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Picastro / Nadja - Fool, Redeemed
( 1190 letture )
Ho sempre ritenuto inutile la pubblicazione degli split album; li ho sempre, o quasi, trovati senza reali motivi di interesse o semplici e fredde operazioni di mercato.
Mi sono avvicinato quindi con molta cautela a questo Fool, Redeemer, album in cui convergono le depressioni in musica dei Nadja, band ''famosa'' nella sua dimensione sperimentale, e Picastro, gruppo indie rock originaria di Toronto con all'attivo cinque album, l'ultimo dei quali, Become Secret, uscito lo scorso anno.

Sin dalle prime note di Skullduggery però ho carpito la vera essenza di questo lavoro davvero molto particolare, in cui le due bands si amalgamano, senza dividersi i pezzi da eseguire, ma divenendo l'una parte dell'altra, e dove i musicisti si susseguono vorticosamente andando a colorare in modo sempre diverso le loro composizioni.
I suoni bizzarri ed obliqui della sopracitata Skulldaggery ci trasportano nel mondo di queste due bands; l'ambient schizoide partorito dai nostri si inasprisce di suoni acustici e sintetici, confluendo in un caos organizzato dove le chitarre fanno capolino timidamente.
La pazzia sonora prosegue con la folkeggiante Fire Perfect, zeppa di strumenti tradizionali in un crescendo climatico monotono nella forma ma non nella sostanza.
Darian vede ancora l'utilizzo di strumenti folkloristici, usati stavolta per colorare paesaggi ambient dall'impatto ancora una volta stravagante ma avaro di momenti noiosi, com'è invece facile trovare in un genere come quello in questione.
A New Soul's Benediction è ricamata dalla bellissima voce femminile di Aidan, e tratteggia paesaggi bucolici e malinconici grazie alla progressione vincente di una chitarra acustica morbida ma incisiva nelle melodie. L'ambient folk stavolta è bagnato da eterei momenti d'abbandono e passaggi crepuscolari dal forte impatto emotivo.
La conclusiva Venom è la ciliegina sulla torta, la canzone migliore del lotto; perfettamente strutturata e bilanciata nonostante i suoi oltre venti minuti di durata.
Qui tutti gli elementi vengono adoperati con cura, amalgamati con perizia e sfacciata bravura: fiumi di chitarre acustiche ed intrecci vocali ne bagnano l'introduzione, l'aria fredda e colma di follia cresce tra folate sintetiche, drone ed ambient oscure e perverse, rumori che si tuffano in un minimalismo sonoro avanguardistico e che si rincorrono incessantemente, la drum machine e i suoni industriali si svegliano dal torpore cullando forti reminiscenze noise rock ed ambientazioni doom, in un tripudio di suoni e colori cupi che si smorzerà solamente nel finale. Il perfetto ed azzardato punto di congiunzione tra i Mogwai ed i Sunn O))).

Queste canzoni sono poesie in musica, astratte, ricche di sfumature, dai tratti sempre diversi; drone, ambient e folk si rincorrono lungo paesaggi semplici, dai sapori mistici, profumi che sanno di antico, musica senza tempo, cibo per la mente e per l'anima.
Un album che lascia il segno, che ci apre i cancelli di un mondo in bianco e nero, dove luci ed ombre convivono senza ostacoli e dove la musica e le sue visioni ne sono i soli abitanti.
Da ascolta e riascoltare, nella notte, sotto le coperte, col solo silenzio come compagno di viaggio...



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
23.07 su 13 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2011
Broken Spine Procuctions
Ambient
Tracklist
1 - Skullduggery
2 - Fire Perfect
3 - Darian
4 - A New Soul's Benediction
5 - Venom
Line Up
Nadja:
Aidan Baker (vocals, guitar, piano, woodwinds, drums)
Leah Buckareff (vocals, bass)

Picastro:
Liz Hysen (vocals, guitars)
Nick Storring (cello)
Brandon Valdivia (drums)
 
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