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Eldritch - Gaia’s Legacy
( 4919 letture )
Ventesimo anniversario dalla nascita della band, quale miglior modo di festeggiare se non pubblicando un nuovo album? Dopo due demo, che attrassero le attenzioni di Limb Schnoor nel lontano biennio 91-93, gli Eldritch mostrano all’attivo 7 lavori studio e 1 dvd+cd live. Oggi giunge Gaia's Legacy a rinfrescare la memoria a tutti i metallers. 56 minuti di progressive metal registrati ai Syncropain Studios di Pisa, pubblicati sotto l’egida dell’italianissima label Scarlet Records di Milano. Con questo ottavo capitolo si denota, sin nell’immediato, un marcato ritorno al prog metal degli inizi ma in maniera decisamente più riuscita ed evoluta, con l'utilizzo e l’infarcitura di numerose partiture di synth e piano. Non è un concept album come lo si intende comunemente, ovvero i singoli pezzi non sono tutti collegati uno all’altro a mo’di catena: alla fine è presente una cover, ad esempio. Il tema delle lyrics è però condiviso lungo l’arco dello sviluppo della release, con temi assortiti inerenti il riscaldamento globale del pianeta e le conseguenze relative all’umanità. L’incipit e l’ispirazione dei testi è stato fornito dal documentario di Al Gore -sì proprio l’ex vicepresidente Usa dal ‘93 al 2001-, titolato Una Scomoda Verità, che si è trasformato in una pietra aguzza gettata nello stagno dell’immobilità delle coscienze umane e degli interessi scarnificanti delle multinazionali.

La formazione è ancora una volta variata, i toscani ci hanno abituati negli anni a rimpasti vari: il chitarrista Roberto "Pek" Proietti è stato sostituito da Rudj Ginanneschi e c’è nuovamente spazio per un key-player fisso, Gabriele Caselli, visto che le parti di tastiere nel Livequake del 2008, erano state suonate da Oleg Smirnoff, ex-Death SS e Vision Divine. Synth in evidenza da subito, così si stacca dai blocchi di partenza Gaia's Anger, intro che si riversa in Deviation. Intricati passaggi da techno-metal, chitarre e keyboards al servizio di una voce camaleontica, capace di coprire una vasta gamma di spettri, dal melodico all’incazzato rauco, ottimo impatto di una song che fa fuoco senza trattenere prigionieri; solismo semi-classico della chitarra con note al fulmicotone mantenendo un grande feeling. Our Land, titolo eloquente, è furiosa nel suo incedere con uno scheletrato ritmico da far impallidire e toni tribali sulla batteria, aperture magnifiche di tastiere e ritmi coinvolgenti, poi Vortex of Disaster sciorina una pesantezza e una potenza strumentale davvero efficace, claustrofobica nelle tastiere con la voce di Terence Holler che dipinge scenari metal-funerei associati ad aperture melodiche di pregio. Altro buonissimo pezzo. Ciò che colpisce è il songwriting singolare e personale, una sorta di perfetto mix tra potenza tipicamente metal e aperture armoniose che danno ancor più profondità al prodotto qui racchiuso, i vecchi canoni e le derivazioni dai quali avevano sempre tratto linfa mostri sacri quali Dream Theater e Queensryche, sembrano accantonati, in virtù di una capacità di scrittura definita e definitiva. I cori brillanti della stessa Vortex of Disaster ne danno una prova convincente. Richiamo ancestrale alla madre terra in Mother Earth, accrescimento ricercato da semiballad e risultato pieno, una nuova sfumatura nel sound degli Eldritch, con un solo di chitarra spezzato in due tranche, davvero eccezionale; Everything's Burning ha il tocco selvaggio e l’attitudine del thrash mitigato solo dalle tastiere e da un chorus solare che a me ricorda tanto gli Helloween d’annata. Se Thinning Out spara buonissime cartucce caricate a cavalcata con un Holler che troneggia con la sua vocalità stagionata e avvincente, il solo è d’altri tempi, intersecato con voluttuose scale neoclassiche da Eugene e Rudj. In Like A Child si avverte la presenza di Bob Katsionis, tastierista dei greci Firewind e grande fan del gruppo italiano, un’ennesima traccia cattiva con guitar che tagliano l’aria e il palato, la track 9, Signs, introdotta da un brandello di discorso, viaggia su coordinate accoppiate guitar-tastiere con accordi potenti e una voce ancora all’altezza della situazione. Thoughts of Grey e Thirst in Our Hands concludono in maniera forsennata il platter, la prima, con raffinata maestria slow, la seconda, appena prima della cover Through Different Eyes dei Fates Warning resa rovente da una performance con evoluzioni cospicue ma che, a mio personale parere, risulta fuori dal pannello di controllo di questo lavoro.

