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Almah - Motion
( 2454 letture )
Moltissimi artisti amano dilettarsi in side-project, congelando per qualche breve periodo (o a volte per tempi molto lunghi) l'attività con quel moniker che li ha resi celebri. Molte volte, questi lavori sono una semplice appendice della band principale ma, in alcune fortuite circostanze, talvolta ci troviamo davanti ad opere fresche, personali e con un sound proprio. Mi fa piacere constatare quanto questa ultima fatica del frontman degli Angra Edu Falaschi faccia parte della seconda categoria di album. Se infatti ci mettiamo ad analizzare esclusivamente il suond dei suoi Almah, possiamo subito notare che i suoi sforzi per dare una personalità ed un anima propria alla sua band “secondaria” sono stati ben ripagati: i nostri propongono un power in cui non riconosciamo i canoni classici del genere, ma che è stato evidentemente contaminato da melodie prettamente heavy e da una pesantezza che in alcuni passaggi si avvicina addirittura al thrash. Tornando su livelli più pragmatici, la proposta musicale concreta consiste in 10 tracce di breve durata media (non si superano mai i 5 minuti), ottimamente prodotti, ben eseguiti (alcuni passaggi tecnici sono interessanti e di non facile esecuzione) e coinvolgenti. Se dovessi individuare un difetto in questo Motion sarebbe appunto che, nonostante un buonissimo livello compositivo medio, manca un vero e proprio pezzo che si distingua tra gli altri e trascini l'album verso una fascia qualitativa superiore, mentre non mancano al contrario cadute di stile e punte di noia. Un'altra questione da sottolineare è che ascoltando il platter si ha l'impressione di essere di fronte ad un opera solista del buon Falaschi: per quanto il singer si sia sforzato di dare un senso ed uno scopo al suo side-project (obiettivo, comunque, raggiunto in pieno), la sua voce si prende la scena dall'inizio alla fine della tracklist. Tutto questo tenendo comunque conto della buona performance da parte di tutti i suoi “gregari” e dell'ottima prestazione che lo stesso versatilissimo Edu ci offre al microfono.

Analizzando le singoli canzoni possiamo subito sintetizzare la formula Almah con uno schema semplice: indicativamente, le canzoni presentano un'intro in stile heavy metal tradizionale (né è un esempio lampante l'opener), strofe rette da riff taglienti sorprendentemente vicini al thrash e refrain ariosi che costituiscono l'elemento più facilmente riconducibile al power. Così i primi 10 minuti scivolano via veloci e interessanti con le due tracce più potenti del platter, Hypnotize e Living And Drifting che devono più di qualcosa ai Metallica dei tempi andati (soprattutto qualche riff della seconda, pericolosamente simile a Master Of Puppets), seguite a ruota dalla blueseggiante Days Of The New e dalla maestosa Bullets On The Altar, uno dei capisaldi di questo album. La seguente, violentissima Zombie Dictator (dove Falaschi utilizza anche lo scream) presenta il refrain più tradizionale che gli Almah incidono su disco, e anche Trace Of Trait non si discosta da questo mood. Soul Alight risulta sconnessa e discontinua, benché alcuni passaggi siano validi, mentre Late Night In '85 ritorna sui terreni blues già sondati in precedenza, con una ballad lenta ed interessante, e Daydream Lucidity, uno degli episodi più veloci della tracklist, è graffiante ma complessa, confusa e in qualche modo disorientante. Chiude in bellezza l'album When And Why, l'immancabile e malinconica ballata, completamente acustica e molto valida.

