantato risulta nel complesso sovrumano anche per un alieno come Rob. In verità l'Halford di quel periodo non era lontano da quegli standards: basta ascoltare il bootleg di Seattle dello stesso tour, la prestazione del vocalist di Birmingham è altrettanto sovrumana, salvo qualche piccola imperfezione, perfettamente naturale, considerando che si tratta di un live (a tutti gli effetti, in questo caso). Altra piccola pecca è costituita dalla scaletta:manca all'appello qualche pezzo imprescindibile, Beyond the realms of death su tutti. Detto questo però ci troviamo di fronte ad un album mastodontico, non tanto per la sua portata storica, quanto per il risultato finale: quasi tutte le canzoni sono eseguite in versione migliore rispetto all'originale: su tutte Sinner, Tyrant, Genocide e Diamonds and rust. Il sound è perfetto e fottutamente heavy per l'epoca, la prova di Binks è irreprensibile. L'esecuzione valorizza al massimo la caratura dei brani, e mostra il lato heavy dei pezzi più vecchi. In sostanza: a me poco importa che sia live o no, quest'album è una bomba, all'ascolto forse il mio preferito dei Preti
fabio II
Lunedì 10 Ottobre 2011, 12.02.45
39
Ho visto i commenti qui sotto, mi accodo a Subhuman: per come suona ancora oggi questo live, rimarrebbe storico anche se venissi a sapere che è stato inciso dai Ricchi e Poveri
hm is the law
Lunedì 10 Ottobre 2011, 10.42.10
38
@ Painkiller: intervento da quotare parola per parola. Inutile fare considerazioni si eventuali manipolazioni sui live che sono palesi ma sti gran casvoli se poi il disco è di una bellezza pazzesca come U.I.T.E.
Painkiller
Lunedì 10 Ottobre 2011, 10.17.33
37
ragazzi, scusate se mi permetto ma in materia priest e materia live ne so parecchio. Quest'album ha subito la riregistrazione della voce per la già nominata influenza che aveva Halford, il LIVE AFTER DEATH è sovrainciso per la gran parte, sia tutte le parti vocali, sia molte di chitarra (tanto che il dvd ed il cd non hanno corrispondenza). Alive! dei Kiss è stato pesantemente ritoccato in molte parti. Quindi la domanda è: DI COSA STIAMO PARLANDO??? Se vogliamo fare i sofisti sui ritocchi in studio allora credo che pochi live album siano "veri", perchè ogni sera è sempre diversa e può esserci sempre qualcosa che suoni bene e qualcosa che suoni meno bene. Al contrario, credo sia corretto pensare se comunque una band è in grado di suonare come su questi live e per quel che è la mia esperienza di veterano di concerti la risposta è: Sì!!! Qualcuno ha citato giustamente il live vengeance, che io ho riposrtato direttamente dal dvd su cd, e la band fa venire la pelle d'oca. In quegli anni, 1982 compreso, nessuna band al mondo era in grado di suonare così bene come loro dal vivo, anche i Maiden, che invece nel tour di supporto e TNOTB e piece of mind si elevarono al livello dei Priest. Halford è stato il più grande heavy metal singer per quel che mi riguarda e questo live (così come il live vengeance) lo testimoniano perchè ho provato a essere sotto il palco anche nei tardi anni '80 e nel tour di Painkiller e chi c'era sa qual'è la verità. Se poi prendiamo i bootleg del somewhere back in time degli Iron si può fare discorso analogo: c'è qualche imperfezione ma la grandezza live dei Maiden è indiscutibile (e chi scrive non ha certo esentato gli Iron di critiche in qualche caso) così come lo scempio fatto da Shirley su quel live, tanto che i bootleg suonano meglio. Quindi ripeto la domanda: avete forse dubbi che Halford o Dickinson non sianomai stati in grado di cantare così o che Tipton o Murray e tutti gli altri non ne fossero in grado? Allora non avete mai visto un loro concerto. Per me questo disco è leggendario, al pari di Made In Japan, Maiden Japan, Alive!, Live after death, Live vengeance e pochi altri...