La bellezza di questa nuova proposta è la personale e individuale lettura di un genere troppo spesso appiattito su se stesso, con band che si clonano a vicenda e suonano quasi tutte simili. Questo Gaia's Legacy, invece, appare come un disco completo, ben composto, altrettanto ben suonato e congeniato con suoni smaglianti, con una piccola pecca nell’equilibratura finale nei volumi. Welcome Back Eldritch !



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
64.45 su 46 voti [ VOTA]
massimo
Martedì 26 Maggio 2015, 18.08.15
16
Fantastico
Andrew
Giovedì 21 Novembre 2013, 15.56.25
15
Disco molto bello,bravo il nuovo tastierista!
Icarus
Giovedì 20 Settembre 2012, 11.15.37
14
poi altra cosa: Vortex of Disasters mi ricorda i vecchi Elegy, riproposti in stile Eldritch, fenomenale
Icarus
Giovedì 20 Settembre 2012, 11.10.16
13
Cranium: mi hai fatto morire dalle risate , grandi Eldritch, un ritorno in grande stile
Cranium
Domenica 18 Dicembre 2011, 23.46.19
12
pe favve capì quanto me piacciono ve dico solo che Antonino er vicino matto de casa, o chiamo "er Nino"
Cranium
Domenica 18 Dicembre 2011, 23.38.00
11
in tutta onestà a me me piace non solo el nino ma anche altri loro dischi, ce so un sacco de loro canzoni che so belle pese; a molti non piace a voce der cantante, a me invece non dispiace perchè fa contrasto co e chitare e so pochi gruppi che ce riescheno in modo così convincente
The Sentinel
Domenica 18 Dicembre 2011, 23.20.36
10
Purtroppo, a riprova di quello che dicevo, anche se fortunatamente non sono mai prove certe queste, perché i motivi potrebbero essere diversi dall'ignorare o non apprezzare la band, i commenti qui sotto non abbondano come per le nuove uscite di altre band, italiane o estere, che non gli legano nemmeno le scarpe...triste...anche se ripeto che non vuol dire necessariamente che se ne interessino meno persone o lettori, magari l'hanno comprato o lo faranno a scatola chiusa un casino di vecchi e nuovi fans che non hanno voglia di scrivere nulla qui o non seguono/conoscono proprio questa 'zine, però il timore che invece un certo collegamento ci sia è sempre presente, purtroppo ripeto...
The Sentinel
Martedì 18 Ottobre 2011, 18.38.52
9
Non sarebbero sottovalutati (e io dico da sempre, non da ora o da qualche anno, dal primo stupendo disco), secondo qualcuno? Avrebbero "un nome"? Certo, mica sono sconosciuti o un vero gruppo "culto" per pochissimi intimi, ci mancherebbe anche quello. Però IMO son sempre stati elogiati -tranne dalla critica, o almeno gran parte di essa- e noti 1/100 di quanto avrebbero dovuto e meritato, e non certo per colpa loro. Probabilmente l'essere sempre stati, soprattutto nel periodo fine anni '90 del boom di certe sonorità, con un'etichetta che era tra le più attive e specializzate nei suddetti generi e suoni mediamente molto diversi dal loro, è stato controproducente: magari tanti compravano i loro dischi (si, una volta si compravano anche alla cieca, internet in Italia era ancora agli inizi) aspettandosi roba alla Rhapsody o Labyrinth o altri stranieri simili, e si trovavano davanti tutt'altro o quasi, disaffezionandosi poi al gruppo senza cercare di capirlo e giudicarlo di per sé, incapaci di liberarsi di quel pregiudizio dovuto alla delusione, all'aspettarsi appunto altro. Personali fin dal debutto e poi ancora di più con "Headquake" (per il sottoscritto e molti altri il loro picco di sempre ad oggi...non ho sentito ancora il nuovo), qualche leggera influenza più neoclassica e simil-power in alcuni pezzi e/o passaggi di "El Nino" e forse leggero calo di ispirazione ma sempre un grandissimo album 100% Eldritch, loro non hanno mai scimmiottato nessuno, hanno o avevano le loro influenze come tutti, chiaro, quelle che dichiarano da sempre anche loro stessi, ma le mischiarono al meglio fin dall'inizio in modo da renderle praticamente irriconoscibili e creando subito lo stile Eldritch. "Reverse" fu accusato di essere troppo "moderno", troppo basato su ritmica, troppo "nu" (LOL...per alcuni ogni minima uscita dallo stile fatto fin lì al tempo era etichettato come "nu"), troppo poche tastiere -o proprio nessuna, ora non ricordo se lì