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Riot - Born in America
( 4095 letture )
Born In America chiude dignitosamente il primo capitolo della saga dei Riot che dopo questo full lenght –il quinto in studio della loro carriera-, si scioglieranno per tornare in auge soltanto cinque anni dopo. Il disco fu distribuito dall’etichetta Quality Records ed in Europa dalla ZYX Records e conferma in sostanza lo stato di forma della band dopo le ottime release precedenti. Nel platter si riscontrano pienamente tutti i classici ingredienti che stanno alla base dell’heavy metal ottantiano (quello più genuino e scevro da qualsivoglia contaminazione): le parti di chitarra, assicurate dal duo Reale/Ventura, sono adeguatamente graffianti sia in sede di riffing che di assoli, l’ugola del compianto singer Rhett Forrester –venne assassinato il 22 gennaio 1994 ad Atlanta- è abrasiva al punto giusto, la sezione ritmica targata Leming/Slavin pesta a dovere. In particolar modo, è il lineare songwriting a raggiungere, tranne in qualche rara occasione, livelli molto buoni. Ho sempre reputato i Riot meritevoli di un successo maggiore rispetto a quello che il pubblico e la critica gli hanno, invece, inopinatamente accreditato; la formazione statunitense fa parte, infatti, di quella schiera di gruppi che per motivazioni a volte nemmeno facili da individuare hanno ottenuto molto di meno rispetto alle loro effettive potenzialità.

Born in America convince da subito grazie alla dirompente ritmica portante della title track (anche se l’anthemico refrain appare un po’ troppo semplice a dire il vero), ottimi gli assoli di chitarra e sugli scudi il vocalism di Forrester, un artista a mio parere forse troppo sottovalutato; la discreta You Burn Me ha un andamento troppo convenzionale e ai limiti dell’A.O.R. per essendo munita di un efficace ritornello; si sale di livello con la seguente Wings Of Fire: introdotto da un fraseggio melodioso sul quale si staglia la bella voce del cantante, il pezzo esplode in un incedere potente sul quale si fa apprezzare il drummer Slavin; il riff portante di Running From The Law figurerebbe benissimo in qualche album dei primi Judas Priest, davvero incisivo nel contesto di un brano tra i più riusciti del disco; apprezzabile anche la cover di Devil Woman, una versione in puro stile metal rispetto all’originale composto da Cliff Richard e risalente alla metà degli anni settanta; le ritmiche arcigne di Vigilante Killer e della saxoniana Heavy Metal Machine unitamente alla cavalcata metal di Where Soldiers Rule sorprendono ancora oggi a distanza di tanti anni per la loro freschezza compositiva. Il compito di chiudere questo ottimo lavoro spetta alla dirompente Gunfighter ed a Promised Land che ha contorni nettamente più inquadrabili nell’hard rock.

In Born in America non si riscontrano eccessive pecche, si tratta di un lavoro di puro amabile heavy metal realizzato, peraltro, nel periodo migliore del movimento e giudicato all’epoca troppo frettolosamente di seconda fascia: è giunto, quindi, il momento che tutti i veri gli estimatori del genere gli accreditino la giusta considerazione!