Subhuman
Domenica 9 Ottobre 2011, 21.09.04
36
*screaming for vengeance, prima che qualcuno faccia il pignolo sui refusi
Subhuman
Domenica 9 Ottobre 2011, 21.08.18
35
Quoto Lizard: la storia non si discute! Ovvio, poi, che si tratta di gusti... come c'è chi preferisce Painkiller a Screaming of Vengeance e viceversa (per me SFV e Defenders of the Faith si mangiano a colazione Painkiller, giusto per dire), è più che lecito avere gusti differenti. Però, ribadisco: stiamo parlando del primo live metal della storia! Il fatto che possa essere "Unleashed in the STUDIO" non sminuisce certo il suo valore storico elevatissimo! un saluto
HIRAX
Domenica 9 Ottobre 2011, 20.36.22
34
Ma stiamo scherzando? Questo non è un disco qualunque! Stiamo parlando del 1979. Basta sentire Exciter. Certo ascoltarlo adesso è diverso ma nel 1979 (e io c'ero) era come ascoltare il thrash oggi. Ragazzi questo è uno dei live metal più fichi di sempre. Vale almeno 1000
Celtic Warrior
Domenica 9 Ottobre 2011, 19.53.35
33
Io ci metterei pure ALIVE (1975) dei KISS
SNEITNAM
Domenica 9 Ottobre 2011, 19.43.33
32
Non dimenticatevi il mitico Decade of Aggression degli Slayer visto che si parla di grandi live album
The sinner
Domenica 9 Ottobre 2011, 17.49.04
31
Visto che il pensiero di Radamanthis sul fattore "Unleashed in the East" è irrecuperabile gli consiglio vivamente di ascoltarsi allora "Live in New Haven" un ottimo bootleg registrato durante il tour di "Ram it down" nel 1988 dove Halford in vero stato di grazia raggiunge picchi vocali storici (vedesi ad esempio una versione di "Sinner" ove supera l'impossibile) ... Ma poi, dati alla mano non sarebbe neanche da sottolineare le imprese vocali di un uomo che con la sua voce ha dato al metal picchi massimi di talento e veridicità. E poi come sottolinea Er Trucido questo disco ha una valenza storica inattaccabile...e non sarà mica per una fottuta laringite non prevista e conseguente ritocco sulle vocals a mettere in dubbio l'uomo che ha fatto del metal la sua causa di vita...Unleashed rimarrà sino alla fine dei tempi l'album Heavy Metal per antonomasia e votatelo per quello che è...il migliore !!!!
Er Trucido
Domenica 9 Ottobre 2011, 15.18.26
30
Oh che poi possa piacere o no è legittimo, tant'è che se vai a vedere non sto minimamente parlando di voti, anche perchè poi ognuno ha le sue fisse su come intendere la musica eccetera. Io ad esempio sono sempre stato infastidito dal fatto che il No Sleep At Hammersmith (un altro dei live più grandi della nostra musica) sia stato in realtà registrato da un'altra parte.
Lizard
Domenica 9 Ottobre 2011, 15.09.34
29
Ha risposto bene Er Trucido: stai applicando un criterio tecnico alla Storia. Non e' l'ottica adeguata per valutare questo disco. Le critiche sui ritocchi si sono sempre fatte ed i Judas sono sempre stati dei furbetti ma questo e' uno dei caposaldi assoluti del metal, lo e' sempre stato e bisogna rendergli il giusto merito.
Er Trucido
Domenica 9 Ottobre 2011, 14.51.01
28
Intendiamoci, per me Made In Japan è IL live, però siamo nell'hard rock. Unleashed è già metal, quindi nella sua categoria lo piazzo ai primi posti. Che la voce sia stata completamente ri-registrata però mi giunge nuova sinceramente. Comunque ripeto, questo disco ha una valenza storica enorme e all'epoca ha tracciato un solco nella carriera dei Priest, dopo questo sono entrati nella leggenda della nostra musica
Radamanthis
Domenica 9 Ottobre 2011, 14.37.01
27
@Lizard: coinvolgo anche te nel mio pensiero: una cosa è ritoccare un live un'altra è ri-registrare completamente la voce. Tutto qui!!! Poi amo la band e ho il disco ma la valutazione finale deve tener conto di questa cosa!
Radamanthis
Domenica 9 Ottobre 2011, 14.34.52
26
@Er trucido: tranquillo, nessuna polemica, anzi mi piace confrontarmi: a mio parere il primo grande live album della storia della musica heavy è MADE IN JAPAN dei Deep Purple e non questo; poi su Live after death han fatto qualche ritocco, vero, ma una cosa è ritoccare un live un'altra è ri-registrare completamente la voce (ovvero lo strumento che in sede live potrebbe essere maggiormente differente rispetto allo studio). Sicuramente la resa live di Halford che reputo uno dei big 5 singers di tutti i tempi a parte nel caso di problemi fisici (come in qs caso) non avrebbe bisogno di alcuna correzione ma qui c'è stato un lavoro in studio al 100 % e questo, a mio parere, non può non influire sul voto finale o sul giudizio finale che si da a un album! Ho pure io tutto dei JP da poco ho completato tutta la discografia e forse hai ragione a non paragonarare il live di Halford con quello di Owens ma qui stiamo valutando Unleashed In The East e non si può non considerare nel voto e nel giudizio (tantomeno nel giudizio) che non è stato ritoccato, è stato ri-registrato.
