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Overtures - Rebirth
( 2817 letture )
Nascono a Gorizia nel lontano giugno del 2003 e, forti della partecipazione ad alcune compilation, dopo un demo ed un album (Beyond The Waterfall, edito da Rock It Up Records nel 2008) gli Overtures tornano alla carica con Rebirth, un disco che -tra molti alti e pochi bassi- ci consegna una realtà decisamente interessante, che propone un heavy melodico congegnato con capacità e suonato con convinzione. Composto di undici brani, Rebirth si fa notare per l'assenza di filler e per un approccio teso ad offrire all'ascoltatore un numero elevato di soluzioni chitarristiche tra loro molto differenti, brillanti nei momenti solisti ma che hanno parecchio da esprimere anche nell'esecuzione dei semplici riff d'accompagnamento.

Tra le punte di diamante del disco troviamo sicuramente You Can't Spit On Me, un brano molto tradizionale in cui i chitarristi trovano la possibilità di sfogare i propri istinti, anche sotto la voce del bravo Michele Guaitoli, ma val la pena anche citare Daemons che, introdotta da un atmosferico fraseggio di pianoforte, passando per i freddi banchi-suoni della tastiera si trasforma pian pianino in un brano epico e pesante, per alcuni versi progressivo e che -in particolar modo nel refrain- mi fa pensare agli Stratovarius dei tempi d'oro (sarà forse per le cadenze delle linee vocali? Chissà). Chiaramente i ragazzi che compongono questo gruppo non sono dei musicisti alle prime armi: i brani, pur inserendosi in un contesto musicale sovraffollato da band ed interpreti, sono composti e suonati molto bene, tanto che l'ascolto risulta sempre scorrevole e piacevole, specie nei momenti in cui l'arrangiamento raggiunge vette maggiormente emozionali (penso all'acustica Not Too Late, ma per converso anche a Delirium, introdotta da un passaggio quasi mistico all'organo e poi seguita dal brano vero e proprio, un energicissimo neoclassic metal). Gli Overtures hanno giocato una bella partita ed hanno vinto, però...

... però Rebirth rimane un disco perfettibile, più che altro per quanto concerne la qualità della produzione: la voce di Michele sembra un pò "fuori" rispetto agli altri strumenti, le frequenze non paiono miscelate tra loro ad opera d'arte, dunque l'illusione sonora che ci si aspetterebbe da un album melodico e raffinato viene a mancare. Quanto può incidere questa carenza, che in realtà si riflette anche sugli altri strumenti, nella valutazione finale dell'album? Poco, chiaramente, perchè il risultato è comunque gradevole, però influisce: vorrei cogliere l'occasione per ribadire ancor una volta l'importanza di presentarsi al pubblico con un prodotto adeguato alla qualità dei propri sforzi. Accettare dei compromessi in fase di recording sessions e di missaggio può a sua volta compromettere il risultato finale e gli obiettivi che si intende conseguire, in un certo senso è un pò come tentare di vendere un'auto di lusso nuova, ma sporca o lievemente maleodorante, non so se rendo l'idea. La produzione è il primo elemento per cui spesso si viene giudicati (più che dalla "critica", dal pubblico) ed in questo caso è un pò carente, rispetto al contenuto del disco.

Comunque sia, come già sottolineato, una produzione imperfetta non dev'essere che da sprono per gli Overtures, che (incolpevolmente) di sicuro non hanno i mezzi a disposizione di band più blasonate o supportate da etichette importanti: insomma, per ciò che attiene al lavoro del musicista Rebirth è un prodotto più che discreto, pronto già così a lanciarsi sul mercato internazionale proprio in quanto atto ad identificare con una certa precisione la band ed il suo stile. Auspico per il futuro un'ulteriore crescita stilistica ed una maggiore attenzione alla stesura del materiale in studio: per il momento però non posso che complimentarmi con gli Overtures e dunque consigliare l'acquisto di Rebirth agli ascoltatori di heavy, power e progressive/power.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
45.66 su 53 voti [ VOTA]
kamelot85
Lunedì 27 Agosto 2012, 12.22.05
3
Ho ascoltato questo disco di recente e non è assolutamente male, tra l'altro leggevo dal loro sito che girano anche parecchio... un'altra realtà italiana che non venendo pubblicizzata e promossa non emerge, complimenti alle nostre label che supportano sempre band come queste -.- P.S. è evidente secondo me che qualcuno ha votato 0 da più postazioni per far scendere così in basso il voto dei lettori perché se una band po po po po po fa cagare come direbbe ruggero uno manco se la caga di striscio ahha
kamelot85
Lunedì 27 Agosto 2012, 12.22.04
2
Ho ascoltato questo disco di recente e non è assolutamente male, tra l'altro leggevo dal loro sito che girano anche parecchio... un'altra realtà italiana che non venendo pubblicizzata e promossa non emerge, complimenti alle nostre label che supportano sempre band come queste -.- P.S. è evidente secondo me che qualcuno ha votato 0 da più postazioni per far scendere così in basso il voto dei lettori perché se una band po po po po po fa cagare come direbbe ruggero uno manco se la caga di striscio ahha
Theocracy
Mercoledì 8 Agosto 2012, 23.58.14
1
Fantastici anche live!
INFORMAZIONI
2011
Sleazy Rider Records
Heavy
Tracklist
1. Here We Fall
2. Fly, Angel!
3. You Can't Spit On Me
4. Delirium
- Inferno (con Fasian Cristiani dei Die As I Wake)
- Purgatory (con Akos Komodi degli Halor)
- Ascension (con Rafahel degli Elvenking)
- Paradise (con Giordana Gismano degli Insanity Fair)
5. Farewell
6. Not Too Late
7. The Prophecy
8. My Name is Fear
9. Easy
10. Daemons
11. Not Too Late (Acoustic Version, bonus track)
Line Up
Andrea Cum (Batteria)
Marco Falanga (Chitarra)
Michele Guaitoli (Voce)
Luca Klanjscek (Basso)
Daniele Piccolo (Chitarra)

Synth aggiuntivi, tastiere, arrangiamenti orchestrali, piano, linee vocali e cori composti da Michele Guaitoli
Cori: Caterina Piccolo, Elisa Coppola, Giordana Gismano, "Max" Stanta, Federico Ahrens
 
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