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Leningrad Cowboys - Buena Vodka Social Club
( 2427 letture )
Disordine. Da Buena Vodka Social Club, titolo che omaggia contemporaneamente il disco di Ry Cooder ed il film di Wim Wenders, ci aspetteremmo tanto, colorato, psichedelico disordine. E la richiesta sembrerebbe legittima, per il solo fatto di trovarci al cospetto di una formazione di rockers dagli atteggiamenti steam/punk ed apparentemente russo-sovietici alle prese con strumenti a fiato, cori russi, vestiti tipo Elvis, ciuffi antigravità e scarpe dalla lunghissima punta. E che in realtà, dimenticavo, sono finlandesi.

Il gruppo dei Leningrad Cowboys appare per la prima volta nel film del 1989 Leningrad Cowboys Go America del regista filnandese Aki Kaurismäki, che li consacra al successo in patria e nei paesi limitrofi. Ultimo atto di una crescita inarrestabile, tra milioni di dischi venduti ed una collaborazione con il coro dell'Armata Rossa, Buena Vodka Social Club è l'ottavo album in studio della band, il primo del tutto privo di cover dai tempi di Terzo Mondo (2000), e si apre con un folk gitano di gusto mitteleuropeo che non sfigurerebbe nella serie Il Mio Grosso Grasso Matrimonio Gipsy, attualmente in onda nella magia del digitale terrestre. Ciò che colpisce da subito è l'accostamento, piuttosto che una più meditata fusione, tra l'anima folk e quella più prettamente rockettara: da Machine Gun Blues in poi i finlandesi confezionano infatti una semplice successione di movimenti, con ritornelli più aperti agli interventi di cori “social” e strumenti a fiati, e strofe incolori nelle quali personalità e capacità di trovare un qualsiasi tratto distintivo sembrano sciogliersi come neve al sole. E' il caso di All We Need Is Love, che propone un ascolto moderno, quasi industrial nella ripetizione meccanica del bell'arpeggio di chitarra classica, nel quale un briciolo di luce si percepisce nel solo ritornello melodico ritmato da un rullante da sagra paesana, in un'armonica a bocca relegata ai margini della scena ed in brevissimi intermezzi di uno strumento equiparabile, nella resa, al nostrano mandolino. Se da un lato delude la mancanza di un mix veramente coraggioso, dall'altro non si può non riconoscere una discreta e cioccolatosa scioglievolezza del tutto, che sembra incedere senza intoppi, se non altro. Nei quasi cinque minuti di Drill-A-Hole sembra realizzarsi una fusione più compiuta, anche se sono le parti hard rock a costituire l'asse portante del brano, ed a caratterizzarne il ricordo: i momenti tradizionali, pur presenti, si riducono col passare dei minuti a mero contorno, poco esaltanti a causa di una produzione svogliata che sembra tollerarli piuttosto che esaltarli, ed una struttura dei brani che riserva a loro confini ben definiti e libertà finte, come indiani nella riserva. Ahinoi, il teschio con cresta raffigurato in copertina, con tanto di bottiglie di vodka e palme sullo sfondo, faceva sperare in un caos più accattivante, in un vortice scanzonato che ci privasse della necessità di punti di riferimento, in una continua ricerca del battito, dello sguardo, del movimento ribelle e selvaggio. I Cowboys di Buena Vodka Social Club si mostrano invece in una veste piuttosto casalinga e pantofolaia, professionale nel servire melodie appena accettabili -di gusto scandinavo- ma incapaci di solcare un orizzonte musicale più ampio e sconosciuto. Una durata dei brani mediamente breve, stereofonia elementare, strutture ingessate e suoni stranamente piatti, ci spingono a pensare ad un prodotto conservativo costruito a tavolino, sorretto da un'impalcatura militare e lontano da ogni pindarica ed ovadiana velleità. Ecco perché tutti gli innesti tentati suonano tra il forzato ed il casuale, quasi fossimo davanti ad un'improvvisazione poco riuscita, o ad una volenterosa band che in sala prove cerca una sua identità. Dai finlandesi avremmo voluto un carrozzone traballante e scassato veramente, che ci facesse sorridere delle difficoltà, superandole con spirito scanzonato e compassione condivisa per la sventura umana; avremmo desiderato sabbia innevata, cori alcolici di gente che, grazie al rock, dimostra meno anni di quelli che ha e convive allegramente con gli acciacchi: eppure nemmeno l'improbabile alternarsi messicano/metalcore di I Kill the Dog! riesce a convincere circa la veridicità delle reali intenzioni dei Cowboys. Il disco vuole stupire a tutti i costi senza preoccuparsi di come farlo, affidandosi ad un effetto novità che, si sarà capito, si esaurisce al secondo minuto di ascolto. Non bastano fisarmoniche o trombe in sottofondo per farci davvero avvertire la calura di un “hot mexican day” (Mule), calarci nell'arena di sentimenti verosimili e coinvolgere un ascoltatore che, tra Diablo Swing Orchestra e Los Bastardos Finlandeses (e Dedicated to Chaos dei Queensryche) ha già sentito, se non tutto, una bella fetta del molto: il semplice accostamento, alla Tetris, non ci basta più. Oggi per vincere la diffidenza e farci apprezzare lo scolastico “crogiuolo” ci vogliono fusione, mash-up, agglomerati compatti come cereali per la colazione, contaminazione vera e dolorosa, sacrificio ed umori umani: ci vogliono i difetti, e le sbavature anche, l'umana insicurezza, lo spirito pionieristico ed il coraggio cieco nell'osare. Ci vogliono cose e attitudini, insomma, che nella musica timida di Buena Vodka Social Club non sembrano aver trovato nemmeno un posto in piedi. Ed in questo sbandare continuo, in questo viaggetto scomodo che al primo momento di sconforto verrebbe voglia di definire privo di senso, si percepiscono in eguale misura fragilità compositiva ed incertezza su quale sia la direzione da intraprendere. Il disco non appassiona e non diverte perché la mancanza di meta disorienta, la tensione non può esistere e di questa musica si finisce per sospettare anche quando ci si vorrebbe lasciar coinvolgere ticchettando le dita sul tavolo. La circostanza che la title-track sia la canzone migliore del lotto, proponendo un orecchiabile quanto poco pretenzioso rock che scopiazza con fare lieve Livin' on a Prayer dei Bon Jovi, e che dei Leningrad Cowboys non ha Assolutamente Nulla, la dice lunga sulla possibilità di valutare un eventuale riposizionamento del brand -e della band- da parte di chi gestisce questi finlandesi.