Celtico
Domenica 9 Ottobre 2011, 14.30.58
25
si è vero Er Trucido..molti live per me sono inascoltabili come il Live After Death che considero scandaloso a causa della completa assenza di "feeling" live. boato del pubblico, pezzo suonato come su un disco in studio, boato del pubblico, poi ancora pezzo ecc ecc ecc secondo me un Live deve essere come ad esempio ANGEL WITCH LIVE del 1990.. sembra proprio di essere davanti al palco tra i purtroppo "pochi" fans presenti
Lizard
Domenica 9 Ottobre 2011, 14.25.48
24
Dai via... Questo e' uno dei dieci live album della storia, non scherziamo. Ha un'importanza storica enorme ed e' bellissimo. Tutti i live album sono ritoccati in studio, vi buttate su una falsa pista.
Er Trucido
Domenica 9 Ottobre 2011, 14.15.12
23
Se posso farvi un appunto secondo me state perdendo la bussola a riguardo di questo live album e della sua recensione: Unleashed è considerato uno dei dischi dal vivo più importanti perchè è stato uno dei primi ed ha gettato delle basi. I ritocchi a cui si allude da quel che ho capito dalla rece sono riferiti soprattutto ai suoni del pubblico (per questo si parla di natura live). Personalmente ho tutti i dischi live dei Priest e non faccio fatica a sostenere che questo sia il migliore, paragonarlo a quelli con Owens è a mio parere sbagliato per un discorso di svolta stilistica della band e di tecnologie molto più avanti rispetto all'epoca di Unleashed. Infine un piccolo appunto: anche il Live After Death se non sbaglio è stato sottoposto ad alcuni ritocchi in studio, quello come lo considerate? (senza polemica eh ragazzi, mi piace discutere, oramai mi conoscete )
Radamanthis
Domenica 9 Ottobre 2011, 14.05.38
22
Inoltre il recensore con la sua ultima frase "ritocchi di chirurgia musicale talmente pesanti da mettere in dubbio la stessa natua live del disco" va a smentirsi in ciò che dice in precedenza "imprevedibile nelle sfumature con le quali Halford ricama il suo cantato: la straordinaria estensione vocale diventa unico elemento dinamico di un quadro altrimenti costante, mai noioso" e mi chiedo...come si fa a valutare questo album con un 87 e, voto a parte con queste splendide parole, se si sa che le ha fatte in studio! Allora mi ascolto il disco originale dalle quali derivano l'una e l'altra traccia. Non voglio attaccare neussuno, specialmente un gruppo amato come i Judas Priest, ma il disco andrebbe valutato per quello che è, ovvero un live album from Tokio non un live album registrato tra Tokio e uno studio. Ribadisco il mio voto: 65 e già sto abbondante! Ps: lo dico e lo ripetoalla nausea: mi piacciono i JP!
Celtic Warrior
Domenica 9 Ottobre 2011, 13.41.04
21
Concordo con Celtico e il buon Radamanthis .
Celtico
Domenica 9 Ottobre 2011, 13.37.53
20
concordo con Radamanthis, tanto vale fare i Live in studio allora... comunque sempre grandi i Judas ! comunque preferirei che le recensioni fossero fatte sulle edizioni originali non sulle ristampe con aggiunte di tracks..infatti all'originale avrei dato molto meno proprio a causa della mancanza di pezzi storici che non ho mai capito...
Radamanthis
Domenica 9 Ottobre 2011, 13.21.15
19
A me "certe menti bacate" come dice The sinner mi sembrano altre...che cazzo di senso ha sentire un live in cui la voce è fatta in studio? E' un mezzo live!!! Poi ok la questione soldi persi e spese varie, ok che lo stesso Rob l'ha detto tranquillamente ma ciò non può non influire sul voto finale. E lo dico da amante dei Judas. Poi avrò una mente bacata...
SNEITNAM
Domenica 9 Ottobre 2011, 13.19.59
18
Ah ok! Se è così va bene ma comunque quel live merita lo stesso. Per il discorso della voce di Halford puzzava di fesseria pari a quella di chi dice stupidamente che non è stato Ulrich a suonare in ...and Justice for All
Braian Ghei
Domenica 9 Ottobre 2011, 13.10.09
17
Non ci riusciva per l'influenza che aveva beccato in Giappone. Solo che ormai avevano prenotato tutte le attrezzature per registrare, e che fai, perdi soldi a ufo? No, registri e poi sovraincidi. Lo dice lui stesso tranquillamente, e da anni, che andò così.