Manca, insomma, un punto di svolta all'interno del platter che faccia gridare al capolavoro: abbiamo 10 pezzi molto buoni ma nessuno davvero ottimo. Questo è ovviamente un peccato, ma non pregiudica il fatto che il lavoro degli Almah sia meritevole di attenzione e di essere apprezzato. Non sconvolgerà nessun archetipo, benché non si basi sui soliti pezzi al fulmicotone classici né sul tradizionale sound riconducibile agli Angra, ma risulta a suo modo fresco (sicuramente grazie alla produzione praticamente perfetta) e di sicuro interesse per un appassionato del genere heavy/power o della bella voce del singer brasiliano.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
30.5 su 18 voti [ VOTA]
ROSSMETAL65
Mercoledì 19 Ottobre 2011, 22.04.56
7
Gran bel disco,tosto.
Listick
Martedì 18 Ottobre 2011, 23.57.12
6
ho letto il comunicato e ho davvero apprezzato il modo in cui Edu ammette di non reggere più certe tonalità e decide di prendersi un periodo di pausa. moltissimi singer non hanno la dignità e il coraggio necessario a compiere questa scelta.
HeroOfSand_14
Martedì 18 Ottobre 2011, 20.01.15
5
@Listick: io che amo gli Angra, mi piacerebbe tantissimo se tornesso il grande Andrè, però ammetto che della loro discografia i miei album preferiti sono quelli dell'era Falaschi, tutti eccellenti a parte forse Aurora Counsurgences (Aqua invece lo adoro e per me è un capolavoro!). Detto così si capisce che mi piace molto Edu ,ma.. @Radamanthis: ....ti quoto al 100% sul tuo primo commento perchè penso che sei informato sulle ultime news di Edu e della sua voce. In questo momento, non vedo l'ora ( elo dico con dispiacere immenso) che Edu se ne vada visto che ha perso completamente la voce e lo ha ammesso pure lui! Al rock In Rio un mese fa ha cantato in maniera orribile, stonando continuamente e rovinando i grandi classici degli Angra, e questo è l'apice della sua rovina vocale. Tutta la band si prende adesso un periodo lungo di pausa, anche dovuto a lui che dichiara che in tutti questi anni ha dovuto cantare canzoni (matos-era) che non erano nelle sue corde vocali ed è stat quasi un "errore" per via della difficoltà! Con tutta la stima che ho per lui, spero se ne vada e non faccia sciogliere una delle band più dotate nel panorama metal!
Listick
Domenica 16 Ottobre 2011, 14.21.43
4
vabbè penso che chiunque vorrebbe il ritorno di Matos, si questo non si discute
Radamanthis
Domenica 16 Ottobre 2011, 14.07.44
3
@Listick: Rebirth nasce come disco di passaggio da Matos a Falaschi quindi la sterzata vocale non poteva essere troppo netta e così lo stesso Edu si è sforzato di interpretare i brani come avrebbe fatto Matos e questo è evidentissimo nelle sezioni vocali di tutto il disco e nell'impostazione della voce del singer che scimmiotta il suo predecessore. Poi dal disco successivo ha iniziato a cantare come piu' gli viene neturale (che è cosa giusta rispetto a quanto fatto su Rebirth, per lui in primis come persona ed artista) ma sinceramente con gli Angra...non c'azzecca un ... quindi mi auspico un come-back al piu' presto di Matos e auguro a Falaschi che è comunque un buon cantante e un serio professionista di aver successo con questa sua band.
Listick
Domenica 16 Ottobre 2011, 14.03.30
2
@Radamanthis: daiii! a me Rebirth piaceva, poi da lì in poi me li sono persi
Radamanthis
Domenica 16 Ottobre 2011, 13.08.25
1
Ecco, bravo Falaschi...fai un bel successo con gli Almah e sciacquati dagli Angra...x favore!!!
INFORMAZIONI
2011
AFM Records
Power
Tracklist
1. Hypnotize
2. Living And Drifting
3. Days Of The New
4. Bullets On The Altar
5. Zombie Dictator
6. Trace Of Trait
7. Soul Alight
8. Late Nate In '85
9. Daydream Lucidity
10. When And Why
Line Up
Eduardo Falaschi (Voce)
Marcelo Barbosa (Chitarra)
Paolo Schroeber (Chitarra)
Felipe Andreoli (Basso)
Marcelo Moreira (Batteria)
 
RECENSIONI
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