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
84.01 su 83 voti [ VOTA]
tino
Venerdì 18 Ottobre 2019, 14.18.29
14
certamente ma per motivi anagrafico temporali non mi hanno fatto l'effetto dei soliti maiden judas ryche, leppard, scorpions, ozzy dio mercyful ecc con i quali sono passato dall'adolescenza all'età adulta
Mauri66
Venerdì 18 Ottobre 2019, 12.26.43
13
Tino, spero tu abbia rimediato da grande.....
tino
Venerdì 18 Ottobre 2019, 10.56.39
12
Sicuramente la mascotte non è certo attrattiva come ad esempio l’eddie di the number of the beast…, in un epoca dove si comprava spesso con gli occhi prima che con le orecchie, certe scelte estetiche non sono state certamente d’aiuto. Io personalmente pernso di non aver mai visto un loro disco negli scaffali del mio negozio negli anni 80, e se l’ho visto evidentemente me lo sono scordato perché non mi avrà attirato. Infatti da ragazzo non ho mai ascoltato un disco dei riot…
Mauri66
Venerdì 18 Ottobre 2019, 10.33.22
11
I Riot sono stati uno dei migliori gruppi metal degli anni ottanta senza discussioni! E sinceramente non capisco come possano essere stati così snobbati...soprattutto da certi recensori sapientoni, che il cielo vi strafulmini! Born in America è un grandissimo disco, come lo sono Fire down under, Restless breed i l'incredibile Thundersteel. Up the Riot!!!
Mr Kasparek
Venerdì 24 Novembre 2017, 16.28.31
10
Album davvero molto buono e gratificante all'ascolto. Nella discografia intrisa di capolavori dei Riot (Thundersteel e Fire Down Under su tutti...ma anche Privilege Of Power, Narita e Rock City) sembrerebbe un disco di minore importanza ma in senso assoluto risulta un platter con tantissimi punti di forza e molto superiore alla stragrande maggioranza delle uscite discografiche del 1983. Voto 90
patrik
Giovedì 20 Febbraio 2014, 15.55.05
9
nelle rivalutazioni di genere si rischia di accorpare i fruppi che han fatto storia ,da quelli commerciali che han venduto a questi gruppi onesti ma non proprio brillanti, avete sentito paragonare captain beyond ai deep purple ??? imparagonabili a me i riot non dipiacciono ma da qua a l'imprescindiblie ci corre
dario
Venerdì 6 Dicembre 2013, 20.55.49
8
Grande Lp. Born in America You Burn in Me Heavy Metal Machine Running From The Law Gunfighter brani indimenticabili scolpiti nella storia, a mio parere. 80 il mio voto
Andy '71 vecchio
Martedì 25 Giugno 2013, 10.11.34
7
Ottimo album con un grande Rhett Forrester,dotato di gran voce e timbrica abrasiva,particolare e troppo sottovalutato,come del resto questo album!80 bello pieno!
Acciaio inglese
Domenica 24 Febbraio 2013, 4.08.19
6
quando ascolto "wings of fire" mi viene voglia di spaccare tutto!! grandi Riot e grande Forrester, voto 80
Celtic Warrior
Sabato 6 Ottobre 2012, 15.22.09
5
Io questo purtroppo lo possiedo in cassetta , in vinile ho Fire Down Under che anche mio avviso è l album capolavoro dei Riot come ha detto giustamente The Nightcomer .
Raven
Sabato 6 Ottobre 2012, 15.16.41
4
Uno dei miei vinili...
Celtic Warrior
Sabato 6 Ottobre 2012, 15.13.23
3
Grande Album !! pure qui i trolloni si sono dati da fare abbassando il voto .
The Nightcomer
Lunedì 5 Dicembre 2011, 17.54.27
2
Sono contento di vedere recensiti i Riot su Metallized: questo Born in America, pur essendo un ottimo album, veniva superato da Restless Breed (a proposito, anche per me Forrester meriterebbe una rivalutazione, così come i Riot in generale) e Fire Down Under, a mio avviso il capolavoro dei Riot. Comunque, di questa band si può ammirare la costanza con la quale ha saputo proporsi in termini qualitativi, sia dal punto di vista compositivo che esecutivo. Reale è un grande chitarrista, che ho avuto la fortuna di ammirare dal vivo.
fabriziomagno
Giovedì 20 Ottobre 2011, 23.44.22
1
gran bel disco, niente da aggiungere!
INFORMAZIONI
1983
Quality Records / ZYX Records
Heavy
Tracklist
1. Born in America
2. You Burn in Me
3. Vigilante Killer
4. Heavy Metal Machine
5. Devil Woman
6. Wings of Fire
7. Running From The Law
8. Where Soldiers Rule
9. Gunfighter
10. Promised Land
Line Up
Rhett Forrester (Voce)
Mark Reale (Chitarra)
Rick Ventura (Chitarra)
Kip Leming (Basso)
Sandy Slavin (Batteria)
 
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