Questa musica si riduce pertanto ad un hard rock non privo di influenze classicheggianti (vedi lo screaming di Drill-A-Hole) e derive moderniste alla Motley Crue (All We Need Is Love), che cerca di strappare un sorriso proponendo un'immagine anacronistica e retrò con colpevole premeditazione (sixties in Gimme Your Sushi, seventies nella prolissa Rock'n'Roll Show, eighties in Buena Vodka Social Club e nineties in Wash Your Ass), che lascia sinceramente e desolatamente perplessi per confusione di idee, eccessiva ampiezza di spettro e mancanza di un vero focus su un singolo modello di riferimento. Ecco dunque che un disco al quale si vorrebbe perdonare tutto, perché almeno divertente nelle premesse e nell'immagine estrosa, finisce col diventare logoro e prevedibile, frustrando le intenzioni del progetto e minandone le fondamenta stesse. I Leningrad Cowboys che ci sono piaciuti di più, in fin dei conti, sono quelli che dei Leningrad Cowboys non hanno nulla: a questo punto non ci rimane che sperare in un riscatto della band dal vivo, oppure metterci il cuore in pace aspettando l'inverno e con esso il nuovo disco dei D-A-D.



VOTO RECENSORE
50
VOTO LETTORI
22 su 15 voti [ VOTA]
BILLOROCK fci.
Giovedì 20 Ottobre 2011, 8.53.10
8
Cazzo te frega... tu bevila !! Prima il sale, la tequila e poi il limone... giù giù...
Pino Biscotto
Giovedì 20 Ottobre 2011, 7.23.54
7
Cazzo centra la tequila?
BILLOROCK fci.
Mercoledì 19 Ottobre 2011, 20.39.01
6
eh w la Tequila....
Radamanthis
Mercoledì 19 Ottobre 2011, 20.28.29
5
Questa è una gran band...w la vodka!
Quorth_on
Mercoledì 19 Ottobre 2011, 13.24.24
4
gran disco
Bloody Karma
Mercoledì 19 Ottobre 2011, 13.11.06
3
già il film di kaurismaki è davvero molto bello...onestamente non saprei giudicare il loro operato musicale...
Jimi The Ghost
Mercoledì 19 Ottobre 2011, 10.34.45
2
...concordo con te Lizard, un film anche "sconvolgente" in particolare offre una possibilità per conservare fredde le birre...Jimi TG
Lizard
Mercoledì 19 Ottobre 2011, 10.29.32
1
Il film e' un capolavoro assoluto, da riscoprire assolutamente.
INFORMAZIONI
2011
SPV
Rock
Tracklist
1. Machine Gun Blues
2. All We Need Is Love
3. Drill-A-Hole
4. Gimme Your Sushi
5. Rock'n'Roll Show
6. I Kill the Dog!
7. Gasolina
8. Buena Vodka Social Club
9. Frijoles Y Lager
10. Wash Your Ass
11. Mule
Line Up
Ville Tuomi (Voce)
Sakke Jarvenpaa (Voce)
Anna Sainala (Voce)
Hanna Moisala (Voce)
Tume Uusitalo (Voce, Chitarra)
Varre Vartiainen (Chitarra)
Pauli Hauta-aho (Chitarra)
Okke Komulainen (Tastiere)
Popo Puolitaival (Sax)
Pemo Ojala (Tromba)
Jay Kortehisto (Trombone)
Timo Tolonen (Basso)
Sami Jarvinen (Batteria)
 
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