SNEITNAM
Domenica 9 Ottobre 2011, 13.07.25
16
A parer mio il ritocco della voce è una gran fesseria! Guardatevi il dvd del live dell'82 e sentirete come Halford tranquillamente reggeva per tutta la set list cantando come se fosse su disco, e secondo voi non ci riusciva quattro anni prima?
Braian Ghei
Domenica 9 Ottobre 2011, 12.58.40
15
Falso o vero, che importanza ha? Il rock, e il metal, sono terra di rappresentazione e finzione. La miglior rappresentazione vince. Unleashed è un disco-rappresentazione di altissimo livello, che la voce sia reincisa non ha la minima importanza, anzi, bene perché porta ai massimi livelli il risultato finale.
The sinner
Domenica 9 Ottobre 2011, 1.17.52
14
UNLEASHED IN THE EAST è il più GRANDE LIVE ALBUM DI TUTTI I TEMPI !!!!!.... Già 87 è un voto irragionevole per un album che va oltre la storia della musica metal ma il 65 dato dai lettori è addirittura blasfemo!! Stare a sottolineare i ritocchi all'album per giustificare un'ignoranza di base e rifilare all'album voti indegni di un colosso del genere mi fa provare solo disprezzo verso certe menti bacate..."Unleashed in the East" è stato ed è la colonna sonora della mia vita quindi scusate ma certe idiozie vorrei tanto non averle lette. ... e c'è qualcuno come Radamanthis che preferisce addirittura Live in London con Owens alla voce....ma fammi il favore....!!!
Subhuman
Sabato 8 Ottobre 2011, 23.35.03
13
Che tristezza vedere bistrattato da voti del genere il primo live album metal a tutti gli effetti della storia...
Radamanthis
Sabato 8 Ottobre 2011, 21.11.34
12
@Maurilio:anche io odio il nu - merdal e amo le band storiche ma sinceramente questo live è molto ma molto ritoccato, molto piu' genuino il live 2003. E lo dico da amante dei JP!
Maurilio
Sabato 8 Ottobre 2011, 20.55.14
11
Io ho l´originale in vinile e ci sono solo 9 pezzi, ma é un live eccezionale con un suono incredibile per l´epoca( non so se fu ritoccato, ma suona davvero alla grande). Il voto dei lettori fino ad ora (66) é vergognoso. Ma andate ad ascoltarvi li vostro nu- cacca e lasciate stare la storia!
Radamanthis
Sabato 8 Ottobre 2011, 19.55.29
10
Mhmm, non molto d'accordo col recensore. Mi è piaciuto molto ma molto di piu' il disoc live in London del 2003 con Owens alla voce. Voto 65 forse già abbondante
Sorath
Sabato 8 Ottobre 2011, 19.29.20
9
Mi piace ma non totalmente 80
luci di ferro
Sabato 8 Ottobre 2011, 19.03.32
8
una delle recensioni più brutte che io abbia mai letto (da cestinare)
Er Trucido
Sabato 8 Ottobre 2011, 14.44.47
7
Madò che disco e che scaletta!
Subhuman
Sabato 8 Ottobre 2011, 14.33.17
6
Bibbia dell'HM, spartiacque temporale tra il seminale heavy dagli influssi gotico alla nascita vera e propria del verbo heavy metal, rappresentata da British Steel. Immancabile!
Raven
Sabato 8 Ottobre 2011, 14.08.13
5
Ti riferisci alla reincisione della voce?
Jemini
Sabato 8 Ottobre 2011, 14.05.36
4
bel disco, peccato sia il falso piu palese della storia
SNEITNAM
Sabato 8 Ottobre 2011, 13.33.14
3
Già però secondo me è meglio la ristampa che contiene pezzi in più (come appunto si legge sulla scaletta che avete messo sopra) rispetto all'originale. Da pelle d'oca Exciter seguita poi dalla mitica Running Wild! Grandi Priest!
Raven
Sabato 8 Ottobre 2011, 13.29.51
2
Sicuramente
hm is the law
Sabato 8 Ottobre 2011, 13.28.46
1
Uno dei migliori live metal di sempre
INFORMAZIONI
1979
Columbia Records
Heavy
Tracklist
1. Exciter
2. Running Wild
3. Sinner
4. The Ripper
5. The Green Manalishi
6. Diamonds And Rust
7. Victim Of Changes
8. Genocide
9. Tyrant
10. Rock Forever
11. Delivering The Goods
12. Hell Bent For Leather
13. Starbreaker
Line Up
Rob Halford (Voce)
K.K. Downing (Chitarra)
Glenn Tipton (Chitarra)
Ian Hill (Basso)
Les Binks (Batteria)
 
RECENSIONI
67
79
75
50
59
100
74
55
97
95
s.v.
95
90
87
92
71
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