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Suffokate - Return To Despair
( 2538 letture )
Altro giro, altro regalo. Bentornati sulla giostra deathcore vecchia di dieci anni.
Contrordine, c’è troppa ruggine, gli ingranaggi scricchiolano. Meglio non salirci.


Il gruppo in questione è l’emblema, anche visivo, di cosa sia un certo tipo sound. Piercing, tatuaggi ed abbigliamento pressoché omologato. Fin qui niente da criticare, ognuno si mostra all’esterno come meglio ritiene opportuno e le caratteristiche estetiche di chi suona non devono inficiare il giudizio di chi ascolta. A me tale tipo di look non dispiace affatto, però è doveroso segnalare come il livello di uniformazione nel deathcore abbia ricompreso qualsiasi caratteristica, tanto da risultare prevedibile non più solo per i suoni, ma anche per le apparenze.

Californiani d.o.c., questi quattro ex giovincelli (il quinto li ha abbandonati), sono in pista da ben otto anni. Un periodo che li ha visti crescere di popolarità parallelamente al genere di riferimento. I nostri -considerando il demo- sono arrivati alla quarta uscita e non si può certo dire che stiano con le mani in mano. Anche l’attività live è densa di impegni, ed i Suffokate non possono essere catalogati come musicisti che non amano confrontarsi col pubblico.
Chiarito questo è bene passare alla musica, il vero tasto dolente per chi scrive.

E’ la seconda volta che mi occupo di tale band, e già alla prima non ci sono andato leggero nella critica. Tutto ciò non perché il pregiudizio si sia impossessato delle mie facoltà di pensiero, ma per il semplice motivo che sentire riproporre la stessa tritera per una decade abbondante potrebbe far perdere la pazienza ad un Giobbe a caso, figuriamoci al sottoscritto.

Nel “nuovo” album, Return To Despair (che ci sia sarcasmo nel titolo?), i nostri americani da esportazione in calo, perseverano con quanto prodotto fino ad ora, da loro e da altre migliaia di band. Breaks e mid tempos come piovessero, e basta. Tutto qui quello che attiene la parte strumentale. Le voci? Il discorso si fa ancora più semplicistico. Growl e scream, in un’ alternanza continua e prevedibile.
Immaginate questi pochi ingredienti, cucinati a freddo e con un songwriting scialbo ed insapore. Combinate il tutto ed avrete il nuovo disco dei Suffokate. Se il voto non è più basso è solo per la registrazione buona e per il tasso tecnico decente del quale i quatto si degnano di omaggiarci.

Un tempo avrei concluso che Return To Despair -how much dispair, aggiungo io- sarebbe stato un prodotto da riservare ai devoti del deathcore, a coloro i quali sono in grado di “ingoiare” tutto quel che loro viene proposto. Basta che abbia a che fare col cibo preferito.
Ora invece il tempo è passato, e comincio a sospettare che un prodotto di questo tipo, che sarebbe stato sufficiente migliaia di dischi fa, cominci ad essere indigesto anche per loro.
Penso che i Suffokate dovrebbero ampliare le proprie vedute, e cercare di fare un passo in avanti, seguire l’esempio di band molto più dotate, che non a caso, avendo intuito anticipatamente la saturazione di un sound, sono passate ad altro (i Lamb Of God ne sono il principale esempio).
Se poi proprio non riescono in tale opera, potrebbero curare maggiormente il songwriting, aggiungere passaggi più intricati, cercare ispirazione anche in altri generi, e concentrarsi nella ricerca di uno stile proprio.

Quel che è certo è che per il deathcore si sta avvicinando sempre più l’epoca dell’intolleranza auricolare: le orecchie tendono al rigetto del superfluo.



VOTO RECENSORE
50
VOTO LETTORI
18.46 su 26 voti [ VOTA]
marduk
Lunedì 21 Novembre 2011, 18.25.25
4
il disco pur non essendo nulla di innovativo è godibilissimo nel suo insieme....secondo me è da 65...cmq non esalta ma nemmeno stufa più di tanto
LAMBRUSCORE
Mercoledì 12 Ottobre 2011, 11.29.25
3
vi sbagliate, le cose che ha nelle orecchie, sono 2 vassoi di legno da birreria, 1 x i salumi e l'altro x i formaggi, l'ho visto in una intervista su youtube.
Hangar1893
Martedì 11 Ottobre 2011, 20.06.11
2
Il cantante è la brutta versione di Topolino.
Flag Of Hate
Lunedì 10 Ottobre 2011, 0.43.56
1
Sulla "musica" proposta dai californiani non ho nulla da dire, non ne vale la pena. Desidero invece esprimere tutta la mia solidarietà e tutto il mio affetto ai padiglioni auricolari del cantante, orrendamente deformati dal loro proprietario, il quale purtroppo ha scambiato i braccialetti di sua sorella per orecchini. Un minuto di silenzio....
INFORMAZIONI
2011
Mediaskare Records
Death Core
Tracklist
01. My Darkened Eyes
02. Always Hopeless
03. Distant Words
04. Return To Despair
05. Let The Water Rise
06. Vanishing
07. The Hole Beneath
08. Never Found
09. It’s Fading Away
10. Everything Is Lost
11. Dissolving
Line Up
Ricky Hoover - Vocals
Lars Diaz - Drums
Taylor Jones - Guitar
Bray Almini - Bass
 
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