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Chupacabras - Inciviltà
( 1949 letture )
Si definiscono violenti e sanguinari, come la bestia mitologica di cui portano il nome, quella che succhia il sangue alla sua preda e poi scompare nell'oscurità lasciando solo i resti della vittima: i nostrani Chupacabras, giunti al secondo full length della loro carriera (iniziata ad Imperia nel 1997), battono il colpo mescolando generi e sonorità differenti nel calderone di Inciviltà, l'album in studio che segue al debut Il Tuo Delirio (2003) e si scaglia con furore nella sua denuncia alla società. La band ligure sfoggia riffoni tonanti ed esplosivi, molto corposi e tipicamente hardcore: l'impatto di Inciviltà è certamente roboante, inasprito da suoni energici e pesanti, su cui si staglia il vocione ruvido del singer, Met: interpretazione ruvida in lingua madre, cosa che potrebbe sembrare limitante e dall'ascolto un po’ ostico, anche se va detto che dopo qualche ascolto ci si accorge di come le partiture vocali siano molto curate, quanto basta per sposarsi in maniera indolore con la musica.

A tratti, strofe e ritornelli “urlati” sono quasi difficili da cogliere e capire, ed un ascoltatore disattento potrebbe faticare a seguire parola per parola i testi forti ed “impegnati” della band nostrana, che si scaglia contro diverse infimità congenite alla moderna società nella quale siamo immersi. Vocalizzi graffianti e velocità elevate mimetizzano dunque l'idioma natio, che appare così più scorrevole e azzeccato; non sono certo i primi, i Chupacabras, a sostenere l'hardcore tricolore privilegiando la lingua di Dante, quasi come fosse una peculiarità tipica degli esponenti nostrani del genere. La suddetta velocità riveste un ruolo molto importante nell'economia del disco, che in alcuni pezzi si lancia a capofitto in ritmiche thrash-oriented (Incubo Catodico, Maschere, tanto per citarne alcuni), sostenute da un tupa-tupa martellante ma non esenti da assoli di chitarra: laddove molte band hardcore evitano saggiamente melodie o anche solo semplici sparatorie di note convulse, i Chupacabras si distinguono per l'inserto gradito di pur brevi ma gradevoli sezioni soliste; il che è manna dal cielo, vista la collocazione stilistica dei Nostri, per gli ascoltatori più avvezzi all'heavy classico. Il crossover dei quattro liguri prosegue attraverso alcuni brani che sfumano in sentieri più commerciali, i quali denotano attenzione per refrain vocali che sanno essere catchy, puliti e vagamente pop-punk (Rabbia, Rido, Appesi a un Filo, All'Inferno, Maschere): questa seconda tipologia di musicalità, forse, non piacerà ai fans più intransigenti e belligeranti, ma avvicinerà l'hardcore agli ascoltatori più giovani e a loro agio con sonorità morbide, ritornelli emotivi e in clean vocals, con qualche spruzzatina di punk nel riffato. Chi ama l'hardcore nudo e puro, invece, potrebbe venir soddisfatto da mazzate ferrate come Affuoco, Voracità e God of War (che, a dispetto del titolo, è ugualmente cantata in italiano), glaciali ma pur sempre infiammati da qualche sparuta zampata solista. Veniamo dunque alla disamina specifica dei brani più significativi del lotto. L'opener frontale e titletrack, Inciviltà, è molto potente e basata su una potente sezione ritmica e linee vocali molto toste: non mancano valide accelerazioni ed un guitar solo discreto, ma quel che più piace è l'impianto di riff eretto dalla band italiana.

Da singolo è Incubo Catodico, aperto da un riff classicheggiante quasi heavy e sorretto da linee vocali più easy-listening, con un ritornello da MTV, non fosse per il roboante sottofondo ritmico: un binomio ben riuscito tra strofe virulente e refrain alla Finley. Rido spicca per la parte centrale, melodica e malinconica, che in Voracità viene arricchita da pregevoli riff musicali orientati a frammentare l'adrenalina; una delle tracce migliori è, infine, Maschere, che s'apre come serratissimo assalto ritmico e poi prosegue con piacevoli linee vocali ed un ritornello trascinante. Non mancano sfumature più atmosferiche, introdotte dopo i due minuti da effetti elettronici e atmosfere cupe, prologo all'innesto di un nuovo riff “tirato” che rilancia la sfuriata finale. Probabilmente i pezzi più aggressivi sono leggermente speculari e piatti dal punto di vista sia vocale che musicale, come tipico del genere hardcore (che prevede spesso e volentieri urla furiose prive di inflessioni melodiche), mentre quelli più accattivanti risultano alla lunga troppo melodici: insomma, l'ascoltatore medio si troverà diviso tra due estremi quasi opposti, ma nel computo globale Inciviltà merita più di qualche ascolto e si lascia gradire tranquillamente.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
34.84 su 19 voti [ VOTA]
AdemaFilth
Giovedì 20 Ottobre 2011, 17.51.34
2
Un bel passo avanti.
BILLOROCK fci.
Martedì 18 Ottobre 2011, 8.00.25
1
Magnifico il nome CHUPA CABRAS !! eh ehehe
INFORMAZIONI
2011
SG Records
Hardcore
Tracklist
1. Inciviltà
2. Incubo Catodico
3. Rabbia
4. Rido
5. Affuoco
6. Appesi a un Filo
7. Voracità
8. All’Inferno
9. Maschere
10. God of War
11. Rabbia Vol. II
Line Up
Met (Voce)
Fede (Chitarra)
Cri (Basso)
Freddy (Batteria)
 
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45
 
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