avevano già abbandonato il tastierista o dal disco dopo- e blablabla. E' sempre un bel disco IMO, mi piace meno degli altri ma averne e erano sempre loro al 100%. Per la cronaca Eugene, il chitarrista/songwriter e tra i membri fondatori nelle interviste del tempo o del disco dopo, a queste critiche rispondeva dicendo che quel disco a molti era piaciuto e soprattutto era riuscito a darlo a uno dei suoi idoli e influenze, Jeff Waters degli Annihilator, che dopo averlo sentito gli scrisse una mail dicendogli che era uno dei dischi più belli che aveva sentito da tempo, e Eugene ovviamente diceva che quel commento da parte di quel musicista fu una delle cose più emozionanti provate in carriera. Dopo, pur ancora senza tastiere, tornarono ad uno stile più melodico ma allo stesso tempo senza scimmiottare il passato ma andando sempre avanti e rimanendo sempre loro: possono piacere di più i primi (e, suppongo, quest'ultimo che riprende quell'attitudine, reintroduce le tastiere ecc.), e io sono tra quelli che li preferisce infatti, o quelli della seconda parte o tutti allo stesso modo, ma questo è del tutto soggettivo, non c'entra nulla con la personalità e livello oggettivo che il gruppo ha sempre mantenuto, come gli è stato sempre o quasi sempre riconosciuto praticamente dalla totalità della stampa, anche italiana (all'estero penso ancora di più), e da qualsiasi vero appassionato e ascoltatore attento, che non giudica al primo ascolto o su un pezzo o 2 a disco ecc.
marco
Martedì 18 Ottobre 2011, 11.12.49
8
grande grandissimo disco!!!
alessio
Giovedì 13 Ottobre 2011, 16.35.10
7
questo album non l'ho preso,ma lo farò presto;sul fatto che siano sottovalutati è verissimo,dopo due album stupendi come headquake e sopratutto el nino che è un must del genere, non hanno assolutamente raccolto quanto dovuto; che poi ci abbiano messo del loro con reverse,anche .....peccato che le nostre band debbano faticare 100 volte più dei colleghi oltreconfine per raccogliere cmq sempre le briciole....
Jimi The Ghost
Mercoledì 12 Ottobre 2011, 20.42.48
6
Interessante. Ottimo prodotto ed un gradito ritorno alle suggestive architetture particolarmente udibili nelle accurate esecuzioni. Personalmente non gradisco il tono, l'attacco con la puntualità dei pick-up con la scelta del setup e l'esecuzione delle chitarre,in particolare simile, ma non proprio, nel brano Through Different Eyes, ovviamente preferisco l'esecuzione originale, quella suonata da Jim Matheos....Nelle altre tracce suona bene con tutto, i toni sono molto regolati e adatti alle capacità esecutive amalgamate assolutamente al genere di tutte le loro composizioni. Bella realtà che si ri-appalesa in maniera molto, molto ben fatta. Personalmente un gradito ritorno poiché, anche se ho avuto poco tempo per ascoltarlo, anche a me ha dato la stessa sensazione : "appare un disco completo e ben composto", proprio come affermi tu Frankiss!...Jimi TG
hm is the law
Mercoledì 12 Ottobre 2011, 19.39.14
5
Veramente ottimo
Nightblast
Mercoledì 12 Ottobre 2011, 16.09.59
4
Bell'album...
NagasH
Mercoledì 12 Ottobre 2011, 15.59.46
3
Promette bene questo ritorno degli Eldritch. Dire sottovalutati però è piuttosto errato. Gli Eldritch si sono fatti un nome e si sono "rovinati", all'inizio degli anni 2000, con le proprio mani. Felice che abbiamo gradualmente ritrovato la bussola!
Electric Warrior
Mercoledì 12 Ottobre 2011, 15.47.59
2
Bella recensione, ho sentito parlare stra bene di questo disco. E sono curioso anche di sentire la cover di una delle song più belle dei Fates Warning!
marduk
Mercoledì 12 Ottobre 2011, 15.45.41
1
l'ennesimo grandissimo disco per una band fin qui molto sottovalutata
INFORMAZIONI
2011
Scarlet Records
Prog Metal
Tracklist
1. Gaia's Anger
2. Deviation
3. Our Land
4. Vortex of Disaster
5. Mother Earth
6. Everything's Burning
7. Thinning Out
8. Like a Child
9. Signs
10. Thoughts of Grey
11. Thirst in Our Hands
12. Through Different Eyes
Line Up
Terence Holler (Voce)
Eugene Simone (Chitarra)
Rudj Ginanneschi (Chitarra)
Gabriele Caselli (Tastiere)
John Crystal (Basso)
Raffahell Dridge (Batteria)
 
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